Farmacologia lezione 4
Definizione di depressione
La depressione è molto spesso associata alle manie ed esistono delle sindromi che si chiamano 'sindromi maniaco depressive', caratterizzate da una fase di depressione ed una fase di esaltazione che è la mania. In genere queste forme maniaco depressive sono di tipo genetico, basate su fattori genetici costituzionali. Molto spesso si parla di forme bipolari e monopolari. Le forme bipolari sono caratterizzate da questa alternanza tra depressione, a cui molto spesso seguono atteggiamenti maniacali. Quindi apparentemente sembra ci sia un miglioramento del paziente ma in realtà è la stessa patologia perché si esagera o in un senso o in un altro.
Caratteristiche delle forme bipolari e monopolari
Sono tutte variazioni del tono dell’umore o in senso negativo o in senso positivo. Nella fase negativa si hanno dei pensieri molto negativi, nella fase maniacale si ha invece esaltazione, cioè egocentrismo esagerato, tutte situazioni eccessive. Ci sono delle forme inoltre anche molto frequenti che sono caratterizzate soltanto dalla depressione e dalle manie, quindi non sono bipolari ma monopolari.
Depressione
La forma patologica della depressione, le terapie devono essere utilizzate solo nelle persone che realmente hanno questa patologia, che viene cioè diagnosticata da un neurologo, da uno psichiatra, cioè qualcuno che è in grado di definire questa malattia secondo dei criteri che sono definiti nel DSM, criteri molto ben definiti e riconosciuti dalla neuropsichiatria e che consistono nel fatto di avere questi sintomi per un periodo poco più di 2 settimane ed avere almeno 5 di questi sintomi. Quindi una situazione che si prolunga nel tempo e che è accompagnata da una serie di risposte negative.
Sintomi della depressione
- Immunodepresso, una persona che non ha voglia di fare nulla e che vede tutto in maniera negativa e non ha un buon rapporto con gli altri, si isola molto facilmente. Mancato interesse per tutte le attività, non si socializza, si evitano i contatti con tutte le persone, non si è in grado di reagire a tutte quelle situazioni negative che inevitabilmente possono accadere durante una giornata.
- Sensi di colpa e bassa autostima.
- Perdita o aumento del peso, abbiamo una situazione quasi di anoressia o di bulimia. Alterazioni per quanto riguarda l’ingestione di cibo. Gli stessi farmaci che modulano i neurotrasmettitori possono determinare accentuare questa perdita o aumento di peso.
- Insonnia o ipersonnia. Ci sono pazienti che non riescono a dormire perché sono talmente da situazioni di negatività che non riescono ad addormentarsi o che comunque hanno un sonno molto leggero oppure l’ipersonnia ovvero compensare tutti gli eventi negativi addormentandosi.
- Stanchezza notevole, difficoltà ad iniziare qualsiasi cosa.
- Agitazione. Risposta contraria al rallentamento.
- Difficoltà ad intraprendere qualsiasi attività perché vi sono disturbi della concentrazione e dell’umore.
Questi sintomi abbiamo avvertito un po’ tutti in modo molto lieve, ma se presi tutti insieme soprattutto in un periodo molto prolungato ed in una situazione in cui non si vede un spiraglio, possiamo dire di trovarci di fronte ad una situazione di depressione e bisogna intervenire.
Depressione bipolare e trattamenti
La depressione bipolare è più rara ed è associata ad una predisposizione genetica anche se è importante anche la componente ambientale. Già da piccolo, soprattutto valutando la storia familiare, capisce che possono esserci dei casi e che bisogna intervenire per il trattamento. Il problema più grave è sicuramente la depressione maggiore, perché può comparire in qualsiasi periodo della vita ed è abbastanza frequente. Può comparire in risposta ad eventi stressanti, come ad esempio la perdita del lavoro, il divorzio, un lutto, oppure la risposta ad esperienze difficili dell’età infantile. Questa patologia inoltre colpisce più le donne che gli uomini, è molto frequente dopo la gravidanza, molte donne dopo il parto vanno incontro a delle forme di depressione e le conseguenze possono essere anche molto gravi.
