Filosofia del diritto
Tutte le società sono state società tecnologiche, ciò che caratterizza la nostra epoca storica è che dipende dalla tecnologia.
Obiettivo
Analizzare come il diritto va pensato nell'età dell'informazione (ovvero la nostra epoca storica). Vider sostiene che l'universo non sia fatto di materia e di energia ma sia costituito da informazioni. Floridi sostiene che ormai tutta la realtà sia conosciuta da noi come un insieme di informazioni.
Epistemologia = scienza che studia il modo in cui noi conosciamo le cose. Il diritto ha sempre di più a che vedere con oggetti che valuta come insieme di informazioni. Persino le norme potrebbero essere definite come particolari insiemi di informazioni.
Oggi l'economia si basa sempre di più sulle informazioni e sui dati. Quello che noi paghiamo non è il bene ma il brand (cioè l'informazione che il bene veicola). È dall'aggregazione di dati che alcune società sono in grado di estrarre valore e produrre ricchezza. Producendo e condividendo tanti dati ci sono società che possono aggregarli ed estrarre da questi dati altri dati che hanno un valore commerciale (così facendo si possono anticipare degli aspetti del futuro ad esempio le preferenze commerciali).
Ad esempio, le fidelity card servono a raccogliere dei dati sul consumo (gli algoritmi sono in grado di capire i prodotti che un determinato soggetto vorrebbe acquistare).
X è Y è la struttura dell'attribuzione → gli esseri umani sono in grado di attribuire un significato a un’immagine.
Le norme sono utilizzate in molti ambiti: economico, architettonico, giuridico, tecnologico ecc.
Che cos'è una norma?
Una norma è un rapporto di condizionamento tra parti (abbiamo un fatto X che condiziona un fatto Y). Il rapporto di condizionamento avviene in maniera differente in base ai casi.
Il rapporto tra diritto e tecnologia è biunivoco (il diritto ha tendenza a regolare la tecnologia e quest'ultima ha tendenza a regolare il diritto). I sistemi regolativi possono cooperare tra di loro (es. norma giuridica impone un limite di velocità e vengono messi anche i dissuasori del traffico) o eventualmente anche essere in competizione (un sistema giuridico ne limita un altro).
Differenza tra norma giuridica e norma tecnologica
Nozione di guerra:
- Hobbes → la guerra è quel tratto di tempo in cui è sufficientemente conosciuta la volontà di uno stato di recare ostilità ad un altro stato (stato che dichiara guerra ad un altro pubblicamente per arrecargli ostilità).
- Rousseau → il principe chiede ai propri cittadini o sudditi di sacrificare loro stessi per la patria.
Privacy e protezione dei dati personali
Privacy e protezione dei dati personali sono due cose differenti. La privacy ha a che vedere con l'opacità, ovvero con una sfera di riservatezza che io voglio introdurre tra me e il mondo (potere che ha un individuo di mantenere riservati aspetti della sua vita) → es. l'aborto negli USA è stato giustificato sulla base della privacy.
C'è poi un rapporto non immediato tra me e il mondo in cui io agisco nel mondo lasciando traccia di tutte le mie azioni. Tutte queste tracce sono i dati personali. Il fatto che abbia lasciato conosciuta questa traccia non significa che ho perso ogni forma di protezione: per questo nasce la protezione dei dati personali. La protezione dei dati personali è basata sulla trasparenza. Il diritto alla protezione dei dati personali significa che io devo sempre conservare il potere di sapere chi fa che cosa con i miei dati (come li ha acquisiti, dove li tiene, per quanto tempo li tiene e cosa ne fa).
Differenza tra dato e metadato
"Meta" vuol dire "al riguardo di". Si hanno i dati e altri tipi di dati che riguardano altri dati (metadato). I metadati quindi sono dei dati che hanno per contenuto altri dati.
Capitolo 1 - Tecnologia
L'uomo è sempre stato tecnologico, non c'è mai stata nessuna epoca che non sia stata tecnologica. La nostra cultura e i nostri modi di pensare sono storicamente determinati anche se noi li prendiamo per scontati.
