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Introduzione

L'origine: è ciò che consente una indefinita serie di inizi; la più stabile è quella che non può separarsi dall'origine del tutto; come origine comune di tutte le cosa: è ciò che è presente in ogni momento e in ogni spazio che costituisce il mondo; furono i greci a pensare che tutto avesse un'unica origine e la chiamarono arke = principio; i greci hanno pensato che il diritto avesse un'origine inscindibile dal Principio e che da esso avesse ricevuto una struttura necessaria a regolare sempre e ovunque i rapporti umani.

Secolarizzazione: denominazione del processo storico contemporaneo che riguarda la discussione sul monopolio dello stato della produzione del diritto e la funzione della legge come fonte della sua stessa produzione portata avanti da teorici contemporanei.

All'origine del pensiero: lo sguardo su tutto

I greci: i primi a concepire l'idea di "tutto" (intero). L'intero: visto da Platone come "la somma delle parti più qualche cosa d'altro". Sono necessarie queste due condizioni affinché queste parti si intendano come somma di un medesimo intero:

  • Che si disponga di un criterio capace di individuare quell'intero rispetto ad altri;
  • Che si esplicitino quali caratteristiche debbano avere tutte le sue parti oltre a quella di presentare un'estensione quantitativamente minore rispetto al tutto.

L'idea di intero implica la presenza di tutte le sue parti, delle quali fanno parte tutte le realtà possibili, ma anche di qualcos'altro; consideriamo l'intero come qualcosa capace di comprendere ogni realtà possibile, se ci esponiamo con tentativo di voler guardare oltre gli eventi quotidiani o epocali, cioè ciò che ci appartiene, potremmo:

  • Imbatterci nel nulla;
  • Trovare un qualcosa che oltrepassa ogni conosciuta dimensione.

"L'intero non è un oggetto del pensiero" <- primo teorema della filosofia. Quest'oggetto presuppone l'esistenza di un soggetto che lo concepisce e che lo determina quindi nessun oggetto può essere l'intero dato che presuppone oltre a sé l'attività e la forma chiunque neghi questo teorema è irrimediabilmente viziato e trascina nell'infondatezza tutte le sue possibilità conseguenze. Es: stoicismo e scientismo. Per loro la totalità è costituita soltanto da quanto appare nella storia oppure dai fenomeni oggetto di conoscenza e che il tutto sia solo la somma dei fenomeni o degli oggetti è ciò che è a disposizione della volontà. Visti come indefinitamente estesi e non un intero.

L'ignoranza di questo principio costituisce un errore originario che prelude ad una visione nichilistica del mondo e si ripercuote nella costituzione di:

  • Contraddizioni,
  • Manchevolezze,
  • Dogmatismi.

Se tutti gli elementi del mondo fossero oggetti si potrebbero propagandare valori come:

  • La dignità dell'uomo,
  • L'eguaglianza sociale,
  • Ecc..

Convincimenti emotivi resta la dura certezza che ci sono solo oggetti al mondo anche l'uomo diventa oggetto esposto ad ogni forma di manipolazione ed utilizzazione quindi tutto dipenderà dal soggetto più potente tutto si potrebbe ridurre alla teoria nichilista secondo la quale tutto perisce e di conseguenza gli oggetti perdono importanza e tutto si riduce al niente. Il nichilismo può essere visto nell'esperienza di quei soggetti che considerano la realtà come puro oggetto del loro arbitrio.

Il teorema non basta da solo a superare la tentazione nichilista, è accompagnato dall'occhio indagatore dello spirito critico di chi si sa sporgere oltre l'apparenza. Ci si domanda se anche il sapere è coinvolto nella visione nichilista, se così fosse l'uomo sarebbe il solo arbitro del ragionamento critico grazie a questa concezione l'uomo è riuscito a guardare il mondo con uno sguardo nuovo producendo discorsi considerati al tempo razionali che aspiravano a non dipendere da assunzioni smentibili o a sottrarsi dal confronto con opinioni opposte.

Principio

"Il principio è ciò che è in ogni cosa e non si esaurisce in nessuna di esse, né nella loro somma" nozione di principio che appartiene al linguaggio comune e con essa si può indicare e individuare l'unitarietà degli insiemi di oggetti di ogni insieme è proprio un principio che lega tutte le sue parti; es:

  • Coesistenza nelle operazioni aritmetiche;
  • Commestibilità nei cibi.

