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RIASSUNTO BILANCIO

Arduini

AA 2018/2019

1

1. L’azienda e la sua struttura

1.1 L’azienda

L’azienda è un istituto economico duraturo che produce beni o servizi:

Istituto: perché contiene elementi che interagiscono tra di loro

Economico: perché si utilizzano mezzi scarsi per fini molteplici

Duraturo: perché le aziende vivono oltre la vita fisica delle persone

L’azienda è composta da:

A) Il Sistema di persone: Costituisce l’organizzazione, cioè il complesso coordinato delle persone

che operano all’interno dell’azienda.

Il coordinamento si realizza mediante il processo organizzativo: Linee di

Compiti e

Funzioni Ruoli

Obiettivi influenza

Responsabilità

(Funzione (Ruolo

(aprire un (ovvero chi

vendita, dell'operaio, (l'operaio deve

nuovo marketing commesso comanda su

assemblare i

stabilimento) etc) etc) prodotti etc) chi)

B) Il Sistema di beni: Rappresentato dal capitale, ovvero il complesso dei beni (cioè tutte quelle

cose che sono oggetti di diritto ad esempio macchinari, impianti etc) che sono a disposizione

dell’azienda in un dato momento.

Il Capitale può essere analizzato sotto due aspetti:

- Aspetto qualitativo: Il capitale è un complesso eterogeneo di elementi rappresentati e descritti in

un inventario

- Aspetto quantitativo: Il capitale è un fondo omogeneo di valori. Gli elementi del capitale sono

resi tra loro omogenei mediante la valutazione; pertanto gli elementi del capitale e i loro valori

sono rappresentati in un prospetto chiamato Stato Patrimoniale. L’aspetto quantitativo consente

un’espressione sintetica del capitale.

La valutazione degli elementi del capitale è soggettiva, cioè dipende dagli obiettivi della

valutazione (nei limiti della ragionevolezza). Infatti la valutazione di un bene è differente se si

tratta di una vendita o di una voce che va inserita nella redazione di un bilancio. Esistono quindi

diverse configurazioni di capitale:

1) Il Capitale di Costituzione

E’ una configurazione volta ad individuare il valore del capitale dell’impresa in sede di costituzione

della sua attività

Come si Calcola? 2

E’ pari alla somma dei versamenti in denaro e dei conferimenti in natura (Chi accorda un

versamento di conferimenti in natura deve presentare una perizia giurata insieme alla valutazione

dei beni)

2) Il Capitale di Liquidazione

E’ la configurazione che ha l’impresa in sede di cessazione assoluta della sua attività (Liquidazione

volontaria).

Come si Calcola?

E’ pari alla somma algebrica tra il valore di presunto realizzo degli elementi attivi e il valore di

presunta estinzione degli elementi passivi.

Sono stimati in maniera acronistica cioè, con la liquidazione, gli elementi sono venduti pezzo per

pezzo separatamente

3) Il Capitale di Funzionamento

E’ il valore del capitale dell’impresa intesa come going concern al termine di un periodo

amministrativo.

DEFINIZIONE: Cos’è il Going Concern?

L’impresa è valutata come un sistema in funzionamento, cioè nella prospettiva della

continuazione della sua attività. I criteri per la redazione del bilancio e per la valutazione degli

elementi patrimoniali sono stabiliti dal legislatore.

4) Il Capitale di Trasformazione

E’ il capitale stimato in sede di mutamento della veste giuridica con la quale l’impresa opera

5) Il Capitale di Trasferimento

E’ una configurazione di capitale nella quale l’azienda è valutata in ipotesi di trasferimento in

senso stretto (Cessione) o in senso ampio (Quotazione in borsa, fusione etc) del complesso

aziendale.

Sono entrambi tipi di trasformazione che comportano un cambiamento del soggetto economico.

Il capitale di trasferimento può essere:

- Capitale strategico nell’ottica dell’acquirente: è il valore che un soggetto acquirente attribuisce

all’azienda.

- Capitale strategico nell’ottica del venditore: In tal caso la valutazione è effettuata alla luce della

complessiva situazione economica del venditore.

- Capitale economico (W): L’ottica valutativa è quella del perito indipendente, che è un soggetto

neutrale rispetto alle parti.

In conclusione, esistono molteplici configurazioni di capitale tante quante sono le situazioni nelle

quali si rende necessario o opportuno valutare il complesso aziendale.

