Lezione 1
Patologia
La parola “patologia” significa studio del dolore, studio delle malattie. Distinguiamo due definizioni
che nel complesso ci riportano al patologico.
Eziologia: che studia le cause della malattia, le quali posso essere estrinseche come agenti infettivi,
chimici o fisici oppure intrinseche ovvero genetiche.
Patogenesi: che invece studia i meccanismi con cui le cause agiscono. Danno origine ai segni di
malattia, ovvero le manifestazioni, e ai sintomi del paziente.
Un esempio tipico è quello della anemia falciforme, cioè la capacità di trasportare in modo corretto
l’ossigeno (quindi la funzionalità dei globuli rossi). In questo caso l’eziologia è una tripletta sbagliata
sul gene che codifica per la catena beta dell’emoglobina, avviene una sostituzione di un acido
glutammico in posizione 6 con una valina. Questo ha ovviamente conseguenze importanti sulla
organizzazione strutturale dell’emoglobina che si presenterà quindi in modo diverso, da qui,
andiamo incontro alla patogenesi (cioè la conseguenza). Il fatto è che questa mutazione fa in modo
che le catene beta tendono ad aggregarsi tra loro determinando una modificazione della morfologia
del globulo rosso, una minore elasticità portando a danni in generale fino alla sua rottura.
Il nostro corso si chiama di “patologia generale ” perché generale? Dobbiamo distinguere il generale
dal sistemico. Quando si parla di “generale” intendiamo una risposta al danno di cellule e tessuti ,
per “sistemico” invece è la risposta al danno di specifici organi.
Alla base di qualsiasi malattia, c’è un danno a quella che è l’entità biologica più piccola del nostro
organismo: la cellula. Quando noi pensiamo a una malattia, dobbiamo tenere in conto che
certamente è legata a qualcosa che ha portato ad alterazioni delle cellule. Ed è proprio da qui che
noi partiamo. Sappiamo la cellula com’è fatta, ma c’è un concetto fondamentale, non solo della
cellula ma anche della vita, che viene definito come omeostasi, uno stato di equilibrio mantenuto
attraverso meccanismi autoregolatori, permette alla cellula di espletare tutte le sue funzioni
fisiologiche mantenendo inalterate la composizione e la struttura. L’omeostasi è un equilibrio
dinamico, che viene mantenuto grazie a dei meccanismi, è dinamico perché ad esempio le cellule
della pelle si rinnovano continuamente però pur rinnovandosi questo non vuol dire che ogni
secondo che passa siamo differenti proprio grazie all’equilibrio che si viene a creare. Non ho un
aumento nè una diminuzione, però non sono sempre la stessa. Alcune cellule del nostro organismo
cambiano continuamente altre invece sono più o meno costanti, in totale non posso dire di essere
fatta delle stesse cose. Il mantenimento dell’omeostasi cellulare è garantito da 4 sistemi di controllo
fondamentali che regolano:
-I rapporti con l’esterno, garantiti dal mantenimento dell’integrità della membrana plasmatica e
delle membrane cellulari. Noi in questi casi parliamo sempre della cellula, ma se prendiamo in
riferimento noi stessi ci rendiamo conto che di fatto è la stessa cosa. Un meccanismo di controllo
importante è vedere cosa entra e cosa esce è proprio in questo svolge un ruolo fondamentale la
membrana che permetta alla cellula di regolare i suoi rapporti con l’esterno.
-Il metabolismo energetico: produzione di ATP tramite respirazione aerobica, se la cellula non è in
grado di produrre energia, cambia ovviamente qualsiasi equilibrio. Nel momento in cui non c’è
energia, la cellula è destinata inevitabilmente a morire.
-La sintesi proteica per il rinnovo delle strutture sottoposte a turn over. La cellula,come noi, non è
statica e richiede le stesse esigenze cioè si rinnova continuamente per poter funzionare nel modo
migliore. Ha bisogno quindi di sintetizzare le proteine, che simbolicamente potremmo definire come
i suoi “mattoni strutturali”.
-La stabilità del genoma: un danno al DNA innesca una serie di meccanismi atti a riparare il danno
prima che la replicazione del DNA sia effettuata. Il genoma è il cervello della cellula, infatti la sua
instabilità porta gravissimi danni al sistema.
