Estratto del documento

Farmacologia generale e speciale

Bloccanti dei canali del sodio

Bloccanti canali Na (hanno una caratteristica uso-dipendenza: più il canale è attivo, più agiscono) → Lidocaina, Mepivacaina, Bupivacaina: anestetici locali, bloccanti dei canali del Na; possibile azione antiaritmica (rendono più efficiente il ciclo contrattile ventricolare), usati in associazione a vasocostrittori. → Procainamide, Chinidina: anestetici locali e antiaritmici sopraventricolari di classe I. → Amiloride: diuretico, bloccante dei canali ENaC nei tubuli contorti distali; comporta ritenzione di K.

Bloccanti dei canali del potassio

Bloccanti canali K

  • Sulfaniluree (Tolbutamide) → Ipoglicemizzanti orali, bloccanti dei canali K (2TM) dotati della subunità ATP β-pancreatiche). Sono usate nel trattamento del diabete mellito di tipo 2.
  • Pinacidil, Nicorandil: vasodilatatori e antipertensivi, sono dei Potassium Channel Openers (KCOs) dei canali K dotati della subunità SUR-2 (muscolo liscio vascolare).
  • Diazossido: vasodilatatore e iperglicemizzante, agonista dei K con subunità SUR-1 e SUR-2.
  • Amiodarone (Cordarone): antiaritmico di classe III, antagonisti dei canali K delayed rectifiers (6TM).

Bloccanti dei canali del calcio

Bloccanti canali Ca (calcio antagonisti)

  • Etosuccimide: antiepilettico, antagonista dei canali del Ca di tipo T (soprattutto neuroni talamici).
  • Diidropiridine (Nifedipina, Nitrendipina): vasodilatatori e antipertensivi, antagonisti dei canali del Ca di tipo L nella muscolatura liscia dei vasi (dove ci sono molti canali inattivati perché le onde di Ca sono lente e oscillanti; nel cuore, i canali hanno lenta cinetica di inattivazione e sono ripristinati dalla ripolarizzazione); entrano nel poro quando il canale è nello stato aperto, poi hanno alta affinità per lo stato inattivato.
  • Benzotiazepine (Diltiazem), Fenilalchilammine (Verapamil): antianginosi e antiaritmici di classe IV, antagonisti dei canali del Ca di tipo L nel cuore. Le fenilalchilammine sono più potenti.

Agonisti catecolaminergici indiretti

Reserpina: inibitore competitivo di V-MAT, le catecolamine non entrano nei granuli e vengono metabolizzate dalle MAO; marcata azione ipotensiva, vasodilatatoria e cardiodepressiva; interferisce anche con le funzioni dopaminergiche (può dare depressione e una forma di Parkinson iatrogeno).

Anfetamine: spiazzano le catecolamine dalle cromogranine; sono poco affini per i trasportatori vescicolari ma non vengono degradati perché bloccano le MAO; invertono il flusso dei trasportatori di membrana, provocando un’azione simpaticomimetica indiretta e inducendo una blanda stimolazione di tutti i sistemi catecolaminergici (situazione lieve ma sostenuta di risposta fight or flight basale).

Metilfenidato (Ritalin®): analogo delle anfetamine, blocca NET e DAT; usato nel trattamento dell’ADHD.

Cocaina: inibitore di NET e DAT, rallenta il re-uptake di adrenalina e noradrenalina (forte azione simpaticomimetica) e anche dopamina (quindi ha potenziale d’abuso). Ha anche azione anestetica locale e vasocostrittrice, in quanto potenzia l’azione delle catecolamine.

Efedrina: spiazza le catecolamine ma senza avere un significativo effetto centrale, usata come cardiotonico e per indurre aumento di pressione [secondo CF è usato per decongestionare il naso, nda].

