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Esame di capire i media

Appunti di Capire i media basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Ortoleva dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze della comunicazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Capire i media docente Prof. P. Ortoleva

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ESTRATTO DOCUMENTO

BALLO → fino al ‘700 balli di gruppo, dal ’800 esplode il fenomeno dei balli di coppia a partire

dal valzer, nel corso del ‘900 i balli sono ancora fortemente regolati, a partire dagli anno ‘60 si

diffondono forme di ballo libere e sregolate tanto che oggi saper ballare non è più così

importante (vedi discoteche). Questo fenomeno di cambiamento avvenuto a partire dagli anni

‘60 ha alle spalle decenni di maturazione sociale (una cultura del “gruppo” che riemerge oltre

la coppia). In oltre ci dimostra come fenomeni storici come il ‘68 possa portare a cambiamenti

del tutto imprevedibili, non tanto politici come sperato/teorizzato, ma piuttosto sociali e di

costume come per il ballo o nella sessualità. 27 settembre 2016

Lezione 5 (slide 3) MARSHAL MCLUHAN

Scrive, nel 1964, “Understanding media”(capire i media).

Il sottotilo del libro è “ The Extensions of Man” (le estensioni dell’uomo), per Mcluhan i media sono

prolungamenti dell’umanità, sopratutto prolungamenti dei sensi (il libro è un estensione dell’occhio, i

vestiti del corpo…).

Per Mcluhan i media non sono solo quegli strumenti che dichiaratamente portano dei messaggi, ma

anche molti alti strumenti utilizzati dall’uomo, dai vestiti ai mezzi di trasporto, dal denaro alla guerra,

che portano messaggi impliciti e che mettono comunque in relazione gli individui tra loro.

I media per McLuhan non solo veicolano messaggi, ma li contengono anche perché

estendono parti di noi stessi. Estendono parti di noi stessi in modo che ne siamo

generalmente inconsapevoli. Dimentichiamo il medium, sopravvalutando il contenuto.:

pensiamo che essi siano rafforzativi PASSIVI delle nostre potenzialità (puri prolungamenti) e

li diamo per scontati. Il medium è tanto importante quanto ciò che formalmente veicola.

Quando un medium viene “innestato” sul nostro corpo, questa estensione ci NARCOTIZZA,

facendoci dimenticare che non stiamo usando solo il nostro corpo.

Quando uscì in italia, nel ‘67, il libro fu tradotto “gli strumenti del comunicare” perché la parola media

era ancora quasi sconosciuta nel nostro paese.

Mcluhan venne accusato di determinismo tecnologico, di voler spiegare fenomeni culturali solo

attraverso la tecnologia, questo perché classicamente si presuppone che la cultura e la tecnologia

siano due cose diverse e che quindi la tecnologia non possa avere un valore causale nei confronti dei

fatti culturali.

IL MEDIUM È IL MESSAGGIO → per Mcluhan ogni mezzo, oltre ad essere un estensione

dell’uomo e in particolare dei sensi, veicola propri messaggi di cui siamo inconsapevoli.

Sposta così l’attenzione sul canale, il “medium”, e anche sull’ambiente, il “contesto”. Il medium non

solo trasporta il messaggio, ma ne modifica il mittente, il ricevente ed il messaggio stesso. Per

esemplificare lo stesso film (contenuto) visto alla televisione o al cinema (medium) ha un effetto diverso

sullo spettatore.

Ogni medium ha caratteristiche che coinvolgono gli spettatori in modi diversi; ad esempio, un passo di

un libro può essere riletto a piacimento, mentre (prima dell’avvento delle videocassette o dei DVD) un

film deve essere ritrasmesso interamente per poterne studiare una parte.

(Le scienze della comunicazione in generale hanno invece privilegiato i soggetti, il contenuto, il

linguaggio, eventualmente il cosiddetto “effetto” .)

2

IL CONTENUTO DI UN MEDIUM È SEMPRE UN ALTRO MEDIUM → se noi riduciamo il film a

contenuto esso diventa romanzo. Ma così perdiamo di vista il cinema. Il contenuto della tv è fatto di

film, giornali, varietà (cinema, carta stampata, ecc: la tv va oltre tutte queste cose e le contiene). La tv

è un medium che organizza il nostro tempo, sta in uno spazio specifico ed è fatta da diversa qualità di

immagine rispetto al cinema (strutturalmente diversa). Tutto ciò lo dimentichiamo se pensiamo solo al

contenuto.

Orson Welles: « La televisione sta accesa come la luce in bagno , scorre come l'acqua in cucina ».

La tv ha reso gli spazi domestici privati “aperti” al mondo: entrano notizie. La tv ha favorito un

ripensamento dell’ambiente domestico. Nasce il concetto di living, spazio che si apre direttamente sul

pianerottolo, in cui un posto centrale ha la televisione.

Un mezzo di comunicazione è fatto di tanti elementi: c’è la tecnologia certamente, ma non solo.

L’affermazione della stampa per esempio è stata legata anche allo sviluppo, fino all’obbligatorietà per

tutti, della scuola. La tecnologia non avrebbe cambiato molto, senza i lettori.

Standardizzazione → Con la stampa si è affermata l’idea per cui ogni paese ha una stessa lingua

rispetto alla quale le varietà regionali sono considerati “dialetti”. Essi sono soprattutto parlati, mentre

la lingua nazionale è principalmente scritta.

McLuhan dice che noi siamo narcotizzati alle nostre protesi, ma quando sulle protesi si

innestano altre protesi, allora ce ne accorgiamo. Quando è nata la tv ci si è accorti del

cinema, quando è stata messa la rete sul telefono ci siamo accorti della rivoluzione del

telefono: la coscienza dei media e’ retrospettiva. Metafora delle figure e dello sfondo.

Media caldi e freddi

Per McLuhan, esistono due tipi di media, quelli cool o “freddi” e quelli hot o “caldi”. La distinzione gli

venne suggerita da due tipi diversi di jazz, quello tradizionale, hot jazz, e quello moderno, cool jazz.

• Lo hot jazz riprende un brano, lo elabora certo, ma conservandone la struttura di fondo. Per

i media “caldi”

McLuhan fissano i loro contenuti, e costituiscono una forma di comunicazione

stabile, i lettori o spettatori leggono o guardano senza modificare niente. ( x es. è “caldo” la

fotografia, la stampa, il disco)

• Il cool jazz può partire da un brano, ma lo esegue ogni volta diversamente, lasciando tutti i

media “freddi”

musicisti liberi di improvvisare. I danno spazio al pubblico per modificare i

messaggi, che sono ogni volta diversi grazie alla sua partecipazione. (x es. è “freddo” la

scrittura, il telefono, il computer)

Il cinema che ci mostra immagini ad alta definizione, è “caldo”, al contrario della televisione,

le cui immagini vengono integrate dalla nostra mente.

Il gioco è un medium freddissimo, perché necessita della partecipazione, è creato apposta per noi.

Villaggio globale →

McLuhan usa l’espressione “villaggio globale” la convivenza di due cose apparentemente opposte:

cultura orale su

degli aspetti di cultura tipici del villaggio e aspetti di cultura globale, ovvero una

scala mondiale. Prima della tv la cultura globale era solo scritta. Facebook è un esempio del concetto

di villaggio globale.