Sintomi frequenti
I sintomi più frequenti sono quindi l’alterazione del ritmo sonno-veglia, la codificazione del peso legato all’anoressia e bulimia, alterazione del desiderio sessuale oppure astenia (mancanza di energia) o si possono avere degli stati di dolore. Il dolore infatti può essere fisiologico o un dolore essenziale, non riusciamo cioè a capire il perché si ha questa sintomatologia dolorosa. Il depresso è molto più sensibile a qualsiasi forma di dolore. Facilmente si ha una sintomatologia dolorosa e in questo caso non possiamo agire con un antinfiammatorio, ma dobbiamo intervenire sulla patologia di base.
Molti farmaci che per esempio vengono utilizzati nella depressione vengono anche utilizzati nelle cefalee, ci sono infatti forme di cefalea che è difficile eliminare completamente, in molti casi l’utilizzo di antidepressivi a dosi più basse è molto utile. Abbiamo detto che tra i sintomi più frequenti vi è l’alterazione del sonno, anche l’astenia e la cefalea sono molto frequenti, diversi sono i sintomi che possono presentarsi e tutto ciò viene evidenziato da un buon esame da parte del medico.
Alterazioni dei neurotrasmettitori
L’aspetto clinico è importante per capire quali sono gli sbocchi terapici. Dobbiamo però capire da cosa sono dovute queste alterazioni? Alla base di tutto vi sono le alterazioni dei neurotrasmettitori tra cui sicuramente l’adrenalina, la serotonina e la dopamina, quest’ultima soprattutto quando consideriamo la depressione accoppiata alla mania. Qual è la caratteristica comune? Sono tutte ammine. La noradrenalina, che è diffusa in tutto il cervello e serve a controllare una serie di centri quali quello dell’attenzione, il controllo della motilazione dell’energia, centro delle attività cognitive.
La dopamina è importante nella regolazione dell’attività motoria ma anche in tutte le attività psichiche infatti i farmaci antipsicotici servono per controllare la dopamina. Le psicosi per esempio sono legate ad un aumento della dopamina. Inoltre la dopamina partecipa ad una regolazione del sonno, dell’appetito, delle funzioni sessuali e dell’aggressività. La serotonina controlla l’impulsività, controlla il sonno e l’appetito. Esiste una sovrapposizione per questi 3 neurotrasmettitori in quanto partecipano ad attività che sono fondamentali per la vita di un soggetto e soprattutto partecipano alla regolazione dell’umore, della motilità e delle attività cognitive.
Scopo della terapia
In una situazione in cui abbiamo una riduzione dell’umore, avremo anche una partecipazione di questi tre neurotrasmettitori e probabilmente ne avremo una loro diminuzione. Quale sarà lo scopo della terapia? Sarà appunto quello di aumentare le concentrazioni di questi neurotrasmettitori e avremo una serie di effetti tra cui anche il miglioramento dell’umore ma potremmo avere anche un aumento di tutte quelle funzioni che vengono regolate da questi neurotrasmettitori. Alcune volte potrebbe avere un effetto positivo, altre volte potrebbe avere un effetto negativo perché aumentando i livelli di serotonina potremmo avere ad esempio un ipersonnia o aumento dell’appetito (effetti collaterali della terapia).
I circuiti neuronali che sono coinvolti nella depressione sono legati alle fibre che contengono questi neurotrasmettitori e in particolare fibre dopaminergiche, serotoninergiche e noradrenergiche. Ovviamente questi neuroni interagiscono con tanti altri neuroni e vanno a modulare l’attività di tante altre funzioni cerebrali modulando l’attività dei neuroni gabaergici, glutamatergici, peptidergici che ad esempio sono importanti nel dolore. Da qui quando regoliamo i livelli delle ammine significa regolare l’attività di tutti questi altri neurotrasmettitori e quindi possiamo avere effetti terapeutici o effetti tossici.
È stata sviluppata un’ipotesi la ‘monoamina per la depressione’. Abbiamo studiato che la riduzione della serotonina e non solo anche della dopamina e della noradrenalina è associata ad una riduzione del tono dell’umore. Sono stati osservati gli effetti della reserpina, un farmaco che veniva utilizzato come antiipertensivo, ma si notò che nonostante la pressione si riduceva avevano anche una riduzione del tono dell’umore e ciò ha fatto pensare che la riduzione delle monoamine, in quanto la reserpina partecipava al blocco del trasportatore vescicolare potesse essere importante nella determinazione della patologia depressiva. In realtà in tutte le situazioni in cui si ha riduzione delle monoamine dovremmo avere depressione, in tutte le situazioni in cui invece abbiamo un aumento delle monoamine dovremmo avere un miglioramento del tono dell’umore.