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Appunti di farmacologia

Indice

Farmacologia generale pag. 3

  • Sviluppo e classificazione dei farmaci pag. 4
  • Storia della farmacologia pag. 6
  • Farmacocinetica pag. 8
  • Farmacogenetica e farmacogenomica pag. 16
  • Farmacodinamica pag. 20
  • Farmacoeconomia pag. 29
  • Adverse drug reaction pag. 32
  • Tossicologia pag. 35
  • Tossicodipendenze pag. 42

Farmacologia speciale pag. 48

  • Sistema nervoso autonomo pag. 48
  • Agonisti muscarinici pag. 48
  • Colinomimetici pag. 49
  • Anticolinesterasici pag. 49
  • Antagonisti muscarinici pag. 50
  • Serotonina pag. 51
  • Sistema adrenergico pag. 52
  • Agonisti beta 2 pag. 54
  • Farmaci che intervengono sulla motilità dell'utero pag. 55
  • Analgesici pag. 58
  • Oppioidi pag. 60
  • Farmaci cardiaci pag. 67
  • Diuretici pag. 67
  • Farmacologia dello scompenso cardiaco pag. 71
  • Cardiocinetici pag. 75
  • Calcio antagonisti pag. 77
  • Farmacologia dell’ipertensione pag. 79
  • Antiaritmici pag. 80
  • Trattamento farmacologico delle dislipidemie pag. 83
  • Chemioterapici pag. 86
  • Antibiotici pag. 86
  • Macrolidi pag. 89
  • Beta lattamici e altri antibiotici di parete pag. 91
  • Tetracicline pag. 94-95
  • Antimicotici pag. 96
  • Antivirali pag. 98
  • Antiretrovirali pag. 99
  • Farmaci per la malaria pag. 102
  • Farmaci per la tubercolosi pag. 104
  • Chemioterapia antineoplastica pag. 105
  • Argomenti particolari pag. 110
  • La ricettazione pag. 110
  • Doping pag. 115
  • Immunofarmacologia pag. 115
  • Anestetici pag. 118
  • Anestetici generali pag. 118
  • Anestetici locali pag. 122
  • Farmaci ematologici pag. 124
  • Farmaci per le affezioni della coagulazione pag. 124
  • Farmaci per le anemie pag. 129
  • Farmaci del SNC pag. 132
  • Psicofarmaci pag. 132
  • Antipsicotici pag. 134
  • Antidepressivi pag. 140
  • FANS pag. 142
  • Farmacologia endocrina pag. 146
  • Insulina e farmaci per il diabete mellito pag. 146
  • Ormoni ipotalamo-ipofisari pag. 134
  • Ormoni tiroidei pag. 150
  • Ormoni sessuali femminili pag. 152
  • Farmaci gastrointestinali pag. 153
  • Farmaci antiasmatici pag. 156

Farmacologia generale

Sviluppo e classificazione dei farmaci

Definizione di farmaco secondo l'OMS: "qualsiasi sostanza o prodotto usato o che si intende usare per modificare od esplorare sistemi fisiologici o patologici con beneficio di chi lo riceve". La sostanza può essere una materia prima estratta più o meno purificata, può essere una singola molecola purificata, può essere una sostanza chimica prodotta con tecniche di ingegneria genetica.

Il prodotto invece è il risultato di un sistema di produzione messo in atto dall'industria farmaceutica. Fino a qualche decennio fa i farmaci erano prodotti dai farmacisti che sono ancora oggi abilitati a farlo. Però la maggior parte dei prodotti farmaceutici sono di produzione industriale.

L'intenzione non è riferita solo al medico o al paziente, ma soprattutto al produttore, definire dal punto di vista normativo il prodotto, la sola possibilità di usarlo fa del prodotto un prodotto farmaceutico. Se una qualsiasi industria produce acqua rivendicando proprietà curative, questo preparato totalmente inerte è rappresentazione di un prodotto farmaceutico e subisce tutte le procedure normative.

Modificare: presunzione di modificare uno stato di malattia collegandolo al beneficio di chi lo riceve. In realtà un farmaco in sé è una sostanza che interagendo con un substrato biologico è in grado di interagirvi. Posso utilizzare un beta-bloccante sul sistema cardiocircolatorio di un soggetto perfettamente sano e vedere cosa succede.