Con la televisione e poi con il computer siamo entrati in un’epoca “fredda”, questo ci ha portati

paradossalmente a forme di comunicazione di civiltà antiche, ma con tecnologie e cultura moderne.

epoche fredde

le sono quelle che precedono la scrittura, prive di media capaci di standardizzare e

uniformare. Il medioevo è un’epoca fredda perché dominata da altri strumenti, come la parola o la

2. schema della comunicazione del linguista Roman Jakobson secondo il sociologo Harold Lasswell, ciò che conta è chi dice

che cosa a chi attraverso quale canale per ottenere quale effetto

epoca calda

pittura. Con la stampa si entra in un fino al periodo dell’elettronica che comincia a

imporsi con la televisione (tv medium freddo perché → l’immagine è a bassa definizione e richiede un

integrazione da parte nostra ≠ cinema/ alta def./medium caldo) e continua ancora oggi con computer e

internet. -10-2016

Lezione 6 (slide 4) 03

I. Media

È una parola latina, medium, plurale media = ciò che sta in mezzo

Negli anni tra le due guerre la parola media, al plurale, cominciò a essere usata soprattutto dalla

Mass media,

sociologia americana → cioè mezzi di comunicazione di massa.

Successivamente la parola è entrata nel linguaggio comune, ma porta ancora tracce di quello strano

percorso, dal latino attraverso l’inglese (molti pensano che la pronuncia giusta sia midia, non media).

media sono TUTTI i mezzi di comunicazione, cioè tutti gli strumenti che elaborano,

Per noi

trasmettono, ricevono, conservano, messaggi. Ricordandoci che ogni medium non si limita a

veicolare dei contenuti, ma facendolo invia anche altri messaggi impliciti nel suo stesso modo di

essere.

L’uso della parola medium indica che i mezzi di comunicazione sono un canale e anche un

intermediario.

container

Il ha contribuito più di tutti gli altri strumenti alla globalizzazione abbassando enormemente il

costo del trasporto merci e di conseguenza anche il costo della merce stessa saltando il riempimento e

svuotamento. Costruzione – impilabilità → l’idea deriva dalla costruzione lego. I lego sono del 1964, la nave

porta container è del 1972). Invenzione del mattone (rivoluziona la costruzione) e il container hanno favorito

la semplificazione.

II. Pluralità dei media

• La parola → Quando una persona ci parla la comunicazione passa non solo per la voce (che a

sua volta ci veicola le parole e i toni e le peculiarità della voce stessa), ma anche per gesti,

movimenti, espressioni del volto, che sono forme di comunicazione involontarie radicate nelle

nostre origini animali e nell’infanzia (es. pianto)

Comunicazione umana è intrinsecamente PLURIMEDIALE

Con lo sviluppo delle tecniche di comunicazione si sono moltiplicati gli strumenti capaci di veicolare

messaggi simili tra loro e che si sovrappongono, influenzano e completano a vicenda.

La comunicazione umana ha bisogno di più media perché:

• comunicare significa agire su diverse facoltà intellettuali ed emotive (la prosa spinge verso il

significato, con la poesia l’attenzione ricade sia sul significato che sul suono) ;

perché ogni mezzo di comunicazione non solo veicola i messaggi diversamente, ma veicola

• messaggi diversi;

perché i mezzi di comunicazione agiscono su sensi differenti.

III. Sistema dei media sistema dei

Ogni civiltà dispone non solo di una varietà di mezzi di comunicazione, ma di un proprio

media sistema

→ Un è un insieme di elementi diversi che dipendono l’uno dall’altro: il comportamento

di ciascuna delle parti non può essere compreso senza tener conto di quello delle altre.

Chiesa

Per secoli la cattolica ha affidato la sua comunicazione solo in parte alla parola scritta, riservata a

ceti ristretti, molto alla parola dei predicatori (mediatori per eccellenza → leggono ad alta voce il testo per

poi interpretarlo/spiegarlo al pubblico), o alle immagini dipinte o scolpite, o ai campanili (la chiesa era la

struttura più visibile e che scandiva il tempo). Sistema mediatico in cui si mescolano scrittura, pittura,

scultura e architettura al fine di veicolare messaggi di diverso tipo.

IV. Conflitto fra media

Non sempre i media si sostengono a vicenda: a volte possono apparire in concorrenza tra loro, per

esempio quando compare un nuovo medium che sembra destinato a prendere il posto di un altro. Così

per molto tempo si pensò che la televisione avrebbe preso il posto del cinema. Analogamente, oggi si

discute sulla “morte” della televisione grazie al trionfo di Internet, e così via.

Nel 1935 la TV era ai suoi esordi e già Hollywood girava un film con un grande attore dell’orrore e la

televisione veniva presentata come terribile e minacciosa.

In effetti quando una quindicina di anni dopo la TV si affermò realmente negli USA, il cinema rispose

cercando di attirare il pubblico nelle sale, con i film a colori che la TV ancora non poteva trasmettere e con

nuovi formati spettacolari possibili solo nelle sale (cinemascope) e con i primi esperimenti di cinema in 3D.

Ma ben presto nacquero generi televisivi che venivano prodotti proprio a Hollywood, come “Le avventure di

Rin Tin Tin”, e tra cinema e televisione si stabilì una sorta di divisione del lavoro: in Italia la RAI trasmetteva

film solo in quelle sere in cui le sale cinematografiche non temevano la concorrenza , come il lunedì; quando

nel 1955 Lascia o raddoppia ottenne un successo inatteso fu spostato dal sabato al giovedì per le proteste

dei gestori dei cinema: il sabato era la sera di maggiore afflusso.

Quando avviene un cambiamento importante nei media i giornali e il senso comune tendono a pensare

a una specie di duello in corso: un mezzo di comunicazione ucciderà il precedente. (è successo con il

telegramma)

nel 1979 il duo britannico The Buggles ottenne un grande successo con la canzone Video Killed the Radio

Star, che celebrava le novità del momento: le videocassette e il videoclip, destinati secondo la canzone a

uccidere la “vecchia” radio, ora la videocassetta è un oggetto vintage e la radio c’è ancora.

I media costituiscono un sistema nel quale tra i

In realtà le cose non sono mai così semplici.

diversi mezzi si stabiliscono forme di interdipendenza di diversi generi oltre e più che di

competizione.

I media spesso si ibridano →

1. per esempio il più grande successo di questi ultimi venti anni è

stato un incontro tra due “vecchi” media: radio (1895) + telefono (1878) = telefono mobile, e

poi telefono mobile (anni ‘70) + personal computer (anni ‘80)= smart phone.

Assumono valori diversi

2. → Il vinile per esempio non è scomparso ha solo assunto un valore

differente: in un epoca in cui la musica è così diffusa da subire un processo di banalizzazione il

vinile è un oggetto raro e per questo di valore.

Cambiano forma

3. → Così come la polaroid ritorna nel concetto di “immediatezza” con

Instagram.

Ricapitolando:

• Parliamo di media al plurale perché la comunicazione umana è fatta di più media e delle

relazioni che esistono fra questi media.

Il medium veicola un messaggio ed è in se un messaggio

• si parla soprattutto di mass media, in fatti quando si parla di media si pensa sopratutto alla tv

• per esempio e non alla posta, ma per noi tutti sono media.

