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CARATTERISTICHE E FUNZIONI DEL DIRITTO PENALE

PREMESSA

DEFINIZIONE DEL DIRITTO PENALE

Diritto penale è quella parte del diritto pubblico che disciplina i

fatti costituenti reato.

Diritto privato disciplina un rapporto tra due soggetti regolato da

una norma.

Diritto pubblico disciplina un rapporto tra un soggetto e una

norma.

Dal punto di vista giuridico-formale, si definisce reato ogni fatto

umano alla cui realizzazione la legge riconnette sanzioni penali.

Nell’ordinamento vigente, sono <<sanzioni penali>> la pena e la

misura di sicurezza.

Reato, pena e misura di sicurezza costituiscono i tre pilastri su cui

poggia l’edificio del moderno diritto penale.

LA FUNZIONE DI GARANZIA DELLA LEGGE PENALE

CASO 1

In una giornata molto calda un uomo, per ricevere refrigerio, si im-

merge nudo in una fontana di Hyde park. denunciato, è chiamato

a rispondere penalmente per la violazione delle norme che proibi-

scono di indossare abbigliamenti contrari ai buoni costumi (aned-

doto giuridico inglese).

PREMESSE GENERALI

IL PRINCIPIO DI LEGALITA’

Principio di legalità afferma che tutti gli organi dello Stato sono

tenuti ad agire secondo la legge. Tale principio ammette che il po-

tere venga esercitato in modo discrezionale, ma non in modo ar-

bitrario.

I QUATTRO SOTTO-PRINCIPI IN CUI SI ARTICOLA IL PRIN-

CIPIO DI LEGALITA’

Il principio di legalità ha come destinatari sia il legislatore, sia il giu-

dice e si articola in quattro sotto-principi:

riserva di legge;

- tassatività;

- irretroattività della legge;

- divieto di analogia.

-

LA RISERVA DI LEGGE: FONDAMENTO E PORTATA

CASO 2

Un individuo turba un pubblico comizio tenuto in occasione delle

elezioni dei deputati all’assemblea regionale siciliana: viene incri-

minato ai sensi dell’art. 67 l. reg. sic. 20 marzo 1951, n. 29 che

estende alle elezioni regionali le norme penali previste dal t.u. 5

febbraio 1948, n. 26 per le elezioni del parlamento nazionale.

CASO 3

Un automobilista, sorpreso senza libretto di circolazione, non ot-

tempera all’ordine perentorio intimatogli dall’agente di polizia stra-

dale di esibire entro un congruo termine la carta di circolazione

all’ufficio di polizia: onde, viene ritenuto responsabile del reato

previsto dall’art. 650 c.p., che incrimina l’inosservanza di un prov-

vedimento dell’autorità.

CASO 4

Ad un industriale si contesta di produrre sostanze alimentari con

aggiunta di additivi chimici non autorizzati dal ministro della sanità:

la difesa eccepisce che nella specie il reato e’ configurato non

dalla norma penale, ma da un decreto del ministro.

IL PRINCIPIO DI RISERVA DI LEGGE

Principio di riserva di legge esprime il divieto di punire un deter-

minato fatto in assenza di una legge preesistente che lo configuri

come reato: in particolare, esso tende a sottrarre la competenza

in materia penale al potere esecutivo.

NORMA PENALE IN BIANCO

Norma penale in bianco incrimina l’inosservanza dei provvedi-

menti dell’autorità.

LA LEGALITA’ PENALE NELLA PROSPETTIVA EUROPEA

CASO 5

Tizio non sottopone a verifica e controllo apparecchi a pressione

aventi un livello di pressione superiore a 0,05 kg/cmq.

PREMESSE GENERALI

Il modo di concepire la legalità penale non può rimanere circo-

scritto all’interno della tradizionale prospettiva statale-nazionale:

molteplici sono infatti le interferenze, e crescenti sono i condiziona-

menti che il principio di legalità subisce ed è destinato a subire per

riflesso diretto o indiretto dell’ordine giuridico europeo.

IL PRINCIPIO DI TASSATIVITA’: PREMESSA

caso 6

Aldo Braibanti, accusato di avere, tramite suggestione, sottoposto

due ragazzi al proprio potere fino a metterli in totale stato di sog-

gezione psicologica, viene condannato per plagio.

CASO 7

Una donna prende il sole a seno nudo in una pubblica spiaggia:

tale comportamento costituisce reato (art. 726 c.p.).