Il concetto di farmaco è strettamente connesso alla salute della popolazione. Tossicologia è la parte complementare della farmacologia. Tutti i farmaci hanno effetti sia utili che dannosi e dal rapporto tra questi deriva l'accettabilità di un farmaco.

La farmacologia moderna è regolata da una serie di norme che sono venute complicandosi e arricchendosi negli ultimi anni. A partire dagli anni '60 con l'introduzione in commercio della ... amide prodotto fortemente teratogeno, sono state introdotte una serie di norme vincolanti che regola il profilo di efficacia clinica rispetto a specifiche malattie.

Decreto legislativo del codice unico europeo, le varie norme in vigore in Italia sono state approvate dal consiglio europeo. Questo codice unico è molto recente (2006) è ancora in fase di attuazione. In questo codice così come in altri documenti precedenti sono scritte alcune definizioni importanti.

Farmaco e medicinale sono 2 cose diverse, farmaco è il principio attivo mentre medicinale è il prodotto finale, quello che il paziente usa ed è oggetto della produzione industriale.

Prodotto medicinale

  • Ogni sostanza o associazione di sostanza presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane.
  • Ogni sostanza o associazione di sostanze che può essere utilizzata sull'uomo o somministrata all'uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un'azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.

Un prodotto può essere costituito da uno o più principi attivi. In alcuni casi si sono proposte associazioni di principi attivi riuniti in un solo prodotto. "Presentata come avente" la presentazione come se condanna il prodotto al controllo medicinale.

Il secondo punto caratterizza il farmaco in base a cosa deve fare. Deve avere ottenuto la licenza per essere utilizzata sull'uomo, ha lo scopo di ripristinare ecc. Il codice unico stabilisce che in caso di conflitto di attribuzione tra un prodotto merceologico medicinale e altri campi va comunque considerato medicinale.

Traccianti in risonanza magnetica che sono considerati farmaci anche se di farmacologico in senso stretto hanno ben poco.

Sostanza: ogni materia, indipendentemente dall'origine. Tale origine può essere:

  • Umana come il sangue umano e i suoi derivati
  • Animale come microrganismi animali interi, parti di organi, secrezioni animali, tossine, sostanze ottenute per estrazione, prodotti derivati dal sangue
  • Vegetale come microrganismi, piante, parti di piante, secrezioni vegetali, sostanze ottenute per estrazione
  • Chimica come: elementi, materie chimiche naturali e prodotti chimici di trasformazione e di sintesi

Ancora oggi c'è un filone di ricerca di principi attivi nel mondo naturale, soprattutto vegetale.

Classificazione in base all'origine del farmaco

Medicinale immunologico

Ogni medicinale costituito da vaccini, tossine, sieri o allergeni. I vaccini, tossine o sieri comprendono in particolare gli agenti impiegati allo scopo di indurre una immunità attiva o passiva e gli agenti impiegati allo scopo di diagnosticare lo stato d'immunità. Gli allergeni sono medicinali che hanno lo scopo di individuare o indurre una modifica acquisita specifica, della risposta immunitaria verso un antigene allergizzante.

Medicinale omeopatico

Ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiale di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici, secondo un processo di produzione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente negli stati membri della comunità europea. Un medicinale omeopatico può contenere più sostanze.

Principio fondamentale della farmacologia moderna è la correlazione dose-effetto. Il medicinale omeopatico moderno non è sempre inerte, possono avere elementi di tossicità, per questo si è preferito mantenerli sotto una categoria a parte ma all'interno di questa normativa legislativa.

Radiofarmaco

Qualsiasi medicinale che quando è pronto per l'uso include uno o più radionuclidi. Usato nella medicina nucleare.

Medicinali derivati da sangue o plasma umani

Altra classificazione nel codice unico è questa. Si riconoscono medicinali di origine vegetale o fitoterapico tradizionale, si cerca di introdurli in una sorta di maggior rigore. Ad esempio, i cosiddetti integratori. Estratti di pterigo perforato (?????) foglie di san Giovanni con fiori gialli. Negli ultimi tempi è stata studiata come antidepressivo, alcune aziende farmaceutiche hanno registrato estratti particolari come medicinali. Tutto il mondo delle piante medicinali rientra in questa categoria. Con la suddivisione a seconda dell'estrazione il tentativo è di ricondurre un mercato molto deregolamentato con conseguenze non indifferenti sulla salute. Gli integratori, ad esempio, possono dare conseguenze serie insieme ai medicinali.

