La semiotica: significato e applicazioni
Deriva dal greco “segno”, riferito a ciò che rimanda a qualcos'altro. Esempi: la semiotica di una lingua sono segni di pensieri, idee, intenzioni, ecc.; parole usano segni che condividono tra loro e con noi; animali domestici segni come spie dell'automobile, tasto dell'ascensore, aspetti indicatori segnali stradali, trasandato di un uomo (ci fa capire l'umore senza comunicare un messaggio) che guidano il nostro comportamento quindi noi applichiamo un comportamento semiotico!
La semiotica è relazionata alla biologia, etologia, linguistica, filosofia, psicologia, antropologia. Peirce: la semiotica è una teoria della conoscenza umana basata sulla capacità interpretativa dell'esperienza; parole e segni sono interpretanti! Nel 1969 nasce AISS (Associazione Internazionale di Studi Semiotici) e la semiotica viene anche trattata da società nazionali e subnazionali.
Prossemica
Coniato dall'antropologo Edwad Hall, studia il modo in cui l'uomo struttura inconsciamente l'organizzazione spaziale di case, città, ecc. Per Hall, il rapporto uomo-ambiente e l'organizzazione spaziale hanno un significato sociale ed assumono valore semiotico. Es: la postura che si assume davanti all'interlocutore manifesta lo status, ruolo sociale e distinzione sociale.
Cinesica
Coniato dallo psicologo Ray Birdwhistell, deriva dal greco “movimento”: studia come gli esseri umani tramite il movimento del corpo e il gesto (unisce semiotica, etnologia ed antropologia, le quali studiano il comportamento, costumi e riti delle culture) e studia posture, orientamenti del corpo spaziale e comportamenti gestuali ritualizzati, lo studio gestuale dei normo-udenti. Si distinguono diversi tipi di gesti: emblemi (che contraddicono un segnale linguistico), illustratori (che accompagnano ed enfatizzano un segnale), regolatori (movimenti del corpo o testa che esprimono consenso/dissenso).
Cap. 1 – Segno e codice
Segno
Il segno è qualcosa che sta per qualcos'altro, rinvio tra un elemento materialmente percepibile e qualcos'altro accessibile tramite questo rinvio! Il segno è biplanare, ossia composto da due piani (espressione e contenuto). Il manuale La logica di Port-Royal distingue i segni naturali (es. macchia sulla pelle che indica una patologia) e segni artificiali (prodotti dall'intervento umano).
Ma il rinvio e la comprensione è possibile grazie alla conoscenza culturale, poiché non si tratta di un accoppiamento meccanico tra eventi/espressioni e fatti/contenuti: es collego il fuoco in spiaggia a un falò per l'esperienza, i sintomi di una patologia assumono senso per chi ha competenze professionali e conoscenze culturali (il medico riconosce da un sintomo la patologia e dà le cure adatte).
Indice e indizio
Indice: termine usato per indicare come il collegamento tra una circostanza e l'esperienza assuma senso. Indizio: riferito a variazioni dello stato fisico in cui si capisce un messaggio senza comunicazioni (es per risolvere un caso, nonostante il killer NON voglia lasciare tracce).
Per capire la realtà con un segno usiamo un'inferenza “se... è un segno allora!” atto interpretativo.
Segni propriamente detti
I segni sono quegli eventi prodotti da essere viventi (umani ed animali) con l'aggiunta di un sistema inventato dagli uomini a scopo comunicativo, considerati “intenzionale”. Lingue, parole e altre forme di comunicazione sono segni. L'intenzionalità non sta nei singoli eventi semiotici MA nella macchina interpretativa. Lingue: sono sistemi naturali in quanto l'uomo ha una facoltà innata di comprendere ed usare i suoni linguistici e perché dipendono dal contesto socio-culturale.
La macchina del caffè usa, invece, sistemi semiotici artificiali. Quando ascoltiamo qualcuno che parla riconosciamo i fonemi (modelli dei suoni): ma la comprensione linguistica NON è meccanica MA associando il segnale fonico al suo contenuto semantico (es. quando riconosciamo un dialetto diverso dal nostro).