Agonisti adrenergici

Adrenalina: non ha azioni centrali, affinità maggiore per i recettori β, meno per i α e bassa per gli α2. Effetti diversi a seconda delle concentrazioni:

  • Bassa [Adrenalina]: predomina l’attivazione soprattutto β2; effetto vasodilatatorio e ipotensivo, con aumento riflesso della frequenza cardiaca.
  • Alta [Adrenalina]: predomina l’attivazione α1; si ha vasocostrizione (α1) e quindi aumento della pressione; riduzione della frequenza cardiaca (per riflesso carotideo) e aumento della forza di contrazione (β1), quindi c’è aumento della gittata sistolica ma non di quella cardiaca.

A livello renale c’è vasocostrizione dell’albero arteriolare (α1); la filtrazione è autoregolata e non varia, ma diminuisce la perfusione. La stimolazione β1 produce aumento della secrezione di renina, quindi si trattengono liquidi (con aumento di pressione). In caso di shock non si usa, è meglio mantenere la perfusione che la pressione. A livello polmonare si ha vasocostrizione con aumento della pressione, che unita allo spostamento di sangue al circolo polmonare (per la vasocostrizione sistemica) comporta congestione sanguigna ed edema. La stimolazione β2 produce broncodilatazione. Nel pancreas si ha inibizione del rilascio di insulina dalle cellule β-pancreatiche per stimolazione α2. Nell’occhio si ha stimolazione della secrezione di umor acqueo (β1), contrazione del muscolo radiale della pupilla con midriasi (α1) e rilassamento del muscolo ciliare per distendere il cristallino, portando il fuoco all’infinito (β2).

Noradrenalina e dopamina

Noradrenalina: solo stimolazione α1, c’è aumento della pressione, diminuzione riflessa della frequenza cardiaca e conseguente aumento della gittata sistolica; si riduce l’efficienza cardiaca, consumando quindi più O2 per svolgere la stessa quantità di lavoro.

Dopamina: agisce sui recettori dopaminergici e sugli α1 e β1. A basse dosi produce vasodilatazione renale per stimolazione dei recettori D1 (“dose renale”, utile per mantenere la perfusione renale in caso di shock); a dosi intermedie ha effetto cronotropo e inotropo positivo, per stimolazione dei recettori β1 (“dose cardiaca”, utile per potenziare l’output del cuore e aumentare la pressione in caso di insufficienza cardiaca); ad alte dosi causa vasocostrizione con aumento della pressione sistemica, tramite attivazione dei recettori α1 (“dose pressoria”, può però causare vasocostrizione renale e riduzione dell’output urinario).

Beta-agonisti e alfa-agonisti

Dobutamina: composto racemico β1-agonista e α1-bloccante, è usata nel trattamento dello shock acuto.

Beta-agonisti

  • Selettività sempre maggiore quanto più grande è il sostituente sull’azoto. I gruppi idrossili sul catecolo ne aumentano la potenza. Gli idrossili in posizione meta-danno selettività β2 (evitando attivazione cardiaca).
  • La stimolazione ripetuta dei β2 dà però down-regolazione recettoriale (effetto via via minore nelle somministrazioni successive), perciò si possono usare i corticosteroidi per riaumentarne l’espressione.
  • Isoproterenolo: dà broncodilatazione senza vasocostrizione (β2); stimolando i β1 dà attivazione cardiaca.
  • Salbutamolo (Ventolin®): β2-agonista, è un broncodilatatore che viene usato negli spray per l’asma; non è substrato delle COMT, quindi ha durata maggiore dell’isoproterenolo.
  • Salmeterolo: β2-agonista, ha una durata d’azione di 10 ore; usato nel trattamento della BPCO.

Alfa-agonisti

  • Fenilefrina: α1-agonista, usata in preparazioni topiche per indurre vasocostrizione; utile per trattare la congestione nasale (vasocostringendo diminuisce il turgore della mucosa e l’edema infiammatorio).
  • Metaraminolo: farmaco con un forte effetto vasocostrittore, la cui azione pressoria è più prolungata rispetto ai simpaticomimetici naturali. È usato nel trattamento dell’insufficienza circolatoria acuta.