Prima fase
"Tecnica" (o "tecnologia") è un termine greco che si riferisce alla capacità di saper fare. Il saper fare viene concepito fin dall'origine in chiave evolutiva (significa quindi saper sopravvivere, sapersi adattare all'ambiente e alla natura). In un certo senso tutto è tecnologia quando si trasforma l'ambiente adattandolo ad uno stile di vita. La cultura è un insieme di prodotti dell'essere umano attraverso i quali l'essere umano adatta l'ambiente ai suoi propri bisogni. La cultura che la tecnica produce è dovuta al fatto che l'uomo si difende dalla natura. Nel tempo la situazione si è ormai ribaltata: l'essere umano non si difende più dalla natura ma deve difendere la natura. C'è una terza fase ulteriore in cui la tecnologia più che tracciare la linea di distinzione tra ambiente e sistema è qualcosa che contribuisce alla definizione stessa di ambiente (l'ambiente in cui viviamo è ormai un ambiente tecnologico).
Floridi → ho la sensazione che il computer sia esterno a me perché lo vedo posto davanti a me, ma tutti i computer sono uniti dalla rete e ormai è come se fossimo noi ad essere dentro i computer.
"Tecnica" intesa come capacità di adattarsi all'ambiente è qualcosa che l'essere umano condivide con il genere animale.
Seconda fase
Nel momento in cui l'uomo ha compreso di essere in grado di adattare l'ambiente alle proprie esigenze si apre per lui il problema di organizzare la vita comune, ad esempio utilizzando il tempo salvato. L'essere umano comincia a salvare del tempo che deve dedicare a qualcos'altro (in fin dei conti il lavoro è il tempo che viene impiegato per trasformare qualcosa). Nella Repubblica di Platone si diffonde l'idea che ciò che deve fare l'essere umano è saper organizzare la vita in comune. Il saper fare diventa un saper fare specifico, cioè saper fare alcune cose meglio di come le fanno gli altri. Si sviluppa l'idea della divisione dei compiti (delegazione dei compiti perché ci sono delle cose che sono fatte meglio se vengono fatte da alcuni).
La tecnologia (la tecnica) diventa saper apprendere un'attività e ciò presuppone un saper vivere in comune. Tanto più la società è complessa tanto più c'è bisogno di qualcun altro. Il principio tecnologico in base al quale non devo più solamente saper sopravvivere ma anche organizzare la vita comune delegando compiti fa emergere l'idea di tecnologia come insieme di strumenti. L'idea di tecnica viene intesa come processo non solo come dispositivi materiali (es. le armi per cacciare. In questo strumento si ha sia il principio tecnologico dell'organizzazione della vita, lo strumento è il prodotto di questa esigenza. Allo stesso tempo l'arma è anche il dispositivo materiale). In questa visione l'agricoltura fa parte della tecnologia in quanto capacità di coltivare.
Esistono processi in cui il meccanismo per produrre un risultato era visibile e processi in cui il meccanismo per produrre un risultato non era visibile (es magia). La vita in comune ha bisogno di regole (il diritto è anche tecnica, è una tecnica di organizzazione della vita in comune).
Tecnica:
- Dispositivi
- Processi → visibile
- Invisibile → magia
Teleologico = orientato ad un fine. La divisione dei compiti produce anche una certa articolazione del sapere (ci sono diverse forme del sapere). Aristotele ad esempio dice che abbiamo almeno tre forme del sapere che in un certo senso sono legate al saper fare: teoretica (rifletto, comprendo e produco attraverso il pensiero), pratica (non mi rappresento qualcosa che è ma rappresento come fare delle cose ad esempio come trasformare il mondo) e poieutica (so e mi rappresento come trasformare al fine di costruire qualcosa che non esisteva prima). Ho un modo di rapportarmi al mondo che con il saper fare mi permette di comprendere il mondo.
C'è una relativizzazione delle forme del sapere perché l'una tende a richiedere anche l'altra. All'interno della divisione del lavoro assumono una rilevanza fondamentale le forme del sapere.