3

C) La Gestione, ossia il complesso delle operazioni svolte dagli organi aziendali durante tutta la vita

dell’azienda. Tali operazioni sono volte al raggiungimento dei fini verso i quali l’azienda stessa è

orientata. Il risultato della gestione è il reddito.

DEFINIZIONE: Cos’è il Reddito?

Il reddito è la variazione positiva o negativa subita dal capitale per effetto della gestione.

1.2 Il Funzionamento delle Imprese

L’impresa è un sistema socio-economico che produce per il mercato.

1.2.1 Chi governa un’Impresa?

Il Soggetto economico che è l’unità centrale di direzione e controllo. Può essere una persona fisica

o un’altra impresa. Per governare deve avere la maggioranza di voti in assemblea, la volontà di

comandare e le competenze per farlo.

Il soggetto economico opera all’interno dell’assemblea dei soci (ed è il socio di maggioranza cioè

colui che detiene la maggioranza delle azioni o che ha messo più soldi in sede di costituzione).

L’assemblea dei soci è l’organo decisionale di un’azienda. Prende decisioni straordinarie (modifica

dello statuto) o ordinarie (approvazione del bilancio).

L’assemblea nomina gli amministratori e i sindaci. Svolge quindi anche la funzione deliberativa.

Il consiglio di amministrazione attua le decisioni prese dall’assemblea e costituisce l’organo

esecutivo.

Il collegio sindacale controlla che l’attuazione delle decisioni sia stata correttamente effettuata.

Per mettere in atto le decisioni il consiglio di amministrazione si appoggia a dei dirigenti (Dirigenti,

Vendite Acquisti). I quali, a loro volta, possono disporre di ulteriore personale.

1.2.2 Le caratteristiche di un’impresa

L’impresa è un sistema finalizzato e aperto:

A) E’ un sistema finalizzato: Sistema finalizzato in quanto l'impresa è una entità composta da

diversi elementi che interagiscono tra loro per conseguire gli obiettivi aziendali.

Gli obiettivi aziendali sono posti in ordine di importanza:

- Dapprima troviamo le finalità generali, ampie e poco dettagliate. Sono indicate nello Statuto

Aziendale.

- Una volta fissate le finalità generali si devono fissare gli obiettivi generali cioè un’esplicitazione

delle finalità generali. 4

- Successivamente vengono definite le strategie ovvero degli strumenti o delle politiche che

consentono la realizzazione degli obiettivi generali. Ad esempio si sceglie il tipo di prodotto, il

mercato (ovvero dove vendere il prodotto), il tipo di tecnologia, quali risorse utilizzare, quali

fattori di competitività scegliere (pubblicità, scelta del prezzo etc).

ESEMPIO DI OBIETTIVO AZIENDALE

Le finalità: Produrre acqua in bottiglia,

L’obiettivo: Riuscire ad avere con la vendita dell’acqua in bottiglia una redditività minima del

5%.

La Strategia: Il prodotto sarà venduto in territorio nazionale, la bottiglia sarà in vetro etc.

Le finalità, gli obiettivi e le strategie vengono eseguite dal soggetto economico. Il soggetto

economico decide anche il funzionamento dell’impresa imponendo:

- Una gerarchia di obiettivi

- Una gerarchia di comando (Ovvero quanto personale impiegare e come impiegarlo)

- Una gerarchia di organi (Le varie funzioni: Produzione, Vendita etc)

- Una gerarchia di decisioni

I dirigenti delle varie funzioni fissano obiettivi e politiche settoriali; sono stabilite con decisioni

tattiche (Ovvero decisioni nel breve periodo).

Sotto i dirigenti operano gli operai, i commessi, i contabili etc; che fissano obiettivi e politiche

operative; sono stabilite con decisioni operative.

B) E’ un sistema aperto. L’impresa, infatti, interagisce con l’ambiente esterno. Il sistema impresa è

condizionato dal mercato e, a sua volta, influenza il mercato stesso.

Nell’impresa inoltre esistono centri di decisione, di controllo, di esecuzione che si influenzano

vicendevolmente.

Le strategie del soggetto economico sono contrastate da forze opponenti (3)

Quali sono le forze opponenti?

Forze opponenti esterne:

- I clienti

- I fornitori

- I concorrenti

- I finanziatori

- Lo stato 5

- Gli enti pubblici

- I sindacati

Insieme formano gli Stakeholders (letteralmente i “Portatori di Interesse”) ovvero coloro che

hanno interessi nell’azienda

Il Soggetto economico fronteggia le forze opponenti esterne con delle politiche e delle strategie

(4).

