18/02/19
Seminario 8 ore 1 CFU
Bobbio Natura e funzione della filosofia del diritto leggi per mercoledì
Scarpelli
Testi:
Nino Carlos
Kelsen
Che cos’è il diritto?
Diritto in senso soggettivo. Il diritto è una questione di regole/norme, ma non tutte le regole sono giuridiche.
Giustizia
Giusnaturalismo —> diritto naturale, insieme di principi assoluti di giustizia
20/02/19
Mercoledì 6 marzo —> seminario
Ambiti di studio del diritto positivo
Che cosa è il diritto? Bobbio nel “teoria generale del diritto”.
Bobbio mondo di norme”,
—> esordisce con un paragrafo che si intitola “un noi viviamo immersi senza renderci
conto in un mondo di norme relativo a qualsiasi settore —> Bobbio fa l’esempio di imbucare una lettera, come
esempio di un atto semplice che non sembra portare l’impronta di regole giuridiche.
Regole che hanno una provenienza qualificata —> atti compiuti da soggetti portatori di autorità.
Concezione del diritto —> giusnaturalismo.
Si focalizza l’attenzione sulle decisioni dei giudici.
Diverse concezioni del diritto:
• diritto fatto da chi detiene l’autorità;
• Diritto è soprattutto ciò che scaturisce dalle decisioni dei giudici;
• Diritto più che norme è istituzioni —> istituzionalismo (Santi Romano): istituzione cioè ogni volta che si ha una
società organizzata.
Questioni di approfondimento in sede critica di ognuna delle nozioni fondamentali che sono in relazione al
complesso insieme di diritto —> qui troviamo la filosofia. Si affrontano questioni attinenti al diritto.
“È vietato introdurre autoveicoli nel parco” —> questa norma può scaturire qualche dubbio? Problemi di
interpretazione.
“Le norme del diritto devono garantirci nei nostri diritti?”
OPPURE
“Abbiamo diritti solo se le norme del diritto li garantiscono”
Diverse interpretazioni:
• Questo dubbio richiama il fatto che la parola diritto ha più significati. Prerogative. Le norme poste da chi
detiene il potere hanno una funzione fondamentale che è quella di riconoscere e garantire le prerogative
Ramo del giusnaturalismo.
(diritti) che competono agli esseri umani in quanto tali.
• Le prerogative sono davvero qualcosa che esiste perché connaturato alla natura umana, o dipendono dallo
sviluppo storico e dal fatto che siano le stesse norme del diritto che le riconosce? Diritto in senso soggettivo.
Ramo del diritto positivo (positivismo giuridico).
Processo di Norimberga
Riflessione critica sui problemi che si pongono in relazione al diritto.
È giusto punire ufficiali funzionari pubblici che, agendo nel rispetto delle norme vigenti obbedendo agli ordini dei
superiori, hanno commesso atti persecutori?
Natura e funzione della filosofia del diritto
I primi paragrafi sono relativi alla comparsa dell’espressione “filosofia del diritto” nel lessico della cultura
filosofico-giuridica.
Di filosofia del diritto non si è parlato fino al 1800, in cui vengono create molte opere nelle quali emerge questa
lineamenti di filosofia di diritto
espressione di filosofia del diritto —> di Hegel.
Bobbio ci fa notare che in realtà i tipi di ricerche che nell’800 sarebbero rientrate nella filosofia del diritto, erano
di
presenti anche in opere precedenti anche se l’etichetta non era filosofia di diritto ma si parlava di “dottrine
diritto naturale”. Denominazione diverse ma che anticipavano il territorio della filosofia del diritto.
“proposte di riforme della società”.
Per es. abbiamo
Questi modelli portano sullo ius condendum (diritto che deve essere realizzato).
“Analisi e definizioni generali” che si ritengono comuni, nozioni che fanno parte del lessico giuridico come ad es.
“giustizia, diritto, ordinamento giuridico, diritto soggettivo, ...”.
Questi studi sono rientrati tutti sotto la sfera delle filosofia del diritto. 21/02/19
Punti centrali saggio di Bobbio
• Secondo paragrafo de “la Natura e funzione della filosofia del diritto”
del diritto dei filosofi” del diritto dei giuristi”
• terzo paragrafo —> “filosofia e “filosofia —> fermo restando
la disciplina della filosofia del diritto si caratterizza per un’attenzione al diritto in chiave critica (prospettiva in
cui non si prende semplicemente atto di qualcosa che esiste, ma ci si rapporta al diritto come un oggetto su
cui riflettere), questa riflessione in senso critico non è stata realizzata in senso univoco. Bobbio individua due
diversi modi di intendere e praticare la filosofia del diritto.
