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FINANZA AZIENDALE, ANALISI FINANZIARIA E CORPORATE FINANCE

PROF. ANDREA FERRARI

CORSO CLEA

A.A. 2018/2019

DISPENSA RELATIVA A: Analisi di bilancio, riclassificazione. Indici e rendiconto

ANALISI FINANZIARIA E ANALISI DI BILANCIO

Insieme di tecniche di indagini che, attraverso, l’esame dei valori riportati nel bilancio d’esercizio,

offre un quadro conoscitivo della gestione aziendale nel tempo.

Finanza = cassa, entrata, moneta (movimenti)

Guardare in ottica finanziaria significa andare a ricercare i movimenti che stanno dietro al bilancio

à

d’esercizio, osservando quindi la dinamica finanziaria (dinamica delle entrate e delle uscite

rendiconto finanziario).

IL BILANCIO D’ESERCIZIO è una documentazione contabile di sintesi in cui sono rappresentati:

• Il capitale, cioè le risorse a disposizione dell’impresa per lo svolgimento dei processi

produttivi;

• Il risultato economico (RE), cioè l’utile o la perdita relativo ad un periodo di tempo (anno o

frazione di anno).

La prospettiva nella quale il bilancio di esercizio si colloca è il normale funzionamento

dell’impresa.

Esso ci da una rappresentazione dello stato degli investimenti che ha effettuato l’imprenditore ad

una certa data.

Quando si parla di bilancio e analisi di bilancio, non prendo in considerazione solamente lo SP e il

CE, anche se significativi ed importanti, ma esso è composto anche dalla “relazione sulla gestione”

contenente informazioni, dati ed elementi necessari all’impresa per guardare nel suo complesso il

tutto; inoltre è presente la nota integrativa, la quale è importante per l’analisi di bilancio al fine di

ottenere ed individuare le informazioni aggiuntive riguardo alcuni aspetti e dati inseriti nel bilancio.

Per quanto riguarda le imprese (non finanziarie), gli allegati di bilancio non sono tanti oltre la nota

integrativa.

Invece, per quanto riguarda per esempio una banca, gli allegati di bilancio sono in un numero molto

ampio poiché la complessità di gestione di una banca o di una impresa finanziaria, è molto

maggiore rispetto a quella di una impresa non finanziaria.

Il bilancio d’esercizio è predisposto per:

• Controllare la dinamica della gestione sotto l’aspetto reddituale, finanziario e

patrimoniale, per fare il punto della situazione attuale e orientare il profilo della futura

à

gestione questo obiettivo può essere raggiunto con altri strumenti di controllo direzionale

ma, soprattutto nelle imprese di minori dimensioni che non dispongono di tali strumenti, in

primo luogo la contabilità analitica, l’analisi dei dati di bilancio arricchita da tutta la

strumentazione contabile ed extracontabile dell’azienda, costituisce il principale strumento

di conoscenza e di controllo della gestione;

• à

Adempiere ad obblighi di informativa esterna imposto dalle norme civilistiche le

società devono mettere periodicamente a disposizione degli stakeholders (azionisti,

creditori, clienti…) ossia tutti coloro che a diverso titolo sono interessati alle vicende

dell’impresa, un complesso di informazioni che consentano di esprimere giudizi in merito

alla gestione sotto il profilo economico, finanziario, patrimoniale.

È evidente che l’analisi di bilancio condotta dall’esterno sulla base della documentazione

pubblica disponibile agli outsider è soggetto a maggiori limiti, poiché sulla sua capacità

segnaletica dipende dall’attendibilità delle informazioni contenute nel bilancio.

L’informazione esterna, anche se diretta principalmente nei confronti dei finanziatori, va ad

esaudire le esigenze di altri soggetti anche se non diretti finanziatori dell’impresa.

Per adempiere gli obblighi informativi, ci sono delle norme di legge che impongono che il

bilancio deve essere predisposto secondo determinare regole e principi contabili.

IL SISTEMA INFORMATIVO (MINIMO) COSTITUITO DAL BILANCIO PUBBLICO

D’IMPRESA

Prospetti base: stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa.

I documenti complementari alla redazione del bilancio d’esercizio sono:

• La relazione sulla gestione;

• La relazione dei sindaci;

• Il prospetto riassuntivo dei dati di bilancio essenziali delle società collegate e, se l’impresa

controlla altre società, il loro bilancio integrale;

• Il bilancio consolidato;

• La relazione sulla gestione di gruppo

Per le imprese/società quotate in borsa è richiesta inoltre la relazione di certificazione del bilancio e

la relazione semestrale e trimestrale degli amministratori.

