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giovedì 13 dicembre 2018

FILIPPO BRUNELLESCHI: L’EREDE DELL’ESPERIENZA

GOTICA E L’UOMO NUOVO.

Rinascimento: rinascita delle arti dopo il medioevo, il quale in Europa era

stato soddisfacente con il gotico, ma in Italia no. L’antico viene reinterpreta —

> nuova maniera. Rinascita di tutte le arti —> umanesimo o rinascimento.

L’uomo ritorna ad essere al centro di tutto, il centro del creato sul quale viene

posta una grande lente d’ingrandimento. L’uomo diventa misura di tutte le

cose. Nel medioevo Dio era al centro di tutto. L’uomo con l’umanesimo si

avvicina molto al concetto di divino con le sue capacità artistiche.

Brunelleschi, fiorentino, nasce nel 1377 e muore nel 1446. Firenze in quel

periodo era la capitale finanziaria dell’Europa. Le famiglie fiorentine inventano

ad esempio l’assegno —> evoluzioni finanziarie. I banchieri sono fiorentini

poiché in realtà sono mercanti arricchiti durante il medioevo. Le famiglie più

importanti sono gli Strozzi e i Medici. La parola strozzino deriva dalla famiglia

Strozzi i quali appunto facevano prestiti ma ponendo interessi.

L’arte in quel periodo era una dimostrazione di ricchezza, le grandi famiglie

commissionavano opere. Queste famiglie erano il motore dell’arte, senza

committente non vi era arte. Il committente era una persona ricca e colta.

Brunelleschi si colloca in quest’epoca, ma appartiene al tardo gotico, alla fine

del medioevo, infatti nasce nel 1377. Non è un figlio d’arte, ma figlio di un

notaio. Decide di intraprendere il mestiere dell’orafo; l’arte orafa è

fondamentalmente scultura —> quindi l’orafo nella concezione di quel tempo

era uno scultore. L’arte orafa apparteneva all’arte della seta: una sorta di

associazione per le arti e i beni di lusso. Brunelleschi partecipa al concorso

per le sculture della porta del battistero.

Brunelleschi si inizia ad interessare all’architettura. Fa il suo primo viaggio a

Roma per trovare modelli nuovi che si staccassero dalla tradizione

medioevale e riprendesse l’antico. Antico —> forme perfette che avevano

fatto la misura di tutto, la misura dell’arte, la proporzione dell’uomo.

Brunelleschi e Donatello compiono questo viaggio insieme. Donatello

intraprenderà dopo questo viaggio un percorso con la scultura, mentre

Brunelleschi verrà affascinato dall’architettura, dal modo di costruire dei

romani. Torna da Roma con un grande bagaglio di conoscenze, ridisegna e

studia le rovine romane.

Brunelleschi cerca di costruire con le tecniche degli antichi unite alle tecniche

del suo tempo per creare nuove forme.

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Brunelleschi può dirsi scopritore e riscopritore di tre distinti tipi di strutture:

- la cupola a creste e vele

- La cupola semisferica su pennacchi

- La volta tonda o dominale

IL PROGETTO DI SANTA MARIA DEL FIORE

La cupola era un elemento molto difficile da costruire, mancava la tecnica.

Arnolfo di cambio decide di far costruire quest’enorme cupola 1367,

fa alzare il tamburo. Qui il cantiere si ferma poiché capiscono che fare la

cupola a 8 spicchi a sesto pieno era impossibile, poiché non venivano più

raccolte le spinte.

Così viene bandito un concorso di idee —>1418 ca. uno dei partecipanti è

Brunelleschi. Brunelleschi sa che da solo non ce la può fare così si rivolge al

matematico Giovanni dell’Abaco e grazie a lui si presenta al concorso con un

modello rivoluzionario, un modello in piccoli mattoni legati con malta di calce,

e la cupola regge, senza alcuna armatura.

MEMORIA DEL BRUNELLESCHI DEL 1419

- la cupola a padiglione (di fatto una volta di rotazione con costoloni e

spicchi o vele a sezione conica);

- 8 costoloni in pietra (sproni) maggiori (braccia 7); —> costoloni: es. telaio

dell’ombrello

- 16 costoloni minori (braccia 4); —> 2 per ogni vela, stanno all’interno delle

vele, non si vedono.

- Profilo a quinto acuto o sesto acuto; —> caratteristica gotica —> il sesto

acuto spinge meno in orzz.

- Doppia calotta (per conservarla dall’umido e enfiarla); —> non c’è un muro

pieno. La vera e propria cupola portante è quella interna la quale è più

spessa e ha un diametro < rispetto a quello della cupola esterna. Addossa

alla cupola interna una cupola esterna per farla sembrare più gonfia,

grande.

Intercapedine agibile per raggiungere la cupola.

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- Intercapedine con parte delle scale (tot.465 gradini);

- 6 catene di “macigni sprangati” cioè legati fra di loro da spranghe di ferro.,

di altezza decrescente e sormontati da 6 catene di ferro; la parte bassa

della cupola è quindi estremamente appesantita.

La muratura salendo cambia ed è in mattoni standardizzati.

I mattoni vengono posati a lisca di pesce, cioè a 45 gradi —> questa posa

crea un legame indissolubile fra i mattoni.

I costoloni sono costruiti con una struttura a paralleli e meridiani per far si che

non si pieghino. Tutto questo fino in cima. In cima non mette un vuoto ma un

pieno, ovvero una lanterna tutta in pietra, quindi molto pesante —> essa

serve a verticalizzare le spinte.

Nel 1420 vengono costruite 8 centine di abete. Il ponteggio, cioè la centina,

attaccato all’intradosso e all’estradosso della cupola, si sposta man mano a

seconda della parte che va costruita. Cer

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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