Anestetici generali
Lo stato fisiologico di anestesia generale comprende tipicamente analgesia, amnesia, perdita di coscienza, inibizione dei riflessi sensoriali e vegetativi e rilasciamento della muscolatura scheletrica. Il grado in cui ogni singolo agente anestetico esercita questi effetti varia a seconda di quale farmaco si tratti, del dosaggio e delle circostanze cliniche in cui viene impiegato.
Un anestetico ideale è quello in grado di indurre perdita di coscienza in maniera dolce e rapida, come pure di assicurare una rapida ripresa delle funzioni cognitive, una volta terminata la sua somministrazione. Un anestetico ideale dovrebbe anche possedere un ampio margine di sicurezza ed essere privo di effetti indesiderati. Nessun singolo anestetico, quando usato da solo, è capace di produrre tutti questi effetti desiderabili, senza che si abbiano alcuni svantaggi.
Per questa ragione, la moderna pratica anestesiologica si basa molto spesso sull’uso di associazioni di farmaci endovenosi ed inalatori, avvantaggiandosi delle loro singole proprietà favorevoli, mentre al contempo si cerca di minimizzare le loro potenziali azioni indesiderate.
Modalità di somministrazione degli anestetici generali
Gli anestetici generali sono, in genere, somministrati in due modi differenti:
- Per inalazione: per molti anni sono stati usati per tutti i tipi di procedure chimiche. Gli anestetici inalatori più comunemente utilizzati sono isoflurano, desflurano e sevoflurano. Questi composti sono liquidi volatili che vengono aerosolizzati in speciali sistemi vaporizzatori per la somministrazione. Il protossido di azoto, un gas a temperatura e a pressione ambiente, continua ad essere un componente importante per molti regimi anestetici. Tuttavia, preoccupazioni che possa inquinare l’ambiente e circa la sua propensione ad aumentare l’incidenza di nausea e vomito post-operatori (PONV) hanno avuto come conseguenza la riduzione significativa del suo uso.
- Per iniezione endovenosa: di recente, questa via è diventata una tecnica più frequentemente utilizzata. Diversi farmaci sono usati per via endovenosa, da soli o in associazione ad altri farmaci, per indurre uno stato di anestesia o per sedare i pazienti che devono essere ventilati meccanicamente in unità di terapia intensiva. Essi comprendono i seguenti farmaci:
- Barbiturici (tiopental, metoesital)
- Benzodiazepine (midazolam, diazepam)
- Propofol
- Ketamina
- Analgesici oppioidi (morfina, fentanil, sufentanil, alfentanil, remifentanil)
- Farmaci sedativo-ipnotici vari (etomidato, dexmedetomidina)
Sebbene l’anestesia generale possa essere indotta usando soltanto anestetici endovenosi o anestetici inalatori, le moderne tecniche anestetiche utilizzano generalmente sia farmaci per via endovenosa (ad es. per l’induzione dell’anestesia) che farmaci inalatori (ad es. per il mantenimento dell’anestesia). Tuttavia, anestetici inalatori (es. sevoflurano) possono anche essere usati per l’induzione, ed anestetici endovenosi (es. propofol) per il mantenimento dell’anestesia. Farmaci miorilassanti sono comunemente usati, per facilitare l’intubazione tracheale e per rendere ottimali le condizioni.
Anestesia bilanciata
Non si raggiunge immediatamente lo stato di anestesia, ma ci sono degli stadi differenti:
Meccanismi d’azione
Caratteristica comune degli anestetici generali è quella di causare un aumento della soglia di eccitazione a cui consegue una diminuzione dell’attività neuronale, sia spontanea che evocata, in molte regioni del SNC. È stato ipotizzato il coinvolgimento di diversi meccanismi ionici:
- Attivazione delle correnti di K (anestetici inalatori)
- Diminuzione del tempo di apertura dei canali cationici (ad esempio recettore nicotinico ed acido glutammico) (isoflurano)
- Alterazioni dell’apertura del canale del cloro modulato dal recettore GABA (benzodiazepine, barbiturici)
Effetti sui canali ionici
In seguito ai primi studi che hanno dimostrato la capacità degli anestetici di legarsi a varie proteine, così come ai lipidi, è stato scoperto che gli anestetici agiscono su parecchi canali ionici attivati da ligandi. Molti farmaci anestetici sono in grado, alle concentrazioni raggiunte durante l’anestesia, di inibire la funzione dei recettori eccitatori, quali i recettori ionotropici del glutammato, dell’acetilcolina e della 5 idrossitriptamina, così come sono in grado di aumentare l’attivazione dei recettori inibitori, quali quello del GABA e quello della glicina.
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