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Hobbes ritiene che
• Fisicamente l’uomo possa muoversi liberamente come un sasso che rotola
• Quando ci si riferisce ad altro che non sia un corpo si sta compiendo un abuso in quanto non è
soggetto a movimento.
Quello che si definisce “libero arbitrio” non designa alcun movimento della “volontà” (come se questa fosse
libera d’agire) o dei desideri o delle inclinazioni umane ma come la capacità di muoversi senza trovare
arresti soddisfando quello che vuole, desidera fare (libero movimento del corpo).
L’uomo non è libero d’agire se tutte le azioni che compie sono determinate da una catena consequenziale
precedente ovvero si prende una decisione al posto di un'altra in base all’andamento della catena
consequenziale. La prima causa di tutta la catena è Dio
Non esiste il libero arbitrio a fare il bene oppure no, gli esseri viventi si muovono come corpi, il loro agire è
guidato dal potere che determina la loro libertà.
Tutto ciò che si può dire in difesa della libertà è legato a quanto si può fare con la libertà.
La libertà riguarda il potere rispetto a quello che si vuole o non si vuole fare allora timore e libertà sono
compatibili poiché si può sia:
• Ubbidire alle leggi in quanto tali
• Ubbidisce alle leggi poiché si teme la punizione.
Gli uomini ubbidiscono alla legge poiché temono la punizione altresì sono consapevoli che potrebbero
disubbidire.
Tutte le azioni che gli uomini compiono contro le leggi possono essere evitate in quanto si ha la libertà di
scegliere.
[definizione di libertà che sfugga da ciò per domani]
Legge di Natura
Diritto di natura: spazio di operatività di ogni individuo all’infuori di un ordine artificiale che tenga tutti in
assoggettazione.
“La legge di Natura è un precetto o una regola generale scoperta dalla ragione, che proibisce ad un uomo di
fare ciò che distruggerebbe la sua vita o che gli toglierebbe i mezzi per conservarla, e di non fare ciò che egli
considera meglio per conservarla.” (ovvero di non fare tutte quelle cose che non si considerano le migliori
per conservarla)
Diritto: libertà di fare o di astenersi dal fare [libertà]
Legge: determina e obbliga a una delle due cose [obbligo]
La legge naturale è una scoperta della ragione umana ed è naturale poiché concerne “la spinta naturale
dell’uomo” ovvero la conservazione.
Nello stato di natura se io ho il potere di assoggettare un altro uomo ho anche il diritto di farlo poiché il suo
potere e quindi la sua libertà e il suo diritto sono inferiori ai miei; si deve ricordare che in uno stato di natura
resiste chi annienta tutti gli avversari. Se il potere è la libertà, la libertà è l’assenza di impedimenti esterni.
=> Quindi se si uccide un'altra persona non si viola il diritto di quella persona poiché il diritto è
proporzionale al potere quindi il suo potere è inferiore al mio.
Finché vige il diritto naturale la vita degli uomini è breve, meschina, misera e triste poiché distante dalla
misura della felicità ma in una condizione di diritto naturale non c’è violazione del diritto di alcuno.
“finché dura questo diritto naturale di ciascuno a tutto, nessuno può avere la sicurezza, per quanto forte o
saggio sia, di vivere per tutto il tempo che la natura permette solitamente di vivere agli uomini.”
Il problema è la costituzione di un ordine capace di garantire il diritto di tutti.
4/4/2017
Nello stato civile la legge determina lo spazio all’interno del quale si esercita il proprio diritto.
Condizione di guerra= condizione naturale
Il diritto deve essere limitato poiché essendo per definizione privo di misura.
La ragione scopre la prima delle leggi naturali
1 legge Naturale
“Ciascuno debba cercare la pace per quanto ha speranza (= ragionevole previsione sul futuro) di ottenerla, e
che, se non è in grado di ottenerla, gli sia lecito cercare e utilizzare tutti gli aiuti e i vantaggi della guerra”
2 Legge di Natura
“Difendersi con tutti i mezzi disponibili”
“Esser disposti, quando anche gli altri lo siano, a rinunciare, nella misura in cui lo si ritenga necessario alla
pace e alla propria difesa, al diritto su tutto e ci si accontenti di avere tanta libertà nei confronti degli altri
quanta se ne concede agli altri nei confronti di sé stessi.”
La seconda legge chiarisce la dinamica della prima.
Afferma di rinunciare sul diritto di tutto a condizione che ciò sia necessario alla pace e alla propria difesa. La
rinuncia non deve limitare le possibilità di esistere.
La legge del Vangelo stessa asserisce “Qualunque cosa tu pretendi gli altri facciano per te, falla tu per loro”
(Matteo VII, 12) ovvero asserisce una dinamica di fiducia necessaria per l’uscita dello stato di natura.
Nello stato di natura ci si fida solo per un determinato scopo in quanto l’uomo, essendo un animale
insaziabile, si allea momentaneamente solo per veder soddisfatti i propri bisogni. L’ uomo non è quindi
sfiducioso verso il prossimo ma è costituito così per natura. Tale sfiducia è la struttura antropologica con cui
l’animale uomo è costituito e non un pessimismo antropologico. 15
Se non c’è una garanzia che tutti si privino del proprio diritto è sempre ragionevole non cederlo poiché ci si
esporrebbe “come preda”. È ragionevole cedere il proprio diritto se anche tutti lo fanno, il problema è avere
la garanzia che tutti lo facciano.
