FILOGENESI
Filogenesi animale: origine ed evoluzione di un insieme di
organismi animali
Metodi di studio: paleontologico, anatomico, morfologico,
molecolare, bioinformatico
Noi approfondiremo lo studio della filogenesi dei cordati.
Teorie evolutive
Per gli studi filogenetici sono stati importanti soprattutto
l’approccio paleontologico e poi anche quello filosofico,
soprattutto all’inizio se consideriamo che fino all’ ‘800 non
esistevano le famose teorie evolutive ed era impensabile che
specie animali evolvessero. Era imperante dottrina religiosa
secondo la quale Dio in sette giorni ha creato tutto.
Con la ricerca della conoscenza da parte dell’uomo si sono fatti
dei grossi passi avanti.
Molto importanti sono stati gli studi di Cuvier
- George Cuvier: fondatore dell’anatomia comparata e della
paleontologia. Inizialmente in realtà gli studi erano geologici,
cioè si andava a studiare la crosta terrestre però poi facendo
gli scavi si sono trovati i reperti fossili. Siccome sono stati
trovati resti di animali non esistenti attualmente, sono
iniziati studi di anatomia comparata per capire le
somiglianze e le differenze tra le specie ancestrali e quelle
odierne. Formulò teoria delle catastrofi, secondo la quale
non vi era possibilità di trasformazione degli organismi, ma
degli eventi catastrofici come ere glaciali portava alla
distruzione di massa dei vecchi organismi e alla formazione
di nuovi organismi.
- J. Baptiste Lamarck: propose teoria dell’ereditarietà dei
caratteri acquisiti, attraverso l’uso o il disuso. Successo fu di
incominciare ad introdurre la possibilità che un carattere
anatomico si modificasse e questa modifica fosse trasmessa
alla progenie. Specie quindi non si estinguevano, ma
potevano cambiare in nuove forme sempre più perfette,
sempre più adatte all’ambiente circostante. Teoria
finalistica, cioè le specie si adattano per un fine, che è
rispondere a eventi a livello ambientale usando alcune parti
del corpo e non usandone altre.
Oggi la teoria di Lamarck è stata confutata grazie a studi di
genetica che afferma che gli unici caratteri ereditabili sono quelli
legati al genoma e alle cellule sessuali e non le modificazioni
somatiche.
Secondo Lamarck, le giraffe inizialmente non avevano un collo
particolarmente lungo ma proporzionato al loro corpo. Le giraffe
si nutrivano delle foglie più tenere di cespugli ed alberi. Quando
iniziò a scarseggiare l’erba in basso le giraffe si dovevano
allungare per poter raggiungere le foglie degli alberi più in alto,
per riuscire in questo il collo degli degli animali si allunga.
Secondo Lamarck, tutte le giraffe allungano il collo per potersi
nutrire. Questo però non ha riscontri da un punto di vista
sperimentale, perché l’allungamento del collo è una
modificazione somatica che non puo’ essere trasmessa alla
progenie.
- Charles Darwin: inizialmente era un curato di compagno, di
famiglia era benestante ed era un religioso, un creazionista,
seguiva quindi gli scritti sacri. Era un uomo estremamente
colto. Durante giovinezza ebbe la possibilità di fare un
grande viaggio sulla nave Beagle e toccò quasi tutto il
mondo soprattutto emisfero australe e parte dell’emisfero
boreale. Primi studi che fa sono di geologia quindi si scontra
con reperti fossili, ma poi era anche un grande osservatore e
infatti tutta la sua teoria evolutiva inizialmente si basa su
osservazioni e deduzioni fatte in seguito. Vien talmente
affascinato da cambiamenti che osserva, differenze tra
animali che quando torna continuò studi in casa, creando
allevamenti di piccione e fa incroci perché capisce che non
tutte le modifiche possono essere ereditate (differenza con
Lamarck).
Mentre Darwin in ritorno dal viaggio comincia a scrivere libro
sull’origine della specie, introdusse concetto di selezione
naturale, cioè non tutti individui hanno stessa possibilità di
sopravvivere e di creare progenie in grado di sopravvivere.
Queste sue stesse teorie vengono concepite anche da Alfred
Walls che scrisse legge che regolava l’introduzione di una nuova
specie. I due studiosi giungono alle stesse conclusioni in maniera
autonoma, non si conoscono e solo alla fine della loro vita
comincia un carteggio tra loro e capiscono di essere arrivati alle
stesse conclusioni.
Prima teoria evolutiva: fissismo, teoria religiosa secondo la quale
le specie sono sempre uguali fin dalla loro creazione.
