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Gli epiteli ghiandolari

La secrezione, intesa come processo di elaborazione di materiale destinato ad essere riversato nello spazio extracellulare, è una proprietà comune a pressoché tutte le cellule. Tuttavia, per ragioni storiche dovute alla iniziale disponibilità del solo microscopio ottico per l'osservazione, il termine di secernenti è impropriamente riferito - nell'accezione comune della parola - a quelle cellule che immagazzinano quantità di materiale intracellulare tale da rendersi visibile all’interno del citoplasma.

Seguendo questo criterio, sono classificabili come secernenti cellule epiteliali isolate, oppure riunite in gruppi a formare organi chiamati ghiandole, che hanno dimensioni diverse, comprese tra quelle della ghiandola sudoripara (invisibile ad occhio nudo) a quelle del fegato, che, - nell’adulto - raggiunge il peso di 1,5 kg.

Struttura delle ghiandole

Le ghiandole di una certa dimensione sono composte da cellule epiteliali, chiamate parenchimali, che svolgono funzioni secernenti, e da cellule del tessuto connettivo, definite stromali, che svolgono funzioni trofiche e meccaniche di sostegno. La ghiandola nel suo insieme, pertanto, consiste di un parenchima e di uno stroma.

Il parenchima ghiandolare, a sua volta, comprende uno o due tipi di cellule a diversa funzione: le prime sono le cellule secernenti vere e proprie, riunite in gruppi chiamati adenomeri, che sintetizzano e rilasciano le molecole del secreto; in alcune ghiandole, dette ghiandole esocrine, l'adenomero è collegato con un secondo tipo di cellule parenchimali che formano condotti cilindrici cavi, i dotti escretori, che veicolano il secreto verso la superficie esterna o verso cavità interne dell’organismo.

Alcune ghiandole sono prive di dotti escretori e rilasciano i loro prodotti direttamente nel sangue o negli spazi extracellulari bagnati dalla linfa, da dove successivamente sono trasferiti al sangue. Queste ultime ghiandole sono chiamate endocrine.

Secreto e funzione delle ghiandole

Le cellule epiteliali delle ghiandole esocrine sintetizzano generalmente un secreto di natura glicoproteica; quelle delle ghiandole endocrine sintetizzano ormoni di natura polipeptidica, o derivati di aminoacidi o di natura steroidea. Il secreto delle ghiandole esocrine è prodotto in quantità cospicue e ha, generalmente, una funzione protettiva per la superficie degli epiteli (ad esempio il muco) o enzimatica (ad esempio i succhi digestivi elaborati dalle ghiandole del tratto gastroenterico). Le ghiandole endocrine, invece, elaborano e rilasciano nel sangue quantità piccolissime di molecole con tutt’altro significato funzionale: gli ormoni sono segnali intercellulari che coordinano il metabolismo di cellule distanti tra loro.

Lo sviluppo embrionale delle ghiandole

Sia le ghiandole esocrine che le ghiandole endocrine si differenziano a partire da un foglietto epiteliale di rivestimento che, proliferando ed invaginandosi nel tessuto sottostante, forma un cordone solido. Nelle ghiandole esocrine, le cellule della porzione più profonda del cordone si differenziano in elementi secernenti, mentre le cellule del tratto superficiale si trasformano in epitelio di rivestimento e formano il dotto escretore.

Le ghiandole endocrine si formano nello stesso modo, ma la connessione con la superficie epiteliale d’origine scompare. La ghiandola rimane in tal modo isolata e riversa il secreto nella ricca rete capillare che permea la ghiandola.

Le ghiandole esocrine

Le ghiandole esocrine secernono i loro prodotti sulla superficie esterna dell'organismo (es. le ghiandole sudoripare) o in cavità che comunicano con l'esterno (es. nel lume del tubo gastroenterico, nel lume delle vie respiratorie, eccetera). Sono classificate in unicellulari o pluricellulari; inoltre, a seconda della loro dislocazione rispetto alla parete dell’organo in intraparietali ed extraparietali. A seconda del tipo di materiale elaborato sono distinte in sierose, mucose o miste. Un’ ultima classificazione, basata sulla modalità di secrezione, divide le ghiandole esocrine in merocrine, apocrine e olocrine.

Le ghiandole esocrine più semplici sono le ghiandole unicellulari, cioè formate da una sola cellula, la cellula caliciforme mucipara. La cellula caliciforme sintetizza e secerne le mucine, glicoproteine che, all’esterno della cellula, a contatto con l’acqua, formano il muco, un fluido viscoso che ricopre con funzioni protettive la superficie delle mucose.

Le cellule mucipare sono dette caliciformi perché il secreto è raccolto nella porzione apicale della cellula, dilatata come la coppa di un calice. Il microscopio elettronico mostra che il secreto è racchiuso in vescicole di esocitosi. Il citoplasma immediatamente sottostante l’ammasso di vescicole contiene un apparato di Golgi molto sviluppato. Il nucleo è sospinto in posizione basale ed è circondato da un abbondante reticolo endoplasmatico granulare. Le cellule mucipare caliciformi sono molto numerose negli epiteli di rivestimento dell’intestino e delle vie aeree, dove si intercalano alle cellule cilindriche.

Le ghiandole pluricellulari possono essere comprese nello spessore della parete del viscere nel quale versano il loro secreto, ed allora si parla di ghiandole intraparietali, oppure possono svilupparsi al di fuori del viscere, pur rimanendo vi collegate per mezzo del dotto escretore, e costituiscono allora le ghiandole extraparietali.

Le ghiandole intraparietali sono a loro volta suddivise in ghiandole intraepiteliali, se contenute nello spessore dell’epitelio di rivestimento della mucosa da cui derivano, e in ghiandole esoepiteliali se si approfondano al di sotto dell’epitelio, ma rimanendo nello spessore della tonaca propria della mucosa, o della sottomucosa. Le ghiandole intraepiteliali si trovano nella mucosa nasale, nell’uretra e nei condottini efferenti del testicolo.

Come quelle mucipare caliciformi, le cellule che formano le ghiandole intraepiteliali sono tutte contenute nello spessore dell’epitelio di rivestimento, al di sopra della membrana, e si dispongono in modo tale da delimitare una piccola cavità centrale, detta lume.

Le ghiandole contenute nel tessuto connettivo, che concorre alla formazione della parete degli organi, vengono classificate come intraparietali ed esoepiteliali. Vengono distinte in:

  • Ghiandole semplici, quando tutti gli adenomeri riversano il secreto in un unico condotto escretore.
  • Ghiandole composte, quando gli adenomeri riversano il loro secreto in un dotto escretore ramificato.

Tutte le grosse ghiandole sono di tipo composto. Sia le ghiandole semplici che le ghiandole composte possono avere adenomeri di forma di...

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Scienze biologiche BIO/17 Istologia

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