La comunicazione umana è complessa e avviene su diversi livelli come la comunicazione orale

• fatta di parole, ma anche di espressioni, gesti, toni..

i media si sono moltiplicati e tra di loro vi sono vari tipi di relazioni: interdipendenza,

• sostituzione, conflitto…;

Lezione 7 (slide 7) 04 Ottobre 2016

I. Sistemi di media: diverse distinzioni

Come possiamo sezionare il sistema dei media? Possiamo distinguerli sulla base dei sensi:

vista udito audio-visivo misti

Pittura, scrittura, parola parlata, musica, cinema sonoro, Danza, scultura (è

stampa, fotografia, fonografia/disco, radio, televisione, possibile girare intorno

cinema muto e così via.. audio-registrazione. videoregistrazione. alla scultura), PC

Ma possiamo tracciare anche altri schemi, per esempio quello più classico di tutti:

Mezzi di comunicazione di massa Mezzi di comunicazione personali

includono tutte le forme di comunicazione che si

tutte le forme di comunicazione dirette a una singoli interlocutori (point to

platea vasta e potenzialmente indefinita svolgono tra

point):

(anche se poi ha solo 20 spettatori) di posta, telefono, fax e più di recente

lettori/ascoltatori/spettatori: stampa (libri, cellulare, posta elettronica, etc..

giornali, dischi), spettacoli di massa (cinema, protetti dal diritto alla riservatezza o privacy (art.

sport), forme di broadcasting (radio, televisione)... 15 Costituzione)

protetti dalla libertà di espressione (art. 21

Costituzione)

L’opposizione tra mass media e personal media, molto radicata nel senso comune, però non tiene conto

di altre possibilità:

• comunicazione da uno a molti → come una lezione, da una persona a un pubblico limitato.

• comunicazione da molti a molti → come un corteo/teatro (standing ovation è un esempio di

comunicazione di questo tipo) o come Facebook che permette a tutti di partecipare senza filtri,

ma a differenza di una comunicazione interpersonale i suoi contenuti sono aperti a un gran

numero di persone, che possono a loro volta rispondere. Una folla virtuale in assenza di

compresenza.

in generale la comunicazione via Internet sfida alcune distinzioni classiche tra i media.

II. Mappa di McLaughlin e Antonoff

E’ poi possibile, ed è stato fatto da diversi studiosi, provare a creare una vera e propria mappa dei

media, che indica le posizioni degli uni rispetto agli altri sulla base di alcune caratteristiche

fondamentali che li riguardano tutti.

Mappa elaborata prima della rivoluzione del personal computer (1980), nota come “mappa di

McLaughlin”. E’ basata su uno schema cartesiano che divide i media sulla base di questi parametri:

media che erogano prodotti/ media che erogano servizi

• fornitori di supporti/fornitori di contenuti.

In questo modo il sistema dei media risulta suddiviso in quattro diversi comparti.

strumenti per la media che erogano contenuti

comunicazione: posta, in forma di servizio:

Telefono... Radio, televisione...

media che erogano

oggetti che sono essenziali a contenuti in forma di oggetti:

tutti gli altri comparti Libri, dischi, dvd..

Lezione 8 (slide 7) 05 Ottobre 2016

I. Mappa di McLaughlin: divisione dei quadranti

contenuti-prodotto,

1. cioè quei media che erogano contenuti (testuali, sonori, audiovisivi) in

forma di oggetti (libri, i dischi, i dvd…).

Anche i giornali con il singolo giornale (la testata può offrire però anche un servizio:

l’abbonamento con cui il giornale viene recapitato a casa) o anche il cinema, dove quello che

circola è un prodotto, lo spettatore paga per avere diritto a un posto dal quale vederlo.

contenuti-servizio,

2. cioè quei media che erogano contenuti (in particolare sonori e audiovisivi)

in forma di servizio, come fa per esempio la radio e la televisione.

(Molti dei contenuti che circolano nella rete seguono un percorso analogo, ad esempio

Wikipedia, ma anche tanti siti d’informazione, inclusi quelli dei giornali. La rete, vista come

insieme, è difficile da rinchiudere in uno solo di questi comparti, e tende a collocarsi verso il

centro del sistema)

supporti-servizio,

3. cioè i media che offrono strumenti per la comunicazione tra le persone: chi

fornisce il servizio deve essere neutrale rispetto ai contenuti, anzi per quanto possibile non

essere in condizione di conoscerli. E’ il caso del servizio postale (la corrispondenza nei paesi

democratici può essere letta ed eventualmente censurata dalle autorità solo in caso di guerra o

per alcune categorie come i detenuti), telefonico...

Questi servizi sono stati a lungo sottoposti a regime di monopolio, pubblico in gran parte dei

paesi, privato in alcuni. Negli ultimi anni si è assistito a un doppio processo di privatizzazione e

di apertura alla concorrenza.

supporti-prodotto,

4. cioè quegli oggetti che sono essenziali a tutti gli altri comparti che

abbiamo visto:

la carta, o la pellicola, o i materiali vergini su cui verranno impressi CD, DVD…

◦ attrezzature per la ripresa fotografica, audio, cinematografica, audiovisiva in generale;

◦ attrezzature per la comunicazione telefonica e per la trasmissione radio televisiva;

◦ apparecchi a diffusione di massa come i personal computer o i telefoni cellulari.

◦ E’ significativo che un’azienda che produce soprattutto apparecchi sia oggi la maggiore azienda

del mondo (Apple). Si tratta infatti di un settore che può raggiungere immense dimensioni

perché è il più globale di tutti (non è legato a fattori linguistici e culturali), meno legata alle

regole/leggi nazionali.

Nell’epoca che stiamo attraversando, i diversi settori sono meno nettamente separati, anzi tendono a

confluire: Facebook si comporta in parte come erogatore di contenuti, in parte come un servizio che

mette in contatto le persone; e aziende come la Apple vendono apparecchi, ma anche app, che sono a

loro volta in parte servizio in parte contenuto.

II. Divisione secondo Pool (slide 9)

Comunicazioni Broadcasting

interpersonali Settore

editoriale

Questa mappa dei media (McLaughlin-Antonoff) è simile all’analisi di Pool in “Tecnologie di libertà”.

Secondo Pool il settore editoriale (libri, giornali, cinema ecc.), quello del broadcasting (radio e

televisione) e quello delle comunicazioni interpersonali sono soggetti a regole, economiche e

giuridiche, differenti.

III. Settore editoriale

settore chiamato editoriale,

Nel valgono in generale due principi:

copy right (anglosassone) e/o diritto d’autore

la proprietà intellettuale, sotto forma di

• garantisce all’autore e all’editore il

(diritto economico ma anche un diritto morale), che

monopolio sulla riproduzione di un’opera (il brevetto → applicata alle invenzioni). Una

parte del costo del libro va alla proprietà intellettuale. L’epoca del copy right è l’epoca della

stampa perché si basa sulla riproduzione, questo concetto si è indebolito con internet. Vale

anche per i musicisti.

libertà di stampa (libertà di manifestazione del pensiero), che tutela il diritto a

La

• esprimersi senza censure preventive. In un paese liberale e democratico si pensa che le idee

debbano circolare affinché il cittadino possa scegliere fra idee diverse. Libertà di stampa è

anche libertà di critica dei governanti. Libertà di stampa è generalmente sospesa in caso di

guerra e stati di emergenza. L’unico Paese in cui non è successo è negli USA durante la guerra

in Vietnam (si poteva scrivere contro, manifestare ecc). Censura è preventiva, querela per

diffamazione è successiva.