RATIO DEL PRINCIPIO DI TASSATIVITA’

Principio di tassatività prevede che la legge debba determinare

con chiarezza e precisione estreme la fattispecie di reato, nonché

le pene cui assoggettare il reo (nullum crimen nulla poena sine lege

stricta).

IL PRINCIPIO DI IRRETROATTIVITA’

CASO 8

Tizio viene incriminato ai sensi dell’art. 636 c.p. per aver fatto pa-

scolare abusivamente il proprio gregge in un terreno di proprietà

altrui. successivamente interviene una modifica legislativa che in-

troduce la punibilità a querela del reato in questione: continua ad

essere punibile tizio in assenza della querela di parte?

CASO 9

Durante la repubblica di Salò taluno viene falsamente denunciato

di appartenere a banda partigiana, ma in seguito all’intervenuto

mutamento istituzionale, l’appartenenza a gruppi partigiani cessa

di essere qualificata reato: permane il delitto di calunnia a carico

di denunciante?

Principio di irretroattività fa divieto di applicare la legge penale

a fatti commessi prima della sua entrata in vigore.

SUCCESSIONE DI LEGGI E APPLICABILITA’ DELLA DISPOSI-

ZIONE PIU’ FAVOREVOLE AL REO

Si ha successione di leggi non solo quando una nuova legge ne

modifica soltanto il trattamento sanzionatorio, ma anche nel caso

in cui una nuova legge incrimini un nuovo fatto che prima non era

considerato reato.

SUCCESSIONE DI LEGGI TEMPORANEE, ECCEZIONALI E FI-

NANZIARIE

LEGGI ECCEZIONALI E LEGGI TEMPORANEE

Il principio di retroattività della legge più favorevole al reo non si

estende a tutto il campo del diritto penale, infatti non opera nei

casi di:

leggi eccezionali leggi che hanno efficacia o sono ema-

- nate in situazioni anormali;

leggi temporanee leggi che hanno vigore per un limite di

- tempo predeterminato.

LEGGI FINANZIARIE

In passato il principio di non retroattività della norma più favorevole

al reo non operava nei casi di leggi finanziarie, perché vi era un

interesse primario alla riscossione tributi; ma un decreto legislativo

del 1993 ha abrogato questa disposizione, facendo sì che il princi-

pio si applica anche a leggi di natura finanziaria.

DECRETI LEGGE NON CONVERTITI

Grossi dubbi sorgono nel caso di un decreto legge non convertito:

occorre distinguere se il decreto sia favorevole o sfavorevole e se

il fatto sia compiuto sotto la vigenza del decreto o della legge pre-

cedente.

TEMPO DEL COMMESSO REATO

I CRITERI PROSPETTATI IN DOTTRINA

Ai fini della corretta applicazione di queste regole occorre indivi-

duare con esattezza il momento in cui il reato si considera com-

messo e cioè il tempo del commesso reato.

In dottrina sono stati individuati tre criteri:

teoria dell’attività il reato è commesso nel momento in cui

- è stata compiuta l’azione o l’omissione;

teoria dell’evento→ il reato è commesso nel momento in cui si

- verifica il risultato esteriore della condotta;

teoria mista→ il reato si considera commesso sia nel momento

- in cui si è verificata la condotta, sia nel momento in cui si è

verificato l’evento.

DIVIETO DI ANALOGIA

CASO 10

Un imprenditore edile, dopo aver costruito un complesso di appar-

tamenti, li sottrae deliberatamente e prolungatamente al mercato

degli alloggi sfitti al fine di eludere la legge sull’equo canone: è

ipotizzabile il reato di aggiotaggio c.d. mobiliare preveduto

dall’art. 501 bis c.p.?

CASO 11

Un soggetto inoltra al comune una domanda di assegnazione di

alloggio in locazione dichiarato falsamente di essere disoccupato

e privo di abitazione: è configurabile il delitto di tentata truffa?

Analogia è quel procedimento attraverso il quale vengono di-

sciplinati i casi non espressamente previsti dalla legge tramite l’ap-

plicazione agli stessi della disciplina prevista per i casi simili (analo-

gia legis) o desunta nel caso di applicazione dei principi generali

dell’ordinamento giuridico (analogia iuris).

