FILOSOFIA DEL DIRITTO
- CAPIRE L’OGGI -
Per capire l’oggi bisogna almeno avere chiara la storia del
‘900.
Problemi dell’oggi :
la società del benessere è interessata alla sicurezza
- (economica, sociale, politica,…) si è disposti a
barattare questo tipo di benessere ideale con la libertà
diritto ed economia
-
- TEORIE DI SCHMITT E KELSEN -
Due teorie della norma che si chiamano, rispettivamente,
“decisionismo” e “normativismo” (o positivismo giuridico).
Entrambi si riferiscono a Hobbes.
[Schmitt : giurista. Dal 1933-36 aderisce al nazismo e
scrive “Principi politici del nazionalsocialismo”. Egli vede
nell’affermarsi di Hitler la realizzazione del decisionismo.
Con la caduta del nazismo le sue teorie vennero rimosse.
Negli anni ’80 il suo pensiero venne ripreso. ]
Teoria della sovranità di Schmitt la sovranità è di colui
che è in grado di dichiarare lo stato d’eccezione, ovvero lo
stato di emergenza.
Teoria di Kelsen nasce in opposizione alla teoria di
Schmitt. Indica una scienza giuridica in grado a sua volta di
individuare la specificità.
- TEORIA ESTETICA GIURIDICA -
Vi è una relazione tra immagine e politica. L’immagine non
deve avere nulla a che fare con il diritto. Nel momento in
cui applico delle teorie shmittiane. L’estetica giuridica è
una disciplina che si occupa del rapporto tra immagine e
politica. Se vi è questo rapporto è perché l’immagine è un
testo. La teoria di Kelsen trova posto in questo discorso.
- TEORIA PURA DEL DIRITTO DI KELSEN -
Vuole costituire una scienza del diritto pura, ovvero dare
l’idea di norma giuridica. La normatività si occupa del
diritto. La teoria pura del diritto si fonda sulla piramide
delle norme (p.360). Al vertice della piramide si trova la
“norma fondamentale”. L’istituzionalismo si deve
confrontare con tutte le istituzioni regolate da norme, le
quali non sono propriamente la teoria pura del diritto. La
costituzione non è al vertice della piramide. Una norma è
valida quando rientra in tale sistema.
Il sistema giuridico dinamico è diverso dal sistema statico
deduzione logica. Si può criticare il normativismo senza
venir meno di garanzie fondamentali. Kelsen parla di
“piramide delle norme”, ma non la rappresenterà mai.
L’argomento giuridico per essere valido non deve finire. Il
presupposto di eternità è alla base della teoria pura, ma
tale concetto non è puro, in quanto la religione e la scienza
si dichiaravano già tali.
La teoria di Schmitt è più realistica.
Kelsen ha cercato di risolvere questa teoria, formulando
una norma : la norma fondamentale che non è posta, ma
è solo presupposta (non c’è nessuna autorità che l’abbia
posta). Quindi, quali sono le leggi che permettono di
presupporre e non porre la norma? Le leggi della logica. È
una norma fittizia, solo pensata, con l’autorità della logica.
Premessa maggiore [è una verità fondamentale per tutti i
sistemi giuridici] si deve ubbidire alla Costituzione
stabilita e vigente
Premessa minore una Costituzione stabilita e vigente
effettivamente esiste
Conclusione quindi ci si deve comportare secondo
l’ordinamento giuridico
Questa soluzione non è coerente poiché è stata pensata, o
comunque accettata, da tutti.
Dal punto di vista logico Kelsen entra in contraddizione con
il sillogismo, in quanto avendo formulato la piramide e
avendo posto la norma fondamentale al di sopra della
costituzione, il cambiamento avviene dal basso. In realtà,
quando si cambia la costituzione non cambia la
formulazione del sillogismo. Ciò contraddice la gerarchia
delle norme. Applicando delle mutazioni alla Costituzione,
cambia anche la norma che fa riferimento alla Costituzione
e il cittadino è assoggettato a tali cambiamenti.
