FATTORI DI VARIAZIONE DELLA PRODUZIONE E DELLA
QUALITÀ DEL LATTE
Esistono dei fattori che influenzano quella che è la quantità e la qualità del latte. I fattori che incidono su
questi quesiti dipendono entrambi dall’azione di fattori (blu) che agiscono prima che il latte fuoriesca dalla
ghiandola mammaria, mentre la qualità battologica del latte dipende da dei fattori che agiscono sul latte
quando esce dalla mammella (riquadri verdi).
I principali fattori che sono in grado di determinare e influenzare le caratteristiche del latte sono vari. In
generale, si tratta di fattori che intervengono «a
monte», vale a dire, grossolanamente, prima che il
latte fuoriesca dalla mammella e che ne modificano
la qualità e la quantità. Questi fattori possono essere
divisi in due grandi categorie: i fattori legati
direttamente all’animale (fattori genetici: a livello
di specie, di razza, di individuo e legati,
principalmente, al DNA dell’animale; fattori
fisiologici: giorni di distanza dal parto, numero di
lattazioni) o che agiscono sull’animale e,
indirettamente, influenzano la produzione e la
qualità di latte (fattori ambientali: con questo
termine si intende tutto ciò che non è genetico, ad
esempio la gestione dell’allevamento in termini di
tipo di stabulazione, la qualità e la modalità di
somministrazione della razione, le condizioni
climatiche, etc.). Un altro fattore in grado di
influenzare, significativamente, la quantità e la qualità del latte è la presenza di infiammazioni a carico
della ghiandola mammaria, definite mastiti.
I fattori in blu sono quei fattori che agiscono prima che il latte venga fatto uscire dalla mammella, mentre
quelli che possono variare la componente batterica del latte agiscono una volta che il latte è già uscito dalla
ghiandola (riquadri verdi). In rosso sono messi in evidenza quelli che sono quelli che ci interessano.
Fattori genetici Le caratteristiche del latte sono adattate alle esigenze
nutrizionali del cucciolo, dalla nascita allo
svezzamento. Per questa ragione, esistono profonde
differenze tra latte di specie diverse. Anche all’interno
di una stessa specie, tra razze diverse, sono osservabili
notevoli differenze per quanto riguarda, sia la quantità
di latte prodotta che le caratteristiche chimiche.
Generalmente, maggiore è la quantità di latte prodotta
(es. razza Frisona Italiana) minori sono i contenuti
(espressi come g/100g) di grasso e di proteina del
latte. Viceversa, le razze caratterizzate da un livello di
produzione di latte più basso rispetto alla Frisona (es.
razza Jersey) evidenziano un secreto mammario più ricco di grasso e di proteina. Inoltre, significative sono le
differenze sotto il profilo quali-quantitativo anche nell’ambito di una stessa razza, tra individui diversi. Si
tratta di differenze legate al loro patrimonio genetico (DNA), unico per ciascun individuo. In particolare, la
differenza tra individui diversi, definibile come variabilità genetica, rappresenta la base per poter fare
selezione genetica: se c’è variabilità per un carattere (esempio quantità di latte prodotta) posso scegliere i
soggetti che soddisfano una particolare esigenza (ad esempio, se voglio aumentare la produzione di latte,
selezionerò e utilizzerò per la riproduzione quegli individui che producono una maggiore quantità di latte).
Altro fattore genetico di notevole importanza è il polimorfismo genetico delle proteine del latte.
IMPORTANTE: le variazioni legate a fattori genetici sono trasmissibili alla progenie, sono ereditarie (sono
legate al DNA)!
Questa tabella è uno studio che è stato condotto per trovare un latte il più simile a quello umano tra quello di
vacca e quello di cavalla, e lo studio mette in evidenza il fatto che quello di cavalla è il più simile a quello
umano (usato nel caso in cui il neonato è intollerante al latte bovino o se la mamma non può più allattare il
bambino)
Tabella D1 – Comparazione interspecifica tra le caratteristiche di base del latte di cervo (Cervus elaphus), di daino (Dama dama) e di
capriolo (Capreolus capreolus) e quelle del latte di pecora (Ovis aries), di capra (Capra hircus) e di vacca (Bos taurus).
Cervo Daino Capriolo Pecora Capra Vacca
(Cervus (Dama (Capreolus (Ovis (Capra (Bos
1 1 1
elaphus) dama) capreolus) aries) hircus) taurus)
Sostanza secca g/100g 24,13 28,14 26,34 19,10 13,60 12,50
Proteina totale g/100g 7,71 7,84 9,74 6,00 4,00 3,50
Grasso g/100g 10,76 14,40 11,00 7,50 4,30 3,50
Lattosio g/100g 4,10 3,46 4,25 4,50 4,50 4,70
Ceneri g/100g 1,17 1,08 1,74 1,10 0,80 0,80
1 Valori medi ripresi da Alais (1984).
Questa tabella mostra il confronto tra i latte di aninali selvatici messi a confronto con quello di animali
domestici. Lo scopo è capire la differenza di apporto di sostanze nutritive che servono al piccolo, nel caso in
cui si incontrano dei cuccioli orfani. Da tenere presente la difficoltà di catturare e prelevare il latte dagli
animali selvatici. Possiamo notare che le carratteristiche del latte degli animali selvatici è molto diverso
rispetto a quello degli animali domestici, esculo per il latte di pecora che è quello più simile al latte di cervo
e daino. In questo caso il grafico mostra la quantità
media di latte prodotto da una lattazione, la
percentuale di proteine e quello di grasso.
Dal grafico noi capiamo subito che la
Holstein (la frisona) è la vacca con
maggior produzione per lattazione ma allo
stesso tempo è il latte con la più bassa
percentuale di proteine e grassi. Al
contrario la Jersey che produce meno latte
per lattazione, però produce il latte con una
percentuale maggiore di proteina e grasso,
è un latte che dal punto di vista qualitativo
è il migliore. Ora durante il processo di
caseificazione dal grafico potrei dedurre
che la vacca Jersey sia la migliore per la
produzione di formaggio in quanto
quest’ultima si basa sulla quantità di
proteine e di grasso, ma a conti fatti a me interessa più il totale di latte che viene prodotto, che mi permette di
fare più formaggio.
Fattori fisiologici
Sono quei fattori che includono l’età dell’animale e i giorni in lattazione, e che quindi sono legati alla natura
dell’animale. Il contenuto delle principali componenti del latte (proteine, grassi, minerali etc.) varia in
rapporto ai giorni di lattazione o, meglio, in rapporto alla quantità di latte prodotto. In effetti, il primo secreto
che fuoriesce dalla ghiandola mammaria è il colostro e
solo dopo 4-5 giorni di distanza dal parto esso assume le
caratteristiche del latte. Per quanto riguarda i costituenti
del latte, il loro contenuto diminuisce progressivamente
nel corso dei primi due mesi lattazione, quando la
produzione del latte, al contrario, aumenta (picco di
lattazione). Dopo il picco di latt
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Fattori che influenzano la qualità del latte
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i fattori endogeni oncogeni
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Lezione sui fattori dinamici
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Fattori di virulenza