LA COGNIZIONE SOCIALE Che cos’è la cognizione sociale?
LE RADICI EPISTEMOLOGICHE DELL’APPROCCIO “SOCIAL COGNITION”
APPROCCIO COGNITIVO
Si occupa di quello studio scientifico di quei processi attraverso cui le persone acquisiscono informazione dall'ambiente, le
interpretano, le immagazzinano nella memoria e poi le recuperano in funzione della situazione in cui si trovano al fine di
comprendere il proprio mondo sociale e se stessi e quindi di organizzare il proprio comportamento. La cognizione sociale è
come le stesse persone pensano se stesse e il mondo sociale. Lewin e la teoria di campo
APPROCCIO OLISTICO
La caratteristica della psicologia sociale è quella di utilizzare un approccio olistico (contrapposto a quello di tipo
elementaristico). Le concezioni lewiniane riflettono influenze gestaltiste . I processi mentali, secondo questo approccio olistico
(quindi totalitario), sono globali e strutturati, non sono composti da elementi semplici aggregati tra loro.
La percezione e la conoscenza non si originano da uno stimolo esterno, ma sono costruite in modo attivo dal percipiente.
Lewin sostiene che per comprendere e spiegare il comportamento di una persona non ci si può focalizzare solo, come facevano i
comportamentisti, sullo stimolo o solo, come sosteneva l'approccio elementaristico, su come la persona combina i propri stimoli;
ma dobbiamo pensare alla persona ed esaminarla nella sua situazione concreta .
IL CAMPO PSICOLOGICO
Campo psicologico : “Totalità dei fatti coesistenti che sono concepiti come mutualmente interdipendenti per l’individuo a un
momento dato”. Perciò per comprendere il comportamento di una determinata persona dobbiamo pensare alla persona e
all'ambiente e a questo legame di interdipendenza specifico. La teoria di campo mira a spiegare il comportamento in relazione
alla situazione in cui il comportamento stesso si verifica .
Bisogna quindi definire il carattere della situazione in un momento dato, definendo questa come “ campo psicologico ” o spazio
vitale. È questo legame tra l'ambiente circostante e come la persona percepisce quell'ambiente, unito ai suoi obiettivi e desideri,
che può spiegare il suo comportamento. Il comportamento deve essere visto in funzione dello spazio di vita.
Spazio di vita = nello spazio di vita c'è la persona e l’ambiente percepito dalla persona
Zona di frontiera = fatti che avvengono al di là dello spazio di vita, sono le parti del mondo fisico e sociale che influiscono
sullo stato di vita in quel dato momento; per comprendere giustamente un comportamento, bisogna comprenderlo nel qui e ora
della situazione.
I tre ordini di fatti presenti nel campo psicologico sono in interdipendenza tra di loro.
La persona forma con il suo ambiente una totalità interagente unitaria , quindi la possibilità di sollecitare una risposta o
innescare un comportamento dipende dal modo in cui l’organismo sperimenta l’ambiente in cui è inserito.
Per illustrare tale differenziazione, Lewin rappresenta il campo come diviso in regioni, separate da frontiere.
Sfera interna : sfera interno-personale.
Sfera esterna : funzione strumentale, ci permette di entrare in contatto con il mondo esterno.
Differenza : nel bambino le sfere tendono a svilupparsi pian piano.
Caratteristiche delle regioni dell’ambiente:
- separate da frontiere permeabili, di diversa stabilità e consistenza
- le regioni dello spazio di vita sono interconnesse e si possono influenzare tra di loro
- una persona che si sposta tra le regioni del campo compie una locomozione
La direzione di una locomozione è determinata da:
- la fluidità delle regioni
- la resistenza delle frontiere
- il valore acquisito per la persona da una regione nel corso del tempo
I FONDAMENTI DELLA COGNIZIONE SOCIALE
- La concezione della persona come individuo attivo
- Approccio olistico (vs Elementaristico) → la persona acquisisce conoscenza della realtà non per semplice registrazione dei dati
attraverso i processi sensoriali, ma percependo immediatamente le connessioni tra i vari elementi dell’oggetto di conoscenza.
Gli psicologi che colgono gli aspetti olistici colgono il fenomeno nella sua interezza.
Motivazione e cognizione lavorano in interazione per orientare l'attività umana. Infatti il ragionamento dell'uomo è motivato.
