I santi patroni
Introduzione
Se all'interno di una stessa religione, le definizioni canoniche sono uguali per tutti, le motivazioni ad avvicinarsi a una determinata devozione si basano sui momenti storici, sociali e culturali. Infatti, come dice il noto storico francese March Bloch, indagare nelle sole fonti religiose significa trascurare le fonti vive. Santi come S. Francesco, S. Antonio ecc. rappresentano il tutto, quindi sono stati eletti come logo del soprannaturale.
È proprio il contatto con la divinità, una specie di contratto devozionale DO UT DES (dare quanto avere) nello stesso tempo pubblico e privato che i fedeli stipulano con il soprannaturale. Si cercava un appoggio di protezione nel soprannaturale perché nel lungo periodo che ha seguito l'unità d'Italia, la chiesa è stata l'unico potere non straniero. Infatti, la Madonna è la santa più venerata, non a caso il suo volto è maggiormente pietoso della devozione.
Anche i carabinieri hanno portato sulla loro divisa la loro religiosità, sempre in soccorso a quella parte del popolo più bisognosa di aiuto. Nelle rappresentazioni iconografiche di Beltrame e di Molino, i carabinieri vengono sempre rappresentati in situazioni dove aiutano il prossimo; venne proclamata poi la Virgo Fidelis come patrona dei carabinieri, ispirata allo spirito dell'alma che è nei secoli fedeli.
La scelta del santo patrono viene suddivisa in due momenti: nel primo dal periodo storico che accomuna il santo con la civiltà, nel secondo da una sorta di coabitazione che rende molto affollato il pantheon patronale delle città italiane. Il santo rappresenta il garante delle due facce della comunità: quella interna che riguarda le relazioni tra gli abitanti della città e quella esterna che riguarda gli scambi tra una comunità e l'altra. Non a caso, nel dì di festa del santo patrono si indossano gli abiti migliori e si espongono alle finestre le coperte più belle, tutto ciò rappresenta il meglio di sé agli altri.
Patroni e clienti: l’eredità del mondo antico
Il patronus nell'ordinamento giuridico romano è l'incaricato alla difesa del cliente, ma è anche il proprietario degli schiavi. Il cliens è il singolo individuo che si affida alla protezione del patronus. Il cristianesimo rimodella l'antica struttura tra patronus e cliens e la trasforma in una specie di patto devozionale tra affidamento e grazia. I primi patroni che possono essere gli iniziatori di tale contratto sono quelli che hanno avuto contatto diretto con Cristo come gli apostoli o S. Giovanni, che possiamo definire i traghettatori dell'umanità dal paganesimo al cristianesimo.
Pietro e Paolo: i rifondatori di Roma
Pietro e Paolo, come Romolo e Remolo, compongono a tutti gli effetti una coppia di fondatori. Non a caso, la celebrazione del dies natalis dei due santi veniva festeggiata il 29 giugno, data in cui veniva festeggiata un'antica festa pagana di Romolo e Remolo. Possiamo dire che se Romolo e Remolo sono i fondatori della Roma pagana, Pietro e Paolo sono i rifondatori della Roma cristiana.
Pietro: il pescatore degli uomini
Pietro, che prima di incontrare Gesù si chiamava Simone, venne assegnato questo nuovo nome da Gesù che significa (Kefas) "pietra", e su quella pietra Gesù costruirà la sua chiesa e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa. Pietro, per sfuggire alle persecuzioni di Nerone, convinto dagli amici, voleva scappare da Roma, ma incontrò Gesù che lo convinse a restare. Tornato a Roma venne catturato come straniero e condannato alla crocifissione, ma non ritenendosi degno di morire in croce come Gesù, si fece crocifiggere a testa in giù in modo tale da far pesare ancora di più la gravità dei suoi peccati.
Paolo: l’apostolo delle genti
Paolo, durante la giovinezza, fu un fariseo piuttosto radicale; infatti, prima dell'illuminazione, aveva perseguitato quelle persone alle quali poi si sarebbe unito. Una volta ricevuto il battesimo e superata quell'indifferenza che avevano gli apostoli nei suoi confronti, Paolo iniziò la sua opera di conversione. Morì decapitato a Roma nello stesso periodo della morte di Pietro, la chiesa festeggia il suo martirio il 29 giugno insieme a quello di Pietro. Oltre a ricordare il martirio, la chiesa celebra la sua illuminazione. Una specie di capodanno contadino, strettamente legato all'agricoltura. La religione popolare attribuisce al santo il potere di guarire dai veleni dei serpenti.