Tipo di stakeholder Politica per fronteggiarlo

Clienti Politiche di Vendita

Fornitori Politiche di Approvvigionamento

Concorrenti Politiche Pubblicitarie o di Marketing

Finanziatori Politiche Finanziarie

Stato Politiche Tributarie

Enti Pubblici Pubbliche Relazioni

Sindacati Relazioni Sindacali

Forze Opponenti Interne:

- Centri decisionali

- Centri di Controllo

- Centri esecutivi

Il Soggetto economico fronteggia anche le forze opponenti interne con delle politiche e delle

strategie.

Tipo di forza interna Politica per fronteggiarlo

Centri decisionali Programmazione

Centri di Controllo Controllo

Centri esecutivi Organizzazione

Il soggetto economico fronteggia anche le forze opponenti interne con una serie di azioni

Il soggetto economico e le forze opponenti esterne e interne necessitano di informazioni sui

risultati patrimoniali, finanziari ed economici dell’impresa (5).

6

Esistono informazioni storiche e prospettiche (cioè previsioni sul futuro). Tali informazioni sono

contenute nel bilancio d’esercizio.

Conclusioni:

1) Il bilancio d’esercizio è uno strumento di informazione esterno e interno.

2) Il bilancio d’esercizio è uno strumento di controllo dell’operato degli amministratori.

3) Il bilancio d’esercizio è uno strumento che consente di realizzare le finalità del soggetto

economico.

Il bilancio d’esercizio è uno strumento di politica aziendale

Il bilancio d’esercizio è uno strumento che consente, nei limiti della liceità, di influenzare i terzi

Nei primi 2 casi il bilancio è uno strumento passivo, nel terzo caso il bilancio d’esercizio è uno

strumento attivo

2. Le finalità del bilancio

2.1 I bisogni degli imprenditori

Secondo un’ampia letteratura che si è affermata tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70

(Merrys, Bomol etc) gli obiettivi che si ponevano gli imprenditori consentono di realizzare i bisogni

che discendono dalle loro motivazioni.

Come sappiamo Maslow, ha affermato che tutti gli uomini hanno determinati bisogni.

La scala di Maslow per gli imprenditori

Bisogni di ordine superiore - Autorealizzazione, stima di se, stima degli altri

(Sviluppo Aziendale, Crescita dei livelli di profitto)

Bisogni di sicurezza

(Sopravvivenza dell'impresa, mantenimento del potere di governo)

Bisogni Fisiologici

(sono sempre soddisfatti)

7

Quanto scritto sopra è possibile solo se l’impresa realizza un reddito soddisfacente, cioè un

reddito tale che consente la distribuzione dei dividendi normali (cioè in linea con quelli distribuiti

dai concorrenti) e consueti (cioè stabili nel tempo) mantenendo il valuation ratio ai livelli di

sicurezza.

Se i dividendi sono normali e consueti gli investitori non venderanno le loro azioni sul mercato e il

valuation ratio rimarrà al livello di sicurezza.

2.2 Il Valuation Ratio

Il valuation ratio è un quoziente che deve essere uguale o maggiore di 1 e si calcola:

Valore di borsa o di mercato del capitale∗ ≥ 1

Valore del patrimonio netto

* A seconda se l’impresa è quotata in borsa o no

Se il quoziente si riduce, per un disinvestimento da parte degli investitori, il prezzo crolla e

l’impresa è percepita come rischiosa.

Se invece il valuation ratio è nei limiti di sicurezza l’imprenditore potrà finanziarsi con capitale di

rischio, cioè potrà emettere sul mercato nuove azioni (ovviamente senza perdere il controllo della

società).

Se il reddito è soddisfacente l’imprenditore, oltre a distribuire i dividendi, può accantonare utili a

riserva creando autofinanziamento.

L’autofinanziamento consente di finanziare gli investimenti indispensabili mantenendo stabile il

leverage perché in questo modo non viene intaccato il capitale di credito.

DEFINIZIONE: Cos’è il Leverage?

Il leverage è un indice di indebitamento e si calcola:

Capitale di credito (CC) ≡ 1

Capitale Proprio (CP)

Se i bisogni di sicurezza sono realizzati l’imprenditore perseguirà finalità o motivazioni di ordine

superiore. Ad esempio l’aumento della dimensione aziendale oppure la crescita del tasso del

profitto.

Per realizzare tali finalità il soggetto economico deve controllare la variabile organizzativa, la

variabile di mercato e infine la variabile finanziaria.

