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Anestesia - i farmaci d'emergenza

Appunti di Anestesia per l'esame del professor Siracusano sui farmaci in emergenza. Gli argomenti trattati sono: la definizione e la classificazione delle emergenze, le emergenze ipertensive e la terapia, il trattamento, i farmaci di scelta, l'angina pectoris, il trattamento farmacologico e i nitrodeivati. Vedi di più

Esame di Anestesia docente Prof. L. Siracusano

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ESTRATTO DOCUMENTO

Emergenze

• Emergenze e Urgenze Ipertensive

• Angina Pectoris

• Scompenso cardiaco

• Aritmie

• Asma

EMERGENZE e URGENZE

IPERTENSIVE

Gli episodi ipertensivi da trattare possono essere distinti in:

EMERGENZE

• URGENZE IPERTENSIVE

Terapia nelle EMERGENZE: riduzione rapida dei valori pressori a “livelli di

sicurezza”, non al ripristino dei valori normali. La scelta del farmaco va fatta

considerando le caratteristiche patogenetiche e fisiopatologiche del tipo di

emergenza verificatesi.

Terapia nelle URGENZE IPERTENSIVE: trattamento antiipertensivo meno

aggressivo, che generalmente viene effettuato con farmaci assunti per via orale.

I criteri su cui si basa la definizione di “emergenze e urgenze ipertensive” sono:

Età

Danno d’organo

Situazione clinica

Definizioni

EMERGENZA IPERTENSIVA: non si basa su valori pressori, ma

per un danno acuto d’organo secondario all’aumento pressorio.

Il fattore dirimente è quindi costituito dalla rapidità dell’innalzamento

pressorio, non dal suo valore assoluto.

Sono quelle situazioni nelle quali, per segni di danno d’organo e per

grave rischio di vita, è indispensabile una riduzione della PA

nell’ambito di minuti e comunque non oltre l’ora.

URGENZE IPERTENSIVE

Le sono caratterizzate dall’elevazione

dei valori pressori senza evidenza clinica o strumentale di danno

d’organo, ma che richiedono, comunque, un decremento della

pressione arteriosa in breve tempo, non oltre le 24 ore

Emergenze ipertensive

EMORRAGIE ED ESSUDATI

fino all’edema della papilla all’esame del

fondo oculare

ALTERAZIONI NEUROLOGICHE: cefalea, confusione, sonnolenza,

stupore, perdita del visus, deficit focali (es. ictus), vertigini, fino al

coma.

ESAMI IMPORTANTI (a volte indispensabili):

ECG

Rx torace

Ossimetria

Analisi urine

Azotemia/creatininemia

Elettroliti sierici (ipokaliemia)

Glicemia

Emocromo (emolisi intravascolare)

Emergenze ipertensive

Encefalopatia ipertensiva

Infarto miocardico, angina instabile

Eclampsia gravidica

Crisi adrenergica (feocromocitoma)

Ipertensione associata a emorragia intracranica o

ictus

Crisi ipertensive dell’infanzia

Aneurisma dissecante dell’aorta

Ipertensione associata a edema polmonare acuto

Insufficienza renale acuta

Urgenze ipertensive

Ipertensione severa asintomatica

Ipertensione maligna, accelerata e crisi sclerodermiche

Ipertensione pre- o postopertaoria

Preeclampsia

TERAPIA DELLE EMERGENZE IPERTENSIVE

(Crisi ipertensiva una PA sistolica >220 mmHg e/0 una PA

diastolica >120-130 mmHg)

SCOPO DELLA TERAPIA: abbassamento della PA di circa il 25% o

riduzione della PA diastolica a 100-110 mmHg senza riduzioni precipitose.

Farmaci da somministrare

:

per via parenterale (da preferire nei pazienti con emorragie intracraniche,

dissezione aortica, insufficienza renale acuta rapidamente progressiva, eclampsia,

ipertensione maligna complicata da encefalopatia)

per via orale (si può avere una brusca caduta della pressione, in relazione allo

stato di disidratazione e ai precedenti farmaci assunti, caduta che non è facilmente

reversibile quanto quella determinata da un farmaco somministrato per via

parenterale).

TRATTAMENTO DI PRIMO LIVELLO: farmaci con rapida attività antiipertensiva,

e

captopril

facilità d’uso ed efficacia nella maggioranza dei tipi di emergenza:

nifedipina.

CAPTOPRIL

A) Il sciolto in bocca alla dose di 50 mg è in grado di indurre una

graduale riduzione della pressione arteriosa. Da preferire nelle emergenze

ipertensive dell’anziano;

NIFEDIPINA SUBLINGUALE

B) Il trattamento con potrebbe essere riservato ai casi

in cui i vantaggi di una riduzione molto rapida della pressione arteriosa compensano

i rischi di ipotensione acuta e quelli derivanti dalla tachicardia riflessa.