Metodo per livelli di astrazione → dal punto di vista filosofico è uno strumento formidabile che assolve per noi a due compiti essenziali:
- Ci fa capire bene com'è che noi conosciamo la realtà
- Se uno lo apprende, essendo un metodo, lo può utilizzare in tutti i contesti che vuole
Come facciamo a conoscere ciò che sappiamo? Bacone → il nostro modo di governare il sapere è potere. Mondo non è più basato sulla forza o sugli strumenti ma sul sapere. La grande intuizione Kantiana è che quando noi cerchiamo di descrivere il mondo in termini veritieri, reali, corretti ciò che noi preliminarmente dobbiamo descrivere non è tanto il mondo quanto il soggetto conoscente. Non c'è una conoscenza immediata e diretta della realtà, la nostra conoscenza delle cose è sempre mediata (è sempre indiretta). Kant distingue tra due dimensioni (il noumeno e il fenomeno) e dice che noi non possiamo conoscere le cose in sé (noumeno) possiamo conoscere solo i fenomeni. Ciò non significa che tutto è relativo o che tutto è soggettivo, Kant dice che il conoscere qualcosa dipende dallo strumento attraverso il quale si conosce quel qualcosa. La rappresentazione della realtà è quindi frutto di una nostra costruzione (c'è sempre una mediazione tra me e ciò che intendo rappresentare e conoscere). Questa mediazione livelli di astrazione. Floridi la chiama Secondo Floridi ogni cosa è conosciuta e non può che essere conosciuta attraverso livelli di astrazione → non c'è possibilità di conoscere alcunché se non ad un certo livello di astrazione.
Già l'osservazione è un livello di astrazione (quando intendo conoscere X attribuisco ad X determinate caratteristiche che mi permettono di descrivere X ad un certo livello di astrazione piuttosto che ad un altro). Floridi fa un esempio: prendiamo come osservabile un’auto. Posso descrivere l'auto dal punto di vista del carrozziere, del costruttore o dal punto di vista del collezionista o dell'utente. In ogni caso seleziono alcune variabili, le associo al mio osservabile e costruisco un certo livello di astrazione. Non c'è mai un oggetto in sé, non c'è mai un modo di descrivere l'auto se non partendo da un certo livello di astrazione.
Floridi differisce da Kant: es. edificio che per tanti anni è stato una scuola. Ad un certo punto la scuola viene chiusa e in quell'edificio viene costruito un ospedale. È possibile dire che quell'edificio è lo stesso edificio che era prima? Dipende dal livello di astrazione con cui ho descritto l'edificio. Ma la scelta del livello di astrazione da cosa dipende? Scelgo il livello di astrazione in base a qual è il fine con il quale voglio descrivere. Io non posso descrivere alcunché senza pormi preliminarmente una domanda (non posso descrivere X nei termini di Y senza sapere preliminarmente che cos'è X). Floridi dice che se per descrivere io prima devo domandare allora mi devo chiedere perché sto domandando, a quale fine (cos'è che la mia domanda vuole soddisfare?). Se lo scopo del mio domandare se quella scuola è lo stesso edificio dell'ospedale per sapere se posso parcheggiare la bici lì allora l'edificio sarà lo stesso ma se me lo chiedo per sapere se la funzione di quell'edificio è sempre la stessa allora la risposta sarà che quell'edificio non è più lo stesso di prima. → le persone e le cose non sono niente in quanto tali sono qualcosa che dipende dalle domande che ci poniamo.
Perché io possa mentire io devo possedere delle informazioni che l'altro non ha → asimmetria informativa. Esempio di Pagallo: in ragione di diversi livelli di astrazione si può immaginare il diritto con diverse concezioni. In base alle domande che ci poniamo possiamo descrivere differentemente il diritto (in ragione della finalità descriviamo il diritto in modo diverso).