- James (1890): il ragionamento umano è selettivo in funzione dei nostri scopi
- Asch (1952): le persone si formano impressioni di personalità coerenti al fine di orientare le proprie relazioni sociali
- Bruner (1957): determinati tratti di personalità vengono attivati dagli scopi posseduti dalla persona
- Fiske (1992): esiste un legame imprescindibile fra pensiero e azione. " Thinking is for doing "
Gran parte della nostra attività di conoscenza si svolge senza la nostra consapevolezza, in modo automatico. Le persone spesso
utilizzano simultaneamente processi sia automatici sia controllati ( Bargh 1984).
Nel corso del tempo si è potuto affermare che il modo in cui l'uomo elabora le informazioni dipende da due fattori
fondamentali: i fattori cognitivi e la motivazione.
IL RICERCATORE DI COERENZA
Dagli anni ‘50 → si dà importanza sia ai fattori cognitivi sia a quelli motivazionali .
L'individuo viene visto come ricercatore di coscienza . Ovvero l'individuo come una persona motivata a mantenere uno stato di
coerenza; ovvero vuole che ci sia una certa linearità , una coerenza tra ciò che dice e cosa fa.Successivamente questo modello
venne abbandonato perché si vide che le persone sono in grado di tollerare un certo livello di incoerenza e ognuno in maniera
diversa.
LO SCIENZIATO INGENUO - IL MODELLO PRESCRITTIVO
Dagli anni ‘70 → la motivazione sparisce e ci si concentra sui fattori cognitivi .
Ci si è concentrati su un altro aspetto: cioè al modo in cui le persone riescono a prendere delle decisioni in maniera
abbastanza logica ( relazioni di causa-effetto ). Gli studi si focalizzano proprio su quali aspetti le persone analizzano per
prendere le proprie decisioni. Quindi secondo questo modello la persona può prevedere e controllare la realtà , cercando le
relazioni causa-effetto e considerare due fattori fondamentali: i fattori situazionali e i fattori disposizionali .
Gli studi sullo scienziato ingenuo mostrano che le persone compiono molti di errori: scorciatoie di pensiero ; "poca spesa, molta
resa".
IL MODELLO DESCRITTIVO DELL’ECONOMIZZATORE DI RISORSE COGNITIVE - IL TATTICO MOTIVATO
Dagli anni '80 → “ Il tattico motivato ” → individuo attivo e motivato che elabora le informazione a seconda delle proprie
esigenze.
Gli psicologi sociali iniziano a vedere l'individuo non più come uno scienziato ingenuo, ma come un risparmiatore : un
economizzatore di risorse cognitive . Ovvero le persone nei processi decisionali non tengono conto di tutti i fattori, ma spesso
ricorrono a delle strategie che permettono di arrivare a una decisione in tempi brevi. Quindi questo modello dà ancora molta
importanza ai fattori cognitivi, però mostra tutte le debolezze e gli errori in cui l'individuo incorre nei processi decisionali.
Qual è l'aspetto che fa cambiare l'uomo? Che fa sì che la sua analisi sia buona o più superficiale? E' la motivazione . Dunque,
l'elemento motivazionale diventa nuovamente un elemento molto importante. Perciò è quanto è rilevante per la persona una
determinata cosa, che la porta ad un processo decisionale ricco o meno.
IL BISOGNO DI CHIUSURA COGNITIVA
Vi sono due tipi di persone:
- persone con un alto bisogno di chiusura cognitiva : di fronte a una situazione di incertezza, hanno bisogno di chiudere in
fretta quella situazione; ovvero hanno un limite di tolleranza delle informazioni piuttosto basso.
- persone con un basso bisogno di chiusura cognitiva : riescono a stare maggiormente nell'incertezza e amano raccogliere molte
informazioni prima di giungere a una decisione.
ATTORE ATTIVATO (MOTIVATO)
Dagli anni 2000 → la persona è un attore attivato. Le persone in ogni processo cognitivo e decisionale percorrono un processo
del quale sono del tutto consapevoli. Molti processi decisionali vengono fatti in maniera quasi automatica .
A CHE COSA SERVE LA COGNIZIONE SOCIALE?
L’attività cognitiva è sempre motivata. A che cosa serve conoscere la realtà sociale?
THINKING IS FOR DOING
Ogni elaborazione cognitiva che facciamo è sempre finalizzata a uno scopo pratico (all’azione) → " Thinking for doing ".
James (1890): uno dei primi psicologi sociali, mostrò come il ragionamento umano è selettivo in funzione dei propri scopi .
Asch (1952): le persone si formano impressioni di personalità coerenti al fine di orientare le proprie relazioni sociali.