In base alla situazione clinica associare, od utilizzare direttamente:

DIURETICI DELL’ANSA

C) (furosemide): emergenze associate a ritenzione

idrosalina ed

Importante: EVITARE nelle condizioni caratterizzate da deplezione idrosalina

(feocromocitoma, ipertensione nefrovascolare).

TRATTAMENTO DI II LIVELLO:

quando il farmaco di I livello non induce, entro un tempo

max di 30 minuti, una soddisfacente riduzione della

labetalolo

pressione arteriosa: per via endovenosa.

TRATTAMENTO DI III LIVELLO:

e

nitroglicerina diazossido impiegare soltanto dopo

risposta scarsa e insoddisfacente verso gli altri farmaci

Farmaci di scelta per le emergenze ipertensive (1)

Condizioni Farmaco di scelta Controindicati

β

diuretico

± -bloccante

Encefalopatia ipertensiva Simpaticolitici ad azione

(I scelta);Nitroprussiato, centrale

Diazossido (II)

Ipertensione maligna Nifedipina ±

betabloccante;

captopril; labetalolo;

Ipertensione associata a: clonidina;

Emorragia intracranica Nitroprussiato; labetalolo Diazossido

(infusione)

Ictus Nitroprussiato; labetalolo Diazossido

(infusione)

Insufficienza V.S

Edema polmonare acuto Nitroprussiato

±

diuretico Betabloccante; verapamil

dell’ansa

Insufficienza cardiaca Nifedipina±

diuretico dell’ansa Betabloccante; verapamil

Insufficienza congestizia Captopril±

diuretico dell’ansa

Farmaci di scelta per le emergenze

ipertensive (2)

Condizioni Farmaco di scelta Controindicati

Insufficienza coronarica

Infarto acuto del miocardio Nitroglicerina ±betabloccante Diazossido; idralazina

nitroprussiato ±betabloccante

Angina instabile Nitrati ±betabloccante o Diazossido; idralazina

calciobloccanti

Crisi adrenergiche Nitroprussiato

±betabloccante Betabloccante in monoterapia

fentolamina ±betabloccante

Aneurisma dissecante Nitroprussiato

±betabloccante Diazossido; idralazina;

dell’aorta nifedipina

Ipertensione perioperatoria Nitroprussiato; nitroglicerina;

labetalolo; nifedipina

Emergenze

• Emergenze e Urgenze Ipertensive

• Angina Pectoris

• Scompenso cardiaco

• Aritmie

•Asma ANGINA PECTORIS

DEFINIZIONE Dolore

comparsa di oppressione toracico,

pressione

o fastidio

precordiale o di un dolore

restrosternale.

Spesso il dolore si può

associare o può essere Arteria

occlusa

successivo ad altri sintomi, Ischemia: il muscolo

cardiaco, non riceve

quali sudorazione profusa, ossigeno a

sufficienza: dolore

palpitazioni, dispnea.

ANGINA PECTORIS

Stabile,

se l’ischemia si realizza per aumenti del consumo di

ossigeno miocardico indotti in genere da sforzo fisico, emozioni,

ecc. in presenza di una stenosi definita dell’arteria coronarica

Primaria,

è dovuta ad ischemia indotta da riduzione primaria del

flusso coronarico, che può intervenire anche a riposo

Instabile,

varia per le modalità e le caratteristiche di insorgenza,

per l’intensità e durata del sintomo e la sua intensità; è una

sindrome

coronarica acuta comprendente diversi quadri clinici che hanno in

comune un elevato rischio cardiovascolare sia per l’evoluzione

della TRATTAMENTO

FARMACOLOGICO

Scopo: non solo il controllo del dolore e dell’ischemia, ma è

soprattutto la prevenzione dell’infarto del miocardio, la riduzione della

sua estensione e la prevenzione della morte.

Terapia farmacologica aumento dell’apporto di ossigeno, riduzione

del consumo di ossigeno, interferenza con i fattori della coagulazione.

In caso di crisi anginosa: riposo assoluto, all’ossigenoterapia, e:

nitrati per via sublinguale (5 mg di isosorbide dinitrato o 0.30 mg di

nitroglicerina).

Se il dolore persiste:

Ripetere la somministrazione più volte a distanza di circa 10-15

minuti, controllando i valori pressori.

β-bloccanti

Nitrati ad alte dosi o di in vena, spesso può risultare

indispensabile per risolvere la crisi anginosa.

NITRODERIVATI

Farmaci di scelta nel trattamento della cardiopatia ischemica sia acuta che

cronica.

vie sublinguale ed endovenosa

Le sono quelle che permettono una più rapida

La via transdermica (usata in cronico)

azione. è limitata dalla tolleranza.

farmaci vasodilatatori:

Sono agiscono direttamente sulla fibrocellula muscolare

liscia vasale, dove vengono ridotti ad ossido nitrico che stimola la formazione di

una guanilatociclasi e l’aumento intracellulare di cGMP, determinando

vasodilatazione per azione sui canali del calcio.

