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Etnologia delle culture mediterranee – Santi patroni Appunti scolastici Premium

Appunti di Etnologia delle culture mediterraneeSanti patroni. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Patroni e Clienti: l’eredità del mondo antico, Pietro e Paolo. I rifondatori di Roma, Pietro: il pescatore degli uomini, Paolo: L’apostolo... Vedi di più

Esame di Etnologia delle culture mediterranee docente Prof. L. Faranda

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6 – Patroni di fatto.

Fino al 12 secolo c’era una libera autonomia per la scelta dei patroni fino a che con il decreto pro

patronis in posterum eligedis il clero stabilisce che possono essere eletti a patroni solo santi già

canonizzati. Di conseguenza soprattutto il mezzogiorno viene esortato a trovare i propri patroni nei

vecchi santi o nella Madonna. Questo piega perchè il culto mariano e così affermato nel sud del

paese.

Questa diversificazione tra santità canonizzate e non si affaccia sulla trasformazione nello spazio e

nel tempo rimodernizzando il rapporto che c’è tra il santo e la città.

Il clero impone a trovare in ogni santo l’incarnazione di cristo cadono così i santi come santa

Barbara o san Giorgio.

Uno dei punti fondamentali della religiosità è la ricerca di trovare la guarigione dalle malattie ed

una forza fisica indispensabile per la sopravvivenza.

Si ritiene che il santo guarisca dalla malattie che egli stesso può provocare non a caso quelle

malattie prendono il nome del santo taumaturgo che le cura.

La natura del santo taumaturgo deriva spesse volte dal modo in cui egli è stato martirizzato come

san Lorenzo bruciato su di una graticola viene invocato per le scottature.

Antonio Abate. Il santo, il fuoco, il maiale.

Una leggenda narra che una volta sul mondo non c’era fuoco allora sant’Antonio che prima di

diventare santo era stato porcaio ed aveva un maialino che lo seguiva sempre. Decise di andare a

rendere il fuoco dall’inferno. Quando Antonio bussò alle porte dell’inferno i diavoli non vollero

farlo entrare ma il maialino riuscì ad entrare seminando lo scompiglio e correndo avanti ed indietro.

I diavoli che non riuscivano a fermare quel maialino invitarono Antonio a prenderselo,entrando

iniziò a disturbare i diavoli con il suo bastone di ferula con il quale riuscì a prendere il fuoco.

Appena fu tornato nel mondo dei vivi iniziò a accendere dei focolari come se volesse impartire delle

benedizioni.

Antonio potente taumaturgo venne tentato molte volte dal diavolo che gli apparve in forma di

maiale.

Il santo cmq diventa il santo del porco il santo che dà scacco al diavolo un diavolo che raffigura i

fantasmi del mondo contadino.

I maiali venivano macellati per ricavarne il lardo che veniva usato per guarire il fuoco di

sant’Antonio.

La rielaborazione del santo lo associa al mondo contadino che guarisce da un male che sembrano le

fiamme dell’inferno.

Il 17 gennaio viene festeggiata la festa del santo e si accendono grandi falò per evocare il momento

dell’anno caratterizzato dagli accessi sia alimentari che sessuali.

Biagio. Le dita miracolose.

Biagio era un medico anargiro ossia che curava le malattie senza nessun compenso.

Si narra che Biagio guarì con il solo segno della croce un bambino che stava per morire soffocato.

Oggi san Biagio e guaritore delle malattie delle vie respiratorie e nel giorno della festa del santo il

parroco tocca con dell’olio benedetto la gola dei credenti.

E si usa mangiare dei panini che prendono la forma delle dita del santo.

Ciro. Il medico pietoso.

Ciro si fece cristiano ed esercitò la sua mansione di medico anch’egli come anargiro.

Ciro fu decapitato a causa della persecuzione anticristiana.

Le reliquie del martire vennero traslate da Roma a Napoli e portate nella chiesa del Gesù nuovo.

Patrono di Portici poiché salvò la città da una terribile epidemia. 7

Cosma e Damiano. I dioscuri cristiani.

Patroni dei medici i gemelli rappresentano nel cristianesimo quello che hanno rappresentato Castore

e Polluce antichi protettori dell’arte medica.

Cosma e Damiano subirono il martirio della decapitazione sotto Diocleziano.

I devoti dei santi praticano l’incubazione che consiste a passare la notte nello spazio sacro affiche i

santi potessero manifestare la sua potenza taumaturgica.