Bisogna andare oltre il semplice principio che accomuna gli elementi ad un medesimo insieme, ma si deve pensare:

  • Alla realtà nel suo insieme,
  • All'insieme di tutte le realtà esistenti,
  • All'intero.

Il principio: è un'idea necessaria e innegabile la sua negazione si rivela contraddittoria e implica che in ogni cosa si sveli una realtà propria a tutte ma che non si identifica con nessuna di esse. Negare l'esistenza del principio equivale all'immaginare l'universo come un insieme di punti privi di relazione tra loro la stessa mancanza di relazione viene vista come un principio comune a tutte le cose e non si esaurisce nella loro somma l'unica cosa che si identifica con questo principio è la morte questa viene vista come una conclusione contraddittoria. La mente e il pensiero è condotta verso il principio nel principio come destino del pensiero risiede anche il destino del diritto e la possibilità che questo si formi come insostituibile strumento di ricerca della verità e della libertà oppure utile per ottenere la pace sociale ridotta ad ordine esteriore anche se ottenuta con qualsiasi tipo di azioni possibili la modernità ha sospeso ogni riflessione sul idea di principio.

Principio è come l'acqua

Il primo a parlare di principio fu Talete (VII sec.- Mileto, Grecia). Riti Orifici: cerimonie religiose annuali greche istituite dalla popolazione per sollevarsi dal peso della morte e del proprio annientamento, durante questi riti veniva celebrato l'eterno ritorno di ogni cosa e di ogni evento, avevano una funzione consolatoria, non avevano nessuna garanzia razionale perché facevano riferimento a:

  • Superstizioni,
  • Riti magici,
  • Credenze.

I greci credevano nella ciclicità della vita e del tempo che è in contrapposizione con la concezione attuale lineare del tempo. Talete: constatava che ogni cosa nell'universo fosse presenta un alcunché che è presente in tutte le cose ma al perire di esse non si esaurisce né nella loro individualità né nella loro somma; chiama questo alcunché con il nome di archè (il principio) da questa riflessione di Talete nasce l'idea di pensiero come capacità della mente di recepire e comunicare ciò che non ha alternative; (non può essere negato ma solo contraddetto) col pensiero nasce l'Occidente e quella forma tipicamente occidentale del sapere = filosofia luogo spirituale che conosce la sua superiorità rispetto al resto del mondo nel momento in cui concepisce l'universale è impossibile concepire lo sviluppo dell'umanità come assimilazione delle varie civiltà in un unico modello culturale questa concezione era propria dei "barbari" considerati forestieri alla cultura occidentale e non all'area geografica (o comunque non sempre) va invece difesa la molteplicità delle visioni del mondo come espressione di "molte cose" dove dimora il Principio, permettendo di comunicare questa concezione è la conquista e il vanto della cultura occidentale.

L'acqua e la morte

Talete: pensò che il principio era come l'acqua può assumere le più diverse forme senza che nessuna sia la sua forma propria anche il principio è in ogni possibile forma presente e futura senza che nessuna di esse o la loro somma rappresenti la sua propria. Milesio: individuò nell'acqua l'elemento comune di ogni materiale e principio di ogni cosa (scienziato) sosteneva che ciò che sicuramente non si cancella e non varia in ogni forma (umana e non) è la sua cancellazione. Interpretazione marxista: dato che l'interesse economico governa ogni rapporto tra gli uomini, l'acqua sarebbe principio perché attraverso di essa (mari) si svolgono gli scambi commerciali se l'acqua può assumere ogni forma -> ciò che da forma all'acqua non è acquatico quindi se il principio è come l'acqua -> è perenne e le forme sono destinate a perire così il principio è tale solo quando le forme particolari si cancellano, il principio viene concepito come Indifferenziato (il principio è come l'acqua quando questa non ha una forma = indifferenziata) il principio è comprensibile solo quando tutte le conseguenze si annullano e di conseguenza tutte le cose con le loro differenze sono destinate a perire concepito come indifferenziato il Principio si identifica con la morte comune a ogni ente ripete la struttura del principio destino comune ad ogni esistenza (bisogna vedere oltre l'apparenza per comprenderlo).

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher arianna.sottile di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Sommaggio Paolo.
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