I prospetti base del bilancio rappresentano una forma e una struttura speciali.

à à

Forma rappresentazione grafica scalare oppure a sezioni contrapposte è il modo con cui si

presentano i dati.

Da tempo il bilancio delle imprese non finanziarie ha una rappresentazione grafica scalare (art.2424

e 2424 bis del Codice Civile).

à

Struttura modalità di aggregazione dei valori (ad es: Conto economico a costo del venduto; CE a

à

valore della produzione e a valore aggiunto) si intende il modo in cui vengono aggregati i valori.

CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE POSTE

Per destinazione economica e/o gestionale (ruolo, funzione)

• Attività accessorie, attività monetarie, attività operative, debiti finanziari, debiti di

funzionamento;

• Capitale fisso o circolante

• Immobilizzazioni (uso durevole), attività di esercizio (uso temporaneo);

• Immobilizzazioni materiali, immobilizzazioni immateriali, immobilizzazioni finanziarie;

• Costi amministrativi, costi di produzione, costi commerciali

Per natura economica o causa economica (genere, specie, tipo, tipologia di fattori produttivi a cui

sono collegati)

• Costo del personale, acquisti materie prime, costo dei servizi, costi per il godimento di beni

di terzi, acquisto materiali di consumo, spese telefoniche, spese di trasporto, deb. Vs

fornitori, mutui, obbligazioni, crediti vs clienti

Fornitore che mi fa un prestito: debiti finanziari

Fornitore che mi vende la merce: debito di funzionamento

ANALISI DI BILANCIO

Per analizzare il bilancio bisogna tener conto di come il bilancio si presenta.

Bisogna riorganizzare il bilancio in modo da rendere produttivo, efficiente ed efficace.

Limiti alla riclassificazione del bilancio:

C’è un aspetto che mi limita la riclassificazione del bilancio: dipende dall’analisi che compio,

quindi se sono un analista interno o esterno.

Se sono un analista interno, non si hanno limiti di conoscibilità delle poste di bilancio poiché lavoro

all’interno dell’impresa presa in questa e quindi ho la massima possibilità di ottenere le

informazioni; invece se sono un’analista esterno, non ho queste informazioni di conoscibilità.

Es: una banca che analizza il bilancio di un’impresa che le ha chiesto un finanziamento, non ha

accesso a tutte le informazioni ma si deve adattare alle informazioni che l’impresa le fornisce

attraverso il bilancio redatto secondo i principi del C.c.

La banca quindi ha dei limiti nella riclassificazione del bilancio, limiti imposti dal fatto di essere un

soggetto analista esterno.

Riclassificazione del bilancio:

È necessario riclassificare il bilancio per:

• Rielaborare e riesporre in forma appropriata informazioni e valori in modo da rendere

possibile l’applicazione di tecniche di analisi;

• Rendere il bilancio “leggibile”, quindi aumentare il grado di comprensibilità e di

interpretazione delle informazioni.

La riclassificazione, ossia la riesposizione secondo criteri definiti delle poste di bilancio, risponde

all’esigenza di organizzare le informazioni in modo funzionale all’analisi che si intende svolgere.

Più in dettaglio, la riclassificazione consente di:

• Individuare aggregati significativi dell’attivo, del passivo e del Conto economico e renderli

confrontabili nello spazio (tra le imprese) e, nell’ambito della stessa impresa, nel tempo.

• Applicare indicatori di bilancio a classi di valori omogenee;

Gli aggregati devono essere significativi dal punto di vista economico e finanziario.

Per effettuare tutto questo processo ci sono delle prescrizioni e dei criteri di riclassificazione.

CRITERI DI RICLASSIFICAZIONE

à

1. Finanziario liquidità naturale delle poste attive, esigibilità delle passività, breve

à

termine/lungo termine lo si applica quasi esclusivamente ad uno SP;

à

2. Funzionale destinazione/funzione (destinazione economica e/o gestionale), collegamento

degli elementi dell’attivo e del passivo alle aree gestionali che li hanno originati.

La riclassificazione in modo funzionale è principalmente diretta a separare la gestione caratteristica

da quella extra-caratteristica (non caratteristica).