Giovanni Battista: il santo della notte di mezza estate
San Giovanni rappresenta con il battesimo la rinascita degli individui nel cristianesimo e la remissione del peccato originale. Giovanni in ebraico significa "Dio è propizio". Il vangelo narra che la moglie di Giovanni non riusciva ad avere figli quando Dio gli inviò l'arcangelo Gabriele per annunciargli la sua gravidanza. Quando la gravidanza della moglie era al sesto mese, apparve l'arcangelo Gabriele anche a Maria di Nazareth, cugina della moglie di Giovanni, per annunciarle che era stata la prescelta per la nascita del figlio Gesù. Ci sono molte rappresentazioni di Gesù che gioca con il santo bambino, come il San Giovannino di Caravaggio.
Il dies natalis del santo corrisponde con la morte fisica in terra che rappresenta l'inizio della vita terrena. Il 24 giugno coincide col solstizio d'estate, ossia il momento dell'anno in cui il sole volge verso il sud e a diventare calante, annunciando così i mesi freddi. La festa del natale coincide col solstizio d'inverno, celebrazione del sole nascente che avrebbe presto portato al risveglio della natura e dei semi che dormono all'interno della terra. Le date di nascita di Gesù e di San Giovanni sono state collegate nel calendario cristiano in due date astronomiche fondamentali, che i pagani avevano collegato al culto del sole. La morte del santo, barbaramente ucciso per il capriccio di una regina, ne fa il patrono dei condannati a morte.
Ancora oggi, in molte civiltà contadine, il 24 giugno si accendono grandi falò per bruciare i resti dei lavori dei campi.
Giuseppe: un modello di padre
Con la devozione popolare italiana, la figura di Giuseppe è sempre associata agli affetti e alla responsabilità della famiglia. Nel presepe, Giuseppe è sempre raffigurato in atteggiamenti di custodia, protezione e cura, anche nella pittura; infatti, nel dipinto di Giotto viene rappresentato durante la fuga d'Egitto mentre assiste Maria sull'asino cercando alloggio.
Proprio in quanto padre affidabile, San Giuseppe è diventato patrono dei lavoratori, che viene festeggiato il 1° maggio proprio per dare un segno cristiano alla festa dei lavoratori.
I patroni del paese e delle mille patrie
Il patrono rappresenta sia il difensore che l'emblema (figura simbolica) della collettività; questa doppia funzione tutelare e identificativa rappresenta la portata politico-territoriale del patrono, destinata a farne la costruzione dell'identità. Identificare come petroniani i bolognesi, partenopei i napoletani ecc., non fa altro che ricordare il legame fondativo tra la città e il patrono che fonda la città cristianizzandola.
Il bisogno di sfuggire da quella realtà che l'Italia ha attraversato, ossia il bisogno di sfuggire alla miseria, all'ingiustizia, alle malattie, ha provocato la personalizzazione di una specializzazione taumaturgica. Un esempio è Santa Barbara, torturata con il fuoco, divenuta patrona dei pompieri e invocata contro i fulmini per associazione simbolica con la potenza che fulminò il suo carnefice.
Uno dei caratteri distintivi di questo paese sta proprio nella reciproca modellazione storico-antropologica e cattolica-romana, specie nel periodo in cui la chiesa è stata l'unica presenza non straniera in terra italiana. Dal sesto all'undicesimo secolo, la chiesa opera per la cristianizzazione del paese, diventando l'unico fattore unificante di una terra che appare straniera a se stessa, tranne sul piano religioso. Per secoli, la religione ha rappresentato una funzione di mediazione culturale parallela a quella politica, almeno fino alla nascita dell'Italia comunale, dove la chiesa si identifica prestando alle comunità dai simboli identitari.
La rappresentazione di Cesare Ripa raffigura una donna seduta su di un globo con in testa una corona di torri per dimostrare che l'Italia è signora e regina di tutto il mondo, come hanno dimostrato prima gli antichi romani e oggi il clero, viene dimostrata così la doppia identità latino-cattolica dell'Italia. Dante pone nell'undicesimo canto del paradiso la scelta spirituale a quella della famiglia. Religione contro stabilità sociale che molti stati europei costruiscono la loro potenza insieme alla loro poetica ed alla loro estetica.
Il confronto fra santi come Santa Caterina o San Francesco, che sono il simbolo della spiritualità, con San Giorgio e Santa Giovanna D'Arco, che rappresentano l'amor patrio. Il nesso tra identità italiana e quella religiosa è sempre più evidente: anche quando viene restituito all'Italia il territorio di Trieste, i governi inglesi ed americani consegnano la città di giusto non al capo del governo, ma al vescovo della città, il quale la consegnerà a sua volta alle autorità civili.
Francesco: il poverello d'Assisi
Francesco, fondatore dell'ordine francescano, vive un imitatio Christi così radicale che ad un tratto della sua vita egli vede comparire i segni del martirio di Cristo.
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