Epidemiologia nutrizione e statistica medica Giada Pastorelli
EPIDEMIOLOGIA NUTRIZIONE E STATISTICA MEDICA
Sommario .............................................................................................................................................. 5
R -
ELAZIONE CAUSA EFFETTO .................................................................................................................................... 6
Alcol e tumore alla mammella ........................................................................................ 7
T ,
IPI DI STUDI NELLA PRATICA E RICERCA CLINICA E SANITARIA
........................................................................................................................................................ 7
Studi sperimentali .................................................................................................................................................. 10
Studi osservazionali
....................................................................................................................................................... 10
Studi descrittivi
.......................................................................................................................................................... 11
Studi analitici ........................................................................................................................................... 14
R IPASSO STATISTICA MEDICA
......................................................................................................................................................................... 15
Tabelle ........................................................................................................................................ 19
Rappresentazioni grafiche ............................................................ 21
Parametri di sintesi (misure di posizione, dispersione e associazione)
.............................................................................................................................................. 23
D ISTRIBUZIONE GAUSSIANA ......................................................................................... 24
Esempio applicativo di utilità della standardizzazione
.................................................................................................... 25
Teorema del limite centrale ed errore standard
..................................................................................................................................................... 27
S
TIME PER INTERVALLI
................................................................................................................................................................ 28
T EST DI IPOTESI .................................................................................................................. 31
A
CCURATEZZA E PRECISIONE DI UNA MISURA
................................................................................................................................................ 32
M ISURE DI ASSOCIAZIONE ......................................................................................................................... 33
M ISURE DI FREQUENZA E ASSOCIAZIONE
................................................................................................................................................... 33
Misure di frequenza 36
Misure di associazione..............................................................................................................................................
........................................................................................................................................... 40
Fattori di confondimento
.................................................................................................................................................. 41
A
SSESSMENT DIETETICO ........................................................................................................................ 42
Dietary record (o diario alimentare)
.................................................................................................................................................................... 42
24h recall ..................................................................................................................... 43
Food frequency questionnaire (FFQ)
.............................................................................................................................................................. 46
C IBI E NUTRIENTI ....................................................................................................................................... 48
Variabilità intra-individuale
............................................................................................................................................................ 49
D IETARY PATTERN ......................................................................................................................................................... 50
Approcci a priori ................................................................................................................................................. 50
Approcci a posteriori 1
Epidemiologia nutrizione e statistica medica Giada Pastorelli
R. Pirsig affermò che il metodo scientifico, confrontato con i metodi informali non scientifici, è come
un “gran bulldozer”, lento, tedioso, pesante, laborioso, ma invincibile […] ci si mette il doppio del
tempo, il quintuplo del tempo, forse una dozzina di volte di più che con i metodi informali, ma alla
L’epidemiologia è un branca
fine permette di comprendere. della scienza prevalentemente
quantitativa che lavora con i numeri e cerca di aumentare la conoscenza riguardo le malattie. Nello
specifico essa studia i fattori che influenzano il verificarsi di una malattia in una popolazione, ossia
cerca di comprende perché le malattie insorgono (eziologia), con che frequenza e con che
distribuzione. L’epidemiologia nutrizionale studia come la nutrizione può influenzare la salute; essa
si occupa di verificare se specifici aspetti della dieta possono influenzare l’occorrenza delle malattie
nell’uomo. La sua area di ricerca è relativamente recente, anche se da più di 200 anni diversi
utilizzato metodi epidemiologici per definire l’origine alimentare di diverse malattie.
ricercatori hanno l’epidemiologia
Le malattie di cui si è occupata storicamente nutrizionale sono le malattie generate
da carenze alimentari come lo scorbuto o il beri-beri.
• Nel 1753, James Lind, medico di bordo delle navi di Sua Maestà, durante un viaggio identificò
alimenti in grado di contrastare lo scorbuto. Egli divise i 12 marinai a bordo in sei gruppi di
due. Ogni marinaio ricevette una dieta fissa, uguale per tutti, e un supplemento diverso per
ogni coppia: sidro, limoni, arance, acqua salata, aceto e un miscuglio di aglio, mostarda e
rafano. La scelta dei supplementi ricadde fra le sostanze che le credenze popolari
accreditavano come possibili rimedi per lo scorbuto. Dopo sei giorni di cura, soltanto i quattro
marinai che avevano mangiato agrumi migliorarono, al punto da essere rimandati in servizio,
gli altri no. Lind in modo inconsapevole fece una sperimentazione clinica seppur non
randomizzata né controllata.