Il criterio finanziario si basa appunto sulla liquidità e sull’esigibilità delle poste di bilancio.

E’ applicabile al solo SP.

Il criterio funzionale applica un criterio di riclassificazione delle poste per destinazione economica

o gestionale.

In questo criterio uno degli aspetti fondamentali è la suddivisione in aree gestionali: la gestione è

ovviamente unitaria però per comodità di analisi si suddivide la gestione in varie parti.

1. La prima distinzione importante è quella tra gestione caratteristica e quella non

caratteristica: la gestione caratteristica è quella definita anche tipica ed è quella per cui

l’impresa è nata, si sviluppa e cresce. È sostanzialmente la mission, la sua attività

economica. Le altre aree non caratteristiche (gestione extra-caratteristica) sono quelle

finanziarie, accessorie, fiscale e straordinarie (tutto quello che non rientra nell’attività

principale e operativa dell’impresa.

a) Quando si parla di gestione caratteristica si fa riferimento alle operazioni di acquisizione

e di impiego dei fattori produttivi, di trasformazione, di commercializzazione, di vendita

e di amministrazione poste in essere dalla “organizzazione” per soddisfare il mercato di

à

riferimento insieme di quelle operazioni poste per produrre e vendere.

La gestione caratteristica/operativa esprime un proprio risultato economico, cioè il suo

risultato. Esso è indipendente dal modo in cui l’impresa si finanzia ed è rilevante per noi

perché ci consente di separare l’attività principale dell’impresa dalla sua finanza.

La distinzione tra gestione caratteristica ed extra-caratteristica quindi ha come obiettivo

principale quello di separare l’attività vera e propria dell’impresa dall’attività

finanziaria.

La gestione caratteristica esprime un proprio risultato economico: il reddito operativo

della gestione caratteristica, indicatore che rileva il grado di redditività operativa in via

relativamente indipendente dal modo in cui l’impresa si finanzia.

b) Quando si parla di gestione extra-caratteristica si fa riferimento alle operazioni

estranee all’attività tipica/principale dell’impresa.

Le operazioni rientranti in questa area gestionale sono identificabili in via residuale e

riconducibili ad aree gestionali di natura diversa (finanziaria, patrimoniale, accessorie e

straordinarie, fiscale).

Rientrano in questa area tutte le operazioni relative allo svolgimento di attività

produttive collaterali e comunque secondarie rispetto a quelle che qualificano la gestione

tipica/operativa.

Sia nel caso dello SP che del CE abbiamo questa separazione tra gestione caratteristica e

gestione extra-caratteristica.

RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE

Cosa esprime lo stato patrimoniale?

L’attivo patrimoniale rappresenta il capitale investito nell’impresa (le risorse a disposizione, le

risorse possedute, i beni materiali e immateriali, i crediti, il denaro in cassa) cioè: risorse finanziarie

liquide.

Accanto alle risorse finanziarie liquide, l’attivo evidenzia quindi il complesso di investimenti in

attesa di essere realizzati/trasformati in forma liquida, cioè in moneta.

Dal punto di vista finanziario, tutto quello che è presente nell’attivo, nel tempo mi ha richiesto un

esborso di denaro ma quello che ho acquistato è ancora presente e lo sto utilizzando per svolgere la

à

mia attività e raggiungere i miei obiettivi investimento = capitale investito.

L’attivo ha richiesto cassa, assorbendo risorse e successivamente in un secondo momento libererà

risorse (dal lato del passivo).

Il passivo (e netto) rappresenta le fonti di copertura finanziaria al capitale investito.

Mi indica quindi come ho potuto coprire le spese di acquisto e indica i finanziamenti effettuati al

fine di ottenere le risorse necessarie allo svolgimento dell’attività di impresa.

NB: il passivo (e netto) misura i diritti dei finanziatori (creditori e proprietà) sulle attività.

Quali sono i diritti dei creditori/dei proprietari/azionisti/soci?

Il diritto del creditore è quello della remunerazione incondizionata, quindi del pagamento degli

interessi sul denaro prestato e alla restituzione del capitale stesso.

I diritti degli azionisti sono quello della remunerazione condizionata residuale, cioè dettata

dall’esistenza di utili al fine dell’esercizio e dopo aver pagato gli interessi, gli stipendi e coperto

tutte le spese esistenti (gli azionisti verranno pagati una volta coperte tutte le altre spese); altro

diritto è quello della ripartizione del capitale netto in caso di cessazione/liquidazione dell’attività.