Lezione 9 (slide 9) 10 Ottobre 2016

III. Broadcasting

3

Broadcasting

Nel (tv e radio) il messaggio delle antenne centali arriva alle abitazioni e in generale a

tutti gli apparecchi riceventi (≠ editoria che inserisce il contenuto in un oggetto fisico e lo diffonde

mettendolo in vendita attraverso canali come le librerie, i cinema..).

Funzioni essenziali del broadcasting:

EMISSIONE → l’emittente, la stazione che opera il broadcasting, trasmette il messaggio;

. Broadcasting

3 → “diffusione ad ampio raggio”, ispirandosi al gesto di chi semina con un largo gesto delle mani, in italiano si dice

“diffusione circolare”.

PROGRAMMAZIONE → le emittenti programmano, ovvero definiscono gli orari delle

• trasmissioni scandendo le giornate degli spettatori

N.B. → la programmazione viene meno con l’avvento di internet che permette vi visionare

quello che si vuole quando si vuole

Un vantaggio rispetto alla stampa è il TEMPO → radio e tv godono del privilegio della

• simultaneità della comunicazione (tempo reale).

PRODUZIONE → i programmi vanno prodotti, o dalla rete stessa o acquistate.

come arrivano i messaggi del broadcasting?

• radio e televisione tradizionali (libere) → possesso di un apparecchio che si “sintonizza” al

segnale;

• Tv a pagamento in Italia → diffusione via satellite di un segnale “crittato”, decodificato da un

apparecchio che viene attivato al versamento di un abbonamento (SKY)

• TV non Italiana → via cavo che invia il segnale per mezzo di un cavo che viene disattivato se non

si paga.

IV. FINANZIAMENTO del Broadcasting

(editoria vendita di oggetti o biglietti)

TV e Radio Pubblicità.

→ l’emittente vende il tempo di attesa del pubblico. La pubblicità è un inserto.

(Nei sistemi a pagamento si paga l’abbonamento o il singolo programma)

La pubblicità è pagata prima che il programma vada in onda, questo perché si paragona un nuovo

programma agli andamenti di simili programmi già trasmessi, si compra il vecchio per il nuovo.

Per conteggiare il numero degli spettatori una volta si facevano interviste, o si chiedeva a un certo

numero di famiglie di tenere nota di quello che vedevano. Oggi esistono apparecchi, in Italia chiamati

Auditel, ma si tratta di un metodo molto discusso (impreciso e molto costoso rispetto ai moderni

cookies del web).

V. Regole e leggi nel Broadcasting

Per la libertà di manifestazione del pensiero esiste una vistosa eccezione e la troviamo nel

:

broadcasting

• In Italia il settore dello spettacolo può essere sottoposto a censura perché tradizionalmente è

associato più alle emozioni irrazionali che alla ragione o allo sviluppo di idee socialmente utili

come per la stampa;

• In Italia, nonostante l’art 21 che tutela la libertà d’espressione, dal 1948 per la radio e dal

1954 per la tv ( anno di nascita in Italia della tv) fino al 1974, il settore della radio-televisione

monopolio.

opera in regime di Poi con la liberalizzazione si è passati dal monopolio al

oligopolio (Rai e Mediaset). Questo monopolio o oligopolio è sempre sotto il controllo politico.

La TV Pubblica

In Europa è la più antica. Il primo modello è stata la British Broadcasting Corporation (1920) ovvero la

BBC (anni ‘60 radio pirata: rock e pubblicità di sigarette).

In Italia quando è arrivata la radio ed è nata l’U.R.I. (1924 nel ‘44 diventa RAI) c’era il fascismo e il

fatto che ci fosse un monopolio era considerato normale. Ma il monopolio è continuato fino al 1974,

quasi trent’anni dopo la fine del fascismo, e anche negli altri paesi europei radio e la tv sono state

controllate da monopoli per diversi decenni:

1. ci sono poche frequenze, quindi non ci può essere la stessa libertà di cui gode la stampa, quindi

meglio un controllo statale unico per tutti;

2. la televisione penetra nelle case e può essere uno strumento pericoloso, quindi meglio che la

controlli preventivamente (visto che la diretta non si può censurare) lo stato che lasciarla ai

privati;

3. Radio e tv sono un servizio pubblico dato che viene pagata una tassa. In quanto servizio

pubblico deve essere “utile” al cittadino. Il compito di un servizio pubblico è educare,

informare, intrattenere.

Controversie nel servizio pubblico

Controversa questione Tasse - pubblicità.

La RAI è un’azienda di proprietà quasi esclusiva dello stato, il cui consiglio è diviso tra i partiti, anche

dal partito che in teoria dovrebbe astenersene in quanto fa capo al maggiore concorrente della RAI,

Silvio Berlusconi. In Italia il sistema televisivo è dominato da un duopolio, la televisione pubblica e la

principale azienda commerciale, che comunque ha avuto anche un ampio ruolo nella vita politica per

quasi vent’anni.

Perché i partiti si interessano alla tv?

1. Propaganda

Controllo dell’informazione →

2. limitando quello che gli altri hanno da dire

3. Visibilità

4. Posti di lavoro quindi voti

- 1975 in seguito al referendum sul divorzio la RAI viene riformata, i canali vengono divisi fra i partiti e

il consiglio eletto dal parlamento

- 1980 → B. proprietario di 3 reti televisive private, la tv privata che poteva essere espressione di ≠

punti di vista diventa solo opposizione alla voce della RAI

V. Posta e telefono

- posta → è quasi ovunque un monopolio pubblico,

- telefonia → può essere pubblica o privata. In generale questo settore è regolato da due principi:

il diritto alla riservatezza (a eccezione delle intercettazioni);

• il servizio universale: se posso pagarlo ne ho diritto.

fine del ‘900 due importanti cambiamenti:

1. fine del cosiddetto monopolio naturale (in sistemi complessi se la rete è una è più semplice

avere un monopolio), con la conseguente introduzione della concorrenza in campo telefonico;

2. l’avvento della telefonia cellulare, che ha portato l’ingresso di nuovi soggetti nel mercato.

Cartello

La concorrenza non basta a contenere i prezzi → se gli operatori sono pochi fanno

(oligopolio). La concorrenza si fa sulle promo che riguardano nuovi abbonamenti.

Lezione 10 (slide 10) 11 Ottobre 2016

non integrati con audio

Cosa succede ai comparti che abbiamo visto con l’arrivo di Internet?

Prima di tutto, se vogliamo collocarla nella mappa, dobbiamo collocarla nel centro, perché in Internet

si trovano libri, giornali a pagamento o no, broadcasting ( x es Netflix, web radio, You Tube),

comunicazione di tipo interpersonale (Skype o Whatsupp) e forme miste come Facebook

(personale/pubblica)o Spotify (audioteca/radio).

Internet è un inter-medium, che fa parte del sistema e insieme lo sintetizza, in oltre internet

incoraggia e permette di passare da un medium all’altro, da un contenuto a un servizio diverso,

Quello che conta più dei

parliamo via skype, poi leggiamo un blog, poi guardiamo un film....

contenuti sono i percorsi. oggetti servizio

Quando siamo in Internet usiamo per accedervi degli (computer, smartphone) e un (la

connessione). ambiente

Internet è un che percorriamo continuamente, per questo è importante non solo chi ci vende

un’informazione, ma anche chi ci aiuta a trovare le informazioni che ci servono (come Google).