• de beriberi. Egli
Nel 1885 Kanehiro Takaki, ufficiale della marina giapponese, scoprì l’origine
si rese subito conto che la dieta dei marinai giapponesi, composta da riso brillato e poco
altro, era piuttosto povera in proteine. Takaki venne a sapere che 25 giovani cadetti di una
nave scuola giapponese erano morti durante un viaggio in Nuova Zelanda. Dopo molte
insistenze, riuscì a persuadere le autorità competenti a replicare quel viaggio in tutto e per
tutto, stessa rotta, stesso numero di persone a bordo e stessa durata e stagione di
navigazione. L’unica differenza fu nella composizione e consistenza delle razioni alimentari,
alle quali Takaki fece aggiungere latte condensato, carne, verdure, pane e grano, a spese
delle razioni di riso brillato che invece furono diminuite. Durante il viaggio della nave di Takaki
non ci furono morti per beriberi, e solo 14 casi di malattia tra coloro che non avevano voluto
mangiare tutte le razioni extra così come erano state prescritte. Il beriberi era conseguenza
di qualcosa che mancava nella dieta ordinaria dei marinai giapponesi ed in poco tempo il
scomparve dalle navi giapponesi. L’Imperatore conferì a Takaki il titolo di Lord.
beriberi può essere sia la risposta che l’esposizione
In epidemiologia nutrizionale, l’alimentazione (outcome)
di intesse. Ad esempio, possono essere fatti studi che indagano la relazione fra un intervento
alimentare e la crescita, fra esposizione ambientale ad un elemento e stato di nutrizione, fra
un intervento alimentare. L’epidemiologia
cambiamenti nutrizionali e nutrizionale può giocare un
ruolo estremamente importante anche oggi, dove l’attenzione è soprattutto posta alle cause
alimentari dell’insorgenza di malattie cronico degenerative e cardiovascolari piuttosto che a
patologie da carenze alimentari. Molti studi epidemiologici fatti su ampie parti della popolazione
umana hanno associato un basso consumo di frutta e verdura all’aumento di rischio di diversi tipi di
cancro, in particolare epiteliali (polmone 24/25*, bocca 9/9, laringe 4/4, esofago 15/16, stomaco
17/19, pancreas 9/11, cervice 7/8, vescica 3/5, colon-retto 20/35, altro 6/8), ma anche ormone-
dipendenti (mammella 8/14, ovaie/endometrio ¾, prostata 1/14). *numero di studi che mostrano
un’associazione protettiva su numero di studi eseguiti
Il meccanismo con cui questi alimenti possono proteggere contro il cancro non è ancora stato
completamente svelato, ma le consistenti evidenze epidemiologiche hanno comunque portato
diverse autorità sanitarie a promuovere campagne per l’aumento di consumo di frutta e verdura. Il
WCRF (World Cancer Research Found) ogni 10 anni pubblica una revisione delle evidenze
disponibili sull’associazione fra fattori di rischio certi, probabili e possibili nello sviluppo di tumori. È
noto da tempo che le bevande alcoliche sono un fattore di rischio accertato per lo sviluppo di
carcinomi di cavo orale, faringe, laringe, intestino, fegato e mammella. Le carni rosse lo sono per
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l’intestino, l’arsenico nell’acqua per
il sale per lo stomaco, i cereali contaminati di muffe per il fegato,
mentre eccessivi supplementi di β-carotene
polmone e pelle, lo sono per il polmone. Lo stesso
WCRF pubblica anche una serie di raccomandazioni per ridurre il rischio di sviluppare tumori, delle
del 2018, 5 riguardano direttamente l’alimentazione e altre 3 lo fanno
10 raccomandazioni
indirettamente:
1. Be a healthy weight
2. Be physically active
3. Eat a diet rich in wholegrains, vegetables, fruit and beans
Limit consumption of ‘fast foods’ and other processed foods
4. high in fat, starches or sugars
5. Limit consumption of red and processed meat.
6. Limit consumption of sugar sweetened drinks
7. Limit alcohol consumption
8. Do not use supplements for cancer prevention
9. For mothers: breastfeed your baby if you can
10. After a cancer diagnosis: follow our recommendations if you can.
Negli studi caso controllo o negli studi di intervento è previsto un gruppo di soggetti esposti al fattore
di rischio o protettivo piuttosto che al trattamento ed un gruppo non esposto o esposto ad un placebo.
Nel caso dell’alimentazione questo non vale in quanto tutti siamo esposti al cibo, tutto in qualche
modo ci alimentiamo. L’esposizione agli alimenti è universale, complessa e multifattoriale. È
un’esposizione complessa perché è costituita da un insieme di alimenti ognuno composto da molti
nutrienti; uno stesso alimento, inoltre, può avere una composizione molto varia in dipendenza di vari
fattori, ad esempio climatici nel caso dei vegetali. Anche il metodo di preparazione del cibo può
L’effetto degli alimenti sulla salute è
essere importante nel determinare i suoi effetti sulla salute.
strettamente dipendente dalla quantità, caratteristica dell’esposizione non sempre facile da stimare.
