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Lezione 2

Effetto notte, F Truffaut

Riflessione dell'autore sulle condizioni di possibilità del cinema, l'autore analizza quello che fa mentre lo sta facendo. Scena del sogno: Truffaut fa un sogno ricorrente di se stesso da bambino che gira per le strade di una città cercando alla fine di rubare le locandine dalla bacheca di un cinema. Lo spettatore del film come il bambino cerca di rubare qualcosa dei segreti del cinema.

Tema del disincanto

Un tempo lo spettatore era come un bambino, incantato dal cinema, oggi regista e pubblico sono cinici, distaccati di fronte alla proiezione. Qual è il ruolo dell'autore e dello spettatore di fronte all'opera cinematografica? Lo spettatore non è più passivo, vuole spiare “dietro” le quinte, il regista ricrea uno spettacolino per far vedere come si fa un film, non come sta facendo quel film. Voyeurismo.

Scena del gatto

Nella scena il gatto deve andare a mangiare il latte e loro fingono che non ci vada, in realtà per creare la scena hanno dovuto convincere prima il gatto a NON andare a bere il latte. Dietro quello che viene mostrato si nasconde altro. Patto è che stiamo assistendo a una finzione, ma lo spettatore l'assorbe come fosse realtà. Questo negli '80 viene chiamato postmoderno.

Il romanzo "I discepoli di Salis"

1798-99 romanzo che si chiama I discepoli di Salis (Novalis) incompiuto, romanzo filosofico. Il romanzo parla del viaggio di un discepolo verso il tempio di Salis dove venerano Iside. Leggenda dice che chi guarda dietro il velo di Iside avrà svelato il segreto dell'universo. Il grande segreto rivelato è poi uno specchio: la persona stessa che ha compiuto il viaggio. Dietro il velo non c'è una risposta. Dietro l'opera d'arte non c'è un enigma, c'è l'autore, ma soprattutto lo spettatore che nobilita l'arte. Un'opera d'arte è tale se viene guardata e capita in un certo modo. Senza una legittimazione da parte del pubblico smette di essere un'opera d'arte? Cade la teoria del classicismo. Canoni e stilemi non hanno più senso.

La morte dell'arte

La morte dell'arte coincide col periodo della secolarizzazione, ossia il procedimento per cui il senso del mondo non viene più cercato in dio ma nell'azione dell'uomo. Autonomizzazione dell'uomo. Nel momento in cui il mondo perde il suo “mistero”, l'arte ne risente.

L'estetica

Il concetto di morte dell'arte nasce in seno all'estetica. L'estetica viene codificata nella seconda metà del 1700 da Baumbgarten. È una disciplina moderna, contemporanea alla rivoluzione francese con cui condivide il legame con il tema del disincanto e della secolarizzazione. L'estetica è una disciplina filosofica. La filosofia ha attaccato l'arte fino a vincerla. L'arte del '900 è filosofia dell'arte (Danto). Quando tematizza l'estetica si riferisce a una riflessione sul bello, indaga il modo in cui l'uomo è in grado di dire cosa è bello. L'arte non è ancora entrata nella riflessione all'inizio. Oltre all'arte si considera il bello in natura attraverso oggetti come fiori e piante o astrazioni come un tramonto, oppure di un uomo o una donna, di un romanzo. Quali sono le caratteristiche che permettono di inserirli nella categoria del “bello”? Cosa rende una cosa bella?

Kant e la critica del giudizio

Kant, 1790 Critica del giudizio dove si confronta col problema del bello e del giudizio estetico. Quello sul bello è un giudizio, e come tutti i giudizi si esprime come Soggetto è Predicato. Il giudizio si fonda su un rapporto tra particolare e universale. La svolta di Kant è far notare che il giudizio sul bello si forma in modo diverso. Se dico “la mela è rossa” ho in testa il concetto di rosso, vedo la mela e la attribuisco alla categoria Rosso. Kant chiama questo Giudizi Determinanti, ovvero quelli che ci fanno descrivere le proprietà degli oggetti. Ma nella testa non ho un concetto generale di Bello, è invece attraverso il giudizio che cerco di formare un concetto di Bello. PRIMA ho l'oggetto e POI concepisco un qualcosa di universale che chiamo Bello. Non ho un concetto definito come nel classicismo con la sezione aurea, le forme etc.

Giudizio riflettente

Kant chiama il giudizio sul Bello Giudizio Riflettente: il soggetto riflette sul piacere che prova davanti all'oggetto. Dato un piacere cerco di formare un concetto di bellezza. Ogni volta che mi trovo davanti a un'opera cerco di capire che cos'è quella categoria universale indefinibile che è il Bello. Tensione dell'essere umano nel cercare di farsi un concetto e una conoscenza della bellezza universale.

