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Appunti di Diritto processuale penale progredito sull'estradizione basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bontempelli dell’università degli Studi di Milano - Unimi, Facoltà di Giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto processuale penale progredito docente Prof. M. Bontempelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

sarà la corte a valutare se sussistono i divieti, ragion per cui tra i documenti che

vengono chiesti al paese richiedente è anche l’allegazione di norme. La corte di

appello di fronte alla sentenza di condanna di un paese straniero non può entrare

nel merito e laddove ci sono convenzioni non può neppure vagliare i gravi indizi di

colpevolezza. Possibile il ricorso in cassazione anche per il merito. La decisione della

corte di Appello è trasmessa al ministro: fase amministrativa. In mancanza del

consenso e della decisione favorevole della corte di appello l’estradizione non può

essere concessa, invece pur di fronte a un consenso e a una decisione favorevole

il ministro conserva una sua discrezionalità e può decidere di non concedere

l’estradizione (=valutazione politica). Anche in questa fase c’è un momento di

istruttoria tramite sui uffici e poi provvede negando o concedendo con un atto

amministrativo (= decreto ministeriale), se ci sono delle eventuali doglianze e visi

dovranno essere presentati alla giurisdizione amministrativa (tar e consiglio di stato).

Dal punto di vista esecutivo: una volta che ha deciso, la decisione deve essere

comunicata allo stato richiedente, fissata data e modalità di consegna e termini,

che se decorrono senza risultato l’estradizione non avviene. Il provvedimento può

essere sospeso se il soggetto è sottoposto a processo nel paese, oppure deve

scontare una pena. L’estradizione è condizionata a quello specifico reato per il

quale è stata chiesta, principio di specialità: il soggetto sarà estradato ma solo per

il reato per cui l’estradizione è stata chiesta e non per altri fatti, non è possibile

eseguire pene o procedere per altri reati, salvo che sia il soggetto a sottoporsi

volontariamente all’esecuzione di una pena per reato diverso. È il principio che lega

il reato con la richiesta.

Durante il procedimento di estradizione potrebbe essere necessario sottoporre il

soggetto a misure cautelari (=limitare la libertà): è possibile applicarle in ogni

momento del procedimento su richiesta del ministro. A decidere è sempre la corte

di appello e la corte di cassazione a seconda del momento in cui ci si trova.

Nell’ambito dell’estradizione non si applicano gli articoli 273 e 280, al di là della

pena prevista per il reato non ci sono limiti per applicare la misura. Tuttavia le misure

cautelari non possono essere disposte se ci sono le ragioni per ritenere che non

sussistano le condizioni per una sentenza favorevole all’estradizione. Ulteriore

procedimento che si innesta in quello di estradizione: relativo alla misura cautelare

richiesta dal ministro al fine di limitare la libertà dell’estradando il quale potrebbe

fuggire, inquinare le prove, commettere altri reati pertanto deve essere tenuto in

vinculis. La corte di appello valuta se esistono i presupposti per l’applicazione della

misura: sebbene non siano richiesti i requisiti di colpevolezza, con la valutazione

prognostica chiesta alla corte di appello per la concessione della misura, il

presupposto è recuperato e poi valuterà le esigenze cautelari, e l’esigenza di

garantire che la persona da estradare non si sottragga alla consegna. Scadenza

dei termini delle misure cautelari.

Durante il procedimento di estradizione possono essere applicate altre misure:

prima che arrivi la domanda di estradizione, il paese straniero su richiesta motivata

del ministro può domandare di adottare una misura cautelare provvisoria.

Kazakistan chiede all’Italia di applicare una misura provvisoria. Questo

provvedimento è simile al fermo di indiziato di delitto perché è diretto ad evitare la

fuga, infatti tra i presupposti che devono sussistere il più importante è la fuga. La

misura provvisoria adottata dalla corte di appello è comunicata allo stato straniero,

naturalmente poi deve arrivare la richiesta di estradizione altrimenti la misura

provvisoria decade poiché trovava il suo fondamento nella promessa di richiesta di

estradizione. Se ricorrono casi di urgenza la polizia giudiziaria può procedere

all’arresto provvisorio (articolo 716), deve essere comunicato al ministro e al giudice

(=corte di appello) che dovrà convalidare entro termini precisi che se decorrono,

la persona deve essere rimessa in libertà. Mentre la misura dell’arresto non c’è

bisogno della richiesta del ministro ma gli è trasmesso il provvedimento che ha già

convalidato. Arresto attivato tramite canali che non sono giurisdizionali e ministeriali.