Nonostante viviamo in una società nella quale tutto può essere merce, nella rete ci attendiamo

l’informazione gratuita, o a un prezzo così irrilevante da non accorgerci quasi di spenderlo. Su in

I. Internet, copy right e nuove forme di guadagno

In Internet la difesa del copy right è molto più difficile che nel mondo degli oggetti la stampa ha un

costo, anche le fotocopie hanno un costo, la riproduzione digitale non ha quasi costo se non il tempo

impiegato per farla. Il vecchio modello economico dell’editoria in queste condizioni è sempre più

difficile da difendere: lo si è visto prima di tutto nel campo della musica leggera.

Eppure alcune delle massime aziende del pianeta oggi vivono direttamente o indirettamente di

Internet.

1. Una delle chiavi è produrre oggetti che possono circolare indipendentemente dal contenuto e

anche dalle regole dei diversi stati (settore dell’hardware)

In generale uno dei grandi business della rete è indicizzare l’informazione

2. in modo da

permettere di selezionarla facilmente, o da automatizzare la ricerca.

3. Offrire servizi incentrati centrati sulla condivisione (airb’nb o il car sharing o uber) o quelli

come Facebook dove siamo noi a inserire i contenuti in cambio del piacere di stabilire relazioni.

In internet si guadagna con:

pubblicità → Per esempio Google ottiene i suoi proventi dalla pubblicità, anche attraverso You

• Tube. Una pubblicità più “mirata” di quella della televisione (profiling)

servizi premium

In oltre molti dei servizi offerti online non costano nulla a chi li produce, come you tube.

La gratuità in un mondo capitalista è un paradosso ed un equilibratore sociale che permette alle fasce

a basso reddito di accedere a servizi che non costano nulla.

Perché mettiamo contenuti gratuiti online?

Sostituzione del valore del denaro con il valore della comunicazione

• narcisismo (spiega solo settori come FB)

• altruismo → dono ma anche ricevo

• piaceri di tipo estetico (la condivisione del bello) e ludico (forme di gioco collettivo e di

• intrattenimento)

Lezione 11 (slide 11) 12 Ottobre 2016

LE PAROLE SONO IMPORTANTI è essenziale imparare a usarle criticamente: cioè da un lato

distinguendo bene i diversi significati, dall’altro cercando di capire come il sovrapporsi di quei

significati può condizionare il nostro pensiero.

Cultura è una parola molto presente nel nostro vocabolario, ma ha significati diversi:

• Cultura come patrimonio di sapere e/o bellezza: ci si riferisce alle arti, alla letteratura, alla

musica (in particolare a musica “classica”) a cui tradizionalmente è attribuito un valore

superiore rispetto alla comunicazione ordinaria.

• Cultura a proposito di tutte le manifestazioni di un popolo o di una civiltà (religione,

tradizioni, credenze...) Espressioni come “cultura giovanile” o “cultura di massa” o in inglese

popular culture sono connesse a questo secondo significato.

I. Origine della parola cultura

1. Cultura e coltivazione hanno la stessa radice, da cultus (coltivare).

L’idea di cultura si lega già nel Rinascimento alla “coltivazione” della persona attraverso la lettura dei

testi classici, contrapposta alle persone “incolte”, cioè rimaste allo stato selvaggio. La cultura come

arte di coltivare/coltivarsi. Poi da attributo della persona, è diventata un concetto più generale e

ciò che coltiva

collettivo: → cultura= patrimonio, l’insieme di ciò che serve a coltivare le persone

(musei/patrimonio artistico, biblioteche/patrimonio letterario)

persona colta → cultura → patrimonio

2. Nell’Ottocento il concetto di cultura-patrimonio si lega, con lo sviluppo dello stato moderno,

Cultura → patrimonio → istruzione

all’istruzione, in primo luogo letteraria.

3. Nella scuola italiana Dante è un punto di partenza, il “padre” della lingua italiana, si dice, ma anche

padre fondatore della letteratura.

Con l’imporsi dello stato moderno e della scuola si impone anche l’idea per cui ogni nazione ha un

cultura nazionale.

diverso patrimonio a cominciare dalla lingua ,nasce l’idea di una

l’alta cultura di massa”

Abbiamo quindi contrapposta alla “cultura quella che a lungo è stata

considerata per definizione non cultura, questo avviene perché un altro significato del termine si è

sovrapposto al precedente senza cancellarlo.

L’etnologo britannico Edward B. Tylor (1871) nel libro, Primitive Culture, introduceva una definizione

diversa di cultura:

« La cultura, o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell’insieme complesso che include la

conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine

acquisita dall’uomo come membro di una società”. totalità,

Nasceva un’idea di cultura non più come formazione, né come patrimonio, ma come come

insieme di tutti gli aspetti di un sistema unificato. Tylor però distingueva fra culture primitive e culture

moderne (occidente) che avevano superato la fase primitiva. Oggi l’antropologia culturale definisce

cultura la totalità delle manifestazioni di una civiltà, riconoscendo a tutte pari dignità.

Secondo questa diversa concezione tutto può essere cultura e il mondo contemporaneo diventa il

teatro di scontri tra culture o anche di possibili tentativi di coesistenza (“multiculturalismo”).

Ricapitolando

Nella parola cultura si sovrappongono significati molto diversi:

1. cultura come insieme di autori, opere, saperi; in quest’ottica si pensa che sia cultura la musica

“classica” e non quella detta, in contrapposizione, “leggera” cioè poco impegnativa

2. cultura come totalità di manifestazioni di una società: in quest’ottica possiamo parlare di una

cultura di massa o di una cultura giovanile (il concetto di identità nasce con la cultura

giovanile), che comprende anche il concerto rock

3. e perfino quella che si autodefiniva “controcultura” o i sostenitori di un rifiuto totale di qualsiasi

forma di cultura.

La cultura e l’identità come diversità oggi viene esaltata come ricchezza, non si ricerca più

l’omologazione o l’inclusione.

Lezione 12 (slide 12) 17 Ottobre 2016

I media hanno tanti aspetti:

1. sono un fatto sociale, in quanto sono parte dell’insieme di regole (viste nel sistema dei media),

conoscenze, abitudini di una società. Le abitudini sono spesso inconsapevoli e tanto più

radicato è un medium tanto più diventa abitudine. Per esempio la mattina molti si mettono in

contatto con il mondo attraverso le relazioni (FB e mail) altri attraverso le notizie (tv e giornali);

2. sono un fatto economico, hanno dei costi e possono portare dei guadagni:

3. sono un fatto tecnologico, in quanto strumenti che hanno la funzione di elaborare, trasmettere,

ricevere, messaggi.

Tecnologico non in senso stretto, esistono tecniche molto antiche come la retorica per la parola.

Antica è anche l’invenzione di strumenti tecnici per comunicare come la scrittura, che è un complesso

insieme di strumenti,

• supporti su cui incidere e preservare il messaggio (papiro, argilla, carta,pc). Impossibile il

libro senza l’invenzione della carta dalla Cina.

• strumenti per imprimere il messaggio sul supporto (inchiostro e penna)

Codice → Il supporto e lo strumento tecnico non servirebbero a niente se non ci fosse un

• codice. Codice che deve essere condiviso tra chi legge e chi scrive, come il linguaggio e/o

l'alfabeto (può essere comune a ≠lingue). I codici devono essere appresi e interiorizzati per

questo può essere privilegio di un ceto ristretto o può essere diffuso tra tutti (alfabetizzazione),

la tecnologia si può legare alla struttura della società.

Il computer è diventato un mezzo di uso di massa solo quando si è dotato di uno schermo che permette

la lettura di quanto vi è scritto e uno strumento di scrittura relativamente facile da usare, la tastiera.

