Farmaci in emergenza
Emergenze e urgenze ipertensive
Gli episodi ipertensivi da trattare possono essere distinti in:
- Emergenze ipertensive
- Urgenze ipertensive
Terapia nelle emergenze
La terapia nelle emergenze ipertensive prevede una rapida riduzione dei valori pressori a “livelli di sicurezza”, non al ripristino dei valori normali. La scelta del farmaco va fatta considerando le caratteristiche patogenetiche e fisiopatologiche del tipo di emergenza verificatasi.
Terapia nelle urgenze ipertensive
Il trattamento delle urgenze ipertensive è meno aggressivo e generalmente viene effettuato con farmaci assunti per via orale.
Definizioni di emergenze e urgenze ipertensive
- Età
- Danno d'organo
- Situazione clinica
Emergenza ipertensiva
Non si basa su valori pressori, ma per un danno acuto d'organo secondario all'aumento pressorio. Il fattore dirimente è quindi costituito dalla rapidità dell'innalzamento pressorio, non dal suo valore assoluto. Sono situazioni nelle quali, per segni di danno d'organo e per grave rischio di vita, è indispensabile una riduzione della PA nell'ambito di minuti e comunque non oltre l'ora.
Urgenze ipertensive
Le urgenze ipertensive sono caratterizzate dall'elevazione dei valori pressori senza evidenza clinica o strumentale di danno d'organo, ma che richiedono comunque un decremento della pressione arteriosa in breve tempo, non oltre le 24 ore.
Emergenze ipertensive
- Emorragie ed essudati fino all'edema della papilla all'esame del fondo oculare
- Alterazioni neurologiche: cefalea, confusione, sonnolenza, stupore, perdita del visus, deficit focali (es. ictus), vertigini, fino al coma.
Esami importanti (a volte indispensabili)
- ECG
- Rx torace
- Ossimetria
- Analisi urine
- Azotemia/creatininemia
- Elettroliti sierici (ipokaliemia)
- Glicemia
- Emocromo (emolisi intravascolare)
Altre emergenze ipertensive
- Encefalopatia ipertensiva
- Infarto miocardico, angina instabile
- Eclampsia gravidica
- Crisi adrenergica (feocromocitoma)
- Ipertensione associata a emorragia intracranica o ictus
- Crisi ipertensive dell’infanzia
- Aneurisma dissecante dell'aorta
- Ipertensione associata a edema polmonare acuto
- Insufficienza renale acuta
Urgenze ipertensive
- Ipertensione severa asintomatica
- Ipertensione maligna, accelerata e crisi sclerodermiche
- Ipertensione pre- o postoperatoria
- Preeclampsia
Terapia delle emergenze ipertensive
La crisi ipertensiva si verifica quando la PA sistolica è maggiore di 220 mmHg e/o la PA diastolica è maggiore di 120-130 mmHg. Lo scopo della terapia è l'abbassamento della PA di circa il 25% o la riduzione della PA diastolica a 100-110 mmHg senza riduzioni precipitose.
Farmaci da somministrare
Per via parenterale (preferibile nei pazienti con emorragie intracraniche, dissezione aortica, insufficienza renale acuta rapidamente progressiva, eclampsia, ipertensione maligna complicata da encefalopatia) o per via orale (si può avere una brusca caduta della pressione, in relazione allo stato di disidratazione e ai precedenti farmaci assunti, caduta che non è facilmente reversibile quanto quella determinata da un farmaco somministrato per via parenterale).
Trattamento di primo livello
Farmaci con rapida attività antiipertensiva, facilità d'uso ed efficacia nella maggioranza dei tipi di emergenza: nifedipina.
Captopril: Sciolto in bocca alla dose di 50 mg è in grado di indurre una graduale riduzione della pressione arteriosa. Da preferire nelle emergenze ipertensive dell'anziano.
Nifedipina sublinguale: Il trattamento potrebbe essere riservato ai casi in cui i vantaggi di una riduzione molto rapida della pressione arteriosa compensano i rischi di ipotensione acuta e quelli derivanti dalla tachicardia riflessa.
In base alla situazione clinica associare, od utilizzare direttamente
Diuretici dell'ansa (furosemide): emergenze associate a ritenzione idrosalina. Importante: evitare nelle condizioni caratterizzate da deplezione idrosalina (feocromocitoma, ipertensione nefrovascolare).
Trattamento di II livello
Quando il farmaco di I livello non induce, entro un tempo max di 30 minuti, una soddisfacente riduzione della pressione arteriosa: labetalolo per via endovenosa.
Trattamento di III livello
Utilizzare nitroglicerina o diazossido soltanto dopo risposta scarsa e insoddisfacente verso gli altri farmaci.
Farmaci di scelta per le emergenze ipertensive (1)
| Condizioni | Farmaco di scelta | Controindicati | |
|---|---|---|---|
| Encefalopatia ipertensiva | Simpaticolitici ad azione centrale (I scelta); Nitroprussiato, Diazossido (II) | β-bloccante | |
| Ipertensione maligna | Nifedipina ± betabloccante; captopril; labetalolo; clonidina | Diuretico | |
| Ipertensione associata a emorragia intracranica | Nitroprussiato; labetalolo | Diazossido (infusione) | |
| Ictus | Nitroprussiato; labetalolo | Diazossido (infusione) | |
| Insufficienza V.S. | Edema polmonare acuto | Nitroprussiato ± diuretico dell'ansa | Betabloccante; verapamil |
| Insufficienza cardiaca | Nifedipina ± diuretico dell'ansa | Betabloccante; verapamil | |
| Insufficienza congestizia | Captopril ± diuretico dell'ansa |
Farmaci di scelta per le emergenze ipertensive (2)
| Condizioni | Farmaco di scelta | Controindicati |
|---|---|---|
| Insufficienza coronarica | Nitroglicerina ± betabloccante | Diazossido; idralazina |
| Infarto acuto del miocardio | Nitroprussiato ± betabloccante | Diazossido; idralazina |
| Angina instabile | Nitrati ± betabloccante |
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