In più l’alimentazione di un soggetto è dall’età,
influenzata dal sesso, da caratteristiche
demografiche, socioculturali, economiche, familiari, psicologiche, ecc. I componenti alimentari
possono essere tra loro correlati e possono avere effetti antagonistici o sinergici. È anche difficile
indagare l’alimentazione di un soggetto perché c’è un’elevatissima variabilità intra- e intersoggettiva
Le patologie per cui l’alimentazione può costituire un fattore
dei consumi nel tempo e nello spazio.
di rischio, poi, sono multifattoriali e, quindi, dev’essere considerato l’effetto degli altri fattori
Inoltre, tali malattie insorgono nell’adulto e soprattutto nell’anziano e non è ancora chiaro
concorrenti.
se sia rilevante la dieta in ogni fase della vita precedente o solo in uno specifico periodo. A tal
proposito le persone possono non essere in grado di ricordare il proprio pattern alimentare di molti
anni prima e questo può essere un problema nel caso di studi retrospettivi. A volte un soggetto può
non ricordare anche cibi che ha consumato anche con grande frequenza in periodi precedenti.
Quindi, per valutare gli effetti degli alimenti occorre quantificare o, se non è possibile, per lo meno
stimare i consumi alimentari, ma tale valutazione è estremamente difficile perché dipende da
tantissimi fattori complessi che interagiscono tra loro. A questo si aggiunge il fatto che persone
diverse possono identificare uno stesso alimento con nomi differenti e che uno stesso cibo può
essere codificato differentemente in banche dati e in queste non sono disponibili tutti gli alimenti.
Riuscire a fare una stima sia in termini di alimenti che di nutrienti richiede un numero enorme di
passaggi molto complessi.
Le malattie di cui attualmente interessa studiare l’associazione con l’alimentazione sono
generalmente complesse, con lunghi periodi di induzione e multifattoriali. Esse non sono
integralmente dovute all’alimentazione, sono dovute a diversi fattori che agiscono in modo proattivo,
sinergico o antagonista, in contemporanea o in tempi diversi, e devono essere tutti presi in
è il periodo di tempo che intercorre tra l’esposizione al fattore
considerazione. Il periodo di induzione
nel caso in esame l’alimentazione,
di rischio, e la manifestazione della patologia di interesse. Se è
di inizio dell’esposizione e,
molto lungo è difficile conoscere il momento quindi, quantificare
l’esplosione da un’insorgenza
totale. Le malattie definite multifattoriali sono caratterizzate
dall’esposizione a più fattori di rischio (alimentazione, genetica, occupazione, aspetti
determinata
psico-sociali, caratteristiche comportamentali, fattori infettivi) che a loro volta sono spesso
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Epidemiologia nutrizione e statistica medica Giada Pastorelli
responsabili di più patologie. Queste potenziali determinanti di malattia possono agire da soli o
sinergicamente.
Le malattie cardiovascolari sono caratterizzate da molti fattori di rischio tra cui età, genere, stato
menopausale nelle donne, storia familiare, peso, pressione, colesterolo e diabete. Altri fattori sono
ossidativo delle lipoproteine sieriche e l’omocisteina. Molti di questi fattori di rischio (es.
lo stato
diabete, peso, colesterolo), accertati o sospetti, sono influenzati da aspetti della dieta. Ad esempio,
il consumo di diversi acidi grassi influenza il livello di colesterolo e il consumo di tre vitamine del
gruppo B (B12 e B6 e folati) influenza il livello di omocisteina. Quanto più le malattie hanno una
natura complessa tanto più è difficile comprenderne le cause ed il loro andamento nel tempo e nello
Un’esposizione complessa che influenza una condizione complessa è qualcosa di difficile
spazio. Una nota massima afferma che con l’epidemiologia possibile distinguere una “cosa
da indagare. è
grande” da una “cosa piccola”, mentre è molto difficile cosa piccola dal “niente”.
distinguere una
Molte delle associazioni osservate tra alimentazione e malattie sono “piccole cose”, quindi, se
l’effetto è reale è davvero molto sottile ed è difficile distinguerlo da un errore di misura o un bias che
non è stato possibile eliminare, ossia da un effetto fittizio.
Gli obiettivi principali dell’epidemiologia nutrizionale sono:
1. Monitorare il consumo di cibi e nutrienti e lo stato nutrizionale di una popolazione.
2. Generare nuove ipotesi sulla relazione alimentazione-salute e valutare la forza, se esiste, di
questa relazione. La forza della relazione è molto importante, perché una relazione c’è
sempre o quasi sempre dato che non esiste in ambito nutrizionale il gruppo non-esposto.
3. Contribuire alla prevenzione delle malattie e al miglioramento della salute pubblica.
La nutrizione è un ambito molto studiato, soprattutto negli ultimi anni, ma che continua ad essere di
l’esposizione
interesse di studio perché coinvolge tutta la popolazione e perché si tratta di
Dato che l’esposizione coinvolge tutti
esposizioni con effetti deboli che sono più difficili da studiare.
anche se l’effetto è debole agire su un fattore di rischio alimentare permette di alleggerire il carico di
sanitario. Al contrario, l’eliminazione di un fattore di rischio molto potente che
malattia sul sistema
però agisce su poche persone è importante, ma non determina un alleggerimento del carico
sanitario. Agire sull’esposizione a fattori di rischio deboli è più difficile perché i benefici non sono
evidenti per il soggetto.
I vantaggi dell’epidemiologia nutrizionale
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