Filosofia del diritto dei filosofi
Parola filosofia —> in greco “amore e sapienza”. La sapienza e il pensiero è legata e nasce nel mondo greco.
Socrate, Platone, Aristotele. Si trovano riflessioni su tutti gli aspetti della realtà, sul mondo umano, sul bene e sul
male, morale, etica, società. Si trova l’idea che la filosofia sia la forma più alta di sapere, cioè che non si limita al
livello di conoscenza base (empirica).
Conoscenza empirica, dell’esperienza.
La filosofia è qualcosa che si pretendeva andasse al di là della conoscenza dell’esperienza, il filosofo avrebbe un
compito diverso, cioè di arrivare a conoscere le essenze e sostanze. Piano di realtà che non cade sotto i nostri
occhi, ma che è raggiungibile attraverso i canali della mente. Platone —> mondo delle idee.
Ontologia —> conoscenza delle cose come sono.
Metafisica —> filosofia come metafisica, idea che si possa realizzare conoscenza di qualcosa che sta al di là
delle nostre esperienza. Filosofia come ambito in cui si formano delle risposte anche su problemi che non
sembrano facilmente risolubili.
Filosofia del diritto dei filosofi si riferisce all’idea che tra i diversi temi di cui si occupa questa filosofia, ci sia
anche un pezzo che si occupa del diritto, che si propone di rispondere alle domande tipo, come per es. “cosa è
la giustizia”, “cosa è il diritto”.
Approccio dall’alto al basso —> il filosofo non si confronta con le realtà storiche, ma cerca di realizzare le
ricerche che puntino in alto.
Metodo sintetico —> sintesi contrario di analisi.
Filosofia del diritto dei giuristi
“Giuristi” —> professionisti del diritto. Studiosi del diritto, coloro che elaborano la conoscenza del diritto che
esiste già.
L’espressione giuristi viene usata per sintesi da Bobbio, infatti si riferisce ad un tipo di lavoro teorico sul diritto
realizzato a stretto contatto con quello che avviene nel mondo del diritto e quindi anche nel mondo della pratica
del diritto. Lavoro fatto confrontandosi con il contesto della pratica.
Significa riflessione filosofica realizzata in una stretta continuità con il lavoro dei giuristi, quindi vuol dire
riflessione che non parte dall’alto, ma riflessione che parte dalla concretezza dell’esperienza giuridica. Parte dal
basso e va verso l’alto, ma verso l’alto vuol dire facendo emergere problemi, questioni che richiedono di essere
affrontati offrendo analisi concettuali utili per poi poter realizzare il diritto più proficuamente.
Metodo analitico —> analisi analitica. Es. analista chimico rispetto ad una sostanza la scompone. Si parte da
Scarpelli —>
qualcosa di intero e l’attitudine analitica consiste nel analizzarne i vari componenti. afferma
“attitudine a smontare la complessa macchina del diritto”.
Che metodo preferisce Bobbio? Filosofia del diritto dei giuristi. Fa anche dei riferimenti polemici perché
menziona una serie di pensatori importanti nella storia della filosofia, che possono essere considerati più come
modelli di “filosofia del diritto dei filosofi”.
Giovanni Gentile —> il diritto è un “volere voluto”.
Bobbio ci spiega le ragioni per il secondo approccio e soprattutto per il metodo analitico piuttosto che quello
senso un’analisi senza sintesi, piuttosto che una sintesi senza analisi”
sintetico. “Ha —> perché?
Riduzionismo —> tentazione di arrivare ad una sintesi troppo stretta. Sacrifica troppo elementi che invece
meritano di essere evidenziati.
Fallibilità —> esposizione a commettere errori. Invito all’intelletto di affrontare tutte le sfide con un
atteggiamento di cautela, non rivendendo che le posizioni che si sostengono abbiano carattere provato senza
metterle alla prova.
Metadiscorso —> idea che la filosofia sia metadiscorso. Cioè la riflessione (discorso) su un’altra dimensione di
discorso, riflessioni su qualcosa. Metodologia, riflessione sui metodi. “Metodo” —> parola greca che significa
strada, percorso.