Poi ci si scontra con resti fossili che dimostrano la presenza di
specie che erano diverse da quelle attuali e si introduce quindi il
termine di evoluzionismo.
Da un lato abbiamo Lamarck con la sua teoria dell’uso e il disuso
dei caratteri acquisiti, quindi ambiente induce cambiamenti
morfologici che rende tutti organismi adatti a vivere e dall’altro
lato Darwin con la selezione naturale, cioè è l’ambiente a
selezionare gli animali con le caratteristiche più adatte, ma le
diversità morfologiche sono già presenti.
Secondo Darwin la popolazione delle giraffe era formata da
giraffe con collo più corto e giraffe a collo più lungo. Inizialmente
tutte le giraffe riuscivano a nutrirsi, quando però comincia a
scarseggiare la vegetazione più bassa, solo le giraffe a collo lungo
riescono ad alimentarsi, mentre quelle a corto più corto avranno
più difficoltà nel cibarsi. Questo comporterà che nella
popolazione ci saranno individui più forti, giraffe a collo lungo,
che si nutriranno per benne e si riproducono e formano progenie
con collo lungo; giraffe a collo corto non hanno possibilità di
nutrirsi, diventeranno più deboli e soccombono.
Darwin non riuscì mai a spiegarsi perché alcuni caratteri
potevano essere trasmessi e altri no in quanto non conosceva le
leggi della genetica che regolavano la trasmissione dei caratteri
ereditari.
Mendel era un uomo di fede, un abbate e viveva in un convento
dove aveva un orto dove si mise a fare esperimenti, incroci e
riuscì a capire quelli che erano i meccanismi della trasmissione
dei caratteri ereditari.
Esperimento sui piselli gialli lisci e verdi rugosi.
Incrociando un pisello giallo e liscio con uno verde e rugoso si
ebbe la prima generazione con tutte piante che davano semi gialli
e lisci. Da qua deriva la prima legge di Mendel che distingue i
caratteri dominanti da quelli recessivi. Incrociando due individui
della prima generazione, si ottiene una seconda generazione in
cui si ripresenta il carattere recessivo, quindi i caratteri dominanti
e recessivi si mescolano creando una sorta di variabilità. Ecco che
si introduce il concetto di variabilità genetica che sarà quella che
consentirà la selezione naturale perché ognuno di questi caratteri
presenterà una sua caratteristica che potrà essere vantaggioso o
svantaggioso rispetto all’ambiente.
L’introduzione di nuove metodologie e nuovi approcci come
quello genetico e informatico le tesi di Darwin furono affinate e
nacque quella che noi chiamiamo teoria del neo-darwinismo o
sintesi moderna.
Gli aspetti fondamentali della teoria sintetica dell’evoluzione
sono:
1. Tutti organismi discendono sicuramente da un unico
capostipite
2. Nascono più individui di quanti ne possono sopravvivere
3. La variabilità individuale è frutto delle mutazioni che
attraverso ricombinazioni alleliche, interazioni geniche e
crossing-over, arricchiscono il campionario dei diversi aspetti
che ogni carattere puo’ assumere
4. L’evoluzione è un fenomeno di popolazione e non opera su
un genotipo ma sull’intero patrimonio genetico (pool genico)
5. La selezione naturale preserva le mutazioni vantaggiose in
maniera del tutto casuale, i cui portatori aumenteranno di
frequenza da una generazione all’altra, ed elimina più o
meno rapidamente quelle svantaggiose.
Teoria di Darwin si basava solo sulle sue osservazioni.
Poi si sono aggiunti altri contributi da altre discipline biologiche e
si ha avuto la sintesi moderna e poi la sintesi estesa, dove si vede
l’importanza delle mutazioni genetiche, l’ereditarietà
mendeliana, la speciazione.
Popolazioni se vengono separate da barriere geografiche, le due
popolazioni vengono isolate quindi non si potranno più avere
incroci in una popolazione ampia, ma più ristretta. Si arriva quindi
a incroci tra consanguinei e la comparsa dei caratteri recessivi e
quindi le modifiche saranno ancora più accellerate.
Origine della Terra e della Vita sulla Terra
4550 milioni di anni fa sembra che si sia avuto il fenomeno del
big bang e quindi la nascita della Terra.
L’immagine rappresenta l’orologio dell’origine della vita sulla
Terra:
- 4550 milioni di anni fa si ha la formazione della Terra
- 4527 milioni di anni fa compare la Luna
- Adeano, Archeano, Proterozoico formano il periodo detto
pre-Cambriano
- Paleozoico, Mesozoico, Cenozoica: periodo che va da 543
milioni di anni fa fino ai giorni nostri.