Che cos'è un codice?
Segno e codice sono correlati, in quanto un segno è tale se corrisponde alle caratteristiche del codice che lo genera (es riconosco una parola come italiana se non prevede più consonanti unite come sch o presenta finali con consonanti; il Braille è composto da puntini e mancanza di puntini: se un non vedente trova delle righe NON lo riconosce come metodo Braille).
Un codice è un insieme di istruzioni che permette di produrre altri segni e stabilire la corrispondenza tra elementi espressivi ed elementi del contenuto. Le lingue sono sempre inter-traducibili; i codici artificiali sono un sottoinsieme di ogni lingua naturale, mentre per ogni specie animale ci sono barriere naturali.
I segni da Ippocrate a Saussure
Il segno è studiato dall'antica Grecia: all'inizio la nozione di segno era correlata alle arti (es il medico attribuisce significato alle manifestazioni tipiche, l'esperto di fisiognomica interpreta le forme corporee dei soggetti come segni di forma spirituale).
Con i segni si indicano sia processi intenzionali (es per trasmettere stati d'animo) che naturali o inintenzionali, di per sé non comunicativi (es manifestazione fisica di una patologia o orma di un animale). Il segno è un'operazione di rinvio basata sull'interpretazione o inferenza.
Le cose si apprendono tramite segni: le cose in senso proprio non servono per significare qualcos'altro, MA ci sono cose che possono ANCHE significare altro; i segni invece servono solo a significare. I segni coinvolgono vista e tatto (es bandiere, gesti con le mani).
Agostino e Saussure
Agostino: il segno è un oggetto sensibile con un significato, in base ad un sapere preesistente; il linguaggio verbale è superiore agli altri in quanto più potente. Per logici e filosofi: il linguaggio verbale è onniformativo perché manifesta ogni possibile senso.
Saussure: parla di circuito delle parole; il punto di partenza è il cervello del soggetto A, in cui i fatti di coscienza (concetti) sono rappresentati ed espressi da segni linguistici o immagini acustiche: si tratta quindi di un processo psichico seguito da uno fisiologico (il cervello manda un impulso agli organi della fonazione) suoni emessi arrivano al soggetto B dall'orecchio al cervello (inverso ad A perché: dal cervello si ha un'immagine associata ad un concetto).
Per Agostino e Saussure il segno ha due facce: fisica (che parte dall'apparato fonatorio = fisiologico) e ricezione della voce. Saussure: la voce, prima di articolarsi in parole, viene analizzata dal cervello in un'immagine mentale; per capire ciò che ho sentito, devo avere una conoscenza che me lo permetta, ossia uno schema mentale che rimanda al concetto.
Saussure distingue: la realtà della comunicazione immediata (con segnali percepibili) e la realtà psichica, in cui il segno si configura con due facce (significato e significante). SOLO tramite il piano mentale il segno diventa comprensibile. La parola viene analizzata dal ricevente a livello acustico, ricondotto al sistema linguistico condiviso tra parlanti (concetti).
Cap. 2 – L'oggetto della semiotica
Una semiotica globale?
Morris: la semiotica si occupa di oggetti ordinari che fanno parte della semiosi, la quale dipende dal fatto che qualcuno interpreti qualcosa come segno. Sebeok: visione globale di comunicazione = trasmissione di qualunque influenza di un sistema vivente che crea trasformazione. La semiotica è interdisciplinare con biologia, fisica, etologia, antropologia ecc.
Semiotica della cultura e significazione
Eco: sistema di significazione che accoppia entità presenti ad entità assenti. La cultura umana è studiabile come fenomeno di comunicazione; nel campo semiotico di Eco investe il sistema olfattivo, del gusto, la semeiotica medica (sintomi), cinesica, prossemica, arti, miti, credenze e lingue (naturali ed artificiali).
Linguistica e semiotica
Saussure: la semiotica può far parte della psicologia sociale perché studia segni nella vita sociale = semiologia, di cui fa parte la linguistica trattando anche il linguaggio dei sordomuti, riti simbolici, ecc.; Saussure distingue lingua (sistema astratto collocato nella mente dei parlanti) e parole (atto linguistico individuale).