1700 —> tanti pensatori importanti. Punti di svolta per la filosofia. Hume, Kant (critico-metodologico).
Rivoluzione scientifica
Un’altra grande svolta di paradigmi culturali —> prima del ‘700 —> (guarda slide), si
Galileo Galilei.
collega a Egli scopre delle cose che smantellavano delle tesi che erano presentate come tesi
scientifiche, ma in realtà erano puramente filosofiche. Le sue ricerche smentivano la visione del mondo che era
radicata nella popolazione.
Cambio di paradigma del sapere —> conoscenza scientifica o no.
Sapere affidabile deve essere un sapere che si possa provare.
I pensatori più profondi nel ‘700 si avvedono di una contraddizione molto evidente tra sapere scientifico (che
riguardava adibiti circoscritti) e sapere filosofico (orientato alla conoscenza della realtà nel suo complesso, ma
controllabilità).
che non riusciva a dare delle tesi sostenute ed era privo del requisito fondamentale della Questo
è il punto di avvio della proposta dei pensatori di intendere il pensiero filosofico, che la metafisica (pretesa
conoscenza della realtà assoluta) sia vera scienza e conoscenza. 25/02/19
Metafisica —> Pretesa forma di conoscenza che ritiene di potersi estendere a ciò che è al di là della nostra
esperienza. Forma di conoscenza orientata a cogliere quelli che dalla tradizione platonica in poi venivano
chiamati aspetti delle essenze, attingibili con i canali della mente. Da qui idea che la filosofia sia una forma di
sapere superiore.
Questo porta a parlare di filosofia che parte dall’alto.
Cambiamento di prospettiva che si è presentato in un determinato periodo storico di pensiero collocato nel XVIII
rivoluzione scientifica
secolo. Vi era un altro grande cambiamento di paradigma di formazione del pensiero —>
Galileo Galilei.
—> Con egli si afferma l’idea che il sapere affidabile (qualcosa che arricchisce i nostri strumenti di
dominio della realtà) è costruito secondo regole di metodo e in quanto tale ha una caratteristica fondamentale e
controllabilità
cioè quello della —> possibilità di condivisione intersoggetiva del sapere. Si possono confermare
o eventualmente smentire delle affermazioni.
Idea che sapere affidabile —> principio di autorità che non può valere nella costruzione del sapere.
Proprio alla luce dell’affermarsi di questo nuova concezione e di costruzione del sapere ?
Dall’altro lato c’era ancora la filosofia come idea di sapere più alto —> caratteristica di essere tanto pretenzioso
Kant).
quanto privo di evidenze razionali e non suscettibile di controllo (Hume,
Kant sogni della metafisica interpretati con i sogni dei visionari”.
—> scrive un lavoro minore “i Chi sono i
visionari? Coloro che hanno un mondo che risulta molto difficile condividere con altri. Quindi Kant paragona i
metafisici (filosofi che avevano la pretesa di sapere, “pseudoconoscenza”) come delle grandi costruzioni, in cui
finivano per ritrovarsi solo loro.
Questi filosofi propongono una ri-definizione di filosofia—> la filosofia non va intesa come forma alternativa alla
conoscenza empirica, ma andrà intesa proprio come riflessione critica sui diversi ambiti dell’attività umana
(critica della ragione pura, della ragione pratica).
Critica della ragione pura —> come si costruisce la conoscenza e fino a che punto si arriva ad una ragione
stabile e da che punto non si può più considerare conoscenza stabile.
Riflessione sulla ragione pratica —> riflessione critica sull’etica.
Kant estende la sua riflessione anche ad altri ambiti delle attività —> l’essere umano non ha solo l’ambito
conoscitivo, ma anche campo di espressione umana dell’estetica (linguaggi espressivi).
Dopo Hume e Kant la filosofa diventa discorso sui discorsi.