Universalità soggettiva delle discussioni

Il secondo punto dell'estetica Kantiana sono le discussioni: spesso davanti a un oggetto non si concorda sul fatto che sia bello. Il giudizio sul bello per Kant non può essere un giudizio oggettivo, però non è neanche completamente soggettivo. Nasce un concetto di universalità soggettiva: nel momento in cui qualcuno si impegna a formulare un giudizio di gusto dicendo che qualcosa è bello si impegna anche a sostenere che tutte le persone nella sua condizione dovrebbero trovarlo bello. È in questo momento che per l'opera d'arte ci sono due problemi: quello del bello e quello dell'opera d'arte riuscita.

Il problema dell'autore

Il terzo punto è legato al problema dell'opera d'arte: se giudico bella un'opera d'arte nasce il problema dell'autore. Non sono frutto del caso o della natura, ma c'è qualcuno che l'ha prodotta, pensata, concepita. Nasce una delle figure centrali dell'estetica: il Genio. Il modo in cui l'opera d'arte è bella ha qualcosa in comune con il bello naturale, ma non ha a che fare con l'imitazione. Il pittore inventa, crea cose che non c'erano. Quasi divinizzazione del Genio. Kant pone le basi per queste considerazioni perché: se il Bello non è un concetto generale, non è facile definire/capire la figura del Genio. Kant risolve dicendo che il Genio è un talento naturale, innato e inconscio: il Genio non sa come fa ad attingere al concetto di bellezza e tramutarlo in opera. Cosa accade se il Genio conosce il significato dell'opera d'arte, la critica? Accade che vengono meno la naturalezza e l'ingenuità nella produzione dell'opera d'arte. La filosofia penetra nell'opera d'arte.

Lezione 3

Nascita dell'estetica

Nella scorsa lezione, abbiamo introdotto la nascita dell'estetica e i 3 problemi connessi tra loro: il giudizio sul bello è particolare a differenza del giudizio conoscitivo. Universalità soggettiva, ogni volta che pronunciamo un giudizio estetico, sebbene questo non abbia valore oggettivo, abbiamo la pretesa che il nostro giudizio sia universale e questo genera discussioni. Problema del genio, capace di produrre opere d'arte. Kant: nessun Omero e nessun boh potrebbe mostrare come si sono prodotte nella sua testa le sue idee, non lo sa egli stesso e non può insegnarlo agli altri. Nemmeno il genio però può spiegare l'universale che lega gli oggetti alle opere d'arte ma lo possiede. Da ciò nasce il problema della morte degli altri. Come può essere che il genio possa continuare a produrre opere anche quando la sua capacità viene teorizzata? L'arte sembra minacciata, l'estetica ha reagito a questo problema in modi diversi. La strada del romanticismo e l'altra è la risposta che da Hegel. Seguiremo queste due strade.

Il romanticismo

Il romanticismo è il primo esempio come corrente europea dopo l'illuminismo. Romanticismo inglese, francese, italiano, tedesco. A volte si confonde Goethe come autore romantico ma i romantici hanno preso molto da lui. Lo chiamavano maestro. Ci occuperemo del primo romanticismo che comprende autori che si sono autodefiniti romantici. Isolare un gruppo del primo romanticismo è facile, si parla di persone che aderivano a una rivista, in una città vicino Berlino. TENEUM diretta da due fratelli e dura un triennio. Novaresi ne ha fatto parte (Inni alla notte), Tic e Shelling anche.

Il paradosso dell'elefante rosa

È difficile concepire il romanticismo come una matassa di fili da raggomitolare, diceva qualcuno. Nel 1800 Scellini scrive un'opera. Scellini scrive dell'assoluto, corrisponde al principio primo che doveva rivelare nel modo migliore il senso della realtà. Si rifacevano alla radice latina, quindi un principio autonomo. Questo principio per Scellini è l'opera d'arte, quel prodotto più alto dell'attività umana, e lo è grazie alle caratteristiche che aveva analizzato Kant. L'arte è il modo migliore per esprimere la verità, secondo Shelling. Egli prende da Kant l'idea che l'opera d'arte è realizzata per metà da inconscio. Il genio inizia a lavorare da solo, senza essere costretto e così crea la sua opera secondo la sua scelta, come osserva Kant il genio non possiede nella sua testa il concetto di bello anche se sarà quello che andrà a realizzare. Come accennato così nascono i primi problemi: se l'opera d'arte deve essere espressione.

Il romanticismo e il concetto di mito

Come è possibile che il genio crei con naturalezza: esempio: il paradosso dell'elefante rosa, se ti dicono di non pensare ad un elefante rosa, tu ci pensi. Se dici al genio di creare con naturalezza, lui non riuscirà più a farlo. Opere del romanticismo cercano di comunicare al lettore che le opere d'arte. L'opera rischia di decadere nel concetto di … nel romanticismo l'opera d'arte inizia ad essere strumento per argomentare l'arte concettuale quando la si critica si dice che non è arte ma insegnamento rivestito ad opera d'arte.

