Libro verde: Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare
Negli ultimi decenni - rapido emergere di nuove tecnologie e crescente globalizzazione hanno segnato una svolta profonda per l'Europa e il resto del mondo, portando all'abbandono delle forme tradizionali di produzione industriale. Le fabbriche sono state sostituite da comunità creative, la cui materia prima è la capacità di immaginare, creare e innovare.
Il valore immateriale prevale sul valore materiale: i consumatori cercano nuove esperienze. La capacità di creare esperienze e reti sociali diventa un fattore di competitività.
Industrie culturali e creative: un potenziale da sfruttare
Per essere competitiva, l'Europa deve creare condizioni che favoriscano la creatività e l'innovazione. Le industrie culturali e creative (i.c.c.) possiedono un potenziale di creazione di crescita e occupazione ancora inutilizzato. L'Europa deve individuare nuove fonti di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, investendo in esse per il futuro per stimolare l'innovazione e trovare nuovi modi per creare valore aggiunto.
Le i.c.c. devono rispondere a queste sfide per mettere in atto la strategia Europa 2020 e le Iniziative Faro. Recenti studi hanno dimostrato che il settore delle i.c.c. è composto da imprese altamente innovative con un grande potenziale economico (contribuisce al PIL dell'UE per il 2,6%, elevato tasso di crescita, offre impieghi di qualità a 5 milioni di persone).
I contenuti culturali svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo della società dell'informazione, alimentando investimenti nelle infrastrutture e nei servizi a banda larga, nelle tecnologie digitali, elettronica e telecomunicazioni.
Contributo al settore dell'istruzione
Il settore dell'istruzione contribuisce alle i.c.c., favorendo la formazione di competenze creative, imprenditoriali e interculturali europee. Alimentando i centri d'eccellenza europei, si forma una società fondata sulla conoscenza. Tali competenze stimolano la domanda di contenuti e prodotti più differenziati e raffinati.
Strategie per valorizzare le potenzialità
Per mettere in atto queste potenzialità, bisogna predisporre strumenti adeguati, accrescendo la capacità di sperimentare e innovare, creare imprese e facilitare l'accesso al finanziamento e a competenze. Le industrie devono svilupparsi nel loro ambiente locale e regionale, per poi crescere anche a livello mondiale, intensificando scambi e mobilità.
- Passare a un'economia creativa catalizzando le ripercussioni delle industrie culturali e creative su contesti economici e sociali.
- Le industrie culturali producono beni e servizi concepiti per possedere un carattere, un uso o uno scopo specifici che incorporano o trasmettono espressioni culturali (arti dello spettacolo, arti visive, film, video, TV, radio, giochi video, nuovi media, musica, stampa).
- Le industrie creative utilizzano la cultura come input e hanno una dimensione culturale, anche i loro output hanno un carattere principalmente funzionale (architettura, design).
Manifesto per la cultura Sole 24 Ore
Cultura e sviluppo
Senza cultura non c'è sviluppo. La cultura è una concezione allargata che comprende educazione, istruzione, ricerca scientifica, conoscenza. Lo sviluppo non è solo in senso economico ma come capacità di valorizzare saperi e guidare il cambiamento.
Futuro
Per crescere è necessario guardare al medio-lungo periodo. Cultura e ricerca favoriscono l'innovazione, creando occupazione e producendo progresso e sviluppo, condizione necessaria per il futuro. Senza ricerca e cultura non c'è futuro.
Cooperazione
Strategie e scelte operative devono essere condivise dal Ministero dei Beni Culturali, dal Ministero dello Sviluppo, del Welfare, dell'Istruzione e Ricerca, degli Esteri, e dal Presidente del Consiglio. Il Ministero dei Beni Culturali e del Paesaggio deve agire in stretta coordinazione con quelli dell'Ambiente e del Turismo.
Istruzione
L'istruzione artistica e culturale deve essere diffusa a tutti i livelli d'istruzione insieme alle materie scientifiche per rendere i giovani capaci di conservare e sviluppare il sapere e il nostro patrimonio culturale.
Intervento privato e sgravi fiscali
L'investimento privato dovrebbe agire in modo complementare a quello pubblico e non solo in sostituzione. Non devono mancare provvedimenti legislativi a sostegno dell'investimento pubblico attraverso l'attuazione di agevolazioni fiscali.
Convenzione Faro sul valore dell'eredità culturale per la società
Proposta dal Consiglio d'Europa il 27 ottobre 2005 a Faro, entrata in vigore il 1 giugno 2011 (firma italiana il 27 febbraio 2013) con 21 stati parte. Ultima delle convenzioni culturali internazionali, muove dal concetto che la conoscenza e l'uso dell'eredità culturale rientrano fra i diritti dell'individuo, che può prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità e godere delle arti, come sancito nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo (Parigi 1948), e garantito dal Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (Parigi 1966).
Chiede ai cittadini di partecipare attivamente nel riconoscimento dei valori dell'eredità culturale, invita gli stati membri a promuovere un processo di valorizzazione partecipativo fondato sulla sinergia fra pubbliche istituzioni, cittadini privati, associazioni, comunità di eredità.
- Art. 2: Eredità culturali sono l'insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione (tutti gli aspetti dell'ambiente che sono il risultato dell'interazione nel corso del tempo tra popolazioni e luoghi).
- Comunità di eredità è l'insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici dell'eredità culturale e che desiderano, nel quadro di un'azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future.
Cos'è l'arte? Platone e Aristotele
Platone
Platone parla di arte nella Repubblica. L'arte è imitazione di qualcosa (oggetti, natura) che è di per sé imitazione delle idee; l'arte è "tre gradi lontano dal vero" e rende l'anima prigioniera di questo mondo, anziché spingerla verso le idee. L'arte è negativa: corrompe l'anima; re e filosofi devono essere distaccati dalle emozioni, poiché l'arte è il tramite privilegiato delle passioni. L'arte può esistere solo se assoggettata alla filosofia per meglio comprendere la verità. Limitata a sé, l'arte è falsa. L'arte non ha propria autonomia: è assoggettata alla filosofia allo scopo di educare. Nella dialettica realtà-apparenza, il compromesso non è possibile. Ogni apparenza è tradimento della verità: reali sono le idee, illusioni le cose di questo mondo. Solo nelle Leggi Platone indica positiva un'arte simbolica (egiziana), libera dalle illusioni e rivolta a verità eterne, con funzione di educazione.
Aristotele
Aristotele...