Le tecniche di comunicazione non sono riducibili a un elemento solo. Non basta introdurre

un’innovazione per far sì che diventi socialmente servono materiali, istituzioni sociali e

abitudini. La storia della tecnologia non è sempre quella delle soluzioni migliori (es la tastiera qwerty)

⎨X es. l’evoluzione della fotografia è stata promossa, non solo dalle trasformazioni delle macchine, ma

anche da quella dei supporti (prima lastre, poi pellicole, fino ai supporti informatici)⎬

La tecnologia è parte della cultura (sia in senso “totale” sia “classico”: se non esistesse la scrittura,

che è un fatto tecnico, non ci sarebbero manifestazioni elevate della cultura, come la letteratura)

⎨Anche in un diverso campo l’innovazione tecnica ha avuto una profonda influenza culturale: la

musica. La nascita del pianoforte ha segnato il passaggio dalla musica barocca a quella di Mozart e dei

romantici, quella dell’amplificazione elettrica ha favorito lo sviluppo del rock moderno.⎬

La separazione tecnica/cultura è una contrapposizione radicata nella nostra cultura come si vede dalla

netta divisione del lavoro, per esempio nelle istituzioni, tra persone di formazione tecno-scientifica e

persone di formazione umanistica.

Ma capire i media significa capire anche le basi materiali (tecnologiche e non solo) della

cultura e le basi culturali della tecnica.

Lezione 13 (sliede 13) 18 Ottobre 2016

I media sono anche veri e propri ambienti nei quali ci muoviamo, che sono parte del nostro più

media in termini di ambiente perché la nostra

grande ambiente di vita. È importante ragionare sui

relazione con essi è un processo di continuo scambio (ogni movimento nella rete è anche

e adattamento:

scambio, acquisiamo info e cediamo info/cookies) ci impongono regole, ci offrono

possibilità, li pieghiamo alle nostre esigenze. E’ un adattamento non sempre consapevole.

I. La rete come ambiente

Quando navighiamo solo in parte facciamo quello che ci eravamo prefissati e man mano siamo spinti da

stimoli diversi (curiosità, bisogno di verifica, bisogno di conoscenza) a seguire percorsi imprevisti, non

muoviamo tra le informazioni ininterrottamente.

sfogliamo, ci

Secondo McLuhan:

• CALDE - testo→

nelle epoche l’informazione è coltivata e organizzata in modo strutturato,

suddivisa in libri, biblioteche e musei secondo il modello introdotto nel neolitico con la nascita

di agricoltura e allevamento. Il controllo dell’informazione andava a chi deteneva la proprietà

dei contenuti;

• FREDDA (web)

Nella nostra epoca stiamo tornando a un modello apparentemente più

l’oggetto della caccia e della raccolta è

primitivo, quello della caccia e della raccolta:

l’informazione (che raccogliamo man mano che ci serve). Siamo di nuovo “vagabondi globali”

come i primitivi del paleolitico che cercavano ed esploravano. Il controllo dell’informazione va a

chi controlla i punti di passaggio lungo i percorsi. (motori di ricerca, social network..)

McLuhan scriveva prima della rete, aveva intuito questa tendenza dalla televisione

Nell’età della stampa l’informazione è statica e noi seguiamo l’ordine che l’informazione detta, ma sul

web quello che veramente importa sono i movimenti che si compiono, come lettori che possono

diventare man mano spettatori, ascoltatori, autori essi stessi.

Gibson → La percezione umana non è mai del tutto statica, il tatto e il gusto sono sensi dinamici.

La vista che sembra pura recezione di quel che gli occhi “si trovano” di fronte, in una grande quantità

di circostanze è condizionata dal nostro muoverci verso l’oggetto che guardiamo o via da esso, o dai

movimenti della testa, o dai movimenti degli occhi, anche in una situazione apparentemente “passiva”

Non ci sono media totalmente statici.

come il cinema (che è esso stesso un ambiente).

Michel de Certeau, nel libro L’invenzione del quotidiano → mise in discussione la rappresentazione

diffusa del lettore di libri che si limita a “seguire”. Secondo lui ci muoviamo molto più liberamente,

come “bracconieri” che seguono un po’ il testo, un po’ saltano...

Eppure il testo risulta un ambiente regolato, di cui abbiamo appreso le regole e che infrangiamo

consapevolmente, non senza un pizzico di senso di colpa.

I media sono strumenti e veicoli, ma anche ambienti in cui ci muoviamo vincolati in parte

dalle loro regole e dai loro confini (culturali, giuridici, economici), ma non bisogna mai

dimenticare i movimenti che ci consentono. Insomma non esistono media puramente

“passivi” e non esistono media totalmente “interattivi”.

Lezione 14 (slide 14) 19-10-2016

Il web è la dimostrazione che nell’epoca attuale siamo letteralmente circondati dalle informazioni in

senso spaziale e temporale.

questo dipende da diversi fattori come tutti i grandi fenomeni storici:

fattori tecnologici → avvento del pc, smartphone…

• fattori economici → è conveniente dare informazioni in tempo reale

• fattori sociali e culturali → cerchiamo continuamente le informazioni in tempo reale

“Legge di Moore” → Nel 1965 G. Moore, fondatore della Intel, osservò che la potenza di calcolo di un

processore informatico andava raddoppiando ogni meno di due anni. In 50 anni tutti gli apparati

elettronici non hanno smesso di seguire questo andamento.

osserviamo che

1. non è una vera e propria legge fisica, è un fenomeno storico. lo sviluppo è stato finora

relativamente regolare grazie all’applicazione di tecniche sempre nuove, richiedendo

investimenti sempre maggiori.

2. la potenza di calcolo dei processori è andata aumentando a un ritmo simile a quello con cui è

cresciuta la ricchezza delle informazioni nella rete. Le definizioni Web 2.0, Web 3.0 e

simili,presuppongono un prima e un dopo, benché non ci siano state mai pause quanto piuttosto

crescita esponenziale.

una continua

Ma la “legge di Moore” non spiega perché ci serviamo di tutta quell’informazione, anzi perché ne

sentiamo il bisogno. Il fatto che una tecnologia sia disponibile non significa di per sé che la si utilizzi.

Nel 1854 H. D. Thoreau: “Ci stiamo dando moltissimo da fare per costruire un telegrafo elettrico che

congiunga il Maine con il Texas, ma può darsi che il Maine e il Texas non abbiano niente da dirsi”.

L’umanità, in generale, se si impossessa di uno strumento, trova il modo di usarlo. Tuttavia è evidente

che i grossi investimenti delle aziende sono legati all’esistenza di una richiesta crescente.

Oggi la quantità di informazione disponibile nella rete è in aumenta in modo impressionante, ma è

dalla fine del Settecento che la quantità di mezzi di comunicazione a disposizione è venuta crescendo :

scrittura stampa (libri e giornali)

• la posta e i primi tentativi di telegrafo non elettrico

• il teatro e la lanterna magica (più per bambini)

tra il 1830 e il 1850 nascono:

fotografia

• posta moderna con l’invenzione del francobollo

• telegrafo elettrico

• giornalismo moderno con le agenzie di stampa e settimanale illustrato

fine ‘800:

telefono

• grammofono

• cinema

• fotografia istantanea (Kodak)

• radiotelegrafia

nel corso del Novecento ci sarebbe stata una moltiplicazione.

