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.EPIGENETICA 2020.
Prof. A. Salvi
• REGOLAZIONE DELL’ESPRESSIONE GENETICA NEI PROCARIOTI:
I procarioti sono i batteri che
hanno il nucleoide, quindi
hanno il dna libero nel
citoplasma. Hanno un unico
cromosoma circolare dove
sono racchiusi i geni che
codificano per proteine.
l’operone è un gruppo di
geni strutturali codificanti
per proteine con funzioni
correlate (es. coinvolte nella
stessa via metabolica)
sottoposti ad una
regolazione unica e
coordinata. Sono indotti o
repressi dal prodotto di un
gene regolatore , distinto dai
geni strutturali. Es. operone
Lac.
L’operatore (=sequenza di controllo) è una sequenza di dna interposta tra il promotore e il primo
dei geni strutturali.
Ci sono due tipi di operone nei procarioti:
1)Un operone inducibile: (il repressore da solo è in forma attiva e si
lega all’operatore e impedisce la trascrizione. Il legame con il
corepressore fa staccare dall’operatore il repressore rendendo
accessibile il promotore alla RNA polimerasi e consentendo la
trascrizione). 2
2)Un operone reprimibile: (il repressore da solo è in forma
inattiva e non è in grado di legarsi all operatore, il
promotore è accessibile alla RNA polimerasi e quindi vi è
trascrizione. In presenza di corepressore-repressore
legati all’operatore vi è il blocco della trascrizione).
Un esempio di operone inducibile è l’operone Lac di E.Coli che è stato descritto per la prima volta
da Jacob e Monod qualche anno dopo la scoperta del mRNA. Questo comprende geni strutturali
LacZ, l’operatore, il gene regolatore. A livello di promotore c’è il sito di legame della RNA
polimerasi e a monte il sito di legame con la proteina cAMP-CRP. 3
I tre geni strutturali descritti da Jacob e Monod codificano per tre enzimi, in particolare, LacZ
codifica per la B-galattosidasi, LacY codifica per una permeasi, LacA codifica per una
transacetilasi.
Questi enzimi consentono al batterio di utilizzare il lattosio come fonte di energia.
In assenza di corepressore (allolattosio), il repressore è attivo, lega l’operatore e la sintesi degli
enzimi è repressa.
Quando la cellula utilizza lattosio come fonte di energia (è presente allolattosio): il repressore si
stacca dall’operatore, l’RNA polimerasi si lega al promotore e sintetizza l’mRNA policistronico che
codifica per i tre enzimi che fanno si che la cellula usi il lattosio.
Esempio di operone reprimibile è l’operone trp (triptofano) che presenta pero il fenomeno
chiamato della attenuazione trascrizionale, cioè la regolazione della fine della
trascrizione dell’mRNA,
coinvolta nel controllo
dell’espressione di alcuni
operoni batterici. È ben
conosciuta nella trascrizione
dell’operone triptofano. Se
nella cellula la quantità di
triptofano è sufficiente, la
trascrizione si arresta in
corrispondenza di un tratto
di DNA, chiamato
attenuatore, producendo un
frammento molto piccolo di
mRNA che non codifica tutti
i geni necessari alla sintesi
del triptofano. La
trascrizione riprende
normalmente quando la
concentrazione di triptofano
risulta insufficiente.
• REGOLAZIONE ESPRESSIONE GENICA NEGLI EUCARIOTI:
Tale regolazione è diversa dalla precedente per 3 motivi principalmente:
- Negli eucarioti è presente la regolazione dell’espressione spazio-temporale.
- È presente il fenomeno del differenziamento: cellule con genoma identico, si specializzano
morfologicamente e funzionalmente attivando o reprimendo l’espressione di geni specifici.
- L’espressione di un gene eucariotico (dal DNA alla proteina) prevede molti più stadi a differenza
dei procarioti, ognuno regolato.
Esperimento di Gurdon (1962): il nucleo di una cellula somatica di anfibio (X. Laevis) venne
trasferito all’interno del citoplasma di un ovocita precedentemente enucleato. Si sviluppo l’anfibio
adulto. Questo esperimento ha dato il via alla clonazione animale.
Il DNA nucleare contiene l’intero corredi di geni necessario per generare un organismo completo. 4
Esperimento di Wilmut e Campbell: la pecora Dolly (1996-97):
Come abbiamo già detto quindi la regolazione degli eucarioti avviene secondo più step, in
particolare 6:
1. Controllo a livello genomico (variazione di un numero di copie di un gene, CNV).
- L’esempio che facciamo è quello dell’ovocita di anfibio. Qui i geni che codificano per i
precursori del rRNA, sono presenti in un numero di copie circa 1000 volte in più delle cellule
somatiche dell’anfibio. L’ovocita dell’anfibio presenta una rindondanza di nucleoli perché è
necessaria una massiccia sintesi proteica durante l’embriogenesi. L’ rDNA in eccesso risiede
quasi tutto in nucleoli extracromosomici.
2. Modulazione dello stato della cromatina (eucromatina ed eterocromatina).
- I geni attivi adottano una conformazione della cromatina più “aperta” per l’accesso della RNA
polimerasi. (cromatina con una conformazione meno condensata, quindi decondensata). 5
- Le regioni regolative dei geni hanno bassa densità nucleosomica.
- I fattori di trascrizione sono in grado di reclutare enzimi che modificano gli istoni e i fattori di
rimodellamento della cromatina.