Fiske (1992): esiste un legame imprescindibile tra pensiero e azione .
DA CHE COSA È GENERATA LA CONOSCENZA SOCIALE?
LE MOTIVAZIONI DEL COMPORTAMENTO SOCIALE
Fiske individua 5 motivazioni che sono i motori del comportamento attraverso cui le persone si rapportano alla situazione,
elaborano informazioni, comunicano e si rapportano con gli altri.
Appartenenza
L'appartenere a un gruppo è fondamentale e funzionale al soddisfacimento dei nostri bisogni.
Il bisogno di appartenenza influenza la nostra elaborazione delle informazioni della realtà.
Comprensione della realtà sociale
Le persone sono motivate a ridurre l'incertezza e a conoscere la realtà che li circonda.
Controllo
L'uomo ha bisogno di sentire che è in grado di gestire la realtà che lo circonda.
Questo bisogno di controllo agisce e influenza il modo in cui l'uomo cerca di conoscere la realtà e tenta di dare delle spiegazioni.
Valorizzazione del sé
- Motivazione che spinge a vedere se stessi in termini positivi (e quindi non essere del tutto obiettivi) per proteggere la propria
immagine e autostima
- Motivazione che spinge a migliorarsi sempre di più.
Fiducia
Abbiamo bisogno di credere che il mondo sociale sia un luogo positivo, caratterizzato da atteggiamenti, sentimenti e
comportamenti benevoli. Abbiamo bisogno di stabilire relazioni basate sulla fiducia
SIAMO SEMPRE CONSAPEVOLI DELLA NOSTRA COSCIENZA SOCIALE?
Gran parte della nostra attività di conoscenza si svolge senza la nostra consapevolezza, in modo automatico. Le persone spesso
utilizzano simultaneamente processi sia automatici sia controllati ( Bargh 1984).
FATTORI COGNITIVI E FATTORI SOCIALE NELLA COGNIZIONE SOCIALE
Le persone assumono due posizioni sociali fondamentali nel loro mondo sociale, quella di attori del comportamento sociale e
quella di osservatori del proprio comportamento e di quello altrui. Quando si trovano nella posizione di osservatori possono
essere interessati a comprendere le relazioni di affetto o di potere tra due persone, ma possono anche essere una delle due
persone implicate nella relazione assumendo anche la posizione di attori. Le persone possono essere interessate a capire come
vengono percepite dagli altri, ma talvolta possono essere preoccupate da come esse si percepiscono.
La cognizione sociale:
- è sociale perché ha un carattere interpersonale, inter-soggettivo e riflessivo (
Higgins , 2000)
- è cognitiva perché enfatizza il livello cognitivo di analisi psicologica sociale
- Cognizione della psicologia sociale : "in che modo la vita mentale delle persone influenza l'essere insieme agli altri?"
- Psicologia sociale della cognizione : "che cosa succede alla vita mentale delle persone quando sono insieme agli altri?"
Come facciamo a conoscere la realtà sociale?
L’ORGANIZZAZIONE DELLA CONOSCENZA: GLI SCHEMI E LE CATEGORIE SOCIALI
Prodotti dei processi cognitivi: le strutture cognitive. 2 fonti di informazione: la realtà oggettiva e il nostro modo di percepirla.
La percezione umana non "riproduce" semplicemente la realtà esterna, ma la "ricostruisce" e la organizza in strutture cognitive.
Gli individui hanno limitate capacità di elaborazione: è necessario selezionare le informazioni in ingresso e sintetizzarle.
IL RUOLO DEGLI SCHEMI NELLA “RICOSTRUZIONE DELLA REALTÀ”
La percezione umana è altamente costruttiva rispetto agli stimoli che riceve dalla realtà esterna, tale processo di costruzione
della conoscenza avviene in base agli schemi. Questi possono essere definiti come strutture cognitive che contengono
informazioni su un particolare oggetto di conoscenza (stimolo), includendo gli attributi che lo caratterizzano.
PROCESSI BOTTOM UP
Il processi top-down degli schemi possono originare una serie di errori determinati dal fatto che le persone basano il prodotto
finale della conoscenza sui concetti che già possiedono, negando talvolta l’evidenza della realtà.
D’altra parte i processi bottom-up hanno lo svantaggio di essere abbastanza dispendiosi sul piano temporale. Il tattico motivato
indica che le persone utilizzano sia processi bottom-up che top-down, a seconda degli scopi che guidano il comportamento
sociale.