Questi sono 4 punti fondamentali affinchè la cellula stia bene e mantenga il suo equilibrio.La cellula
starà bene fino a quando riesce a rispondere correttamente ad un insulto,un insulto si ha quando
c’è un’eccessiva stimolazione fisiologica o alcuni stimoli patogeni. La reazione ottimale e
soddisfacente è quella dell’adattamento alle nuove situazioni. Nel momento in cui ci sono nuovi
problemi e situazioni instabili rispetto al solto, la cellula la maggior parte delle volte tende ad
adattarsi con nuove caratteristiche, preservando vitalità e funzioni. Trovando un nuovo equilibrio.
Che cosa può fare una cellula per adattarsi a nuove situazioni? A seconda delle difficoltà, può
diventare più grande, ipertrofica, oppure può reagire in modo facendosi leggera leggera, atrofia, in
altri casi riesca a proliferare di più, iperplasia, ed un’altra cosa che può fare è affrontare la situazione
in una veste diversa, cioè può cambiare il suo destino differenziativo. Attenzione, la cellula già
differenziata non può diventare un’altra cosa, una cellula differenziata non può diventare altro, ci
sono dei tessuti che posseggono delle cellule che non sono differenziate ancora come quelle della
pelle, dove c’è uno strato germinale. Abbiamo che la pelle è costituita da vari strati e quelle che
appartengono allo strato germinale possono andare incotro ad un differenziarsi in modo differente,
quando occorre. E’ però possibile che l’insulto presente sia tanto grave da essere considerato
irreversibile ovvero severo e persistente e comporta un danno strutturale alla cellula con deficit
permanente. Arrivate a questo punto, le cellule non hanno altra soluzione se non morire, abbiamo
due tipi di morte cellulare: apoptosi: senza ulteriori danni o infiammazioni è una sorta di suicidio e
la necrosi: “esplosione” della cellula e ulteriori danni, una morte obbligata.
Riassumendo quanto detto: se c’è un insulto, la cellula come risponde? Adattandosi, creandosi nuovi
parametri che le permettono di vivere ed esplicare le sue funzioni. Può invece subire un insulto di
lieve entità, di modo reversibile, che non necessita di modifiche ma pur restando uguale supera il
problema, se invece subisce un danno irreversibile va incontro alla morte. Cosa può fare una cellula
per adattarsi? Può variare nel volume, quindi le dimensioni della cellula, quindi presentare uno stato
ipertrofico(più grande) e uno atrofico (più leggero) , oppure può rispondere anche proliferando o
modificare il differenziamento.
Atrofia:consiste nella diminuzione della dimensione della cellula, quindi dei suoi componenti
strutturali e dell’attività metabolica, portandola quindi ad una ridotta funzionalità. In larga scala
porta una riduzione di un tessuto o organo, fino a quando non si giunge ad un nuovo stato di
equilibrio. L’atrofia è di due tipi, quella fisiologica come ad esempio la struttura embrionale,l’utero
dopo il parto, e quella patologica dovuta invece da stimoli patologici. Come causa dell’atrofia,
abbiamo principalmente 7 motivi:
-Disuso: es. arto immobilizzato dal gesso, dato che non c’è stato l’uso di quell’arto, questo verrà
ridotto e funzionerà peggio
-mancata innervazione: es. danno al nervo
-diminuzione apporto di sangue: es. ischemia
-carenze nutrizionali: es. utilizzo della muscolatura come fonte di energia, viene usata quella
muscolare quando il nostro organismo non ne riceve abbastanza dall’esterno
-invecchiamento: es. cervello
-mancata stimolazione ormonale: es. menopausa, gli ormoni ad esempio che si trovano nella fase
della menopausa, saranno di dimensioni minori
-compressione: es. organi compressi dalla crescita di un tumore benigno.
