Appunti - Documentazione del patrimonio audiovisivo
Capitolo 1 – Film come documento storico
Fin dalla nascita, i film si presentano come documenti di storia contemporanea. I film conservati si presentano nel loro aspetto fisico come nastri di materiale sensibile e trasparente, di diversa lunghezza e larghezza, di diversa qualità tecnica (materia); mentre sono prodotti di diversa natura e diversamente classificabili (contenuto).
Il loro riconoscimento avviene per l'intermediazione della macchina di presa: occorre guardarli proiettati sullo schermo. Tutti si presentano come documenti storici (spettacolo, tecnica cinematografica, moda, gusto ecc.), ciascun film è documento in vario modo. Ciò che nel passato rimane nel presente permane.
- Droysen distingue:
- Tracce: resti lasciati dai fatti del passato direttamente sulla realtà esterna.
- Fonti: tracce lasciate dai fatti sul soggetto umano (testimonianza).
- Monumenti: tracce in cui resti e fonti sono compresenti.
I film sono sempre impronte di fatti reali sulla materia (documenti, resti) ma, in quanto discorsi costruiti con immagini scelte, sono anche fonti (opere intenzionali dell'uomo): documenti e fonti > messa in opera di documenti.
Condizioni di un film come documento storico
Per essere considerato documento storico, un film deve rappresentare fatti realmente accaduti e senza finzione scenica.
- Valore conoscitivo: dobbiamo ricondurre le immagini che vediamo sullo schermo a una situazione reale, datata nel tempo e situata nello spazio, unica e irripetibile. Questo può avvenire dal riconoscimento di luoghi, persone, avvenimenti sullo schermo; o dall'aggiunta di titoli, didascalie o altri segni significanti alle inquadrature.
Il cinema, rispetto alla visione dell'uomo, gode di pluripuntualità, simultaneità ed ubiquità.
Capitolo 2 – Critica di un documento filmico
Datazione
Nel film come documento storico, a seconda di come lo si considera (intero film/gruppo di sequenze/singola inquadratura), vi sono differenti problemi. In generale, i problemi riguardano due nodi:
- Giorno e anno in cui sono state eseguite le riprese.
- Giorno e anno in cui la prima copia è uscita dallo stabilimento di stampa.
Le soluzioni possono risolversi tramite:
- Critica esterna: analisi merceologica della copia negativa (supporto, foratura, ottica) e delle tecniche di ripresa (movimenti di macchina, trucchi).
- Critica interna: analisi degli avvenimenti filmati e modalità.
Provenienza
La provenienza può essere intesa in due modi:
- Provenienza delle singole inquadrature, che risulta ardua per la diversa articolazione nello spazio e nel tempo.
- Provenienza del film montato secondo senso compiuto, che risulta più semplice per l'esplicitamento nei titoli di testa.
In generale, è corretto parlare di provenienza in rapporto ad altre provenienze (diversi autori, tempi).
Autenticità
Il problema in un film come documento storico si pone non nel rapporto opera/autore ma tra immagini e realtà che si presumono essere immagini dell'ambiguità del mezzo, in quanto è soggettivo ma anche obiettivo (azione deliberata e negoziazione filmica). In generale, definiamo autentico un film che non presenti finzioni sceniche ma aspetti e avvenimenti della vita reale e su cui non siano state operate falsificazioni.
Capitolo 3 - Metodo
Scelta oggetto
L'interesse storiografico è nato all'inizio degli anni '20 dal bisogno pratico di documentazione delle varie fonti e dati. Dapprima, l'interesse si focalizzava sul cinema come invenzione tecnica e quindi sulla storia della tecnica e delle scienze applicate (oggetto > apparecchi e accessori).
Poi, il cinema è diventato spettacolo, fatto sociale (oggetto > opere filmiche), quindi industria, fatto economico (oggetto > registri contabili), e infine arte, fatto estetico (oggetto > opere filmiche).
La netta distinzione dei campi e dei saperi risulta futile poiché l'oggetto in indagine storica non è una categoria logica immutabile ma un concetto che viene definendosi man mano che si procede con la ricerca. È un'ipotesi di lavoro.
Capitolo 4 – Operazioni
Ricerca e raccolta materiale
Lo storico del cinema si trova di fronte a due limitazioni:
- Può disporre dei documenti fondamentali solo temporaneamente.
- Non deve mai considerare chiusa la collezione cui ha accesso. Deve presupporre che l'esiguo gruppo di opere a lui accessibili rappresentino anche tutte quelle opere andate perdute, logorate, distrutte.
Nel procedere alla raccolta, è utile utilizzare un metodo fondato su due criteri:
- Procedere dal documento noto alla ricerca (e non viceversa). Da una serie di documenti noti si procede con la ricerca attorno a un tema che verrà man mano presentandosi, ovvero scegliere le opere più rappresentative per costituire una serie di punti fermi.
- Eliminazione dei documenti sovrabbondanti.
Classificazione e valutazione materiale
La raccolta dei documenti per una storia del cinema presuppone una classificazione metodica dei singoli elementi che deve essere condotta in relazione all'oggetto che si sceglie di indagare: l'importanza si identifica in rapporto all'oggetto. Saggio di Georges Sadul.
I materiali di cui dispone uno storico del cinema si distinguono in tre categorie:
- Fonti e manoscritti: molto preziose poiché spesso contemporanee alla realizzazione del film. Prima del 1896 furono riviste scientifiche che descrivevano apparecchiature e libretti.
- Tra il 1896 e il 1908: rubriche dedicate ai film (data e edizione), cataloghi dei produttori.
- Tra il 1908 e il 1920.
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