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Etica e teologia - 1° lezione 09/03/2013

Filosofia

È sempre difficile dare una definizione perché dipende dall’impostazione filosofica dei pensatori.

  • Fondamentalmente vuol dire pensare/riflettere.
  • La filosofia è per sua natura teoretica → dal greco teorein che significa guardare/contemplare.
  • L’idea che l’uomo ha su qualunque cosa, il filosofo chiede “che cos’è? Qual è la natura di questa cosa?”
  • Domanda fondamentale della filosofia: che cos’è l’essere?
  • Altre domande della filosofia:
    • Che cos’è?
    • Qual è la sua natura?
    • Qual è la sua origine?
    • Da dove viene?
    • Dove vanno?
  • Strumento che usa il filosofo: ragione/razionalità.

La filosofia si pone il problema di qualunque cosa, il filosofo interroga la realtà, nulla sfugge allo sguardo indagatore del filosofo. Nessun altro si interroga come l’uomo sul reale. La filosofia specifica la natura dell’uomo. Tutti siamo filosofi perché ci interroghiamo.

Caratteristica propria della filosofia: si snoda attraverso categorie (→ i punti di vista secondo cui interpreta/conosce la realtà). Chiunque ha un’idea sulla realtà, anche se non lo fa da specialista, quando qualcuno vive, il modo in cui vive esprime il suo punto di vista filosofico, anche in modo irriflesso (= non è frutto di una riflessione personale).

Veltanshaun = visione/comprensione del mondo. Ognuno di noi ha una visione del mondo, una visione ingenua sulla realtà (non utilizza ancora le categorie filosofiche della realtà).

Perché è importante fare filosofia?

È importante per conoscere il senso, ma soprattutto la felicità (Aristotele dice che “il fine dell’etica è la felicità”). Felicità = vita buona = interrogarsi, cercare la verità, vivere, conoscere la verità/l’uomo.

L’interrogazione filosofica ha a che fare con il compimento dell’uomo, con la vita buona, con la felicità dell’uomo.

Cos'è l'etica?

  • L’etica (ovvero la filosofia morale) è la scienza o la filosofia dell’azione umana, ovvero la filosofia della pratica o filosofia pratica.
  • L’etica è l’esercizio della razionalità (filosofia) sul fenomeno dell’azione.
  • L’etica non corrisponde per essenza alla morale (costumi di fatto) ma coincide con la filosofia morale.

L’essere si dice in molti modi: ci sono molti modi di essere.

Fenomenologia

  • Movimento di pensiero nato dalle riflessioni di un grande filosofo tedesco, ha radicalmente cambiato la filosofia, il pensiero filosofico.
  • Motto della fenomenologia: ritorno alle cose stesse, porci di fronte a tutte le cose che incontriamo e capire che cosa sono queste cose.
  • La fenomenologia si interroga sull’essenza delle cose che si manifestano, interrogazione sulla natura di quella cosa, sulla cosa in se stessa.
  • Per il fenomenologo tutto è fenomeno, ci sono tanti fenomeni e tutto è degno di essere preso in considerazione.

C’è un fenomeno di cui si occupa l’etica: l’azione/agire. Lo specifico dell’etica è il fenomeno dell’agire: “perché uno agisce?” “Come bisogna agire?”

Principio di contraddizione = due cose opposte/contrarie non possono esistere dallo stesso punto di vista (principio logico, secondo Aristotele metafisico).

Anche la filosofia è scienza, ma nel senso episteme, nel senso classico.

Etica = filosofia morale. La morale di un popolo sono i costumi di quel popolo/persona/collettività → questa non è filosofia morale perché la filosofia non si accontenta solo dei dati di fatto, ma si chiede “è giusto o sbagliato?” “Perché è giusto?” “Perché è sbagliato?” “Dove porta quel comportamento?”

Distinzione tra costumi di fatto e costumi di diritto:

  • Costumi di fatto = rileviamo che un soggetto / i soggetti pongono in essere come attualmente ci si comporta (es: cannibalismo).
  • Costumi di diritto = si interroga se è giusto o sbagliato.

Speculazione

  • Ragionare sulle cose.
  • Chiedersi cos’è.
  • Chiedersi se va bene o no.