“essere più piccoli” significa che vengono degradati, normalmente un equilibrio nell’ambito di una
cellula è tra la costruzione di nuove proteine e la distruzione di quelle che non servono più, portando
ad una situazione di omeostasi, quando però vengono degradate di più c’è la necessità di trovare
un equilibri di valori differenti a quelli della situazione standard. Per questo bilanciamento ci deve
essere un aumento della proteoloisi. Un esempio di proteolisi è l’ubiquitinazione, è come mettere
una targhetta su una proteina che indica se deve essere distrutta o meno. Nei meccanismi che
intervengono sulla atrofia, troviamo inoltre la regolazione dell’autofagia, ovvero il mangiare se
stessa, tra le varie funzioni della cellula infatti c’è la possibilità di l’internalizzare elementi
dall’esterno, e ce ne sono alcune specifiche per questo ruolo (fagosomi). La cellula fa esattamente
la stessa cosa, per “ricavare spazio” elimina le parti meno necessarie, il superfluo. Dal reticolo
endoplasmatico è come se invece si formassero dei vacuoli, si staccano delle membrane organizzate
in vacuoli (una sorta di palloncini) che contengono strutture non fondamentali che la cellula deve
eliminare, si fondono con i lisosomi e accade nuovamente un meccanismo molto simile alla
autofagia, la degradazione. Differenza? Nella autofagia c’è la degradazione del materiale interno
mentre in questo caso la degradazione avviene esternamente alla cellula. Nel caso di queste
vescicole che si sono formate, all’interno possiamo trovare dei corpi residui, costituiti da materiale
indigerito derivante da perossidazione lipidica intracellulare, sono granuli colorati che prendono il
nome di lipofuscina e nel caso in cui questi si addensano in un numero molto elevato, possiamo
parlare di atrofia marrone, proprio perché conferiscono alla struttura questo colore.
Ipertrofia: aumento delle dimensioni della cellula, in questo caso al posto della degradazione
dobbiamo avere una sintesi maggiore di proteine e componenti strutturali della cellula. Quale può
essere lo stimolo? Spesso è di tipo ormonale. Può essere legata al fatto che è stesso la cellula a
lavorare di più , oppure ad una segnalazione dall’esterno che la induce ad ingrossarsi.
Iperplasia: non è legata alla variazione di dimensione, in questo caso le cellule rispondono
aumentando il proprio numero, come conseguenza (proprio come l’ipertrofia) il tessuto o l’organo
tendono ad ingrandirsi. La risposta per iperplasia si ha quando le cellule sono in grado di proliferare.
L’iperplasia può essere fisiologica come ad esempio la ghiandola mammaria delle donne in
gravidanza, come anche l’utero, questa è una risposta di tipo ormonale nell’aumento delle cellule
oppure possiamo avere degli stimoli dati da fattori di crescita che non sono altro che delle proteine
in grado di legare recettori cellulari, questo legame fa in modo che a una cellula venga detto di
proliferare. Abbiamo un altro tipo di iperplasia, quella patologica e la troviamo ad esempio nelle
cellule del tessuto connettivo in guarigione delle ferite oppure nelle infezioni virali: verruche
cutanee dovute al papilloma virus. Se abbiamo una produzione troppo elevata o troppo scarsa di
elementi fisiologici, anche in questo caso si va incontro a patologie, perché non si raggiunge
l’equilibrio omeostatico. Le cellule di un tessuto possono rispondere a stimoli ormonali o di altro
genere in base alla loro funzionalità o alle loro capacità (es. alcune sanno proliferare altre no)
Metaplasia: sostituzione di un tipo di cellula differenziata con un altro tipo di cellula differenziata.
L’esempio più comune è l’epitelio cilindrico pavimentoso stratificato come la risposta l’adattamento
in risposta ad un’infiammazione cronica (es. fumo). Le cellule mataplastiche derivano da quelle
staminali localizzate nello strato basale (variazione di segnali di citochine, gf, ecc) sono tutti processi
innocui che però possono provocare un danno all’organo come la metaplasia squamosa dell’epitelio
bronchiale o la perdita delle secrezioni di muco. Un altro fattore da non sottovalutare è il fatto che
la persistenza degli stimoli che portano alla metaplasia può indurre trasformazione cancerosa,
quando ci sono infatti delle variazioni queste portano inevitabilmente a delle conseguenze. Es. clinici
: metaplasia squamosa nella quale si passa dall’epitelio cilindrico a quello pavimentoso stratificato,
oppure la metaplasia ghiandolare dove si passa dall’epitelio pavimentoso stratificato a quello
ghiandolare. LEZIONE II
Ripetizione:
La cellula, essendo l’elemento fondante dell’organismo, è quella che subisce per prima il danno. Se
c’è una malattia vi è uno squilibrio che riguarda i mattoni dell’organismo che sono ovviamente le
cellule. Quando la cellula è in equilibrio in tutti i suoi parametri sta bene. Quando viene alterato
in seguito ad un’aggressione dall’esterno, la cellula non sta bene. La cellula
questo equilibro,
esercita un controllo di questo equilibrio e cioè ha dei meccanismi che controllano dei punti
fondamentali di questo equilibrio in modo da proteggersi e cercare di mantenerlo. Per mantenere
questo equilibrio deve essere regolato il rapporto con l’esterno e nei vari compartimenti all’interno
Il punto fondamentale è conservare l’integrità della membrana affinché questo
della cellula. Ad esempio ci sono ioni più concentrati all’interno della cellula e altri
equilibrio sia mantenuto.