Gas medicinale

Ad esempio l'ossigeno si usa da sempre, ma viene registrato come un prodotto medicinale. Alcuni gas medicinali tipici sono gli anestetici.

Classificazione in base alla modalità di azione

Farmaci sintomatici (analgesici). Farmaci causali (es. chemio-antibiotico). Il farmaco è ritenuto più nobile se va ad eliminare la causa della malattia. È una visione moderna perché una volta era impossibile stabilire la causa. Il problema è però che molte malattie sono multifattoriali, quindi identificare una sola causa è praticamente impossibile.

Un passaggio che potrebbe essere di grande importanza è: il farmaco è una sostanza chimica e agisce per una interazione specifica. "I farmaci non agiscono se non sono fissati, cioè non trovano un bersaglio". Se però trasferiamo il problema da questo livello strettamente biologico a un livello più complessivo della vita della persona abbiamo evidenze clamorose, come la somministrazione della sostanza neutra che è in grado di produrre modificazioni (fino all'80%).

Come si può spiegare? Nella cura del paziente si intersecano molte cause, e la somministrazione di un farmaco è solo una di queste. Il miglior antidepressivo vale per il 25% dell'azione contro una base del 60-70%.

Azione antibiotica anch'essa non è indenne dall'effetto placebo. Se il medico ha un rapporto terapeutico complessivo più adeguato. Bisogna sempre pensare che quello che si cura sono persone, non cellule, il risultato terapeutico quindi è molto complesso. Per fortuna molte malattie guariscono da sole, io ho somministrato qualcosa e ho provocato una guarigione, in realtà no.

È stato visto da diverse metanalisi che il guadagno dall'usare a non usare l'antibiotico consiste in 8 ore di differenza nel tempo di guarigione. Questo non significa non usare antibiotici perché è importante evitare effetti collaterali delle infezioni, ma se ci fermiamo a guarisce/non guarisce la differenza è minima.

La farmacologia come scienza interdisciplinare

La farmacologia utilizza una serie di discipline con le quali si interfaccia. Bisogna avere una buona conoscenza della chimica, della chimica farmaceutica, della botanica, della biochimica, della fisiologia non solo a livello molecolare. Anche la microbiologia è importante per capire se un microbo è resistente all'antibiotico. Per chi si interessa di ricerca è importante anche la statistica applicata.

Le fasi farmacologiche: Farmaco: forma farmaceutica, via somministrazione, schema posologico, assorbimento, distribuzione, metabolismo, escrezione, effetti terapeutici, effetti collaterali, effetti tossici. La prima fase è biofarmaceutica, la seconda è farmacocinetica, la terza è farmacodinamica. Il medico prescrive un prodotto che ha una serie di principi attivi ma anche una forma farmaceutica (compressa, capsula, supposta, crema ecc.), poi sceglie anche la via di somministrazione che è funzione della forma farmaceutica, e sceglie lo schema posologico: quanto farmaco somministrare, modalità di somministrazione come infusione continua che è una modalità particolare.

Una serie di variabili sotto il diretto controllo del medico che fa parte del controllo del trattamento è di competenza anche e soprattutto del chimico farmaceutico e della tecnica farmaceutica. Lo studio della struttura molecolare è competenza dei chimici farmaceutici, poi la dimostrazione delle caratteristiche di un principio attivo fa parte della farmacologia sperimentale.

Tutto questo serve a dare una caratteristica dal punto di vista biofarmaceutica. La stretta competenza della farmacologia è la fase farmacocinetica e farmacodinamica: una volta che il farmaco è stato somministrato può essere assorbito e l'assorbimento consiste nel fatto che il farmaco si ritrovi nel circolo sistemico. L'assorbimento è il passaggio dall'esterno all'interno dell'organismo (circolo sistemico).

La farmacocinetica è lo studio del percorso di un farmaco e un principio attivo all'interno dell'organismo e vede descrivere le sue caratteristiche in 4 funzioni fondamentali: assorbimento, distribuzione al circolo sistemico ai tessuti, il metabolismo (trasformazione del principio attivo ad opera di sistemi enzimatici) e l'escrezione (nessun farmaco resta nell'organismo per un tempo indeterminato). Alcuni farmaci vengono inglobati strutturalmente nell'organismo, ma alla fine vengono eliminati.

