Estradizione
Consegna di un soggetto che abbia trovato rifugio all'estero a uno stato che ne faccia richiesta. Caso del tunisino autore della strage al museo del Bardo, che si trova in Italia. Qui siamo in ambito di cooperazione internazionale, non europeo. Gli strumenti sono diversi. In questo caso la vicenda ha taglio internazionale e lo strumento oggetto del caso è l'estradizione, strumento attraverso cui si realizza la consegna a uno stato che ne fa richiesta di un soggetto che si è rifugiato all'estero. Nel nostro caso la Tunisia chiede la consegna del presunto autore di reato.
Ci sono due tipi di estradizione: 1) passiva = per l'estero, allo stato viene chiesta la consegna della persona. 2) attiva = dall'estero, lo stato chiede estradizione. Dal punto di vista del nostro paese estradizione è passiva, dal punto di vista tunisino è attiva.
Estradizione passiva o per l'estero
Consegna di una persona a uno stato estero, con due finalità, ai sensi del 697:
- Esecuzione di sentenza straniera di condanna a pena detentiva. Ciò significa che non potrà essere chiesta in caso di condanna a pena pecuniaria!
- Esecuzione di altro provvedimento restrittivo della libertà personale. Deve essere di provvedimento che incide anche in modo provvisorio ma comunque sulla libertà personale, ad esempio misure cautelari.
Il soggetto destinatario della consegna deve essere un soggetto su cui pende perlomeno un provvedimento che limiti la sua libertà personale.
Casi di divieto di estradizione
Richiesta fondata su commissione di un reato politico > articolo 698 c.p.p, articolo 10 comma 4 della costituzione e articolo 26 comma 2 della stessa. Cosa si intende per reato politico? La definizione si trova nel codice penale, articolo 8 comma 3: delitto politico ogni delitto che offende un interesse politico dello stato, ovvero un diritto politico. È altresì considerato delitto politico il delitto comune determinato, in tutto o in parte, da motivi politici. Definizione che lascia spazio per interpretazione.
Quando vi è ragione di ritenere che il soggetto di cui si chiede estradizione verrà condannato o sottoposto a:
- Atti persecutori o discriminatori per motivi di razza, religione, genere, nazionalità, sesso, opinioni politiche, condizioni
- Pene o trattamenti crudeli, disumani, degradanti
- Atti che configurano violazione di diritti fondamentali della persona
Bisogna andare a fare una valutazione anche sul sistema giuridico dell'altro paese per verificare se la persona una volta consegnata verrà sottoposta a tali atti o trattamenti. Se così fosse scatterà divieto di estradizione.
Quando nell'altro ordinamento è prevista la pena di morte:
Pena di morte: formulazione originaria nel codice di procedura del 1988. Inizialmente si sottoponeva la richiesta di estradizione a due condizioni: che lo stato richiedente avesse dato assicurazioni, ritenute valide e sufficienti, che la pena pur prevista non sarebbe stata inflitta o che anche se già inflitta non sarebbe stata eseguita. La corte costituzionale ha dichiarato illegittimità di questa norma in relazione all'articolo 27 della costituzione: sentenza 223/1996: i valori sottostanti all'estradizione impongono tutela assoluta! Quando ordinamento straniero prevede pena di morte non si può mai concedere estradizione!
Superamento del meccanismo precedente del duplice vaglio caso per caso sulla sufficienza delle garanzie fornite dallo stato precedente / valutazione compiute da autorità giudiziaria e dal ministro. Questa soluzione è vero che concede una certa flessibilità e adattamenti caso per caso, ma ciò nonostante dato che nella nostra costituzione è sancito il divieto di pena di morte la corte ha riconosciuto un contrasto tra il meccanismo del duplice vaglio, articolo 698 comma 2, e articolo 27 Cost. La valutazione sulla pena di morte riguarda la previsione per il singolo reato, non la previsione della pena di morte in generale!
Principio di specialità
Concessione di estradizione, estensione dell'estradizione già concessa e di estradizione sono sempre subordinate alla condizione espressa che, per un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l'estradizione è stata concessa o estesa ovvero.