La nuova mitologia

I romantici si accorgono di questo problema e tracciano una strada per porre rimedio. Il modo di uscirne si chiama: nuova mitologia o mitologia della ragione, cioè riportare in voga la mitopoiesi, capacità di produrre dei miti. Il mito corrisponde a racconti narrativi alla base di una cultura, un corpus senza autore. I miti fanno parte di una cultura e ne pongono le basi e influenzano la cultura. Quello che vogliono fare i romantici è fondare una mitologia, dal nulla, in modo inconsapevole. Il loro progetto è naufragato però, non era un'idea sostenibile, il circiolo si è sciolto e i romantici hanno continuato a coltivare il sogno mitologico, l'idea di fondo era un'idea che oggi definivano regressiva o reazionaria. Accorgendosi di non poterne creare una nuova vanno a pescare quella vecchia. Vengono chiamati indomani, indomani era uno sfottò, slega al discorso di Russò, Novaresi ripropone un ritorno al feudalesimo. Il romanticismo percepisce la crisi artistica e reagisce secondo l'ideale di una nuova mitologia o pescarne una vecchia.

Hegel e l'estetica

Hegel, coetaneo dei romantici, partecipa anche al loro movimento, anche lui come tutti prende le mosse dai problemi esposti da Kant. La risposta che dà è diversa. L'estetica di Hegel è più influente di quella di Kant, colonizza l'estetica in generale, ben scritta, potente. Quando si parla dell'estetica di Hegel si tiene conto di 1:rapporto tra arte e sapere; 2: sistemazione delle arti da parte di Hegel. Come Scellini, anche lui pubblica il proprio sistema della filosofia e non cambierà mai idea. Hegel non riusciva a trovare un posto, libero docente, poi preside di liceo e poi cattedra.

Il sistema delle scienze

Nel suo sistema delle scienze parla di arte. Hegel usa il termine spirito e non assoluto. Per Hegel il modo più alto per comprendere lo spirito non è l'arte, essa rientra nelle tre discipline insieme a rel e filo ma religione e filosofia supera arte. Arte deve cedere a religione e religione a filosofia. Il motivo per cui l'arte è un modo incompleto di comprendere la realtà ha a che fare con … la filosofia dice ciò che l'arte dice inconsciamente, la filo capisce l'arte ma l'arte non capisce la filosofia, è superiore. Quindi l'arte come forma secondaria e imperfetta di comprendere la realtà.

Sistematizzazione storica dell'arte

2: sistematizzazione storica, arte simbolica, classica e romantica: per Hegel. 1: arte dell'antico oriente 2: arte greca 3: arte cristiana e post cristiana, europea. L'arte orientale, popoli persia, india, antico egitto, si tratta di arte simbolica perché non ha armonia che ha il classico, il simbolo è un concetto antico, enigmatico, simbolica è arte sublime o non ancora bella, armonica come la bellezza, dice Hegel. Hegel non conosceva bene l'India. Piramidi e sfinge sono figure molto enigmatiche, sfinge simbolo di ogni enigma, piramide è un cristallo che racchiude un segreto all'interno, la sfinge nella mitologia.

Il passaggio dall'arte simbolica a classica

Il passaggio da arte simbolica e classica è lo svelamento del mito della sfinge da parte di Edipo. Esempio di tutti gli esempi di arte classica è la scultura, scultura di dio, gli dei dell'olimpo. Il significato a cui tendeva l'arte simbolica era esattamente la risposta che da Edipo alla sfinge. L'UOMO. per Hegel si realizza il bello armonico. Nella storia però accade la venuta di Cristo che ha una notevole importanza per Hegel. Dice Hegel che il cristianesimo dice quello a cui la religione classica tendeva, non dice che dio ha forma umana, ma dice che dio è uomo. “Si dice spesso che la religione classica è antropomorfa, ma in realtà lo è quella cristiana”.

L'arte cristiana e post-cristiana

Dopo la cristianità l'arte deve cambiare, non le basta più la bellezza dice Hegel. L'arte ha necessità di trovare nuovi strumenti, la verità della religione è andata oltre alla semplicità formale con cui veniva espressa nella grecità. L'arte deve mostrare la sofferenza, ha necessità del brutto, non si può rappresentare la passione con serenità e beatitudine, c'è necessità del dolore, del sangue, del demoniaco. Prende così piede una nuova arte che supera quella classica perché i suoi mezzi sono capaci di novità a cui l'arte classica non poteva arrivare.

L'arte greca e lo spirito del popolo

Un punto delicato che dice perché Hegel è affezionato ad arte classica: rivolgersi alla arte greca per capire il popolo, oggi no. Lo spirito del popolo oggi è spiegato dalla religione poi dalla filosofia, l'arte inizia a perdere gloriosi dell'epoca classica, l'arte non è capace di spiegare in modo compiuto la realtà. Oggi l'arte è un passatempo ma non legata alle dinamiche di società. Questa è la prima forma di morte dell'arte.

La fine dell'arte secondo Hegel

Nel periodo romantico nascono i veri problemi, arte subisce modifiche decisive, Hegel dice: "arte è arrivata alla fine”. Cosa ne è dell'arte e del genio? Se la filosofia spiega a cosa deve alludere l'arte, come è...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliabojjoe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA o del prof Farina Mario.
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