AMBITO DI VALIDITA’ SPAZIALE E PERSONALE

DELLA LEGGE PENALE

AMBITO DI VALIDITA’ SPAZIALE DELLA LEGGE PENALE

I PRINCIPI CHE PRESIEDONO ALL’APPLICAZIONE DELLA

LEGGE PENALE NELLO SPAZIO: PREMESA

Per determinare i limiti spaziali di applicabilità della legge penale,

sono in astratto prospettabili quattro principi:

principio di territorialità per il quale la legge nazionale si ap-

- plica a chiunque – cittadino, straniero o apolide – delinque

nel territorio dello Stato;

principio di difesa o tutela→ che rende applicabile la legge

- dello Stato cui appartengono i beni offesi o cui appartiene il

soggetto passivo del reato;

principio di universalità secondo il quale la legge nazionale

- si applica a tutti i delitti dovunque a da chiunque commessi;

principio di personalità in virtù del quale si applica sempre

- la legge dello Stato di appartenenza del reo.

DELITTO POLITICO COMMESSO ALL’ESTERO: NOZIONE

CONCETTO DI DELITTO POLITICO

Delitto politico è ogni delitto che offende un interesse politico

dello Stato, ovvero un diritto politico del cittadino.

Il delitto politico può essere:

diretto se offende un interesse politico dello Stato (integrità

- territoriale);

indiretto è il delitto comune determinato in tutto o in parte,

- da motivi politici.

ESTRADIZIONE

Estradizione è la consegna di un individuo, imputato o condan-

nato, che si trova nel territorio dello Stato ad un altro Stato affinché

in questo venga giudicato e sottoposto all’esecuzione della pena.

Può essere:

attiva quando è lo Stato italiano a richiedere la consegna

- di un individuo;

passiva quando invece è lo Stato italiano a ricevere la ri-

- chiesta da parte di un altro Stato.

AMBITO DI VALIDITA’ PERSONALE DELLA LEGGE PENALE

PREMESSA

PRINCIPIO DI OBBLIGATORIETA’ DELLA LEGGE PENALE

Principio di obbligatorietà si intende la caratteristica propria di

una norma di dover essere rispettata. La legge si applica a tutte le

persone che si trovano nel territorio dello Stato (anche agli stra-

nieri), salvo le eccezioni stabilite dal diritto pubblico ed internazio-

nale, ovvero per le cosiddette immunità.

IMMUNITA’ PENALI

Immunità sono particolari prerogative riconosciute a determi-

nate persone che adempiono funzioni o ricoprono uffici di partico-

lare importanza e si distinguono in immunità derivanti dal diritto

pubblico e immunità derivanti dal diritto internazionale.

FONTE GIURIDICA DELL’IMMUNITA’: IL DIRITTO PUBBLICO

INTERNO

Sono immunità di diritto pubblico:

quella del Presidente della Repubblica non è responsabile

- degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che

per alto tradimento o per attentato alla Costituzione;

quella dei membri del Parlamento, consiglieri comunali, giu-

- dici della Corte costituzionale, i membri del C.S.M., i quali non

possono essere chiamati a rispondere delle opinioni e dei voti

espressi nell’esercizio delle proprie funzioni.

Per quanto riguarda i ministri, l’art. 96 dispone che il Presidente del

Consiglio ed i ministri sono sottoposti per i reati commessi nell’eser-

cizio delle loro funzioni alla giustizia ordinaria, previa però autoriz-

zazione della Camera di appartenenza.

IL DIRITTO INTERNAZIONALE

Sono immunità del diritto internazionale, invece, quelle che riguar-

dano i Capi di stato Esteri, Capi di governo e ministri esteri, agenti

diplomatici, i membri del parlamento europeo, i Consoli e il Papa.

NOZIONI DI TEORIA GENERALE DEL REATO

CONCETTI GENERALI

DEFINIZIONE FORMALE DI REATO

Reato è ogni fatto umano cui la legge ricollega una sanzione

penale.

L’oggetto giuridico del reato è il bene o l’interesse giuridico tute-

lato dalla norma che prevede il reato stesso (es. la norma che pu-

nisce il reato di omicidio tutela il bene giuridico vita). L’oggetto giu-

ridico non va confuso con l’oggetto materiale dell’azione: così ad

esempio, nel furto di un portafogli, oggetto materiale della con-

dotta è appunto il portafogli, mentre oggetto giuridico è il patrimo-

nio.

L’oggetto giuridico quindi, è un valore alla cui tutela è indirizzata la

norma; l’oggetto materiale dell’azione è invece sempre un qual-

cosa di concreto.

L’argomento dell’oggetto del reato è stato molto elaborato, infatti

è possibile distinguere:

oggetto formale che è dato dal diritto dello Stato all’osser-

➢ →

vanza dei precetti penali;

oggetto sostanziale→ che si distingue in:

➢ generico→ è l’interesse dello Stato alla propria conserva-

o zione;

specifico consiste nel bene proprio del soggetto pas-

o sivo del reato.