Pensiamo alla quantità di spettacoli che consumiamo. Nel XVII e XVIII secolo gli spettacoli teatrali , in

scena solo poche volte in una stagione, erano privilegio di classi sociali ristrette. Con il cinema, nel

‘900, una massa crescente di persone ha iniziato a godere di più spettacoli in una settimana e con la tv

il consumo di spettacoli è diventato quotidiano per una massa enorme di persone .

La comunicazione non basta mai.

Lezione 15 (slide 15) 24 ottobre 2016

(La tv 24h24 è arrivata negli anni ‘70, 20 anni dopo il suo arrivo in Italia.)

I. Crescita a spirale richiesta

Una delle caratteristiche del mondo contemporaneo sta nel fatto che la di informazione, di

andamento a spirale.

intrattenimento, di media...non è solo cresciuta ininterrottamente, ha avuto un

crescita auto-alimentata:

Una quanto più la disponibilità di comunicazione aumentava, tanto più

aumentava la domanda, e così via. Gli strumenti tecnici si sono andati via via adeguando.

Stretta relazione fra spinta tecnologica e società, più crescono i mezzi tecnologici più la società ne

chiede.

Un fenomeno del genere si può spiegare solo con una varietà di fattori sociali, culturali, ed economici.

Diverse tendenze proprie delle società contemporanee, dapprima nel mondo industrializzato, poi

progressivamente nell’intero pianeta, che hanno favorito la domanda di strumenti di comunicazione e

che sono state a loro volta favorite dalla penetrazione dei media moderni:

la tendenza all’individualismo crescente

• lo sviluppo dei sistemi-rete

• l’affermazione del mercato come forma egemone, non solo della vita economica. ma anche dello

• scambio sociale

I. Media e individualismo

1. Tocqueville, primo libro della Democrazia in America (1835): La stampa secondo T. è attratta

magneticamente, per corrispondere alla domanda del suo pubblico, verso l’inseguire la vita

privata delle persone e su i lati peggiori delle persone, debolezze e vizi.

2. nel secondo libro (1840) torna sul tema cambiando il punto di vista si concentra sul medium e

sul suo pubblico. Per Tocqueville quando gli uomini non sono più legati tra loro in modo solido e

permanente, è necessario persuadere ogni individuo, che è il suo interesse ad obbligarlo a unire

volontariamente i suoi sforzi agli sforzi degli altri. Solo un giornale può inculcare

I giornali diventano dunque più

contemporaneamente in molti cervelli uno stesso pensiero.

necessari via via che l’individualismo diventa più temibile. Credere che essi servano solo

a garantire la libertà sarebbe sminuire la loro importanza. Essi salvano la civiltà stessa.

in una società individualistica i media assumono la funzione di

Possiamo dire in generale che

mantenere i legami tra le persone, legami che in precedenza potevano essere preservati dalle

istituzioni o dalla famiglia, ma anche che quanto più vi è disponibilità di media tanto più si afferma un

modo di pensare individualistico.

II. Caratteristiche della società individualistica

La società individualistica non è una società dove ciascuno pensa solo al proprio interesse, non è

necessariamente più egoistica delle precedenti. Non va confusa l’analisi sociale con il giudizio morale.

• attribuiamo ai singoli la responsabilità

Si tratta prima di tutto di una società nella quale

del loro destino non alla condizione ereditata alla nascita, anche se naturalmente la famiglia

di origine conta;

• religione non è

la è un fatto personale, che può essere anche condiviso con molti altri, ma

necessariamente condiviso. Mentre la tradizione delle grandi religioni è basata su riti

collettivi che scandiscono e sincronizzano la vita della società. La religione è una scelta

dell’individuo e non un fatto pubblico. Non è necessariamente una società meno religiosa di

quelle tradizionali (gli USA, paese fortemente individualista, è uno dei più religiosi dell’intero

mondo occidentale);

• la vita sentimentale ed erotica delle persone è sempre meno condizionata dalle scelte delle

famiglie sempre più dalle emozioni e dalle libere relazioni, è meno vincolata, ma nell’insieme

più instabile. L’instabilità deriva proprio dall’amore “romantico”, gli interessi economici e

sociali su cui si basavano prima i matrimoni erano più stabili dei sentimenti.

• la tendenza all’individualismo converge con la tendenza all’urbanizzazione: chi vive in

città è meno legato ai vincoli, propri delle comunità più piccole, di conoscenza e controllo

sociale reciproco, ma anche di immediata solidarietà (è più legata ai servizi che li sostituiscono,

come il 118). Nella città si vive prevalentemente tra estranei, cosa che produce una sensazione

di libertà e insieme di solitudine. i media costituiscono uno strumento essenziale

in una società fortemente individualistica

• di legame sociale, perché sono loro a stabilire un legame tra individui che altrimenti non

avrebbero niente in comune: il legame che, come diceva all’inizio del’900 il sociologo francese

Gabriel Tarde, connette tra loro coloro che, senza conoscersi, ricevono allo stesso momento la

stessa notizia, o leggono lo stesso commento.

D’altra parte, quanto più si dispone di strumenti per essere in connessione con gli altri anche a

distanza, tanto più cresce la tendenza all’individualismo; possiamo sentirci in società nonostante siamo

fisicamente separati, possiamo sentirci in relazione con le persone pur a grande distanza. La

disponibilità di mezzi rende meno pesanti i “costi” dell’individualismo.

Un fenomeno che non casualmente forse coincide con internet e il cellulare è la grande crescita delle

persone che vivono da sole. I single.

La parola scelta è fondamentale nella società individualistica.

Usiamo spesso i media per porre rimedio ai problemi: la noia, la solitudine, l’isolamento, l’insicurezza...

È cambiato anche l'immaginario, che ha base nel romanzo, nel cinema e nei cambiamenti che hanno

determinando l’idea della capacità auto determinativa dell'individuo.

Lezione 16 (slide 16) 25 ottobre 2016

Lo sviluppo dei sistemi-rete

Parte prima - Vivere in rete

parola rete → metafora, quello che caratterizza la rete è il suo essere un incrocio di connessioni in

diverse direzioni che si incontrano in punti, nodi. La rete non ha un ampiezza predefinita.

E' tipico della rete non avere strutture predefinite; questo le rende elementi fondamentali della

globalizzazione. Oggi abbiamo decine di reti: reti aeree, oleodotti, reti tranviarie, ferroviarie, dei

supermercati. / rete

Le reti tecnologiche hanno cominciato a svilupparsi già con l’impero romano (acquedotti

stradale). Ma è soprattutto a partire dall’800 e ‘900 che si inizia a parlare sistematicamente di reti

come tecnologia. Il passaggio fondamentale avviene nel 1870 anno in Bell inventa il suo modello di

telefono, ma sopratutto concepisce la sua idea della rete telefonica, un grande sistema in cui tutti i

punti possono essere connessi tra loro. Contemporaneamente Edison inventa la rete elettrica.

Con la rivoluzione industriale nacquero reti nuove, a cominciare da quella ferroviaria che permette di

coprire un territorio con un sistema unificato di connessioni che possono essere controllate da un solo

centro. Lo sviluppo delle reti di trasporto porta con sé la crescente richiesta di reti di comunicazione

efficienti e rapide infatti, appena fu possibile, il telegrafo (primi anni ’40 del ‘800) venne affiancato ai

binari ferroviari, in modo da rendere la comunicazione fra i treni e le stazioni più rapida possibile e da

ridurre il rischio di incidenti. Lo stesso è accaduto anche con il trasporto aereo.