I maggiori cambiamenti sulle popolazioni si sono avuti proprio in
questi ultimi 550 milioni di anni soprattutto per la vita dei cordati
e dei vertebrati.
Si ritiene 4 miliardi di anni fa finisce il bombardamento di
asteroidi sulla Terra e si comincia a compattare la sfera terrestre.
3 miliardi di anni fa compare fotosintesi, quindi iniziano a
comparire le piante superiori. Comincia la terra ad arricchirsi di
ossigeno e si hanno cambiamenti rispetto a quella che è
l’atmosfera terrestre e si ha la comparsa dei primi organismi
procarioti unicellulari fino ad avere l’esplosione del Cambriano.
Era del Cambriano: esplosione di forme di vita, cominciano a
esistere anche organismi pluricellulari.
Nell’immagine vediamo:
- Linea viola: sviluppo dei procarioti
- Linea blu: sviluppo degli eucarioti
- Linea azzurra: sviluppo della vita pluricellulare
- Linea verde: sviluppo degli animali
- Linea gialla: sviluppo delle piante terrestre
- Linea arancione: sviluppo dei mammiferi
- Linea rossa: sviluppo dei dinosauri
- Ominidi: 2 milioni di anni fa
Precambriano:
- Adeano
- Archeano: all’inizio di questo periodo risalgono i fossili più
antichi e le rocce più antiche
- Paleoproterozoico: a questo periodo risale la trasformazione
dell’atmosfera con la produzione di ossigeno e
approssimativamente inizia lo sviluppo degli eucarioti
- Mesoproterozoico
- Neoproterozoico: a questo periodo risalgono i più antichi
fossili animali.
Terra era ricca di acqua e la terra emersa era tutta unita a
formare la Pangea, poi c’è stata la deriva dei continenti che è
avvenuta relativamente poco tempo fa. L’attuale mappamondo si
è stabilizzato 45 milioni di anni fa e sappiamo che i continenti
sono in continuo movimento.
Terra era ricca di vulcani attivi e la vita era molto sviluppata
nell’ambiente acquatico.
Fanerozoico
L’eone fanerozoico comprende 4 ere:
- Era paleozoica o primaria o era dei trilobiti. È suddivisa in
Cambriano, Ordoviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero,
Permiano. Già nel permiano sono presenti vertebrati fino ai
rettili.
- Era mesozoica o secondaria o era dei dinosauri o degli
ammoniti. Si divide in triassico, Giurassico, Cretacico. Nel
triassico abbiamo l’esplosione dei dinosauri, nel Giurassico
compaiono i primi mammiferi e poi tra Giurassico e
Cretacico compaiono i primi uccelli.
- Era cenozoica o terziaria o era dei mammiferi. Si divide in
Paleocene, Eocene, Oligocene, Miocene, Pliocene.
- Era neozoica o quaternaria o era dell’uomo. Si divide in
Pleistocene e Olocene.
Molto spesso questa divisione in quattro ere non è rappresentata
così: il Panerozoico è diviso solo in tre ere cioè paleozoica,
mesozoica e cenozoica, con l’ultima parte della cenozoica detta
quaternaria o neozoica.
Partiamo dalla Pangea, 200 milioni di anni fa per arrivare all’era
attuale. Prima di arrivare alla Pangea, però, ci sono state altre
modifiche: Terre emerse prima erano separate tra di loro, poi si
sono unite fino a formare alla Pangea di 200 milioni di anni fa. Poi
abbiamo iniziato ad avere divisione delle terre dell’emisfero
boreale, la Laurasia e terre dell’emisfero australe, la
Gondowana, fino ad arrivare all’attuale distribuzione, dove si ha
la completa divisione dell’Antartide dall’America del Sud.
Comparsa dei vertebrati:
Compaiono alla fine del Cambriano, inizio dell’Ordoviciano.
Abbiamo un cordato ancestrale, perché i vertebrati fanno parte
del phylum dei cordati, da cui poi si originano i vari vertebrati.
Quando si rappresenta albero filogenetico, i rami della stessa
altezza e arrivano all’apice dell’albero si parla di specie ancora
esistenti.
Vertebrati attuali si dividono in ciclostomi, pesci cartilaginei o
condroitti, pesci ossei o osteitti, anfibi, rettili, uccelli e
mammiferi. Dall’albero filogenetico si vedono subito le parentele
più strette sino ad arrivare ad un rettile primitivo che ha dato
origine ad una linea filetica che ha portato ai mammiferi e una
linea filetica che ha portato ai rettili e agli uccelli.