Si tratta di un culto precristiano esercitato anche da Castore e Polluce che si è ricollocato nel

cristianesimo.

Oltre ai patroni dei medici i santi sono anche i patroni dei farmacisti, dei barbieri, dell’estetiste e di

tutto ciò che serve per la cura del corpo.

Rocco. Il santo degli appestati.

San Rocco decide di distribuire la sua eredità ai poveri e di vivere in pellegrinaggio. Era il tempo

che la peste infettava tutta Europa.

Rocco appena seppe che a Piacenza era scoppiata un’epidemia di peste decise di raggiungerla, ma

anche egli venne contagiato.

Si narra che Rocco si ritirò in un luogo solitario, ma un giorno il cane del nobile Gottardo

Pollastrelli lo trovò e si prese cura di lui leccandogli le ferite. Il nobile si accorse del cane e andò in

soccorso a Rocco e lo curò fino alla sua completa guarigione.

Il nome Rocco divenne un simbolo per il meridione consacrato anche nel film di Luchino Visconti

(Rocco e i suoi Fratelli).

La rappresentazione iconografica di san Rocco è dipinta sempre con delle macchie rosse su tutto il

corpo e il cane che gli lecca le ferite.

Pio da Pietrelcina. Il frate dalle stimmate.

Le stimmate sono la segnatura nell’immaginario collettivo, stigma significa marchio e nel lessico

cristiano rappresenta le piaghe di cristo.

Esiste una stretta associazione tra corpo e santo, ossia il corpo del santo diviene un palinsesto delle

meraviglie. Le stigmate hanno sempre un buon odore.

I cristiani eleggono i propri santi con criteri che non coincidono sempre con le autorità.

Nel caso di Padre Pio la sua potenza taumaturgica corrisponde con la creazione ospedaliera della

casa sollievo della sofferenza.

7 – Maria e le altre patrone.

La creazione dalla storia della apparizioni mariane sono sempre legate alla realtà exraurbana, di una

popolazione distante dai centri di potere temporale e spirituale. Ragion per cui l’elezione di Maria a

patrona è sempre avvenuta a furor di popolo, ella rappresenta le vera faccia della pietà.

Nell’immaginario collettivo la Madonna è vista come Mater dolorosa, simbolo di un’Italia

sofferente alla ricerca di un potere fisso.

Spesso al nome della vergine vengono associati altri degli appellativi che la riconducono alla

ragione dell’adorazione. A determinare ancora di più il nome della vergine sono i tre appellativi che

le vengono associati (Madonna Vergine, Maria).

Le divinità greche come HERA e PORSEFONE rappresentate come madre e figlia le ritroviamo nel

cristianesimo nella figura della vergine maria.

Vediamo come nel settentrione del paese e affermata la figura del vescovo come patrono legato alle

dinamiche politiche e sociali, mentre nel meridione viene confermati il culto mariano per

caratterizzare un contesto contadino non ancora solido di un’identità. 8

L’Assunta, la vergine dormiente.

Sant’ Assunta viene festeggiata il 15 agosto giorno della morte della beata, viene festeggiata in

oriente la (dormizione della genitrice di Dio) si parla di dormizione perché Gesù ha definito la

morte come un sonno che consente di entrare nella vita eterna.

Il periodo che segna la festa dell’Assunta rappresenta il periodo astronomico dove finiscono i mesi

caldi e iniziano quelli freddi.

La chiesa per cancellare le vecchie credenze pagane riadattò la festa in onore della divinità Diana

dea della luna e dei boschi che cadeva tra il 13 ed il 15 agosto.

Troviamo un nesso con la DIANA protrettice dei raccolti e le ferie CNSUALI in onore di

CONSO,l’imperatore Augusto gli cambiò il nome facendole diventare feriae auguste da cui deriva il

nome ferragosto.

Ci sono tantissime celebrazioni della Madonna ma ci sono alcune che sono diventate un vero e

proprio monumenti della tradizione popolare come il palio di Siena che la città dedica alla

madonna.

Battenti dove uomini donne si battono il petto con una spugnetta con 33 punte di metallo per

infliggersi la penitenza.

La festività più celebrale è quella che si celebra a Messina dopo la festività dei due giganti in onore

dei mitici fondatori della città pagana viene festeggiata la patrona come rifondatrice della città

cristiana che viene processata in una vara che una macchina alta venti metri nella quale viene

rappresentata la morte e l’assunzione di Maria.