Sia la distribuzione degli utili che la ripartizione del capitale netto danno vita ad uscite di cassa.

Come si riesce a pagare i creditori (rimborsando i debiti e pagando gli interessi) e come faccio a

pagare e/o a distribuire gli utili agli azionisti?

In una visione finanziarie il denaro utile per effettuare il pagamento dei creditori e la distribuzione

degli utili agli azionisti deriva dai flussi di cassa prodotti dall’impresa nel corso del tempo.

I diritti dei miei creditori e degli azionisti trovano sistemazione e copertura tramite la produzione di

flussi di cassa prodotti dall’impresa.

L’utile invece ci serve per un aspetto economico, ma rilevante è l’aspetto finanziario (flussi di

cassa).

RICLASSIFICAZIONE SECONDO CRITERIO FINANZIARIO

1. Seguendo il criterio finanziario, i componenti dell’attivo sono classificati in base alla loro

liquidità, cioè in base alla loro attitudine a trasformarsi in risorse monetarie (entrate), entro il

breve termine.

Si distinguono in tal modo le attività a breve termine dalle immobilizzazioni.

Le attività a breve termine sono destinate a tradursi in moneta entro breve termine; le

immobilizzazioni partecipano a più cicli economici producendo ricchezza finanziaria lungo un arco

temporale più esteso.

NB: entrambe vanno rettificate al netto dei fondi di rettifica presenti nel passivo (fondi

ammortamento, fondi di svalutazione ecc..).

Precisazioni:

• La liquidità di un investimento è valutata in ipotesi di continuità della gestione: ci si pone in

ottica di funzionamento per cui non può essere considerato liquidabile nel breve termine un

investimento se ciò compromette la capacità di sopravvivenza dell’impresa e la possibilità di

accrescerne il valore;

• Il periodo convenzionalmente usato per separare il breve dal lungo termine: la distinzione

sarebbe significativa se fosse compiuta in riferimento alla durata del ciclo operativo

aziendale che comprende le fasi di provvista, trasformazione e vendita. L’esercizio

rappresenta quindi un riferimento pienamente valido solo se il ciclo operativo è uguale o

inferiore all’anno.

2. Secondo il criterio finanziario, gli elementi del passivo (e netto) è classificato in base

all’esigibilità, cioè in base alla sua attitudine a richiedere esborsi monetari entro oppure oltre

l’esercizio.

Si distinguono così:

• le passività a breve termine, vale a dire i debiti che devono essere rimborsati entro un anno

o che, pur essendo a tempo indeterminato, l’impresa può essere chiamata a restituire in

qualsiasi momento

• le passività consolidate, cioè i debiti con scadenza oltre l’esercizio

• capitale netto, per il quale non sussiste alcun obbligo temporale di rimborso. Il capitale

netto è quindi costituito dalla differenza tra il valore dell’attivo e i debiti ed esprime il diritto

residuale dei portatori di portafoglio di rischio sulle attività aziendali.

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO (CCN) in senso finanziario, è dato dalla differenza tra le

attività e le passività a breve termine.

Dal segno e dalla dimensione del CCN derivano indicazioni circa la presenza di equilibrio

finanziario, ossia il rispetto della regola generale secondo cui i fabbisogni durevoli debbono essere

finanziati da fonti stabili, mentre i fabbisogni variabili devono essere coperti da fonti a breve

termine.

v Se il CCN assume valore positivo, esiste un surplus di investimenti liquidabili a breve

à

rispetto agli impegni finanziari caratterizzati dallo stesso orizzonte temporale in teoria,

l’impresa dovrebbe essere in grado di fare fronte ai debiti in scadenza senza ricorrere alla

liquidazione di investimenti per loro natura destinati a produrre ricchezza finanziaria nel

lungo periodo e/o senza contare sul rinnovo o sulla sostituzione dei debiti giunti a

maturazione.

v In alternativa, se le passività a breve termine > attività a breve termine, il CCN assume

valore negativo, indicando quindi una inadeguata relazione tra il profilo temporale degli

impieghi e delle fonti di finanziamento.

ARTICOLAZIONE RICLASSIFICAZIONE STATO PATRIMONIALE

La riclassificazione dello Stato Patrimoniale

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher riccardo.melegoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Ferrari Andrea.
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