Egli controlla la variabile finanziaria mediante il bilancio d’esercizio, quindi il bilancio diventa uno

strumento attivo di politica aziendale. 8

2.3 Il punto di vista degli Imprenditori

Secondo la dottrina le imprese che operano in un’economia di mercato dovrebbero agire secondo

le seguenti caratteristiche:

- L’iniziativa imprenditoriale dovrebbe essere libera

- L’imprenditore dovrebbe poter chiudere la sua attività quando lo ritiene opportuno

- Le imprese inefficienti dovrebbero essere fatte uscire dal mercato mediante l’istituto del

fallimento

- L’imprenditore dovrebbe poter gestire liberamente gli investimenti e il capitale umano con le sue

competenze tecniche.

- Il reddito dovrebbe essere la misura dell’efficienza e dell’efficacia della gestione aziendale.

Tali condizioni non si verificano nella realtà e quindi l’imprenditore non può agire sulla variabile

organizzativa e di mercato ma neppure sulla variabile finanziaria. Il bilancio quindi diviene uno

strumento passivo.

2.4 La natura del reddito d’esercizio e del capitale di funzionamento

In economia aziendale esistono le seguenti quantità:

- Le quantità misura: Sono uniche, vere, obiettive e verificabili

- Le quantità stimate: Sono uniche, vere, obiettive e verificabili, ma per motivi di costo o di tempo

non sono misurate ma stimate (Es: le rimanenze di magazzino)

- Le quantità astratte: Sono variamente configurabili nel loro valore, in funzione delle ipotesi e

delle congetture (soggettive) che si adottano per la loro stima (Es: ammortamenti o

accantonamenti per rischi).

Ne consegue che il reddito d’esercizio e il connesso capitale di funzionamento sono quantità

astratte, cioè quantità variamente configurabili nel loro valore in funzione delle ipotesi e delle

previsioni che si adottano in sede di individuazione della competenza economica dei costi e dei

ricavi.

Conclusioni:

- Il reddito può assumere molteplici valori

- Il processo conoscitivo del reddito non è un processo di determinazione del reddito ma è un

processo di individuazione e di assegnazione del reddito ai vari esercizi.

3. I fini del Bilancio

3.1 Il Reddito d’esercizio 9

Il reddito d’esercizio è una quantità astratta perché è variamente configurabile nel suo valore in

funzione delle ipotesi e delle previsioni adottate in sede di determinazione della competenza

economica dei costi e dei ricavi.

Dai criteri di determinazione della competenza economica dei costi e dei ricavi discendono i criteri

di valutazione degli elementi patrimoniali attivi e passivi.

I criteri di valutazione degli elementi patrimoniali attivi e passivi dipendono, a loro volta, dai fini

assegnati al bilancio d’esercizio. Possiamo dunque dire che se variano i fini variano anche i criteri

di valutazione e varia anche il valore del reddito d’esercizio e il capitale di funzionamento.

I fini dipendono dal significato che si vuole attribuire al saldo del conto economico e dal tipo di

informazione che mediante il bilancio si vuole fornire.

3.2 Teorie sui fini del bilancio

La dottrina ha formulato diverse teorie sui fini del bilancio. I fini del bilancio sono infatti molteplici.

Alcune di queste teorie hanno solo rilevanza storica, altre invece sono suscettibili di essere

applicate ancora oggi alla realtà delle imprese.

Teoria di Onida

Fine Alfa: Il bilancio è un indicatore delle condizioni più o meno favorevoli incontrate dall’impresa

nel corso della gestione.

Fine Beta: Il bilancio è un indicatore di economicità aziendale. Il bilancio deve poter indicare il

reddito e la redditività media risultati dal processo di programmazione pluriennale.

Per ciascuno di questi temi onida ha evidenziato la clausola generale, i criteri generali e particolari

di valutazione.

I. Il bilancio può perseguire molteplici fini. I fini assegnati al bilancio sono molteplici, tuttavia il

legislatore non li ha mai esplicitati.

II. Tutti i fini sono rilevanti

III. Se varia il fine, varia il valore del reddito d’esercizio e del capitale di funzionamento

IV. Se i bilanci perseguono fini differenti non sono mai comparabili

3.3 Il Bilancio secondo il fine alfa

3.3.1 Clausola Generale

Secondo il fine alfa il bilancio è un indicatore delle condizioni più o meno favorevoli incontrate

dalla gestione nel periodo amministrativo.

Il bilancio è uno strumento passivo; è una mera resa di conto dell’operato degli amministratori,

ossia gli elementi di

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lello.becchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Arduini Simona.
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