Cap I - Due imperi, una domanda rebus bellicis
Nel IV sec d.C. un autore rimasto anonimo scrisse un “De in cui ideava congegni e macchine da guerra, che dovevano aver la meglio sui nemici di Roma. La domanda che non poteva porre questo anonimo, e che invece oggi si pone da sé, è “Che cosa significano interno ed esterno?”. Che è la caratteristica più pregnante e più evidente della globalizzazione. Questa complicazione del rapporto fra spazio esterno e spazio interno, apre anche un altro interrogativo identitario, sulla differenza tra Noi e Loro.
Cap 2 - Vedere la guerra
Ci sono due guerre:
- Guerra di forma: un'idea che ha trovato la sua proiezione nell'Idea dello Stato di popolo, della sovranità armata della nazione che sconvolge l'antico regime. L'esercizio di una violenza strumentale. Spazio terrestre e il condottiero che guida il popolo alla vittoria.
- Guerra totale: una tecnica che ha trovato la propria ideologia politica nella volontà di conquistare lo spazio del mondo a scopi di igiene razziale, con le potenzialità antiumane della tecnica si trasforma quindi in sterminio. Spazio aereo, cecità della morte politico-tecnologica.
Per i filosofi entrambe sono ordinamenti politico-spaziali. Junger: nella guerra vede in realtà la sussunzione del lavoro all'interno della violenza, dal punto di vista sociologico. Dal punto di vista politico, è il divenire totale della guerra, che perde la sua specificità e limitatezza, per estendersi a ogni ambito della vita associativa.
Cap 3 - Teologia estrema
È necessario guardare la qualità teologica dell'11 Settembre 2001 entra in scena l'Ira di Dio vs. la Capitale del Male (Bin Laden parlava infatti di attacchi benedetti contro la capitale mondiale degli infedeli). La teologia che entra in gioco non ha però significato politico, ma estremo:
- Teologia politica: religione che si trasforma in logos, ragione, e la comunicazione discorsiva.
- Teologia estrema: non conosce il logos, non comunica. Con la muta evidenza del suo messaggio terroristico, l'estremista non vuole tollerare nessuno, ma neppure convertire né trattare. Vuole solo affermare la propria esistenza e l'inesistenza altrui.
Nell'età moderna i sovrani dell'Europa westfaliana fecero terminare le guerre civili neutralizzandole in un ordine politico, in nome di Dio, che in realtà secolarizzava la religione, utilizzandola come aspetto esteriore. La ragione divina diventa ragione mondana. La centralità teologica di Dio diviene centralità giuridica dello Stato. La parola è stata la prima vittima della violenza terroristica e ha generato 2 identità diverse che non riescono a parlarsi: Bin Laden con Al Jazira.
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