SISITEMI STATICI E DINAMICI –
-
Secondo Kelsen i sistemi dinamici sono quelli retti dalla
delegazione che costruisce il dispositivo di validità della
norma. Si chiama dinamico perché esiste un movimento tra
norme e autorità. Funzionano per deduzione, e in qualche
modo la deduzione pretende la logica.
I sistemi statici possono essere spiegati dal sistema
giuridico di S. Tommaso, esponente della secolarizzazione
(p.177, vol. 1 Estetica Giuridica).
La ragione fa fatica a chiamare in causa l’infinito come
oggetto.
Lex aeterna e lex naturalis sono la stessa cosa, perché
l’uomo attraverso la logica ragiona come ragiona Dio.
Questo pensiero si fonda sulla “Dottrina analogica
dell’essere”, ovvero che c’è un’analogia tra essere ed ente.
I giusnaturalisti non parlano mai della Lex Fomiti, ovvero la
legge della concupiscenza (legge del peccato). Qui si
introduce la violazione del diritto naturale. La fonte del
diritto è come una luce, e man mano che ci si allontana
dalla Lex Aeterna, la luce si affievolisce, quindi già la Lex
Humana è inferiore, e poi c’è la violazione della legge
perché l’uomo è spinto dall’istinto animale. Quindi quando
agisce segue in un certo modo la legge.
Questo tipo di gerarchia, retta dalla metafora della luce, è
una gerarchia platonica perché c’è l’idea della caduta. Il
linguaggio, però, è aristotelico (animale razionale).
Vi è una quarta legge : Lex Divina rivelata nei testi sacri.
Tutte le religioni monoteiste hanno una legge di questo
genere, in cui Dio dice chiaramente qual è il suo volere.
San Tommaso ha il problema di tenere insieme queste due
vie che non coincidono.
Il sistema di Tommaso tiene insieme due vie diverse che
convergono : la fede e la ragione. Qui nascono i problemi
tra religioni, perché ognuna ha il proprio libro, quindi la
propria fede. Tommaso realizza la sintesi tra fede e ragione.
Nel ‘900 i neotomisti riprendono questo modello e cercano
di articolare il discorso.
Questo modello anticipa la secolarizzazione (modernità). La
secolarizzazione cancella Dio e la fede, giungendo così alla
realtà illuminata. L’impero si frantuma e nasce la scienza
che sostituisce Dio. Emerge un nuovo principio, la fisica di
Aristotele sparisce e viene alla luce quella di Galileo.
Secondo la concezione crocista e marxista prima della
secolarizzazione vi è un periodo di oscurantismo, poi un
periodo di luce (illumismo) e dal ‘900 la decadenza della
globalizzazione. [p.179, Grozio, vol 1]
Questo problema della convergenza è riassunto nella
piramide di Kelsen.
Quando si parla di secolarizzazione, si parla di :
TEORIA DELLA SECOLARIZZAZIONE DI CAVALLA –
-
Parte dal 1300, quindi da Tommaso. Si ha una storia del
fondamento basata su (p.183) :
Dio classicismo, essere/apparire
-
Natura modernità, Aristotele : metafisica (scienza
- dell’essere in quanto essere ciò che realmente è,
filosofia prima o ontologia, teologia scienza del divino
in quanto essere) che si divide in : Dio, uomo e mondo
Situazione postmodernità, Heidegger : da sein
- (esserci per il mondo, per gli altri e per la morte).
L’universo medievale aveva come apice della legge, la
legge divina.
Il postmoderno è quella condizione in cui tutte le grandi
narrazioni sono finite (Lyiotard).
Dio Lex Aeterna
-
Natura Legge della piramide kelseniana
-
La crisi della modernità è caratterizzato dal momento come
situazione. La situazione è una realtà, è anche solo un
termine linguistico, il cui principio è dato dall’immediato e
contingente presentarsi al soggetto in un momento
immediato di elementi disparati e imprevedibili. Quindi di
cose che non so ricondurre da nessuna parte.
Cavalla inserisce il termine “situazione” accanto alla natura
perché l’epoca postmoderna si fonda sulla situazione.<