10 marzo 2016

-Misure cautelari personali (articolo 714 c.p.p.)

Innestare un sub procedimento che riguarda le misure cautelari. Autore di un reato

in un paese straniero fugge fino in Italia, lo stato straniero avendo appreso la notizia

fa una richiesta di estradizione cioè chiede la consegna del soggetto per poter

procedere in Kazakistan al processo penale, in Italia non c’è un procedimento

penale pendente. Il ministro riceve la domanda di estradizione e inizia il

procedimento, nel corso di questo possono esserci tuttavia dei pericoli:

Pericolo di fuga

 Commissione di altri reati

 Inquinare le prove

Rappresentano ex art. 274 c.p.p. le esigenze cautelari. Se ricorrono questi pericoli

c’è la necessità di limitare la libertà dell’estradando seppur non ci siano i gravi indizi

di colpevolezza in Italia. Le peculiarità delle misure cautelari adottate nell’ambito

di un procedimento di estradizione passiva: richiesta di applicazione della misura

non avviene dal pubblico ministero ma dal ministro della giustizia, è comunque

necessario verificare i presupposti e soprattutto che la misura venga disposto da un

giudice (articolo 13 costituzione). Quella che può essere chiesta è una misura

cautelare persona coercitiva (non quelle interdittive). Se la richiesta proviene dal

ministro è sempre comunque un giudice che decide se applicare o meno la misura:

corte di appello o corte di cassazione, a seconda del momento in cui è presentata

la domanda. Non si applica il 273 c.p.p. sui gravi vizi di colpevolezza, non si applica

il 280 c.p.p. cioè non è legato al limite di pena. Ritorna la valutazione dei gravi indizi

di colpevolezza perché nel momento in cui il giudice riceve la richiesta deve fare

un valutazione ex ante sulla sussistenza delle condizioni per poter pronunciare una

sentenza favorevole all’estradizione, laddove la sentenza sarà negativa non adotta

neppure una misura cautelare. Le misure sono soggette a dei termini (vedi slides).

-Misure cautelari provvisorie

Se le forze di polizia internazionali vengono a conoscenza della possibilità che il

soggetto che cercano può darsi di nuovo alla fuga possono intervenire prima

ancora che la richiesta di estradizione venga trasmessa e esaminata: misure

cautelari provvisorie cioè si parla di applicazione provvisoria (articolo 715 c.p.p.)

delle misure cautelari personali coercitive. Chiedere una limitazione della libertà

prima di iniziare il procedimento dell’estradizione. La richiesta perviene al ministro, il

ministro presenta una sua richiesta motivata alla corte di appello che può applicare

in via provvisoria la misura. Prassi peculiare dell’estradizione che tuttavia richiama il

fermo di indiziato di delitto. Disciplina diversa da quella delle misure cautelari

perché qui siamo in una fase antecedente. La corte di appello deve valutare se

sussistono dei presupposti:

Provvedimento restrittivo della libertà personale o sentenza di condanna a

 pena detentiva e che intenderà presentare la domanda di estradizione

Elementi sufficienti per l’identificazione

 Pericolo di fuga

Esigenze e presupposti specifici che dovranno essere allegati dallo stato straniero

che trasmette la richiesta al ministro. Per quel che riguarda la competenza non

essendo ancora iniziato il procedimento di estradizione ci sono tre criteri (vedi

slides).

Il ministro dà comunicazione allo stato straniero di aver adottato la misura. Proprio

perché provvisorie vengono revocate se entro 40 giorni non perviene al ministro la

domanda di estradizione con tutta la documentazione prevista dall’articolo 700.

Arresto da parte della polizia giudiziaria

Viene richiesto dallo stato straniero o degli altri organismi investigativi internazionali.

Se ricorrono i casi di urgenza la polizia può procedere all’arresto ricorrendo i

presupposti per l’applicazione delle misure coercitive provvisorie. Deve informare

immediatamente il ministro e porre l’arrestato a disposizione del presidente della

corte di appello nel cui distretto è avvenuto l’arresto. La polizia trasmette il verbale

alla corte di appello, nel caso in cui non deve disporre la liberazione poiché

ricorrono i presupposti e l’urgenza lo dovrà convalidare entro novantasei ore

dall’arresto. La misura è revocata se il ministro non ne chiede il mantenimento entro

dieci giorni dalla convalida. Stranamente il ministro interviene solo per domandare

il mantenimento e non prima.

