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Estetica I. Doppi, cloni, avatar

Concetto di mimesis (concetto di imitazione è connesso al rapporto tra copia e modelli, tra vero e falso, tra unico e molteplice) temi chiavi dell’estetica. L’immagine deve essere immagine sia in qualche modo una raffigurazione della realtà vera e questa realtà vera noi creiamo immagini. Il problema della mimesis è il problema dell’estetica.

Iperrealismo, realtà virtuale...

  • Estetica e mimesis: di che cosa stiamo parlando
  • Immagini: copie o sostituti
  • Il doppio, oggi

Estetica e percezione

Estetica: aisthesis → percezione. L’oggetto dell’estetica sono tutti gli oggetti. Gli oggetti dell’estetica sono tutti gli oggetti che ricadono sotto i nostri sensi e che vengono percepiti (sia opere d’arte che tavole, sedie, persone e animali). Estetica come scienza della percezione, non indaga gli aspetti tecnici dell’oggetto in sé ma capire cosa significhi il percepire. Percezione corporea.

In filosofia le domande sono le stesse ma le risposte cambiano.

L’estetica è quella branca della filosofia che abbraccia due ambiti:

  • Senso più ampio dove il corpo percepisce tutti gli oggetti
  • Teoria dell’arte

Per i due ambiti non si può trovare una linea di confine netta.

Opere e oggetti

L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo; Damien Hirst.

Oggetto ovvero un cadavere di uno squalo messo in formaldeide.

Merda d’artista, Piero Manzoni.

Fontana, Marcel Duchamp.

Opera mai stata esposta e perduta. L’unica cosa che ci resta è una foto o delle copie ma non avranno mai la stessa essenza dell’originale. Non è solo un oggetto ma un oggetto con più funzioni (pisciatoio, fontana, opera d’arte). Il confine tra oggetto e opera d’arte è labile.

Il termine estetica in greco non indica un sostantivo come da noi, non esiste il termine aisthesis percezione. Estetica, l’unico termine è il termine ovvero il termine estetica viene coniato nel 1735 quando Alexander Gottlieb Baumgarten scrive un’opera in cui compare questo termine ripreso da Kant.

Nel 700 si problematizza una scienza della percezione, se sia possibile uno studio di cosa significa percepire e se i sensi ingannano. Scienza della percezione (tutti gli oggetti).

  • Alberto Sordi alla Biennale
  • Aldo Giovanni e Giacomo al museo

Martin Heidegger

L’origine dell’opera d’arte.

È possibile distinguere un oggetto d’uso da un’opera d’arte; se ci si siede a tavolino e si riflette distinguiamo due strane: la via all’insù e la via all’ingiù, via induttiva e via deduttiva. Distinguere i due oggetti (opere e oggetti).

Via deduttiva: parte dall’alto verso il basso; dal generale al particolare; significa che per distinguere oggetto a arte partendo dal concetto di arte e ne deduco, a partire dal concetto, tutti i singoli casi particolari che si adattano a quel concetto. Parto dal concetto generale di arte e sussumo tutti i casi particolari. La mente raccoglie dati sull’arte che si adattano al concetto di arte. Non funziona → il concetto di arte è storicamente variabile.

Ognuno ha il suo concetto personale dell’arte.

Via induttiva: via della scienza, metodo scientifico, non si parte dal concetto di arte o dal generale ma si parte dai casi singoli estraendo la legge (individuare la caratteristica comune che la rende opera → macro concetto). Questo atteggiamento vorrebbe dire che la nostra mente seleziona vari oggetti e li raggruppa assieme cercando di estrarre il concetto di arte. Non funziona → la nostra mente selezionando i vari oggetti è il derivato della percezione soggettiva. Se già non abbiamo un concetto definito è difficile.

Heidegger conferma che distinguere un oggetto da un’opera d’arte è difficile. (le stratificazioni di senso non sono abbastanza).

Bodyartist e azionismo viennese

  • Bodyartist; difficile distinguere l’arte con il corpo, è un tutt’uno. Azionismo viennese.
  • Gina Pane
  • Hermann Nitsch
  • Rudolf Schwarzkogler
  • Orlan

Neuro-estetica: terza via (delle due definizioni di estetica). Neuroni specchio; particolare gruppo di neuroni che sparano, che si attivano quando compiamo una azione o quando la vediamo compiere. Questi studi sono stati applicati all’arte (empatia per i soggetti raffigurati e per le tecniche utilizzate; Pollock, Fontana) → reazione corporea come se fossi stato io ad eseguire quell’azione; replica dei movimenti.