- Giuspositivismo → l'origine delle norme è rintracciabile nella volontà
- Giusnaturalismo → l'origine delle norme è rintracciabile nella natura (intesa come natura umana e natura divina). La natura umana è determinata dalla ragione
- Giusrealismo → l'origine delle norme è rintracciabile nella forza, nel potere (il contenuto del diritto nel giusrealismo non sono tanto le norme ma piuttosto la realtà in quanto espressione di rapporti di forza)
Se voglio controllare la realtà è naturale che lo faccia con la matrice giuspositivista. Se voglio mantenere l'ordine posso usare anche la matrice giusnaturalista e giusrealista. Kelsen → se il diritto non fosse certo la società non sarebbe libera e perché il diritto sia certo deve essere espressione della volontà. Quest'ultima è una facoltà meno conflittuale e più obiettiva sia della ragione sia della morale. Rapporto oggi tra tecnologia e diritto → Pagallo avanza l'idea che il diritto oggi debba essere concepito come una metatecnologia, ovvero come una tecnica che vuole governare anche sulla tecnologia. Non è detto che la tecnologia vinca sempre sul diritto, spesso il diritto ha la capacità di mettere al bando determinate tecnologie. Tra la tecnologia e il diritto esiste un'attenzione dialettica in cui non è vero né il tecnodeterminismo né l'idea che la tecnologia oltre a creare problemi crea anche soluzioni né è vera l'idea contraria che il diritto prevale sempre sulla tecnologia. Pagallo fa riferimento a quella che Floridi chiama la quarta rivoluzione ovvero l'idea che oggi la tecnologia ha un impatto sulla società tale per cui i problemi sono resi complessi dal fatto che sia il benessere individuale che il benessere collettivo dipendono dalle tecnologie.
Capitolo 2 – Complessità
Norbert Wiener è il fondatore della cibernetica e della teoria matematica della comunicazione. Siamo posti davanti a società sempre più complesse. Esistono diverse nozioni di complessità. Quest’ultima diventa una caratteristica delle società se ci poniamo dal punto di vista delle informazioni intese come degli input. È possibile rappresentare la realtà in cui si vive come una serie di input che noi dobbiamo saper processare per poter agire e per produrre dei risultati.
Di fronte alla grande quantità di input o informazioni (la complessità) si pone il problema della riduzione di complessità, ovvero la capacità di comprimere e processare la capacità di informazioni per ottenere determinati risultati.
L’adattamento all’ambiente, ad esempio, è la capacità di processare gli stimoli provenienti dall’ambiente per poterci poi adattare allo stesso. Pagallo fa riferimento a un matematico chiamato Gregory Chaitin il quale si rifà a Leibnitz su alcune cose. Leibnitz definiva la legge di natura come la capacità di interpretare la natura in termini più semplici rispetto a quelli che la natura propone. La spiegazione di qualche cosa non può essere la riproduzione fedele di quella cosa. La spiegazione di un fenomeno deve essere qualcosa di meno complesso del fenomeno stesso. Anche nel diritto si pone il problema di come possiamo governare una realtà che si presenta come complessa.
Complessità come proprietà emergente di una società → si ha complessità quando gli elementi che appartengono ad un sistema interagiscono tra di loro in modo tale da produrre un risultato che non è comprensibile sulla base della sola analisi degli elementi di partenza. Dall’interazione degli agenti del sistema si producono dei risultati che non sono in grado di comprendere sulla base dei dati di partenza. Sulla base di questa definizione il contrario di complesso è “determinato”. Ciò significa che nella società vige il principio di indeterminatezza. La società è così complessa che è il prodotto indeterminato dell’agire di svariati soggetti.
In che modo allora il diritto si può rapportare a una società fondata su un meccanismo non deterministico? Pagallo dice che quando vogliamo analizzare la complessità del diritto dobbiamo considerarla da tre punti di vista:
- Informazione → Floridi
- Emergenza → Hayek
- Sistema → Luhmann
Il primo che pensa al diritto come una serie di informazioni è Hobbes. Secondo lui le norme che il sovrano adotta sono delle informazioni che il sovrano deve condividere con la collettività che ci dicono come ci dobbiamo comportare. Le norme sono delle informazioni che ci dicono anche che cosa ci succede se ci comportiamo diversamente da come dobbiamo comportarci. Da questo punto di vista si può descrivere il diritto come una serie di previsioni. Se si guarda al diritto dal punto di vista dell’informazione ci si può chiedere se tutte le concezioni del diritto possono essere concepite unitariamente come delle diverse modalità di concepire l’informazione.
La tripartizione dell'informazione in Floridi
Floridi elabora una tripartizione dell’informazione in relazione alla realtà. Si chiede in che termini si può elaborare la relazione che esiste tra informazione e realtà. Floridi...
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