Modifica terre emerse:
Nel Paleozoico si sono estinte quasi il 90% delle specie. Erano
periodi di grossi sconquassamenti, si avevano terremoti, le terre
emerse erano coperte da vulcani e questi terremoti portavano
all’allontanamento delle placche e si è avuta una prima divisione,
nel Mesozoico, tra la Gondwana e la Laurasia.
65 milioni di anni fa si è avuto il distaccamento dell’Africa, Sud
America, l’Antartide e l’Australia dalla Gondwana; la Laurasia era
ancora collegata ad America e all’Africa.
40 milioni di anni fa si è avuta la situazione che permane ancora
oggi.
Queste divisioni hanno contribuito alla segregazione,
all’isolamento geografico di alcune specie e questo è il motivo
per cui quando studiamo gli stessi mammiferi, uccelli, abbiamo
delle distribuzioni particolari. Questo da un lato ha condannato
gli animali isolati a non poter colonizzare altri territori, ma
dall’altro li ha protetti da quella che è stata la grossa
competizione con i mammiferi placentati che hanno preso il
sopravvento.
Classificazione degli organismi:
Troviamo difficoltà nel classificare gli organismi in quanto molto
hanno strutture anatomiche simili dovute a convergenza di
progetto e ruolo biologico delle strutture anatomiche.
Esempio:
Delfino, tonno, squalo sembrano abbastanza simili tra loro,
hanno stesso corpo sfilante adatto all’ambiente acquatico,
sembrano avere tutti e tre le pinne dorsali, pinne pettorali e
pinne caudali. Quindi potrebbero essere messi nello stesso
gruppo, ma sappiamo che sono vertebrati molto diversi tra loro.
La loro somiglianza è dovuta al fatto che condividono lo stesso
ambiente, quindi ci sono delle pressioni biologiche/ambientali
molto forti. Si parla di convergenza di progetto o convergenza
adattativa, cioè le strutture anatomiche degli animali
convergono in seguito al fatto che si adattano allo stesso
ambiente.
Abbiamo poi detto che tutti e tre sembrano avere le stesse
tipologie di pinne, ma in realtà le pinne del delfino non sono
pinne, ma sono arti modificati a paletta, ma presentano struttura
tipica di un arto con omero, radio, ulna e mano con le dita, quindi
è una somiglianza dovuta solo al ruolo biologico. Nel caso del
delfino arto inferiore non serve per camminare sulla terra ferma,
ma serve per nuotare nell’acqua quindi la struttura anatomica
dell’arto si adatta al nuovo ruolo che deve assumere e si
trasforma nella pinna.
Habitat e convergenza di progetto
Abbiamo ambiente acquatico, terrestre, ambiente di transizione
cioè di animali che vivono tra acqua e terra ferma, ambiente
aereo.
A livello dell’acqua abbiamo balene e delfini che sono mammiferi,
pinguini che fanno parte degli uccelli, tartaruga marina che fa
parte dei rettili, forma neotenica degli anfibi e così via. Idem in
tutti gli altri ambienti.
Strutture omologhe e analoghe
- Strutture omologhe: strutture che indipendentemente dalla
funzione hanno lo stesso sviluppo embrionale, hanno la
stessa derivazione embriologica (arto umano, ala uccello, ala
pipistrello)
- Strutture analoghe: strutture che svolgono le stesse funzioni
indipendentemente dalla natura embrionale.
Ruolo biologico delle strutture anatomiche:
la stessa struttura puo’ svolger più ruoli biologici.
Esempio: penna degli uccelli
- Funzione di termoregolazione per proteggersi dal freddo
- Per costruire il profilo aerodinamico: ci sono le penne
dell’ala, leviganti e penne della coda, timoniere. Le leviganti
servono per lo sforzo del volo; le timoniere aiutano animale
nel dare la direzione.
- Per il corteggiamento: dimorfismo sessuale degli uccelli è
dato proprio dalla morfologia delle penne degli uccelli.
Classificazione degli esseri viventi
Strumenti alla base:
- Caratteri anatomici
- Caratteri embriologici
- Sequenze di DNA e RNA
- Molecole proteiche
- Associazione di geni particolari su cromosomi
- Presenza e/o assenza di particolari geni
CLASSIFICAZIONE DEGLI ESSERI VIVENTI
La classificazione con il tempo ha subito delle modifiche perché si
sono aggiunti via via vari strumenti che hanno permesso di fare una
più accurata classificazione; prima ci si basava solo su una
classificazione anatomica e talvolta embriologica poi con
l’avvenire dei nuovi mezzi si è passati alle classificazioni a livello
molecolare.
Una prima classificazione risale a Haeckel nel 1894 dove tutti gli
esseri viventi erano divisi in tre regni: il regno degli animal
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