Assolutismo e centralizzazione del potere
Esprime un'organizzazione del potere caratterizzata dalla centralizzazione dello stesso nelle mani del monarca. Ciò che interessa agli studiosi è la figura del governante. Questa corrente si opporrà al federalismo che credeva che la centralizzazione del potere potesse essere ripartita anche ad organi periferici. Il potere legislativo, giudiziario ed esecutivo è concentrato nelle mani del re.
Origine del termine "assolutismo"
Il termine "assolutismo" nasce nei salotti liberali che criticano questa concentrazione del potere e i quali si oppongono quindi, agli assolutisti che giudicano migliore questa forma di governo. Pensatori come Hobbes, Bodin, Montesquieu, Kant e Hegel favoriscono il sistema monarchico per la garanzia di sicurezza che attua e il regime monarchico verrà preferito alle altre forme di governo fino al '700.
Equivoci sul termine
Sempre questo termine è stato spesso equivocato e pareggiato ai termini di dispotismo, nepotismo e totalitarismo. L’assolutismo è ben diverso. Il dispotismo si differenzia dall'assolutismo perché rispecchia il rapporto padrone/schiavo e quindi un modo di governare arbitrario senza vincoli. Il rapporto arbitrario non è proprio dell'assolutismo. Esso, semmai, è svincolato dall'obbligo di rispetto delle leggi positive (legibus solutus), essendo il detentore del potere legislativo non è obbligato a seguire le leggi che lui stesso delibera.
Dispotismo illuminato
Il dispotismo ha valenza negativa ma vi è un'eccezione: il dispotismo illuminato. In questo caso il potere è sempre concentrato nelle mani di uno solo, gestito in favore del popolo, e il sovrano, convinto di ciò, si circonda di mecenati ed intellettuali che lo aiutano nella... (testo interrotto).
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