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Dalle libertà alla libertà

XVI sec → scenario medioevale muta con l’affermarsi della riforma protestante, crisi della Respublica Christiana e processo dell’autorità medioevale di derivazione sacrale trasformarsi definitivamente nella potestas suprema dello Stato sovrano (processo di secolarizzazione).

La dottrina luterana è uno spartiacque importantissimo per la concettualizzazione di libertà. Si affermano “libertà spirituale” del soggetto moderno (Hegel) e la legittimazione dell'assolutismo. Due varianti interne alla modernità politica:

  • Consolidamento del “diritto divino” di re e principi con passiva obbedienza dei sudditi (i re sono tali per volontà divina).
  • Messa a valore del messaggio luterano (libertà interiore), cioè libertà di coscienza, con conseguente rivendicazione dei diritti civili e politici.

Si instaura l’idea che la politica abbia a che fare con principi generali e con una legge superiore attraverso la quale Dio illumina gli uomini. Si afferma ciò con le tesi di Ugo Grozio, ovvero rivendicazioni antiassolutistiche della libertà religiosa. Importanti conseguenze di questa idea sono la libertà di coscienza come contropotere, la separazione di Stato e Chiesa, l'autogoverno, la tolleranza.

Vedi la Glorious Revolution inglese → assicurazione delle libertà inglesi attraverso la limitazione del potere e il suo controllo. Con la rivoluzione inglese non si mette mano alla redistribuzione della proprietà. La rivoluzione inglese non è un nuovo inizio della storia della libertà in senso moderno, ma piuttosto un ritorno a vecchi principi (come sosteneva appunto Burke). Vera innovazione → si ha con la Rivoluzione americana, molto più simile alla rivoluzione francese.

Libertà e ordine sovrano

Con Macchiavelli si afferma un nuovo concetto di libertà. Macchiavelli → Libertà non è il perseguimento da parte degli esseri umani di un determinato fine stabilito per natura, ma un processo di continua espansione che trova realizzazione solo in una comunità politica libera in quanto retta da buoni ordini, buone leggi e buone armi.

Con Hobbes si ha una rottura della tradizione aristotelica legata all’immagine dello zoon politikon (propensione dell’uomo a vivere in società). La forma-stato di Hobbes → la libertà dei sudditi è libertà collettiva dello stato e delle sue leggi civili oltre che al silenzio della legge sulla libertà interiore. Tutto ciò ovviamente deve aderire e rispettare gli obblighi imposti e decisi dal sovrano. Detto ciò, Hobbes è alla base della democrazia sia della libertà negativa e privata come non-impedimento e non-interferenza.

Locke → fondazione della forma-Stato moderno alla teoria dello stato costituzionale di diritto. Comune a Hobbes è l’idea di patto fondativo dove aderire volontariamente, diverso è il rilievo e la priorità data ai diritti naturali. Locke sostiene che lo stato di natura sopravvive nello stato che si legittima nel recepire nel miglior modo possibile la dimensione naturale (riconoscere diritti naturali attraverso).

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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