Alfa-agonisti e antagonisti

Alfa-agonisti2

  • La loro azione inibitoria pregiunzionale riduce l’attivazione generale dell’ortosimpatico.
  • Clonidina: α2-agonista che riduce l’attività cardiaca e dà ipotensione, ma non è un presidio antipertensivo di prima scelta (prima si usano gli ACE-inibitori, eventualmente associati a un diuretico). È anche usato per:
  • Diagnosi differenziale di feocromocitoma, tumore della midollare del surrene iperproduttore di catecolamine (dà ipertensione); se dando Clonidina la pressione non scende, si sospetta il tumore.
  • Trattamento della sindrome da astinenza: è accoppiato a Gi come i recettori per gli oppiacei, quindi è possibile un’attivazione compensatoria dei sistemi attivati da Gi per ridurre i sintomi viscerali dell’astinenza; non c’è azione centrale di tipo psicotropo. Ha anche effetto antidiarroico.

Antagonisti non selettivi

  • Fentolamina, Fenossibenzamina: antagonisti non selettivi per gli α. Fentolamina agisce anche su recettori istaminergici, serotoninergici e muscarinici; la Fenossibenzamina è un inibitore irreversibile.
  • Hanno azione vasodilatatoria per blocco α1, ma aumentano il rilascio delle catecolamine per blocco α2; sono usate solo per trattare il feocromocitoma (dove non è importante il blocco α2).

Alfa-bloccanti

  • Prazosin, Terazosin: vasodilatatori, il secondo ha maggior durata; usati nel trattamento dell’ipertensione ma non come prima scelta. Interferiscono con la risposta ortostatica (attenuano i riflessi circolatori: vasocostrizione passando da sdraiati a in piedi), con pesante effetto di prima dose cui segue assestamento.
  • Yohimbina: alcaloide naturale con effetti afrodisiaci e stimolanti, potenzia l’azione vasocostrittrice a livello venoso nel pene per mantenere l’erezione; è usata nel trattamento della disfunzione sessuale.

Beta-bloccanti

Prima generazione (non selettivi):

  • Propranololo: non selettivo, lipofilo con buon assorbimento gastroenterico ma pesante effetto di primo passaggio (biodisponibilità del 40%); effetto antipertensivo e antianginoso per riduzione del lavoro cardiaco, con un certo grado di stabilizzazione delle membrane e azione anestetica locale; antiaritmico.
  • Nadololo: idrofilo ma con buon livello di assorbimento, non selettivo. Utile in caso di ipertensione portale, previene il sanguinamento delle varici esofagee.
  • Pindololo: ha azione ISA, usato contro ipertensione e angina pectoris.

Seconda generazione (β1 selettivi), usati per trattare angina, ipertensione e aritmia:

  • Metoprololo: lipofilo, metabolizzato nel fegato.
  • Atenololo: idrofilo, escreto nelle urine.
  • Bisoprololo: emivita di 20 ore, usato nelle terapie croniche.
  • Esmololo: emivita di 8 minuti, usato in situazioni acute di aritmia.

Terza generazione, azione beta-bloccante unita ad effetti cardiovascolari:

  • Labetalolo: somministrazione racemo con 4 diastereoisomeri, di cui uno è β1-bloccante e β2-agonista parziale, due sono α1-antagonisti, uno manca di effetti antagonisti adrenergici.
  • Celiprololo, Nebivololo: β1-bloccanti, associano un’induzione della produzione di NO (vasodilatatori).
  • Sotalolo: antiaritmico di classe III con due enantiomeri, entrambi bloccanti dei canali del K con azione antifibrillatoria (rendono omogenei i potenziali d’azione cardiaci); uno è anche β-bloccante.
  • Propafenone: con marcata azione anestetica locale, usato anche come antiaritmico.

Antagonisti colinergici indiretti

Tossina botulinica: proteasi che, una volta endocitata, taglia una SNARE coinvolta nel docking (e quindi nel successivo rilascio) delle vescicole di ACh.

Emicolinio: inibitore competitivo del trasportatore della colina, ne evita il re-uptake e la successiva trasformazione in ACh; ha un azoto quaternario e non passa la BEE.

