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Anestesia - i farmaci d'emergenza Appunti scolastici Premium

Appunti di Anestesia per l'esame del professor Siracusano sui farmaci in emergenza. Gli argomenti trattati sono: la definizione e la classificazione delle emergenze, le emergenze ipertensive e la terapia, il trattamento, i farmaci di scelta, l'angina pectoris, il trattamento farmacologico e i nitrodeivati. Vedi di più

Esame di Anestesia docente Prof. L. Siracusano

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ESTRATTO DOCUMENTO

Contro l’occlusione e

contro il dolore

ANTIAGGREGANTI:

a basse dosi (80-360 mg/die) in prevenzione primaria e

aspirina

secondaria. Se intolleranza: alla dose di 250 mg 2 volte al

ticlopidina

dì. endovenosa, alla dose di 1000-2000 U/h dopo un bolo iniziale

eparina

endovenoso di 5000U, riduce l’evoluzione verso l’infarto miocardico

nel trattamento dell’angina instabile.

MORFINA E SEDATIVI:

dolore resistente e se il paziente si presenta agitato, è consigliabile il

ricorso alla somministrazione di 2.5-5 mg ev di (attenzione

morfina

controindicazioni).

Emergenze

• Emergenze e Urgenze Ipertensive

• Angina Pectoris

• Scompenso cardiaco

• Aritmie

•Asma SCOMPENSO CARDIACO

Definizione

Incapacità del cuore ad assicurare un sufficiente apporto di

ossigeno ai tessuti e a produrre un’efficiente funzione di

smaltimento del ritorno venoso. E’ caratterizzata da una

gittata cardiaca inadeguata, non dovuta ad una riduzione del

volume circolante che può essere normale o aumentato.

E’ importante distinguere le cause determinanti e le cause

scatenanti. Manifestazioni cliniche

Diminuzione gittata cardiaca ed incremento della pressione

telediastolica e quindi venosa polmonare; segni clinici:

dispnea da sforzo (edema polmonare), edema periferico.

obiettivi terapeutici:

Gli

• Eliminazione dei fattori precipitanti;

• Abolizione delle cause sottostanti;

• Miglioramento dello stato di compenso, ottenibile

mediante:

a) Riduzione del lavoro del cuore;

b) Riduzione dell’eccesso di liquidi;

c) Miglioramento della contrattilità.

TERAPIA

Riposo, ossigenazione, correzione delle aritmie, misure per migliorare la contrattilità

miocardica, diuresi e riduzione del precarico e del postcarico.

I farmaci utilizzabili possono essere classificati i base al loro meccanismo d’azione in:

1) Farmaci che agiscono sulla contrattilità

a) digitale

b) inotropi adrenergici (dopamina e dobutamina)

c) inotropi non digitalici e non adrrenergici (amrinone, milrinone)

2) Farmaci che riducono il precarico:

a) diuretici

b) venodilatatori (nitroderivati)

3) Farmaci che riducono il postcarico:

a) arterodilatatori (nifedipina)

b) inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE)

4) Farmaci ad azione sul precarico e sul postcarico:

a) nitrati (nitroprussiato di sodio)

DIGOSSINA: azione cronotropa negativa e inotropa positiva. La dose di attacco della

digossina è di 0.5 mg/die ev, quella di mantenimento è di 0.125-0.25 mg/die ev o

per os.

DOPAMINA (E DOBUTAMINA): in infusione lenta aumenta la portata cardiaca, il

flusso plasmatico renale, la filtrazione glomerulare e l’escrezione di sodio . Dosi

iniziali: 0.5-1 µg/kg/min, che possono essere gradualmente aumentate. Il suo

impiego è limitato a terapie di breve durata.

DIURETICI: utili nel trattamento a lungo termine. I diuretici tiazidici

(idroclorotiazide, 50 mg/die) sono utili, ma con l’aumento delle dosi in genere non

si ottiene un aumento dell’effetto diuretico (inducono ipokaliemia in cronico). I

(furosemide) sono molto efficaci sia per via endovenosa che

diuretici dell’ansa

orale. La dose iniziale di furosemide dovrebbe essere di 40 mg, da aumentare a 80-

160 mg 1 o 2 volte al giorno. Overdose: ipovolemia, iposodiemia e grave

ipopotassiemia.

ACE-INIBITORI: bloccano l’asse renina-angiotensina-aldosterone, spesso attivato in

pazienti con SC. I più usati sono il Non devono essere usati

captopril e l’enalapril.

in associazione a diuretici risparmiatori di potassio e sono controindicati I pazienti

con insufficienza renale, ipertensione polmonare o ipotensione marcata.