La Consolata. L’avvocata di Torino.

La protettrice di Torino, la sua elezione a patrona della città è legata al periodo dell’assedio dei

francesi al Rimonte nel quale i devoti si sentivano protetti dalla madonna.

La consolata salvò la città anche dall’epidemia del colera del 1835.

La devozione popolare le la fa protettrice di malattie infantili nonché degli incidenti sul lavoro,

Torino già si avviava nella seconda metà dell’800 all’industrializzazione.

Anna. Un modello di virtù domestica.

Il suo nome deriva dall’arabo Hannan che significa grazia.

Le rappresentazioni popolari sono di madre e nonna e le possiamo associare alle divinità antiche di

Demetra e Persefone.

La maternità simbolica si sant’ Anna la resa la patrona delle donne che desiderano diventare madri

o in generale dalle puerpere ossia le persone che hanno partorito da poco, è legata inoltre all’ideale

delle virtù domestiche e alla buona madre di famiglia.

Sant’Anna la nonna di Gesù è molto venerata dai paesi del sud come “vecchia potente”.

Sant’Anna e santa Maria sono il simbolo della madre e della nonna.

Lucia. La luminosa.

Lucia che era una ragazza di alto rango si recò a Catania per chiedere a sant’Agata la grazia per la

madre che era molto malata. Mentre pregava Lucia cadde in un sonno profondo dove incontrò

sant’Agata che le annunciò che la grazia le era stata concessa, da quel momento anche Lucia

avrebbe acquisito i poteri di guaritrice.

Questa trasmissione di poteri taumaturgici da parte di uno spirito che compare in sogno, viene

definita da Mircea Eliade istruzione estetica.

Lucia venne promessa in sposa ma le lo rifiutò e il suo promesso la denunciò a Pascasio che le fece

tagliare la testa il 13 dicembre.

Il suo nome deriva dal latino lux che significa luce, il giorno di santa Lucia che è considerato il più

corto che ci sia viene associato all’annuncio della nuova luce. 9

La rappresentazione iconografica della santa viene raffigurata con in mano un piatto che contiene

gli occhi, e con l’altro una lampada, come dire che la santa a che fare sia con la visione che con la

previsione.

La cultura popolare associa la santa ad HERA per i latini GIUNONE nella funzione di guaritrice per

le malattie degli occhi o della vista.

Alla santa viene attribuito un miracolo il quale narra che nella città scoppiò una terribile epidemia e

i cittadini invocando la santa si videro comparire delle navi piene di grano.

Un miracolo analogo viene attribuito a san Gennaro dove una società abituata a combattere la fame

questi ti pi di miracoli stanno a simboleggiare la presenza del santo.

Rosalia. La Santuzza di Palermo.

il 4 settembre si festeggia il dies natalis della santa.

L’invenaione del ritrovamento del corpo della santa viene associata con la fine della pestilenza.

La santa viene festeggiata con uno sfarzoso carro detto muntagnedda d’oro.

Rita. La santa degli impossibili.

La santa si immedesima nell’imitatio Christi ossia imitazione della sofferenza di Cristo.

La santa è famosa per la fioritura improvvisa in pieno inverno di una rosa

Il 22 maggio in ricorrenza del dies natalis della santa viene festeggiata distribuendo rose rosse

benedette.

La potenza di Rita è legata ai caratteri geografici del territorio, non a casso i pellegrini che si recano

a Casia prevedono una sosta a Roccaporena per venerare una roccia dove sono impresse le orme dei

piedi della santa, e dove vengono distribuiti le ceneri della pietra dai poteri taumaturgici.

La leggenda narra del volo notturno della santa associato al volo che lo sciamano compie per di

notte per l’acquisizione dei poteri.La costruzione cristiana della santa è la ricostruzione del mito

della Sibilla. La Sibilla è una figura esistita storicamente, ma presente nella mitologia greca e in

quella romana. Le sibille erano vergini dotate di virtù profetiche ispirate da un dio (solitamente

Apollo), ed erano in grado di fornire responsi e fare predizioni, per lo più in forma oscura o

ambivalente. Gli stendardi raffigurano la santa che si leva in volo. La santa è vista come liberatrici

degli indemoniati o trovare lavoro o casa i veri impossibili dei giorni d’oggi.

Chiara. Una patrona per la tv.

Seguace di san Francesco è una santa molto popolare per gli italiani.