L’oggetto del reato ci segnala l’entità del danno cagionato ma

non è l’unico atto a farlo, in quanto il codice segnala altri elementi:

la natura, i mezzi, la specie, il tempo, il luogo dell’azione.

PRINCIPIO DI OFFENSIVITA’

Principio di offensività è quel principio che induce a ravvisare lo

zoccolo duro del reato nell’aggressione di uno o più beni giuridici.

DELITTI E CONTRAVVENZIONI

L’art. 39 del codice penale stabilisce che “i reati si distinguono in

delitti e contravvenzioni, secondo la diversa specie delle pene per

essi stabiliti”.

Delitti ergastolo, reclusione, multa.

Contravvenzioni arresto, ammenda.

IL SOGGETTO ATTIVO DEL REATO

Soggetto attivo del reato è colui che compie l’illecito penale e

che il nostro ordinamento designa con la parola reo.

Mentre la maggior parte dei reati possono essere commessi da

qualunque uomo e quindi si parla di reati comuni, alcuni illeciti pe-

nali possono essere commessi solo da determinate persone, per le

quali la legge esige una particolare posizione giuridica o di fatto

del reo (ad es. la qualità di pubblico ufficiale, per il delitto di pecu-

lato), in questi casi si parla di reati speciali (propri).

IL SOGGETTO PASSIVO DEL REATO

Soggetto passivo del reato è la persona offesa dal reato stesso,

il titolare dell’interesse, la cui offesa costituisce l’essenza del reato.

Soggetto passivo può essere un individuo o un ente giuridico. La

stessa persona non può essere contemporaneamente soggetto at-

tivo e passivo. In un reato ci possono essere più soggetti passivi; i

reati che colpiscono un numero indeterminato di persone ven-

gono dette vaghi (incendio, strage). Ci sono poi, reati che ledono

più beni diversi e vengono detti plurioffensivi. Secondo l’opinione

diffusa, c’è un soggetto passivo costante per tutti i reati, che è lo

Stato, in quanto il reato offende sempre un interesse pubblico.

STRUTTURA DEL REATO

ANALISI DELLA STRUTTURA DEL REATO

CONCEZIONE TRIPARTITA E CONCEZIONE BIPARTITA

Il reato è definibile come un fatto umano tipico, antigiuridico e col-

pevole (teoria della tripartizione).

In ogni reato troviamo un elemento materiale, cioè il comporta-

mento esteriore dell’uomo ed un elemento di natura psichica, cioè

l’atteggiamento della volontà che ha dato origine al fatto mate-

riale.

Si ritiene pertanto che conformemente alla dottrina tradizionali-

stica italiana, che nel reato debbano ravvisarsi due soli elementi

generali (concezione bipartita):

elemento oggettivo fatto materiale;

➢ →

elemento soggettivo volontà colpevole.

➢ →

ANTIGIURIDICITA’

Antigiuridicità penale designa il contrasto, l’opposizione col di-

ritto, non è una componente del reato, ma l’assenza stessa del

reato.

CLASSIFICAZIONE DEI TIPI DI REATO

REATI DI EVENTO

Reati di evento la fattispecie incriminatrice tipicizza un evento

esteriore come risultato concettualmente e fenomenicamente se-

parabile dall’azione e a questa legato in base ad un nesso di cau-

salità: ad es. la morte di un uomo nel delitto di omicidio, la malattia

nel delitto di lesione personale, il danno alla cosa nel delitto di dan-

neggiamento e così via.

Possiamo distinguere:

a forma vincolata sono quei reati per i quali la norma pe-

➢ →

nale descrive un'azione connotata da specifiche modalità. In

questo caso il bene protetto dalla norma penale è tutelato

penalmente solo contro determinate modalità di azione e

non altre;

a forma libera sono i reati in cui la fattispecie è descritta

➢ →

facendo riferimento all'evento (ad es. la norma penale che

punisce l'omicidio tutela il bene della vita indipendentemente

dalle modalità di aggressione).

REATI DI AZIONE

Reati di azione consistono nel semplice compimento dell’azione

vietata, senza che sia necessario attendere il verificarsi di un

evento causalmente connesso alla condotta medesima: es. l’eva-

sione dal carcere nell’ipotesi delittuosa di cui all’art. 385 c.p.; la sot-

trazione e l’impossessamento della cosa nel delitto di furto.

REATI COMMISSIVI ED OMISSIVI

Reati commissivi l’evento si verifica per un comportamento at-

tivo e volontario del soggetto agente che provoca una

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emma_massa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof D'agostino Paolo.
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