Immagini

  • Sensoriali: i sensi riproducono il reale? Estetica come percettologia → Percepiamo la bidimensionalità come tridimensionalità. I nostri sensi trasmettono una replica passiva del reale. Com’è e come appare! (es. slide cerchio\palla, elissi\tombino). Differenza tra vedo, sento, percepisco e so (percepisco un ovale ma so che è un tombino). Platone ne trae una lezione: i sensi ingannano. Doxa versus ... La differenza tra parvenza ed essenza è la differenza fondamentale che squalifica l’estetica fino al ‘700. Platone → Doxa (opinione, percezione, parvenza: no) ed episteme (conoscenza, essenza: sì)!

Psicologia della forma

Psicologia della forma (Gestalt): prendevano volutamente degli esempi basici per farci capire delle cose sul meccanismo della percezione delle forme. È lo stesso ma appare diverso.

(Perché abbiamo parlato della psicologia della Gestalt? = )

  • Legge della vicinanza: gli elementi del campo percettivo vengono uniti in forme con tanta maggior coesione quanto minore è la distanza tra di loro
  • Legge della somiglianza: gli elementi vengono uniti in forme con tanta maggior coesione quanto maggiore è la loro somiglianza
  • Legge del destino comune: gli elementi che hanno un movimento solidale tra di loro, e differente da quello degli altri elementi, vengono uniti in forme.
  • Legge della continuità di direzione: una serie di elementi posti uno di seguito all’altro, vengono uniti in forme in base alla loro continuità di direzione.
  • Legge della chiusura: le linee che formano delle figure chiuse tendono ad essere viste come unità formali
  • Legge dell’esperienza passata: elementi che per la nostra esperienza passata sono abitualmente associati tra di loro tendono ad essere uniti in forme

Servivano per dimostrare che anche queste cose basiche noi siamo sempre attivi, i nostri sensi organizzano le immagini in campi di forze che seguono determinati schemi.

Interminabilità cognitiva → la percezione è impermeabile e continua a farmi vedere le cose diverse.

“Illusione” ottiche → la percezione è ingannevole, la percezione rientra nell’ambito della doxa (opinione) ma non ci dà nessuna episteme (conoscenza). Senso e importanza nell’escludere la matematica, nella percezione non c’è niente di illusorio perché le due frecce sembrano veramente diverse. Se assumiamo la posizione aesthesis diventa difficile dire che la percezione è sbagliata: corretta se delle forme vengono messe in modi diversi la nostra mente li percepisce diversamente.

Lo stesso “dato bruto” viene percepito in un modo o nell’altro ma mai nei stessi due modi.

  • Artistiche: l’arte è imitazione del reale? Teoria dell’arte.

Platone e la mimesis

Sofista (233d-236c).

Ci sono due tipi di imitazione, tutta la percezione è imitazione e l’imitazione ingannevole falsa della realtà, i nostri sensi ci ingannano. Platone condannava ogni tipo di mimesis e diceva seguendo le due definizioni che i sensi ingannano e anche l’arte ci inganna, spingono tutto sull’apparire e non sull’essere. La mimesis è sempre ingannevole perché è imitazione, non ti restituisce la verità ma un parvenza soggettiva di verità e realtà.

Platone distingueva due tipi di mimesis:

  • Mimesi icastica (eikon): produce icone e raffigura il rettangolo in una maniera precisa, come è (non è veritiera ma è più veritiera rispetto alla fantastica) (icone dell’idea del rettangolo)
  • Mimesi fantastica (eidolon): produce eidola cioè riproduce e raffigura le cose non come esse sono ma come esse appaiono (come appare la scrivania da un certo punto di vista)

Esempi di imitazione

  • Atena Lemnia

Fidia Vs Alcamene eikon. Alcamene aveva fatto un mantenendo le proporzioni precise di Atena, Fidia ha eidolon creato un ovvero una Atena così come che sarebbe apparsa una volta in cima (immagine mentale di come sarebbe apparsa).

  • Lisippo

Apoxyomenos essi sono, Ripeteva a tutti che gli antichi rappresentavano gli uomini quali lui invece sembrano essere. quali

Platone condannava gli artisti contemporanei che imitavano l’imitazione dell’apparenza e salva l’arte egizia dicendo che rimanevano sempre uguali, identici, ideali, rigidità, visione per essere fatta frontalmente senza ombre (i meno peggio per Platone). Gli egizi evitavano di fare tutte quelle cose che i suoi contemporanei facevano. Rettangolarità: mimesi icastica.

  • Zeusi e le 5 crotonesi

Policleto seleziona le parti migliori delle fanciulle. Mimesi di imitazione della realtà e mimesi della selezione dalla natura. Zeusi.

