Farmaci antifunginei ed antivirali
Antifunginei
I funghi sono organismi eucariotici e questo anticipa il problema: è difficile trovare un farmaco antimicotico molto selettivo solo per il fungo. Hanno nucleo, mitocondri, RE e quindi assomigliano molto alle cellule umane. La differenza più evidente è che nella membrana cellulare non c'è il colesterolo ma l'ergosterolo. Possono essere unicellulari o pluricellulari. Questa differenza è associata alla forma del fungo. Ci sono i lieviti, che sono gli organismi unicellulari, e sono dei funghi a forma ovoidale. Poi ci sono le muffe che sono pluricellulari e la struttura caratteristica sono le ife, le strutture tubulari a filamento.
I funghi possono sviluppare infezioni sistemiche e non. Le più superficiali possono colpire la cute, le mucose, i capelli, le unghie e i peli. Quelle più severe sono le infezioni sistemiche invasive: da una infezione superficiale ci può essere una sistemica. Ci può essere una candidosi sistemica. Le infezioni sistemiche vanno a colpire infezioni e organi: aspergillosi, nocardiosi, candidosi. Le infezioni invasive sono sviluppate da funghi patogeni; gli opportunisti invece convivono con noi e possono dare infezioni in caso di immunodepressione.
Le infezioni funginee sono importanti in pazienti con HIV, pazienti oncologici, diabetici perché sono quei soggetti che hanno difese immunitarie più basse. Anche nel caso dei funghi ci sono ceppi resistenti ai farmaci oggi disponibili. L'uso indiscriminato di antibiotici va a ridurre la normale flora batterica e questo può favorire l'infezione del fungo opportunista. Per questo motivo negli ultimi 10 anni c'è stato un boom nella ricerca di farmaci antimicotici. Negli ultimi anni il numero di pubblicazioni scientifiche è raddoppiato.
Farmaci antimicotici
Abbiamo:
- Farmaci per le micosi sistemiche
- Farmaci sistemici per infezioni cutanee e muco-cutanee
- Farmaci topici
Farmaci per micosi sistemiche
Amfotericina. Va ad alterare la normale sintesi della membrana cellulare del fungo. L'anfotericina B è un macrolide polienico. Ha una struttura lattonica che richiama i macrolidi e poi è poliemico perché contiene molti legami. Ha uno scarso assorbimento al livello gastrointestinale e infatti si somministra per via endovenosa per lenta infusione. Si elimina con le urine per una piccola quota, mentre viene eliminata attraverso la bile. Si distribuisce nei tessuti. Nel liquor raggiunge concentrazioni del 2-3%, ma in passato questa concentrazione era utile per combattere meningiti da funghi. Poi si è visto che per raggiungere concentrazioni buone si doveva dare così tanto farmaco che dava troppi effetti collaterali.
Effetto. Si lega all'ergosterolo e va a formare dei pori di membrana che permettono la perdita di macromolecole e ioni intracellulari. Questo porta alla morte del fungo. È un fungicida. L'anfotericina B ha anche una selettività verso il colesterolo. È affine all'ergosterolo 500 volte di più rispetto al colesterolo. Questa può anche spiegare gli effetti collaterali nell'uomo.
Resistenza. Si può ridurre il legame con l'ergosterolo:
- L'ergosterolo si modifica
- Si riduce la concentrazione di ergosterolo
In natura esiste anche l'anfotericina A, ma non ha nessun effetto.
Tossicità. Ha una tossicità immediata caratterizzata da febbre, vomito, diarrea, cefalea, spasmi muscolari. È una tossicità velocità e dose dipendente. Si può pensare di far fronte a questa tossicità con un antipiretico, un antistaminico oppure c'è questa somministrazione dose-test. È un vero e proprio test che si fa somministrando non tutta la dose, ma con una prima dose iniziale di farmaco e in questo modo si cerca di vedere come reagisce il paziente e si va poi a decidere quale è il dosaggio per quel determinato paziente. Se dopo 1 mg si osserva il paziente per almeno 30 minuti, se non succede nulla allora si può dare. La prima volta che si somministra si deve avere a disposizione un apparato di defibrillazione e rianimazione per far fronte ad eventuali shock anafilattici.
L'anfotericina B è nefrotossica. Questa se è associata ad una lieve riduzione della perfusione renale allora è reversibile. Se c'è una somministrazione prolungata, ho un danno tubulare che è irreversibile. La tossicità renale è l'effetto più preoccupante. Dopo somministrazione intratecale si può avere aracnoidite. Proprio perché è molto nefrotossica si è pensato di fare...
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