Luback = il più grande teologo del 1900, era maestro di Papa Giovanni Paolo II (il papa era un filosofo). Blondel = tematizza l’azione in un suo libro.

  • Non si può non agire, chiunque vive agisce, tutto è agire (anche il pensiero), agiamo anche in modo irriflesso.
  • Io agisco senza neanche sapere cos’è l’azione, senza avere desiderato di vivere, senza conoscere né chi sono né se sono.
  • Che uno si ponga il problema di cosa voglia dire agire o no, comunque agisce.
  • Inevitabilità del fenomeno dell’azione.
  • La vita/l’esistenza è azione.

Il problema dell’etica non è, per esempio, se è giusto o no abortire, ma una visione onnicomprensiva della vita, la felicità dell’uomo.

Il fenomeno dell’azione è necessario e universale: chiunque esiste agisce, è tipico dell’uomo, porta – che lo si voglia o meno – alla domanda “che senso ha la vita?”. L’agire porta alla responsabilità verso gli altri. Non ogni atto è propriamente un’azione.

Tommaso D’Aquino (→ che eredita l’impostazione di Aristotele) distingue tra “atti dell’uomo” e “atti umani”:

  • Atti dell’uomo = l’uomo può scegliere quali atti fare.
  • Atti umani = frutto di deliberazione razionale, esprime l’umanità dell’uomo, la sua libertà e la sua razionalità.

Solo l’uomo propriamente agisce (→ frutto di volontà). L’etica si occupa degli atti umani, dell’umanità delle azioni degli uomini. Azioni = non traducono solo con azioni l’umanità dell’uomo ma sono atti umanizzanti. Realizzando atti umani mi educo.

  • L’etica si chiede qual è la natura, l’origine dell’azione.
  • L’etica si chiede quando un’azione è buona e quando un’azione è cattiva.

L’uomo non può fare a meno di interrogarsi su ciò che fa e su ciò che deve fare perché la sua vita abbia un senso.

Metafisica

Viene attribuita ad Aristotele ma è sbagliato perché lui non ha mai usato questa parola. Metafisica significa “ciò che va al di là della fisica, prima della fisica”, “ciò che va al di là del piano prettamente empirico” [empirico = cade direttamente sotto i sensi, non è materiale]. C’è un piano che va al di là del piano materiale, di questo piano si occupa la metafisica. Platone è stato il primo a dire che oltre al piano materiale esiste un piano metafisico.

Ontologia

È la scienza dell’essere (nasce nella Modernità).

  • L’azione è l’oggetto di riflessione razionale dell’etica.

Etimologia

  • La parola “morale” deriva dal latino “mos/moris” che indica il comportamento/il costume.
  • La parola “etica” deriva dal greco “ethos”.

I significati della parola “ethos” possono essere così raggruppati:

  • La dimora, l’abitazione, la tana degli animali.
  • Il costume, la consuetudine, l’abitudine.
  • Siccome noi siamo finiti ma aperti all’infinito, abbiamo bisogno di ripetere l’azione (abitudine), rifare gli atti buoni. Gli atti buoni rendono la mia persona una persona buona.
  • Il carattere, l’indole.
  • L’atto buono deve diventare il carattere della persona.

La parola “etica” è più ricca etimologicamente della parola “morale”.

Secondo Aristotele il carattere può essere forgiato a seconda delle abitudini che il soggetto fa proprie. La virtù nasce dalla ripetizione di atti buoni dello stesso genere. Tra abitudine e carattere sussiste un legame: il carattere può essere plasmato mediante le abitudini.

Virtù = atto operativo buono, atto ripetuto, sono virtuoso perché mi comporto in un certo modo, non ci penso ma mi viene spontaneo. Vizio = atto operativo cattivo. L’atto buono deve diventare abitudine, qualcosa di spontaneo.

“Ethos significa soggiorno, luogo dell’abitare. La parola nomina la regione aperta dove abita l’uomo” – Heiddeger.

Hegel distingue tra moralità e eticità. Ricoeur distingue tra prospettiva etica (prospettiva di una vita compiuta) e morale (l’articolazione della prospettiva etica all’interno di norme).