Dal punto di vista platonico trattandosi in entrambi i casi di immagini del reale e di selezione, queste immagini sono da squalificare.

Il battesimo dell’estetica

Scienza del sensibile!!!

Meditazioni filosofiche su alcuni aspetti del poema (1735).

A.G. Baumgarten, dirige la facoltà conoscitiva inferiore: dirige la conoscenza in maniera sensibile, aesthesis, percezione. La poetica è quel modo che insegna ad esser buoni oratori. Affinamento di carattere scientifico anche della facoltà conoscitiva inferiore.

“Esistendo la definizione, si può facilmente escogitare il termine definito; infatti già i filosofi greci e i padri della Chiesa distinsero sempre con cura fra aisthetà (facoltà inferiore) e noetà (facoltà superiore, logica), ed è ben evidente che gli aisthetà non equivalgono, per loro, alle sole sensazioni in atto, perché anche a dati sentiti non presenti (vale a dire a immagini) viene attribuito questo nome. Dunque i noetà sono da conoscere con la facoltà superiore, con la logica mentre gli aisthetà sono da conoscere con i sensi e la percezione”.

Secondo Platone l’episteme era collegata solo alla conoscenza superiore ovvero noetà mentre Baumgarten dice che anche la conoscenza sensibile è conoscenza ovvero l’episteme. Soma = sema. Identità tra soma e sema, tra il corpo e il carcere. corpo = carcere (il corpo è prigione) non ci fa vedere noetà (Baum) conoscibili con la logica ovvero le idee, ci fa vedere solo la aisthetà.

Aisthesis = sensazione. Nous = mente.

Aisthetà, noetà.

Cose sensibili, oggetti; cose della mente, concetti.

Iperuranio → noetà → idee (idea della rosa).

Mondo fisico → aisthetà → cose sensibili (reali) (rosa fisica).

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Mondo fisico → asithetà → immagini delle cose sensibili (reali) (immagine della rosa).

(es. per Platone l’immagine è una degradazione dell’oggetto, esempio letto\foto letto; l’idea di letto tiene insieme tutto perché sono tutti letti). Un letto ritratto inganno, quello vero è solo l’idea del letto che sta nell’iperuranio.

Le metafore platoniche

  • La metafora dello specchio
  • La metafora della caverna (Brain in a vat)
  • Mito della caduta (iperuranio)

Identità tra soma e sema, tra il corpo e il carcere. Soma = corpo sema = carcere (il corpo è prigione) non ci fa vedere noetà (Baum) conoscibili con la logica ovvero le idee, ci fa vedere solo la aisthetà.

Immagini, linguaggio e iconic turn

Qual è il colore predominante dell’opera di Van Gogh? Il giallo. Ma ci sono un sacco di tonalità diverse, innumerevoli.

Quante sfumature di giallo? -due. No, infinite.

Utilizzando un solo termine, una sola parola teniamo insieme una vastità di altri termini. Il concetto e il linguaggio sono autentici perché tengono insieme tutte le idee ma allo stesso sono estremamente deboli rispetto alle immagini. Le immagini hanno una forza e un’aurea che non può essere tradotta in parole espresse in concetti.

Iconic turn: svolta iconica → si basa sui problemi che non tutti si può risolvere a livello di logica o di linguaggio perché le immagini eccedono questa sfera “linguistica”.

Le immagini ci fanno fare cose diverse da quelle che ci fanno fare le parole agency: → performatività, potere, attività intrinseca alle immagini.

L’apparenza inganna? Imitazione (mimesis) del reale?

Modello diverso di pensare le immagini.

  • I nostri sensi sono tutti cattivi che ci restituiscono passivamente le copie del reale?
  • L’arte è imitazione della natura? Deve ingannare i nostri sensi?

Teorici della Gestalt: non siamo mai passivi ma organizziamo sempre i nostri sensi senza accorgercene.

Immanuel Kant

  • La critica della ragion pura
  • La critica della ragion pratica
  • La critica del giudizio

La critica della ragion pura.

Estetica trascendentale.

Opposizione: trascendentale vs. trascendente.

Trascendente: ciò che va oltre ogni esperienza possibile, ciò di cui non è possibile l’inesperienza. Nessuna esperienza può essere adeguata. Ciò che va al di là dell’esperienza.

Perché l‘idea di mondo è trascendente?

Concetto di bottiglia che abbraccia tutti i concetti di bottiglia → intuizione adeguata.

Concetto di mondo → idea ma non concetto perché è impossibile dare un’intuizione adeguata.

Mondo è un’idea mentre la bottiglia è un co

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Colusg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Conte Pietro.
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