Tutte queste misure che riguardano la libertà personale del soggetto che sarà

oggetto di estradizione, il presidente della corte di appello deve sentire la persona

al più presto e comunque entro 5 giorni dall’inizio dell’esecuzione della misura per

procedere all’identificazione e a raccogliere il consenso all’estradizione. Diritto alla

nomina del difensore di fiducia o d’ufficio. Queste misure vengono revocate o

sostituite dalla corte di appello in camera di consiglio o dalla corte di cassazione e

sempre la revoca modifica può essere chiesa la ministro. Questi provvedimenti sono

ricorribili in cassazione ma solo per violazione di legge, non è possibile impugnazione

nel merito e nemmeno è possibile un esame del merito da parte della cassazione.

Nei confronti dell’estradando non possono essere applicate le misure cautelari reali

tuttavia è consentito soltanto il sequestro probatorio avente ad oggetto il corpo del

reato e le cose pertinenti il reato, può essere disposto dalla corte di appello. Anche

il sequestro non può essere disposto se ci sono ragioni per ritenere che l’estradizione

non sarà concessa.

Caso. Proviene all’Italia una richiesta di estradizione passiva dalla Turchia di un

soggetto nei cui confronti c’è già una sentenza definitiva di condanna. In primo

luogo occorre veder quale è la disciplina applicabile: entrambi membri del

consiglio di Europa. La corte di appello ha valutato nel merito la fondatezza dei di

gravi indizi di colpevolezza 15 marzo 2016

C. Estradizione attiva o per l’estero

Come si distingue da quella passiva? La terminologia dipende dal punto di

osservazione in cui si pone l’interprete e l’operatore. Possiamo distinguere

Estradizione passiva = estradizione per l’estereo cioè quando viene chiesto al nostro

paese la consegna di una persona che si trova nello stato.

Estradizione attiva = quando il nostro paese chiede ad un paese estero la consegna

di una persona che si è allontanata dal paese e di cui è chiesta la consegna al fine

di sottoporla al procedimento penale o a una misura limitativa della liberà. Lo stato

richiedente è l’Italia e la persona richiesta è in uno stato diverso.

È necessaria una richiesta di estradizione attiva che proviene dal ministro della

giustizia ed è rivolta alle autorità politiche dello stato in cui la persona si trova. È

presentata o di propria iniziativa o su domanda del procuratore generale presso la

corte di appello nel cui distretto si procede o è stata trasmessa la sentenza di

condanna. Il procuratore fornisce la documentazione necessaria al ministro

affinché egli proceda a chiedere l’estradizione. Il ministro può anche procedere

senza l’impulso del procuratore. Come nell’estradizione passiva il destinatario della

richiesta è una persona nei confronti della quale è stato emesso un provvedimento

restrittivo della libertà sotto forma di misura cautelare o di sentenza definitiva di

condanna, il soggetto è sottoposto a un procedimento penale in corso e a delle

limitazioni della libertà. Davanti alla richiesta il ministro può decidere

discrezionalmente di non presentare subito la domanda o di differirne la

presentazione, dandone comunicazione all’autorità giudiziaria che aveva fatto la

richiesta. Lo stato straniero potrebbe porre delle condizioni al trasferimento, il

ministro decide se accettale o meno salvo che non vadano a violare principi

dell’ordinamento italiano. Al fine di richiedere e di avanzare la richiesta di

estradizione può disporre delle ricerche all’estero dell’imputato o del condannato

e domandarne eventualmente l’arresto provvisorio. Anche nell’estradizione attiva

vale il principio di specialità articolo 721 c.p.p. cioè il soggetto rispetto a cui è

chiesta l’estradizione non può essere sottoposto a misure limitative della libertà

personale per fatti anteriori e diversi a quelli oggetto della domanda. C’è uno stretto

collegamento tra il fatto commesso dal soggetto e quello oggetto dell’estradizione,

questo principio è riconosciuto come principio generale dell’ordinamento

internazionale, la ratio è la tutela della persona oggetto dell’estradizione attiva e

passiva: evitare che il soggetto sia estradato per un fatto e poi lo si sottoponga a

misure limitative per un reato diverso nei confronti del quale l’estradizione non

sarebbe stata concessa. Potrebbe essere che una volta ottenuta l’estradizione per

un reato come traffico di stupefacenti, poi è giudicata per un fatto anteriore e

diverso come un reato politico. A tutela anche della reciproca collaborazione tra

gli stati. Il principio trova delle deroghe: quando il soggetto volontariamente si rende

disponibile a sottoporsi all’esecuzione di misure limitative della libertà diverse da

quelle previste con l’estradizione. In ogni caso deve trattarsi di una scelta libera del

soggetto.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.monti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale penale progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Bontempelli Manfredi.

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