La decondensazione della cromatina consente la trascrizione di quei geni che si trovano nella
cromatina. In questa immagine si notano dei puff (=rigonfiamenti della cromatina che
rappresentano zone di decondensazione della cromatina e siti trascrizionalmente attivi).
I cromosomi politecnici di drosophila sono cellule delle ghiandole salivari (stadio pre-pupale) dove
avviene la replicazione del dna ma non si separano i cromatidi fratelli (no segregazione). Sono
molto grandi, ogni cromosoma è costituito fino a 1024 cromatidi fratelli.
Questo fenomeno della decondensazione della cromatina ci porta alla definizione di epigenetica,
ovvero l’insieme di modificazioni chimiche di dna e istoni che hanno effetti sulla trascrivibilità della
cromatina senza modificazione delle sequenze di dna.
La più importante modifica
a carico del DNA è la
metilazione. Nel regno
animale la metilazione
delle citosine è
essenzialmente limitata
alle citosine in un contesto
CpG. Circa il 70-80% del
genoma è costituito di
nucleotidi CpG.
Il gruppo metile alla
citosina lo aggiunge la
classe di enzimi DNMT
(famiglia di quattro enzimi:
DNMT1, DNMT3A,
DNMT3B, DNMT3L).
DNMT1 è quello principale ed è il responsabile del mantenimento della metilazione del DNA.
Gli altri tre sono responsabili della metilazione de novo.
Le CpG islands indica il legame fosfodiestere tra i due nucleotidi C-G. Sono lunghe tra le
200-2000 basi e in quella lunghezza almeno la meta è C-G.
Nel genoma ce ne sono 29000 di isole e generalmente sono localizzate a livello del promotore dei
geni, e se sono ipermetilate (citosine tutte metilate) allora quel gene è silenziato, se invece le
citosine sono demetilate allora il gene è attivamente trascritto.
Nei tumori assistiamo a una disregolazione di metilazione del profilo di determinati geni. La cellula
utilizza la metilazione per controllarne il livello di espressione, ma quando la cellula si allontana da
questa condizione fisiologica, allora ci avviciniamo a condizioni patologiche, incluso il cancro.
Nei tumori troviamo i “tumors suppressor gene” che sono i geni che controllano per esempio il
livello di replicazione cellulare. Esiste inoltre un altra classe di geni, gli oncogeni che sono gli
acceleratori stimolando la replicazione.
La diregolazione di questi geni fa si che una cellula diventi tumorale.
La metilazione è un processo reversibile, ci sono enzimi che metilano una citosina ma anche
enzimi che la demitilano.
Il ruolo naturale della metilazione del dna nei mammiferi si riversa su alcuni fenomeni:
- Imprinting
- Inattivazione cromosoma X
- Mantenimento eterocromatina
- Controllo dello sviluppo
- Controllo espressione tessuto specifico 6
Nelle cellule germinali (gameti), vi è un livello di metilazione più basso rispetto all’embrione o alle
cellule somatiche degli adulti.
L’ imprinting è il profilo di metilazione specifico e diverso tra la copia paterna e quella materna di
alcuni geni.
Un dato gene è soggetto ad imprinting quando uno dei due alleli, ma sempre lo stesso in tutti gli
individui di una data specie, viene silenziato tramite metilazione delle citosine e rimane stabile per
l’intera vita dell’organismo.
Nell’uomo circa 100 geni sono soggetti ad imprinting.
es. IGF2 (fattore di crescita fetale), nell’uomo si esprime solo l’allele paterno. È silenziato l’allele
materno (perché il promotore di tale gene è ipermetilato). 7
Patologie umane associate a difetti di imprinting:
- Diabete mellito neonatale transiente
- Sindrome di wang
- Sindrome di angelman
- Sindrome di mussel-silver
- Sindrome di beckwith-wiedemann:
- Sindrome di prader-willi:
Possiamo ora dopo aver descritto metilazione e imprinting, faremo dei cenni alle tecniche che si
usano in laboratorio per studiare i livelli di metilazione del dna:
- La prima tecnologia è l’analisi della metilazione del DNA basata su enzimi di restrizione sensibili
o meno alla metilazione (MSRE): sono enzimi che sono in grado o meno di tagliare il DNA a
secondo se è metilato o meno, cioè ççççç aspetta slide….—,,—
- Conversione del DNA con il bisulfito: composto che trasforma la citosina demitilata in uracile.
Se invece la citosina è metilata il bisulfito non modifica la citosina. Applicabile nel
sequenziamento per capire quale è il tasso di metilazione di un promotore o di un gene
(contando quante C diventano U). 8
- Tecnologia cobra: tecnologia che combina il trattamento del dna con il bisulfito e l’utilizzo di
enzimi di restrizione. Il dna quindi viene trattato con il bisulfito e poi viene amplificato con la
tecnologia della PCR (si scelgono delle coppie di primer che stanno ai margini della porzione di
DNA di cui si vuole conoscere il livello di metilazione. I primer in se non contengono CpG,
perché questi stanno all’interno della porzione amplificata). Una volta che il frammento è stato
amplificato viene sottoposto al taglio di enzimi che contengono nel sito di restrizione il sito C-G
(se non c’è non c’è taglio). Generando cosi più frammenti di restrizione. Per distinguere la
lunghezza dei frammenti carico il tutto su un gel d’agarosio (vi stanno sfumature in base al<
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