Emergenze

• Emergenze e Urgenze Ipertensive

• Angina Pectoris

• Scompenso cardiaco

• Aritmie

•Asma ARITMIE

Le aritmie richiedono una pronta e corretta diagnosi, per

un’appropriata terapia dalla quale spesso dipende la prognosi

e la sopravvivenza del paziente. In alcuni casi esse arrecano

solo una sensazione più o meno fastidiosa, spesso sono

accompagnate da gravi manifestazioni cliniche: shock,

angina, insufficienza cardiaca, sincope.

il trattamento di tali forme è necessario

Bradicardia:

quando provoca sintomi (ipoperfusione periferica,

ipotensione, scompenso, sincope). Somministrazione di

atropina (0.5-1 mg ev in boli ripetibili ogni 3-5 minuti fino

ad un massimo di 0.04 mg/kg) o isoprenalina (2-10

mcg/min). Questi farmaci assicurano il mantenimento delle

funzioni vitali in attesa dell’impianto di uno stimolatore

esterno. il fondamento della terapia è

Tachicardia sopraventricolare:

cercare di modificare la patologia acuta che sostiene

l’aritmia. La digitale (digossina 0.5 mg in bolo, seguito da

0.25 mg dopo 4-6 ore; attenzione alla ipopotassiemia!), il

β-

verapamil (5-10 mg ev alla velocità di 1 mg/min) o i

bloccanti (metoprololo o propranololo 5 mg in 5 min

ripetibile ad intervalli di 5 min fino ad un massimo di 15 mg)

sono utili nel ridurre la risposta ventricolare e nel migliorare

il quadro emodinamico.

i farmaci da utilizzare per ridurre la

Fibrillazione atriale:

frequenza ventricolare sono la digitale (0.5 mg ev seguiti da

0.25 mg dopo 6 ore) o il verapamil (5-10 mg ev in 10 min

β-

seguiti infusione continua di 125 mg in 24 ore) o i

bloccanti per via endovenosa

.

Emergenze

• Emergenze e Urgenze Ipertensive

• Angina Pectoris

• Scompenso cardiaco

• Aritmie

•Asma ASMA BRONCHIALE

E’ una sindrome da iperattività delle strutture bronchiali nei

confronti di stimoli diversi, insorgente in soggetti

costituzionalmente predisposti.

Clinicamente è caratterizzata da crisi ricorrenti di dispnea

respiratoria parossistica, fisiopatologicamente da ostruzione

delle vie aeree per spasmo della muscolatura liscia

bronchiale, edema e ipersecrezione. L’espressione più

caratteristica è l’accesso asmatico che insorge spesso

bruscamente in pieno benessere o preceduto da starnuti,

sudorazione, stato ansioso.

Nella forma classica è caratterizzata da dispnea con

espirazione difficoltosa, tosse secca, insistente e stizzosa,

espettorazione abbondante.

ASMA BRONCHIALE

La maggior parte delle manifestazioni cliniche

sono dovute alla liberazione locale delle

sostanze prodotte dai MASTOCITI come

l'istamina, i leucotrieni e le prostaglandine,

rilasciate in seguito a contatto con uno o più

allergeni quali pollini, funghi, polveri domestiche

e forfora di animali, a questi vanno aggiunte le

sostanze irritanti di tipo occupazionale come la

formalina, papaina (industria alimentare), sali di

platino, farina, polveri di legno, gomme vegetali,

polveri di cotone.

• Ogni qualvolta la sintomatologia asmatica si verifichi in assenza

di allergene, si parla di asma intrinseco per distinguerla dalla

precedente definita propriamente asma allergico.

STADI DELL'ASMA BRONCHIALE

Funzionalità

Gravità Sintomi respiratoria

Sintomi volte alla settimana FEV o PEF

≤2 ≥80%

Lieve 1

Nessun sintomo e PEF normale tra le esacerbazioni predetto

intermittente Esacerbazioni di breve durata (da poche ore a pochi Variabilità del

giorni); l’intensità può variare PEF<20%

Sintomi notturni volte al mese

≤2

Sintomi >2 volte alla settimana ma non quotidiani FEV o PEF ≥80%

Lieve 1

Esacerbazioni che a volte limitano l’attività predetto

persistente Sintomi notturni >2 volte al mese Variabilità del PEF 20-

30%

Sintomi quotidiani FEV o PEF >60-80%

Moderato 1

Uso quotidiano di a breve durata d’azione

β2-agonisti predetto

persistente Esacerbazioni che limitano l’attività Variabilità del PEF

Esacerbazioni volte alla settimana; possono durare

≥2 >30%

dei giorni

Sintomi notturni >1 volta alla settimana

Sintomi continui FEV o PEF ≤60%

Grave 1

Limitazione dell’attività fisica predetto

persistente Frequenti esacerbazioni Variabilità del

Frequenti sintomi notturni PEF>30%

PEF=picco di flusso respiratorio; FEV =volume espiratorio forzato in 1s.

1

Modificata dal National Asthma Education Program, Expert Panel ReportII, National Heart, Lung &

Blood Institute, 1997. Terapia


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49

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2.82 MB

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Anestesia per l'esame del professor Siracusano sui farmaci in emergenza. Gli argomenti trattati sono: la definizione e la classificazione delle emergenze, le emergenze ipertensive e la terapia, il trattamento, i farmaci di scelta, l'angina pectoris, il trattamento farmacologico e i nitrodeivati.


DETTAGLI
Esame: Anestesia
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (CALTAGIRONE, MESSINA, PIAZZA ARMERINA, REGGIO CALABRIA, ENNA, SIRACUSA)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher banzie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anestesia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Siracusano Luca.

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