IMPLICAZIONI DEL FUNZIONAMENTO DEGLI SCHEMI
La questione fondamentale alla base della categorizzazione sociale è quella di identificare dei criteri di classificazione che
permettano di percepire le somiglianze tra i membri della stessa categoria sociale e le differenze tra le categorie diverse tenendo
conto che esistono attributi comuni alle diverse categorie che non consentono al soggetto di operare una corretta distinzione.
LA CONCEZIONE ARISTOTELICA DELLE CATEGORIE
Le categorie naturali entro cui classificare gli eventi sociali e le persone concrete non sono definibili in base a criteri necessari e
sufficienti.
LE CATEGORIE NATURALI
Le categorie naturali hanno confini sfumati e non è sempre facile decidere l’appartenenza di un esemplare. Pertanto gli
esemplari possono avere diverse posizioni all’interno delle categorie naturali: posizioni centrali e posizioni periferiche .
LIVELLI DI CATEGORIZZAZIONE
Le categorie sociali utilizzate per classificare la realtà sociale hanno un’organizzazione gerarchica inclusiva dei livelli più
specifici. Il livello utilizzato dipende dalla situazione in cui le persone operano e dagli scopi.
La categorizzazione permette di: ordinare il mondo sociale, prevedere l'ambiente e trattare gli stimoli non come novità ma in
relazione alla loro categoria di appartenenza.
Categorizzare: favorisce l'economia cognitiva, consente di andare oltre l'informazione data e quando sono combinate permette
di formare concetti complessi.
Le categorie sono arbitrarie (nulla nel mondo o nel sistema cognitivo le determina) e si basano sulla cultura e sul linguaggio.
DIVERSI TIPI DI SCHEMI SOCIALI
Ricerca della categorizzazione : si indicizza in prevalenza sulla classificazione degli oggetti sociali
Ricerca sugli schemi : mette a fuoco il modo in cui si utilizza la conoscenza accumulata e depositata nella memoria.
L’ESPERIMENTO DI ZADNY E GERARD
Contengono le informazioni utilizzate per descrivere le persone in base a tratti di personalità (simpatico, aggressivo) o altre
caratteristiche che le contraddistinguono (studente di psicologia)
.
Inducono aspettative che influenzano il ricordo di azioni e la comprensione di nuove informazioni.
TRATTI CENTRALI PER LA DESCRIZIONE DI SE’
Contengono le informazioni relative a se stessi. La descrizione di sé è organizzata intorno ad alcuni tratti centrali; le
informazioni relative a questi tratti sono elaborate più velocemente rispetto alle informazioni relative a dimensioni meno
importanti o schematiche ( Markus , 1977).
RUOLI ACQUISITI E RUOLI ASCRITTI
Organizzano le conoscenze relative ai comportamenti attesi da una persona che occupa una determinata posizione nella
struttura sociale. Esistono ruoli acquisiti tramite l'impegno (es: medico, professore) e ruoli ascritti , come il genere sessuale o
l'appartenenza etnica.
SCHEMI DI EVENTI E APPROPRIATEZZA NELLE SITUAZIONI SOCIALI
Inducono conoscenze relative alle sequenze di azioni appropriate in un determinato contesto, comprese le aspettative sul modo
in cui si comportano gli altri. Esempio: le persone conoscono il “copione” di comportamento da seguire al ristorante, ed hanno aspettative
precise rispetto al comportamento del cameriere ed alle regole da seguire. Vantaggi e disfunzioni del ragionamento sociale: le euristiche
Le euristiche sembrano la scorciatoia più veloce per arrivare a una soluzione più vicina al meglio possibile.
→ strategie o "scorciatoie" di pensiero semplificate che permettono alle persone di giungere rapidamente a giudizi sociali.
Sono regole di decisione che mirano ad una soluzione accettabile e non necessariamente ottimale, né la migliorano in assoluto.
Il ricorso alle euristiche è più probabile in situazioni in cui le persone devono impegnarsi nell’elaborazione di giudizi complessi.
L’EURISTICA DELLA RAPPRESENTATIVITÀ
E' utilizzata per decidere se un certo esemplare appartiene a una determinata categoria (
Tvesky e Kahneman , 1974).
L'elemento chiave che guida i giudizi è semplicemente la rilevanza o la somiglianza con il caso tipico, senza la considerazione di
quanto questo caso tipico sia effettivamente diffuso, cioè viene trascurata la probabilità di base.
L’EURISTICA DELLA DISPONIBILIT&Agr
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Paniere esame Psicologia sociale
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Esame Psicologia sociale - Appunti
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