La sua figura rappresenta il volto femminile delle tensioni religiose e sociali che i francescani

avevano creato.

Fonti dico che la santa trascorse l’ultima parte della sua vita rimase paralizzata nel letto dal dolore,

dispiacendosi di non poter assistere alla messa, le si spalancò nella sua stanza una scena che

rappresentava il presepe.

Per questo venne proclamata patrona della televisione e simbolo di un paese che seppur si avviava

alla modernità restava legato ai valori del passato.

8 – Piccoli patroni

Il santo è la figura della comunità ed è sempre reinventarlo o interpretato per adattarlo ai momenti

che cambiano.

Costanzo ed Ercolano. Un martire ed un difensore.

I due santi sono i patroni di Perugia .

Costanzo condusse la sua azione apostolica durante le persecuzioni anticristiane, infatti venne

denunciato iniziò così il martirio del santo.

La scelta del patrono di perugia è legata alla trasformazione dalle città da città-stato a comune.

Infatti viene associato all’antica divinità cristiana Ercolano. 10

Gerardo. Il sacerdote di Potenza.

Dopo la sua morte si narra che il sacerdote abbia associato i suoi poteri taumaturgici dell’imitatio

Christi con la guarigione dei malati o la restituzione della vista ai non vedenti.

Oggi viene rievocata la cavalcata che emblema del voto patronale ossia del devotio che significa

affidarsi ad una potenza superire.

Saturnino. Il nemico degli idoli.

Si narra che in origine il santo si chiamava saturno proprio come la divinità precristina.

Si può dedurre che la vita del santo è stata interpretata per associarla al cristianesimo.

Ciriaco. L’uomo

Il nome di Ciriaco prima dell miracolo era Giuda (Kyriacos )

Il miracolo narra di sant’Elena che ritrovò 3 croci della passione di Cristo,le poggiò su di un uomi

morto il quale appena ebbe il contatto con la croce di Cristo resuscitò.

Le reliquie del santo si trovano nella cattedrale dedicatagli che poggia sulle rovine del tempio

dedicato ad Afrodite.

Grato. Il paladino di Aosta.

Il 27 marzo viene celebrata la triplice benedizione del santo impartita alla terra all’acqua e alle

candele. Si tratta di un antico rituale pagano che la chiesa ha rivisitato per associarlo al

cristianesimo.

Massimo e Vittorino. Due patroni favolosi.

La chiesa aquilana ha ricostruito le storie dei santi per colmare le numerose lagune documentali.

Leonardo di Nobiliacum. Le catene dell’eremita.

L’iconografia di Leonardo viene rappresentata con catene e ceppi spezzati .

Il nobile santo viene considerato il patrono dei fabbricanti di catene.

Vigilio. Il martire delle Alpi.

Vigilio si spinse in una zona montuosa dove la popolazione venerava saturno raffigurato da un idolo

di bronzo. Ma Vigilio prese la statua e la fece precipitare per il mondo predicando il vangelo.

I pagani reagirono all’azione del santo lo uccisero lapidandolo con pietre e zoccoli.

Giusto. Il santo della collina.

Il nome di giusto viene spesso affiancato al nome di Dio come l’uomo giusto per eccellenza.

Giusto venne portato nella città di Trieste su di una collina dove erano lodate la triade della divinità

pagane come Giove, Giunone e Minerva.

Conclusioni

La comunità considera il santo e tutto quello che appartiene come simbolo identitario civico ancor

prima che religioso.

Un esempio e quello di Bologna che sceglie come sostituto di san Pietro, san Petronio che il

comune volle come emblema della autonomia cittadina, lo dimostra il fatto che il tempio dedicato a

san Petronio era di proprietà del comune anziché della diocesi.

O come accade a Napoli dove le reliquie del santo che si trovano nella Cappella del Tesoro sono

affidate ad una commissiono laica composta da 10 componenti scelti da presidente della repubblica

con al capo il sindaco di Napoli.

In un mondo che non ha più confini la scelta del santo patrono viene rappresentata come emblema

della civiltà, ossia come logo capace di rappresentare la civiltà nel paesaggio globale. 11


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Etnologia delle culture mediterraneeSanti patroni. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Patroni e Clienti: l’eredità del mondo antico, Pietro e Paolo. I rifondatori di Roma, Pietro: il pescatore degli uomini, Paolo: L’apostolo delle genti, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etnologia delle culture mediterranee e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Faranda Laura.

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