Barthes: anche le comunicazioni visive (non linguistiche) hanno bisogno del riscontro della parola.
Una semiotica “ristretta”?
Per Saussure i segni incidono anche sulla sfera cognitiva e NON solo sulla prassi comunicativa. Prieto: la significazione è la relazione tra indice e indicato, istituita dalla società; indici convenzionali (es. comportamenti sociali o moda) ritualizzati nell’uso socialmente stabili. La semiotica deve: analizzare codici e linguaggi propriamente detti; confrontare linguaggi umani e degli altri animali (Chomsky e Descartes considerarono il linguaggio come caratteristica della specie umana); Così diminuisce la distinzione tra la semiotica della significazione e quella della comunicazione. Deacon: la specie umana è una specie simbolica perché per l’uomo il linguaggio è mezzo dello sviluppo cognitivo umano, come strategie di sopravvivenza e chiave della sua identità.
Cap. 3 – La comunicazione e i suoi equivoci
Un modello elementare
Shannon: la comunicazione è un messaggio (composto da un codice basato su regole condivise da mittente e destinatario) inviato dal mittente al destinatario (che essi siano umani, animali o macchine predisposte). I messaggi codificati viaggiano tramite canali fisici (es. parole vocali col canale fonico-uditivo e scritte tramite sistema grafico-visivo) e sono connessi anche al contesto. La comunicazione avviene solo SE mittente e destinatario condividono lo stesso codice. Ma la comunicazione NON avviene solo se si condivide pienamente il codice, ma anche solo in parte (es dialetto) non ci si capisce del tutto né mai per niente.
Essa NON è lineare né mai ad una sola direzione, ma è interattiva e pluriplanare tra più soggetti. Jakobson: ogni atto comunicativo è composto dai 6 elementi (mittente, destinatario, canale, contesto, codice) e dalle loro funzioni (alcune più importanti di altre nel processo comunicativo) es: funzione poetica, che esalta le risorse linguistiche utilizzate, espressiva per dire il punto di vista, referenziale, conativa, fática, ecc.
Precisazioni sul mittente e sul destinatario
Il rapporto tra segni ed utenti è interpretativo, in cui il soggetto cerca le info. nel proprio repertorio. Peirce: la semiosi umana è un atto interpretativo composto da tre passaggi (esperienza empirico-percettiva -> lettura di questa esperienza -> riformazione dell’esperienza attraverso un gesto, comportamento, parola, ecc.) ed il segno ha una relazione triadica con il suo oggetto e interpretante, in cui si distingue l’oggetto immediato percepito sensorialmente, da quello dinamico = non presente. Per Peirce l’atto interpretativo è illimitato perché diverso per ogni interpretante.
Codici, strutture, contesti
Il codice funziona come una sorta di modello alla base degli atti comunicativi da esso gestiti. Il codice funziona per percorsi analogici e la sua efficienza dipende dalla facilità con cui i percorsi mentali vi accedono. Il codice è legato al riconoscimento dei segni correlati ad altri segni! Ossia: capisco il codice se collego più segni capendone il valore, differenza e posizione. Il significato dipende dal legame codice-sistema (infatti una parola può avere significati opposti in diverse culture).
Von Humboldt: ogni lingua forma un filtro che condiziona l’accesso alla realtà; il codice è una struttura che dipende dai rapporti interni tra più segni e si deve adeguare al contesto!
Le articolazioni della semiotica
Il modello lineare della comunicazione, riduttivo poiché analizza la comunicazione automatica basata su stimolo-risposta (es. macchina del caffè) deve essere modificato in 3 aspetti:
- Ruolo dell’utente attivo nell’atto comunicativo perché mittente e destinatario generano senso
- Ruolo del contesto: relazioni di ruolo (es. ruoli familiari, gerarchiche, di funzioni), fattori situazionali, ambientali, asimmetrie culturali
- Concetto di codice: che ha una propria grammatica ed autonomia
Morris compie una distinzione della semiotica (pur considerandola unitaria) in tre sottodiscipline con diverse prospettive del...
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