più concentrati all’esterno. Se non ci fosse questo controllo la cellula potrebbe esplodere perché
entrerebbe troppa acqua all’interno(se ci sono troppo ioni all’interno) oppure si potrebbe disidratare
completamente(se ci fosse una concentrazione eccessiva all’esterno). La membrana che è
selettivamente permeabile mantiene questo equilibrio. Quindi un punto importante è mantenere
l’integrità della membrana e non solo della membrana che regola i rapporti con l’esterno, ma anche
le varie attività della cellula all’interno del Un’
le membrane che compartimentalizzano citoplasma.
altra cosa importante affinché venga mantenuto l’equilibrio è il metabolismo energetico (la
formazione di ATP). Se la cellula non ha energia morirebbe. Se noi non mangiassimo ovviamente
moriremmo. Le molecole di ATP che sono il deposito di energia, quantitativamente sono sempre le
Un’altra attività fondamentale è la sintesi
stesse e alcune si consumano e altre si riformano.
Infatti le proteine sono enzimi strutturali all’interno della
proteica. cellula e permettono una serie di
processi. Senza questi enzimi, questi processi sarebbero così lenti da non avere biologicamente
nessuna importanza. Inoltre è importante la stabilità del genoma (è il cervello della cellula e
Il genoma contiene le informazioni e se non c’è stabilità
contiene le informazioni). del genoma non
possiamo pretendere di applicare nessun equilibrio. La conservazione della stabilità del genoma è
fondamentale per l’integrità della cellula. Questi elencati sono i quattro punti per mantenere la
cellula in equilibrio.
Quali sono i meccanismi attraverso i quali si può arrecare danno alla cellula?
Se uno di questi quattro cardini per mantenere la cellula in equilibrio vengono squilibrati, la cellula
deve adattarsi. La cellula per adattarsi, a seconda dello stimolo che ha avuto e che perturberebbe il
suo equilibrio, cerca di adattarsi alle variazioni interne o esterne che si sono verificate o
fatto l’esempio
aumentando di dimensioni (se viene richiesto più lavoro a quella cellula e abbiamo
della cellula cardiaca che non può sopperire alla richiesta di lavoro duplicandosi perché non può
proliferare e quindi aumenta di dimensioni per poter rispondere alle esigenze del tessuto di cui fa
parte). Quindi può rispondere con un adattamento che determina il suo ingrossamento e abbiamo
detto che si chiama ipertrofia (risposta di adattamento della cellula in seguito a stimoli ormonali).
Alcune cellule possono proliferare. Ad esempio c’è una maggiore richiesta di lavoro e le cellule
proliferano e in questo caso rispondono con la iperplasia. Anche in questo caso abbiamo visto che
è l’iperplasia compensatoria
possono esserci stimoli fisiologici e patologici e un modello studiato
(nel fagato che è in grado di rigenerarsi). Ci sono poi tessuti che si possono adattare sia proliferando
le dimensioni (ad esempio l’utero in gravidanza). Queste sono delle risposte
di più e sia aumentando
che possono avere una controparte e cioè una cellula può adattarsi a condizioni che richiedono una
minore funzionalità, efficienza e consumo di nutrienti ecc. In questo caso si fa piccola e risponde
con atrofia e cioè è il meccanismo opposto alla ipertrofia. La cellula diventa più piccola, consuma di
meno, e riduce il metabolismo energetico. Un altro modo di reagire da parte di cellule in un
contesto più sociale è cambiare il destino differenziativo delle cellule che fanno parte di un certo
tessuto e cioè nell’ambito del tessuto, come la pelle, possiamo avere che nello strato basale le
cellule invece di differenziare a cellule pavimentose, man mano che vanno in superficie, possono
differenziare in cilindriche o viceversa. In questo caso si parla di metaplasia. Questi sono
adattamenti che vengono chiamati adattamenti cellulari al danno.
Nuovo:
Un’altra cosa a cui la cellula cerca di adattarsi riguarda l’interno della cellula. Uno stimolo dannoso
può infatti indurre delle altr
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