L’etica filosofica viene identificata con la filosofia morale. Alcune caratteristiche dell’etica filosofica:

  • L’etica indaga i “costumi di diritto” per giudicare i “costumi di fatto” (costumi di diritto: azioni così come devono essere).
  • L’etica è normativa perciò riguarda il buon andamento della vita, il retto ordinamento dell’esistenza.
  • Essa è una scienza pratica.
  • L’etica si interroga sul “dover essere” dell’azione.
  • L’etica è deontologica (dal greco “deon” che significa “dovere”).
  • L’etica non è una scienza descrittiva.
  • L’etica è assiologa (dal greco “axia” che significa “valore”).

Ai moralisti (coloro che si occupano della filosofia morale) non basta la descrizione dei costumi. Essi vogliono giudicare i costumi e rettificarli. All’etica interessa vivere bene (= vivere secondo ciò che conviene all’uomo. Non significa vivere felici ma significa vivere come si deve). L’indifferenza nei comportamenti non dà la felicità.

Etica e antropologia

  • L’etica esprime il “dover essere” dell’uomo.
  • Il pensiero etico presuppone la riflessione antropologica: la conoscenza di se precede la riflessione morale.
  • Solo l’uomo può compiere atti morali, e dare origine ad un altro ethos.
  • Non esiste etica senza antropologia e viceversa.

Antropologia: cos’è l’uomo? (Es: è strutturalmente dialogo). Dire questione antropologica è come dire questione etica.

Relativismo

Tutto è relativo al soggetto, sei tu che decidi come vivere.

Etica e pedagogia

  • Implicano un’antropologia.
  • Hanno natura normativa.
  • Richiedono un cambiamento.
  • Presuppongono il limite della persona e la possibilità del male.

L’etica indica il fine, a cui conduce l’azione pedagogica. Il bene si definisce in riferimento a se stesso. Il male si definisce in riferimento al bene.

Strumento dell'etica

Il logos (razionalità), cioè la capacità critica, che ci dice se un’azione è buona ed apprezzabile o meno, razionalmente giustificata e fondata o meno. La ragione non crea ma rivela: ti dice come stanno le cose.

2° lezione 16/03/2013

Costumi di diritto ≠ costumi di fatto

Non ci basta dire “la gente si comporta così” ma ci chiediamo se è giusto o sbagliato comportarsi così. Qualunque movimento è azione, Blondel dice che anche il pensiero è azione. Non ogni atto è un’azione = atti dell’uomo ≠ atti umani. L’uomo è un soggetto che si interroga su quella che è la realtà; è libero, ovvero libero di scegliere e di determinarsi; essendo libero si interroga.

Tre significati della parola “ethos”

  • Dimora, abitazione.
  • Abitudine.
  • Carattere.

L’etica è normativa = ci dà una norma, ci dice come dobbiamo comportarci per avere una vita buona. L’etica è una scienza pratica.

Ontologia

Scienza dell’essere/su ciò che è (può coincidere con la metafisica). Un uomo può essere più uomo agendo eticamente. Dobbiamo avere una visione dinamica (non statica) dell’essere umano, una visione complessa. La dimensione etica, cioè il vivere bene/l’atto buono, è importante perché ne va di ciò che io sono, ne va della mia dimensione realizzativa, esprimere ciò per cui io sono fatto (questo però non avviene senza la volontà).

Assiologica = la filosofia anche dei valori (ha a che fare anche con i valori). Vivere bene vuol dire vivere ciò che conviene all’uomo, conviene non nel senso economico, ma ciò che corrisponde alla natura dell’uomo. Vivere bene non significa vivere felici (seguendo il piacere, ciò che voglio, ciò che mi viene spontaneamente di fare) ma significa vivere come si deve.

Etica e antropologia

  • L’antropologia parla dell’uomo essere dialogico, dell’uomo essere di desiderio, del dono, del riconoscimento, l’etica mette in atto tutto ciò di cui parla l’antropologia, l’etica ti dice come devi comportarti.
  • Non esiste nessun etica che non abbia un’idea di uomo.
  • Non posso dialogare con l’uomo senza dire che l’uomo è strutturalmente dialogico.
  • Mentre l’antropologia dice “così è l’uomo”, l’etica dice la destinazione dell’uomo.