Fasi del procedimento di estradizione passiva
- Giurisdizionale: attivata con la domanda di estradizione (articolo 700 c.p.p.), che è sempre necessaria! Alla domanda devono essere allegati una copia del provvedimento restrittivo della libertà oppure della sentenza di condanna a pena detentiva. Inoltre il paese richiedere dovrà fornire relazione anche suoi fatti addebitati al soggetto di cui si chiede la consegna e anche i dati segnaletici per determinare identità e nazione della persona da consegnare. Devono essere allegati anche i testi di legge applicabili. Il primo passaggio è il ricevimento della domanda al ministro della giustizia che fa una prima valutazione discrezionale: il ministro deve motivare nel caso in cui respinge, altrimenti trasmette domanda con gli allegati al procuratore generale presso la corte di Appello. Quale corte di appello? Articolo 701 comma 4: appartenenza dell'imputato alla corte di appello nel cui distretto il condannato ha residenza, dimora o domicilio nel momento in cui la domanda di estradizione perviene al ministro o in via residuale alla corte di appello di Roma. Il procuratore generale che ha ricevuto la domanda dispone comparizione davanti a se della persona per identificarla, richiedere il suo eventuale consenso all'estradizione. In questa comparizione si realizzano anche le garanzie difensive: interessato avvisato della possibilità dell'assistenza d'ufficio o di un difensore di fiducia. Il difensore dovrà essere avvisato prima che si svolta udienza davanti alla corte d'appello. Il soggetto interessato di fronte alla richiesta di estradizione può esprimere consenso alla presenza del difensore e del consenso deve essere fatta menzione nel verbale. Se c'è consenso non si svolge giudizio davanti alla corte di appello. I casi sono rarissimi.
3 marzo 2016
Riassunto lezione precedente
Caso del tunisino autore della strage del Bardo: c'è stato riconoscimento fotografico del soggetto / Italia ha ricevuto richiesta di estradizione dalla Tunisia. La fase giurisdizionale si è svolta davanti alla corte di appello di Milano che si è basata su una convenzione internazionale Italia-Tunisia e per le lacune ci si è riferiti al 696 ess. c.p.p. In mancanza di convenzione o di disposizioni specifiche si applicano in via residuale le norme sul libro XI del c.p.p. Secondo uno studioso della materia si può dire che la cooperazione internazionale corre su più andature. Possiamo individuare almeno tre andature, tre velocità: cooperazione internazionale, cooperazione tra paesi che fanno parte del consiglio d'Europa, cooperazione tra paesi che fanno parte dell'UE. La presenza di una convenzione internazionale non esclude tout court l'applicazione di norme del libro XI > caso del tunisino. Estradizione può essere processuale = per eseguire processo, o esecutiva = per dare esecuzione a sentenza di condanna o altro provvedimento limitativi della libertà personale. Oggetto dell'estradizione è la consegna fisica di una persona. Articolo 697: estradizione passiva; presupposti: estradizione per eseguire sentenza straniera di condanna a pena detentiva o altro provvedimento restrittivo della libertà personale. Alcune convenzioni stabiliscono una certa soglia per la pena detentiva. Estradizione non concessa in caso di reato politico. Definizione all'articolo 8 comma 3 del codice penale. Non da tutti è accettata questa definizione di reato politico. Sentenza 223 del 1996 corte costituzionale dichiara illegittima l'articolo 698 comma 2 in relazione al duplice vaglio previsto. La corte in questa sentenza prevede anche che in ipotesi in cui sia prevista la conversione automatica della pena di morte in pena detentiva l'estradizione sia concedibile.
Estradizione passiva
Definito procedimento misto perché composto di due fasi.
- Fase giurisdizionale rimessa alla corte di appello.
- Fase amministrativa o ministeriale attribuita al ministro della giustizia.
L'ultima parola sulla concessione o meno dell'estradizione spetta al ministro della giustizia. La fase giurisdizionale è sempre necessaria, salvo il consenso del soggetto. Però la fase giurisdizionale non è mai sufficiente. Il ministro della giustizia è condizionato dalla decisione favorevole della corte di appello. La fase giurisdizionale è sempre necessaria per la procedura di estradizione.
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