Risultato:

riduzione delle resistenze coronariche per una vasodilatazione

diminuzione della pressione telediastolica (riduzione del precarico e del ritorno

venoso, con conseguente riduzione anche del lavoro cardiaco).

Dilatazione

A. coronarie

Benefico per il cuore! medie e grandi

Richiesta Aumento del flusso

di ossigeno e sangue Coronarico = + ossigeno

Lavoro del cuore

per svuotarsi

Riempimento

del cuore Dilatazione del

Ritorno venoso Sistema venoso

al cuore destro

ANGINA INSTABILE

nitroglicerina via endovenosa

Direttamente che

per (emivita 3min)

ha il vantaggio di un rapido effetto sui sintomi e una rapida

regressione degli effetti collaterali.

[fleboclisi alla dose iniziale di 5-10µg/min, aumentando il flusso

fino alla riduzione della pressione arteriosa di circa 10 mmHg o

alla risoluzione della crisi anginosa]

CONTROINDICAZIONI:

ipotensione, cardiomiopatia ipertofica, glaucoma

forme gravi di

(soprattutto per quanto riguarda nitrati in vena).

effetto collaterale cefalea

L’ più comune è la (che provoca

intolleranza in circa il 25% dei pazienti).

-BLOCCANTI

β

I scelta nel trattamento della cardiopatia ischemica

AZIONE:

AZIONE riducono il fabbisogno di ossigeno, la forza di contrazione e il ritmo

cardiaco (inotropi e cronotropi negativi), sono antiaritmici e riducono anche la

l’emostasi. Oltre che preventivi e curativi dell’angina, hanno un effetto di prevenzione

dell’infarto miocardico fatale e di riduzione dell’area infartuale.

selettività verso i recettori cardiaci.

Sono classificati in base alla loro β-1

(cardiaci) che (bronchiali)

Propranololo: agisce sia sui β-1 β-2

Atenololo, metoprololo e bisoprololo oltre che cardioselettivi (solo hanno durata

β-1)

d’azione più lunga che consente la monosomministrazione.

CONTROINDICAZIONI: disturbi della conduzione senoatriale e atrioventricolare,

l’insufficienza cardiaca manifesta, le forme di grave arteriopatia periferica e l’asma

bronchiale. -BLOCCANTI

β

Nei pazienti con angina pectoris e postinfartuati riducono:

- l’incidenza di aritmie

- l’incidenza di eventi acuti coronarici

- l’estensione della necrosi

- l’incidenza di scompenso cardiaco

- l’incidenza di morte improvvisa

- la mortalità a lungo termine

PROPRIETÀ DEI FARMACI -BLOCCANTI

β

Cardioselettività Effetto simpatico-mimetico Dosaggi mg/die

intrinseco 5-10

Bisoprololo + - 60-320

Propranololo - - 100-200

metoprololo + - 80-240

Nadololo - - 15-45

Timololo - - 50-100

Atenololo + - 15-60

Pindololo - +++ 200-1200

Acebutololo + ++

CALCIOANTAGONISTI attività sul

Costituiscono una classe eterogenea di farmaci con diverso rapporto di

cuore e sui vasi periferici.

- derivati della papaverina

Sono classificati in: (Verapamil)

- diidropiridinici (Nifedipina)

- derivati delle benzodiazepine (Diltiazem)

Sono tutti inotropi-negativi, riducendo la forza contrattile miocardica a causa della

diminuita disponibilità del calcio per gli elementi contrattili, e determinano una

riduzione dei valori pressori con conseguente riduzione del lavoro cardiaco

attraverso una vasodilatazione periferica

prima scelta,

Sono di eventualmente in associazione ai nitrati, nei pazienti con

angina stabile che non tollerano i beta-bloccanti e nei pazienti con angina variante.

PRINCIPALI CALCIOANTAGONISTI

Diidropiridinici 10 mg ogni

Nifedipina Sublinguale 4-6 ore

30-240 mg/die

Orale

Nitrendipina Orale 20-40 mg/die

Felodipina Orale 15-30 mg/die

Amlodipina Orale 5-30 mg/die

Verapamil Bolo EV 5-10 mg in 10min

Orale 120-480 mg/die

Diltiazem EV 0.15-0.25 mg/kg

in 5 min

Orale 90-230 mg/die


PAGINE

49

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2.82 MB

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Anestesia per l'esame del professor Siracusano sui farmaci in emergenza. Gli argomenti trattati sono: la definizione e la classificazione delle emergenze, le emergenze ipertensive e la terapia, il trattamento, i farmaci di scelta, l'angina pectoris, il trattamento farmacologico e i nitrodeivati.


DETTAGLI
Esame: Anestesia
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (CALTAGIRONE, MESSINA, PIAZZA ARMERINA, REGGIO CALABRIA, ENNA, SIRACUSA)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher banzie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anestesia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Siracusano Luca.

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