(l’altra grande necessità della rete ferroviaria è un orario certo e comune, infatti proprio durante lo

sviluppo delle ferrovie, e per loro impulso, furono fissate le ore nazionali e i fusi orari globali).

Quanto più le società moderne sono innervate dai grandi sistemi tecnici (di trasporto ed

energia), tanto più sono richiesti sistemi di comunicazione più veloci delle reti fisiche ed

efficienti, necessarie per ottimizzarli e ridurne i rischi: prima il sistema telegrafico a partire dal

1844, poi il sistema telefonico a partire dal 1880 circa, poi la rete “cellulare” della telefonia mobile,

fino ad arrivare alla “rete delle reti”, Internet, nata negli anni Sessanta, ma divenuta di uso comune a

partire dagli anni 90 del Novecento. Con il sistema telegrafico ogni villaggio e ogni quartiere cittadino

sono diventati nodi della rete, con il sistema telefonico lo sono diventate le abitazioni.

Con la telefonia cellulare e poi con internet ognuno di noi è un nodo di una rete ormai di

dimensioni globali.

(Geolocalizzazione e rete satellitare) libertà e perdita della

Doppia caratteristica delle reti e della reificazione della vita contemporanea,

riservatezza. Siamo identificabili, riconoscibili e collocabili in una rete di informazioni. La

sorveglianza non serve a limitare la nostra libertà, ma a monetizzare con le nostre informazioni.

Quanto più la società si dota di efficienti reti di trasporto, energia, eccetera, tanto più è possibile lo

sviluppo delle grandi città, ambienti di vita artificiali, che non potrebbero vivere senza apparati capaci

di rifornire milioni di persone di cibo acqua sistemi di trasporto e anche forme di vita sociale.

Al tempo stesso la possibilità di essere connessi diviene sempre di più un’esigenza.

Aspetto controverso: la connessione è una condizione della vita a cui non è più possibile fare a meno.

Un lunghissimo blackout elettrico ci sembra molto vicino ad un’apocalisse.

Lezione 17 (slide 16 – parte II) 26 ottobre 2016

Parte seconda - Una società di mercato

Forme di mercato si trovano in molte società, ma in generale nelle società diverse da quella

occidentale attuale fiere e i mercati avevano un ruolo importante, ma limitato nel tempo ( legate a

occasioni festive) e nello spazio (tenute in spazi particolari delle città ). La vita ordinaria non era

basata sul mercato, ma su altre forme di circolazione dei beni o sull’auto-consumo.

Il denaro è il mediatore fondamentale che si sostituisce al Baratto in quanto più efficiente. Il denaro

anche è uno strumento comunicativo perché ci dice qual è il valore delle cose.

È nell’Europa occidentale dal ‘700 in poi che il mercato diventa il sistema principale di

circolazione dei beni, in convergenza con le trasformazioni tecnologiche e organizzative della

rivoluzione industriale. Il vendere e il comprare ogni tipo di merci, fino ad allora occasione speciale

relegata a luoghi specifici, era diventato parte della vita quotidiana.

Negli stessi anni, i primi economisti cominciarono a teorizzare il ruolo del mercato nel fare progredire

la vita sociale e la produzione di beni. Definendo il mercato come un luogo dove, idealmente, gli scambi

l mercato veniva presentato come il migliore dei

avvengono sulla base dell’interesse di ciascuno.

meccanismi possibili per permettere a tutti di realizzare i propri interessi, e così facendo

quello dell’intera società. Dopo due secoli di conflitti, il principio del mercato si è affermato

quasi senza più antagonisti.

Il mercato è la forma di distribuzione dei beni che più dipende dall’informazione. Perché si

attui fino in fondo la migliore corrispondenza tra gli interessi del compratore e quelli del venditore, il

compratore deve potere confrontare i prezzi e le offerte di un ampio raggio di beni.

Alla fine del settecento, non a caso, i giornali erano anche e soprattutto strumenti del mercato.

(quotidiano “bollettino dei prezzi correnti”, Genova).

Anche tra il mercato e l’informazione si è stabilita una sorta di solidarietà reciproca, quanto più è

disponibile un’informazione rapida e abbondante tanto più il mercato si presenta come potenzialmente

efficiente. Quanto più il mercato diventa la forma dominante di circolazione dei beni tanto più cresce la

richiesta di informazioni.

Lezione 18 (slide 17) 02 novembre 2016

Ridondanza informativa

La crescita a spirale della comunicazione (aumento del numero di strumenti, contenuti, pubblico,

interazioni..) ha generato effetti di ridondanza dell’informazione, cioè di abbondanza e perfino

apparente sovrabbondanza di dati, messaggi, immagini, suoni. La ridondanza però non è soltanto un

eccesso, è una caratteristica dell’ambiente informativo moderno.

X es. la“ridondanza programmata” che moltiplica i messaggi in modo apparentemente superfluo per

ridurre i rischi che qualcosa vada perduto a causa di disturbi della comunicazione stessa.

Anche accompagnare le parole con i gesti crea ridondanza, che però è utile a chiarire il significato del

messaggio.

Amplificazione → l’abbondanza delle informazioni incide sull’ambiente informativo (qualità) e anche su

i messaggi stessi (quantità)

I. Banalizzazione

La musica, è oggi una presenza costante in moltissimi luoghi del grande commercio, del trasporto,

La presenza della musica da rara che era un tempo si è estesa e banalizzata.

della socialità.

muzak → azienda che dal 1954 distribuisce musica per ascensori, supermercati e altri luoghi pubblici.

Musica fatta non per essere ascoltata, ma per tranquillizzare o per tenere alto l’umore.

Molte delle informazioni che ci arrivano dall’ambiente le assorbiamo in modo inconsapevole, come il

sfondo all’ambiente.

brano lirico che ci raggiunge nelle stazioni della metro, e che fa da Arriviamo a

usare la musica delle cuffie non per ascoltarla, ma per isolarci.

Attenzione però: ciò che sentiamo senza ascoltare, come ciò che vediamo senza guardare non

necessariamente agisce meno su di noi, può influire sui nostri tempi e sul nostro modo di percepire

l’ambiente.

Il processo di banalizzazione non è necessariamente “distruttivo”, semplicemente riflette un

cambiamento nella quantità della presenza del medium e la sua collocazione nelle nostre vite.

Inoltre, non necessariamente la musica che non ascoltiamo ha una qualità estetica inferiore. A partire

dagli anni ‘60 diversi musicisti hanno tentato di creare della ambient music di qualità o della musica

volutamente ripetitiva.

Anche la tv è divenuta uno sfondo delle nostre vite; cosa che non ha impedito a questo mezzo di

acquistare un peso incomparabile nella vita sociale, politica, economica delle società in cui si è

la pornografia, da rara e vietata per secoli, divenuta sempre più

insediata. Stessa cosa per

diffusa a partire dagli anni 1960, fino a entrare a far parte dei consumi di massa.

2. Effetti di Ripetizione

la ridondanza in quanto tale può avere una sua forza retorica.

Foto di Alan Kurdi (bambino morto sulla spiaggia)- inizio di settembre del 2015, ha attirato molta

attenzione ed è stata diffusa su diversi media ripetutamente, questa ripetizione ha reso l’immagine allo

documento simbolo.

stesso tempo e La ridondanza diventa trasformazione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Capire i media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Ortoleva Peppino.

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