La filosofia del diritto può essere definita come un discorso sul complesso insieme di discorsi che si
fanno sul diritto. analisi del linguaggio:
Altra chiave per intendere il discorso sui discorsi —> prospettiva della filosofia come una
volta che si è affermata quell’idea di nuovo modo di praticare la riflessione psicologica cosa è successo nella
storia del pensiero? Si vede che i filosofi del primo modello, impegnati ad elaborare discorsi che vanno al di là
delle esperienze, hanno continuato ad esserci accanto ad altre strade di altri filosofi. Nella prima metà del 900 si
sono sviluppati orientamenti di pensiero che hanno ritenuto imprescindibile il richiamo critico-metodologico fatto
da Hume, Kant, ma hanno individuato che quel compito critico di distinguere ciò che può essere criticato in
concreto o no, bisognava guadagnare un terreno solido già intuito —> e cioè il terreno del linguaggio. L’idea del
compito critico attribuito alla filosofia da Hume, Kant deve essere svolto portando prima di tutto l’attenzione sul
linguaggio.
Ma perché il linguaggio? Thomas Hobbes
Nel ‘600 c’è stato un altro anticipatore (assolutismo politico) —> già
cosa gli uomini pensano anche se non vi danno espressione, la pensano
lui aveva intuito che “qualunque
attraverso il linguaggio”.
Per capire quali sono le problematiche che si presentano nel linguaggio giuridico, dobbiamo confrontarci con il
linguaggio della nozione generale.
Elementi di teoria del linguaggio
Il linguaggio è
una combinazione di segni aventi un significato:
• ci si trova davanti ad un linguaggio di qualunque tipo quando
segni e significato.
si è in presenza di questi due elementi imprescindibili cioè
Linguaggio verbale:
• combinazione di parole aventi significato. “Parola” sarà una specie di un più ampio
segno.
genere che è il genere
Segno
Qualunque cosa che ci rimanda a qualcos’altro/può essere collegato ad altro. Umberto Eco scrisse un librettino
intitolato “Segno”. Tutto il mondo è segno. ☁ ️
• Differenza fondamentale: nel caso delle nuvole (fenomeno naturale) il collegamento non dipende dalla
segni naturali.
volontà dell’uomo. Ci sono segni che rientrano in una prima categoria che è quella dei
All’interno della categoria generale dei segni si identifica una prima sottocategoria. I segni naturali hanno una
relazione che non dipende dalla volontà umana, ma dipende dalla natura stessa.
segni artificiali/simboli:
• Nel caso delle orme nella spiaggia essi sono collegati ai hanno una relazione che
convenzione
dipende dalla volontà umana. Segni stradali —> in forza di una —> “cum venire” concordare su
qualcosa, atto di volontà. 27/02/19
Elementi di teoria del linguaggio Combinazione di parole aventi
Linguaggio verbale: lo usiamo nell’ordinaria comunicazione interpersonale.
significato.
Segno: qualcosa che ci riporta a qualcos’altro. A è un segno se sta per/si ricollega a B.
• segni naturali: la specificità riguarda il come si instaura il collegamento di qualcosa che è segno e qualcosa
Collegamento di
che lo rinvia. Il collegamento non dipende dalla volontà umana, bensì dalla natura stessa.
causalità.
• Segni artificiali/simboli: hanno con le cose di cui sono segno una relazione che dipende dalla volontà umana.
È un segno artificiale se voglio usare una convenzione, es. alzare la mano per parlare.
Alla luce delle distinzioni tra simbolo e segno naturale: le parole sono segni naturali o simboli? Simboli.
convenzionalistico:
Concezione del linguaggio —> concezione che si chiama di tipo segni che attraverso
complicati processi sono stati posti in complesse relazioni tra i segni tra loro, ma anche in relazione
all’esperienza.
Linguaggio = struttura regolativa. Regole del linguaggio —> grammatica, sintassi.
Il linguaggio è un’istituzione culturale.
Concezione naturalistico-essenzialistica del linguaggio
Nella riflessione sul linguaggio si è fatta strada una risposta diversa che ha dato luogo ad una diversa
concezione del linguaggio: ha influenzato il modo di considerare il linguaggio e i problemi di attribuzione di
significato alle parole del linguaggio e interpretazione.
È un modo di considerare il linguaggio diverso che da una risposta diversa alla domanda “che rapporto c’è tra le
parole e ciò a cui esse ricollegano”. Secondo questa concezione c’è una relazione di tipo naturale, c’è una realtà
che si riflette nelle parole nessun intervento umano.
Tre tesi:
• tra parole e significato c’è relazione naturale
• Le parole rispecchiano l’essenza delle cose della realtà
• C’è un unico significato delle parole.
Secondo questa concezione le parole sono trattate come segni naturali.
Vedi libro Nino.
La concezione delle parole come simboli non &e
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