Monoteismi e democrazia
Monoteismi sono abramitici, ed in essi si obbedisce solo a Dio. Nell'islam, tra Corano e Sunna (vita del profeta), sono regolati tutti gli aspetti della vita. In democrazia le soluzioni sono trovate tramite confronto e mediazioni, e si obbedisce alle norme condivise dalla società, il cui rispetto è fondato sulla volontà della maggioranza (democrazia) o su volere di Dio (non transeunte).
In democrazia conta l'uomo e la sua volontà, nei monoteismi Dio e la sua volontà. Se non è possibile la trasgressione (es. leggi della fisica) non si tratta di norma giuridica: in caso di forza maggiore non si ha imputabilità. La giustificazione della norma deve sempre essere basata su un criterio a monte: nella concezione moderna nessuna norma può trarre obbligatorietà da sé stessa: né la prescrittività (uso della forza anche nei reati) né la semplice promulgazione bastano. La norma fondata su criteri logici e condivisi è trasgredibile ma non ricusabile.
Rapporto tra democrazia e monoteismo
Il rapporto tra democrazia e monoteismo nasce dal confronto tra Europa (Grecia) e Asia (Persia) quando il mondo era solo due continenti, che nel 490 a.C. combattono le guerre persiane. L'Europa era conosciuta, l'Asia dai Dardanelli fino all'India e l'Africa, ma solo la parte nord.
Dall'800 il colonialismo rinasce l'idea di scontro Occidente-Oriente come giustificazione alle guerre e dominazioni, da cui nasce lo studio dell'orientalismo (scoprire e studiare Asia, costumi e cultura altrui), quando i Greci scoprono usi, culture e costumi dei persiani (enorme impero dall'Indo all'attuale Turchia, tutta l'Asia). In epoca moderna, dall'800 alla metà del 900, con il colonialismo moderno (europei tra il 1815 e il 1914 controllavano circa l'85% delle terre emerse) con protagonisti Inghilterra e Francia (maggiori orientalisti).
L'ambiguità dell'orientalismo
Nell'orientalismo è insita un'ambiguità: perché Oriente è vago come Occidente. Nell’orientalismo il problema era di spiegare e giustificare perché l'Europa doveva conquistare ed attaccare popoli lontanissimi, tema ancora attuale. L'orientalismo assume una cultura superiore (Europa) rispetto alle altre giudicate secondo valori e principi europei (tra l’altro poco chiari). Marx, ad esempio, dice che le culture extraeuropee devono essere rappresentate dagli europei perché incapaci di farlo da soli, quali popoli incompiuti, e Stuart Mill che "la libertà non si applica all'India", negando agli indiani le qualità basilari per usufruire di libertà ed uguaglianza di radice democratica greco-europea.
Said invece pone il rapporto Oriente-Occidente come rapporto di potere sin dalla guerra di Troia (1250 a.C.).
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