Vesamicolo: inibitore non competitivo del trasportatore vescicolare dell’ACh.

Acetilcolina: t1/2 breve, ha comunque piccoli effetti di riduzione della frequenza cardiaca e di vasodilatazione, cui consegue una lieve caduta pressoria; usata a livello topico per indurre miosi.

Agonisti muscarinici

Metacolina: più sensibile alle colinesterasi, ha un’emivita molto breve; somministrata per inalazione per valutare un’ipersensibilità della muscolatura liscia bronchiale in pazienti senza asma clinicamente evidente, nei quali provoca una forte broncocostrizione.

Betanecolo: aumenta la peristalsi nel tratto GI, la motilità e il tono a riposo dello sfintere gastroesofageo; stimola il muscolo detrusore della vescica, usato in caso di ritenzione urinaria in assenza di ostruzioni.

Carbacolo: somministrazione topica per indurre miosi, usato nel trattamento del glaucoma.

Pilocarpina: induce la miosi (trattamento del glaucoma); stimola la salivazione (uso per la xerostomia).

Antagonisti muscarinici

Atropina: alcaloide estratto dalla pianta Atropa Belladonna; usata come antidoto negli avvelenamenti da anticolinesterasici e in anestesia (favorisce broncodilatazione e riduce le secrezioni bronchiali, oltre a evitare eventuali riflessi vagali); non si usa per indurre miosi perché a livello topico ha lunga durata d’azione, si usano derivati ad azione più breve come la Tropicamide. Ha t1/2 di circa 4 ore, per metà metabolizzata dal fegato e per metà escreta nelle urine; passa la BEE.

Scopolamina: estratta dalla Belladonna, ha effetti simili all’atropina ma passa meglio la BEE; usata per la cinetosi per il suo effetto antiemetico, o come “siero della verità” perché rende più labili le barriere psicologiche. A basse dosi, la Scopolamina dà un lieve effetto di sedazione e produce amnesia anterograda.

N.B. L’intossicazione da Atropina/Scopolamina dà mancanza di sudorazione (febbre, pelle calda), xerostomia, costipazione, ritenzione urinaria, ridotta lacrimazione, visione offuscata (manca l’accomodazione); anche effetti sul cuore (tachicardia) e sullo stomaco (ridotta secrezione acida gastrica). A concentrazioni più alte si hanno effetti centrali che vanno dall’eccitazione al delirio, fino alla depressione centrale che può portare a paralisi, collasso cardiocircolatorio, insufficienza respiratoria e coma.

Scopolamina N-butilbromuro (Buscopan®): ha l’azoto carico, previene i crampi addominali e mestruali.

Ipratropio bromuro: antimuscarinico non selettivo, usato per favorire la broncodilatazione in pazienti con patologie polmonari nelle crisi asmatiche acute; dura 4-6 ore. Dà anche blocco M2, che è inibitore pregiunzionale del rilascio di ACh; questo può contrastare gli effetti broncodilatatori, perché aumenta il rilascio di ACh; non diminuisce la clearance muco-ciliare.

Tiotropio: effetto simile all’Ipratropio ma con selettività M1 e M3 (non M2, c’è maggior effetto broncodilatatore); è un farmaco long-lasting che dura 24 ore.

Pirenzepina: antagonista selettivo M1, agisce a livello gangliare e inibisce la secrezione acida gastrica.

Inibitori delle colinesterasi

Per uso clinico, in caso di atonia del muscolo liscio nella vescica o nel tratto GI, glaucoma e miastenia gravis; anche antidoto contro antagonisti nicotinici che inducono paralisi neuromuscolare (curari):

Fisostigmina: inibitore reversibile, alcaloide che passa la BEE e raggiunge il SNC; usata nel glaucoma.

Neostigmina (Prostigmina®): ...

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Farmacologia generale Pag. 1 Farmacologia generale Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Farmacologia generale Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Farmacologia generale Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Yra92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Vita-Salute San Raffaele di Milano o del prof Zacchetti Daniele.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community