Quando si somministra un farmaco bisogna immaginare cosa succede dal punto di vista cinetico. Questo aspetto dell'esposizione di un soggetto al farmaco è condizionato dalla prova farmaceutica, dal principio attivo e dal comportamento farmacocinetico complessivo. Le concentrazioni che si realizzano nei siti d'azione sono l'anello di congiunzione per determinare lo spettro d'azione di ogni farmaco. Ogni farmaco ha più di un'azione: almeno una terapeutica e una tossica. Alcuni farmaci possono dare effetti collaterali: non necessariamente ricercati ma in quel momento non utili al paziente.

Se somministriamo un beta-bloccante a soggetto con l'angina avremo come obiettivo modificare l'emodinamica. Il beta-bloccante è anche bradicardizzante, in un anginoso cerco che mi eviti la crisi anginosa, la riduzione della frequenza cardiaca è un effetto collaterale, potrebbe essere utile ma non è quello che volevo.

Ci sono 3 tipologie di effetti:

  • Effetti terapeutici (ricercati e utili in senso lato)
  • Effetti collaterali (può essere utile o inutile ma non è desiderato)
  • Effetti tossici (vanno ridotti al minimo)

L'impostazione di una terapia farmacologica ha come scopo allontanare il più possibile gli effetti tossici dagli effetti terapeutici. Da un punto di vista didattico parliamo prima della farmacocinetica, poi della farmacodinamica e di alcuni aspetti particolari.

Breve storia della farmacologia

La farmacologia è una scienza antica, l'uomo da sempre ha cercato di curare i malanni ritrovando nel proprio ambiente dei rimedi. Ci sono delle farmacopee che appartengono ad altre civiltà come quella cinese che sono vecchie di millenni, sono alla base anche della nostra farmacopea più moderna.

Pianta medicinale oggi di moda artemisia annua si sviluppa in primavera e poi muore. Questa infiorescenza contiene diversi principi attivi interessanti. Storia antica che risale alla Cina, in tempi molto recenti (inizio anni '70) in Cina Mao ha fatto studiare questa pianta. L'artesimina è una molecola con funzione antimalarica. Esistono alcuni derivati semisintetici dell'artemisina usati contro la malaria. Le popolazioni povere fanno un decotto con le foglie. L'OMS vuole bandire il decotto per non indurre resistenza.

Digitalis purpurea da questo fiore si ricavano i digitalici, pianta fortemente velenosa. Papaver somniferum papavero da oppio, prima che sia giunto a maturazione produce una resina, si raccoglie e diventa marrone, da cui si formano i pani di oppio. Si estraggono moltissimi principi attivi tra cui la morfina.

La farmacologia si è sviluppata nei secoli attraverso storie molto complicate, in antichità i farmaci hanno sempre avuto un significato simbolico, di mediazione tra l'uomo e dio. Questo concetto rimane ancora in molte strutture antropologiche, molti ambienti che noi giudichiamo primitivi, dove alcune sostanze con azione di tipo psichedelico vengono usate a scopo rituale. In Argentina e in alcune zone dell'Africa e Oceania vengono usate sostanze a questo scopo.

Nell'ambito della cultura greca l'intervento medico è stato inquadrato sotto la dimensione mistica, il senso dell'uomo (rapporto uomo-dio) era orientato all'aspetto umano. Quindi si sono sviluppate scuole mediche che sono alla base della nostra medicina. Sono passati dei secoli, si arriva al medioevo, nell'epoca rinascimentale nascono anche in Italia una serie di scuole mediche (importante in Italia quella napoletana) che hanno dato origine a scuole di pensiero con il farmaco come elemento centrale.

Si arriva alla fine dell'800 quando viene sintetizzata al prima grande sostanza semisintetica: l'aspirina che ancora oggi è un farmaco importante, non è più usato come antireumatico ma come antiflogistico e antiaggregante.

Nell'ultimo secolo ci sono state grandi svolte. 1908 corpora non agunt nisi fixate (i farmaci non agiscono se non sono fissati). Paul Ehrlich.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dario1986 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Portaleone Paolo.
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