Se gli uomini fossero completamente razionali un potere terzo non servirebbe in quanto gli uomini
riuscirebbero a coesistere..
Cosa significa cedere un diritto quando, in una condizione di assenza di potere comune, tutti lo hanno?
“Abbandonare un diritto su qualcosa significa privarsi della libertà di impedire ad altri di giovarsi del
proprio diritto sulla stessa cosa. Infatti, colui che abbandona un suo diritto o lo trasferisce, non dà ad un altro
uomo un diritto che quest’ultimo prima non possedeva, perché non esiste niente a cui ciascun uomo non
abbia diritto per natura, ma si limita a togliersi dalla sua strada perché egli possa godere del suo diritto
originario senza essere ostacolato né da lui né da altri. Di conseguenza, l’abbandono di un diritto da parte di
qualcuno si ripercuote su qualcun altro soltanto come una corrispondente diminuzione di ostacoli all’uso del
proprio diritto originario.”
Cedere un diritto non vuol dire “dare qualcosa a qualcuno” ma “togliersi” e lasciare uno spazio vuoto
corrispondente alla cessione del prorpio diritto naturale su tutto. Il gesto di “togliersi” deve essere inteso non
come una rinuncia ma come un “lasciar spazio” ad altri, riducendo loro gli ostacoli per il godimento del
diritto.
[Il posto di potere diventa lo spazio vuoto]
Tutto ciò passa per una logica del diritto e quindi di contratto.
Modalità di deposizione del diritto:
• Rinuncia: “Quando non ci si preoccupa di sapere su chi ricade il beneficio della rinuncia”
• Trasferimento: togliersi il diritto a favore di qualcuno
Giustizia
“E quando, in un modo o nell’altro, si è abbandonato o ceduto un proprio diritto, si dice allora che si è
OBBLIGATI o TENUTI a non ostacolare coloro ai quali questo diritto è stato ceduto o abbandonato, dal
giovarsene e che si deve, ed è proprio DOVERE, non vanificare quell’atto volontario, perché il frapporre un
simile ostacolo equivarrebbe ad INGIUSTIZIA e INGIURIA, essendo sine jure. Infatti, si è in precedenza
rinunciato a quel diritto o lo si è trasferito. Perciò l’ingiuria o l’ingiustizia nelle controversie del mondo è
qualcosa di simile a ciò che nelle dispute scolastiche viene chiamato assurdità. Come in quella sede, infatti, è
chiamata un’assurdità contraddire ciò che si è sostenuto all’inizio, così nel mondo si chiama ingiustizia o
ingiuria l’atto di rendere volontariamente inefficace ciò che si è fatto volontariamente all’inizio. “
Completa giuridificazione della nozione di giustizia. Una volta ceduto il diritto se si compie un’azione volta
al riacquisto del potere si sta commettendo un’ingiustizia essendo “sine jure”. Infatti se si ha
precedentemente ceduto il potere al sovrano e quindi non si ha più il potere per intervenire.
“Ingiuria o ingiustizia è l’atto di rendere volontariamente inefficace ciò che si è fatto volontariamente
all’inizio”
Si cede il diritto per la pace e quindi è sciocco voler riprendersi il potere. Quando altresì si resiste per la
propria vita si è “in Jure” poiché si cede il potere e non la propria vita. Infatti “non è possibile che un uomo
abbandoni il diritto di resistere a chi lo assale con la forza per togliergli la vita, perché non è concepibile che
aspiri con questo mezzo ad un qualunque bene per se stesso”
Si è vincolati quando posso riconoscere la natura del vincolo che mi obbliga. La legge deve essere sempre
manifesta. Le leggi sono solo parole e quindi serve un potere che incuta timore nel caso della violazione.
Il corpo fisico si muove solo per interesse o in senso opposto se teme un male.
“il motivo e lo scopo per cui si compie una rinuncia.”
La passività di fronte ad ogni situazione è inconcepibile poiché ogni individuo vuole tutelare la propria vita.
Modi di trasferimento del potere
• Contratto: Il trasferimento reciproco [e immediato] di un diritto
• Patto: “uno dei contraenti può cedere la cosa oggetto del contratto da parte sua, e permettere che
l’altro adempia la sua parte in un determinato momento successivo, accordandogli fiducia durante
questo periodo di intervallo. In questo caso il contratto, per parte del secondo contraente, si dice
PATTO o CON-VENZIONE [Pact or Covenant]. Entrambe le parti possono anche stipulare ora di
adempiere il contratto successivamente.”. è qualcosa che succede in un periodo di tempo definito e
non immediato.
In una dimensione di assenza di garanzia si deve pensare all’immediatezza del contratto e non alla dilatezza
temporale del patto.
• Donazione: “Quando il trasferimento di un diritto non è reciproco, ma una sola delle parti lo
trasferisce con la speranza di ottenere con ciò l’amicizia o i servizi di un’altra persona o dei suoi
amici, oppure con la speranza di guadagnarsi la repu