L'etica e il fenomeno della conoscenza

  • Libertà
  • Razionalità
  • Volontà

L’uomo si definisce dagli altri in quanto è in grado di conoscere come stanno le cose, la verità. Il comportamento etico presuppone la capacità di conoscere la verità, conoscere come stanno le cose. Conoscere vuol dire entrare in un rapporto dinamico con la realtà, acquisire consapevolezza di come stanno le cose, un rapporto intimo con la realtà; e solo se tu presupponi questo è possibile anche la realizzazione pratica della verità. La conoscenza/visione intellettiva della realtà è una caratteristica specificatamente umana ed è un presupposto dell’etica.

L'etica e il fenomeno della libertà

Noi siamo strutturalmente portati ad andare fuori di noi (eccentricità), siamo sempre portati fuori di noi. L’essere desiderante dell’uomo si esprime in tanti modi. L’agire morale è possibile soltanto nella libertà. Abbiamo un tensione innata verso la verità, verso qualcosa che tu non ti puoi dare. “Il mio cuore è inquieto fino a quando non si riposa in te”, eccentricità dell’uomo. La libertà è ciò che connota l’eticità. Un uomo buono è un uomo essenzialmente libero. Non esiste azione morale che non sia libera. L’azione libera mi appartiene in modo diverso rispetto all’azione necessaria, ci sono degli atti che implicano la nostra libertà perché non siamo obbligati a farli. Dare una mano a una persona in difficoltà è diverso dall’atto del mangiare, perché aiutare una persona in difficoltà è un atto libero, decido io di farlo; mentre l’atto del mangiare siamo obbligati a farlo per sopravvivere e non è caratteristico dell’uomo (anche gli animali mangiano). La libertà è la caratteristica sia dell’uomo che dell’etica. L’etica è una scienza molto complessa e articolata, perché non è facile giudicare un atto.

Ti dà delle direttive ma sta a te concretizzarle. L’azione libera è personale, nell’azione libera io sono il mio agire, io possiedo l’azione. Nell’azione libera l’uomo perde se stesso per conquistarsi. L’agire è libero. La conoscenza è la libertà che si esprime attraverso il volere.

Razionalità = strumento dell’etica

La ragione rivela; l’intelligenza umana non fonda i valori ma li scopre e li crea, non dobbiamo avere un’idea rigida di ciò che è valore perché i valori vengono continuamente scoperti/riscoperti/definiti/ridefiniti. Il soggetto quando nasce, nasce già collocato in un ethos, in una riflessione etica. La riflessione morale si sviluppa a partire dall’ethos esistente ed implica una revisione critica dello stesso.

Riforma = modificare qualcosa. Rivoluzione = tagliare i ponti con il passato (Ad una persona può andare bene tutto quello che gli hanno trasmesso o rifiutare tutto, o rifiutare solo qualcosa).

“Il bene è ciò verso cui ogni cosa tende” – Aristotele → Tutte le cose si caratterizzano da una tensione verso qualcos altro, ciò verso cui noi tendiamo.

La ricerca della vita buona

  • L’uomo non si accontenta di vivere ma vuole vivere bene (→ caratteristica che lo differenzia dagli animali).
  • L’uomo aspira sempre alla vita buona, aspira sempre a essere felice.
  • La vita buona deriva dall’agire bene.
  • Agire bene è fonte di felicità.

Agire bene = agire secondo una determinata deontologia, secondo anche obbligazioni morali. Obbligazioni morali = non esistono forme di vita che non abbiano delle determinazioni, l’obbligazione è necessaria.

Noi siamo anche animalità, ma siamo anche spiritualità.

Vita buona e obbligazione normativa (diritto)

  • L’aspirazione alla vita buona necessità di essere salvaguardata da norme e regole.
  • Il diritto salvaguarda la vita buona ed educa al vivere bene.

La riflessione etica è decisiva per l’uomo perché stabilisce cos’è il bene, distingue le azioni buone da quelle cattive.

Il bene è la questione definitiva dell’etica.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maddalenaonor di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etica e teologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Vecchiet Christian.
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