Lezione di diritto amministrativo
Enti pubblici, agenzie, unioni di comuni
Comune: è titolare di tutti gli interessi che per dimensione sono riferiti alla comunità territoriale. Nella gestione di questi interessi esso, avendo come compito quello di promuovere lo sviluppo delle realtà territoriali, ha potere di indirizzo politico-amministrativo. Questa connotazione politica dell’ente territoriale pone certamente la necessità di:
- Riconoscere carattere di effettività alla rappresentanza della comunità territoriale (sindaco, consiglio, giunta).
- Dare natura politica agli organi del consiglio e agli atti amministrativi a questi ultimi attribuiti che esprimono la potestà di indirizzo.
Nell’esperienza pre 1990 il sindaco e gli assessori erano amministratori del comune e dunque era più ridotto il tasso di politicità degli organi elettivi e più ampio la sfera di potestà amministrativa. Tant’è vero che se leggiamo la legislazione in materia di enti territoriali del 1990, notiamo che la legge urbanistica rimette al sindaco il potere di rilasciare la vecchia licenza edilizia.
L’assetto comincia a cambiare con il d.lgs 29/1193 laddove alla politica viene rimessa la funzione di dare gli atti di indirizzo (che esprimono la scelta programmatica che il candidato sindaco presenta alla comunità nel corso della campagna elettorale). Gli atti di attuazione (gestione concreta di interessi) è invece affidata alla dirigenza.
Dunque il bando di una gara per l’affidamento di servizi non è posto in essere più dalla giunta ma dal dirigente. La giunta può dare l’indirizzo su come realizzare l’obiettivo di quella opera pubblica ma poi la gestione concreta spetta alla dirigenza. Ovviamente se il dirigente si arroga funzioni politiche va a invadere la competenza del livello politico e l’atto è viziato da illegittimità. Al contrario, se l’organo elettivo va a esercitare atti di discrezionalità c’è lo straripamento del potere politico in funzioni gestorie.
Dunque nella fase contemporanea dell’esperienza giuridico-amministrativa l’accrescersi del tasso della decisione politica determina una necessaria riallocazione della funzione amministrativa in capo ad organismi che presentino i caratteri di: efficienza, competenza tecnico-professionale nella gestione concreta della funzione amministrativa. Ciò significa che non deve mai mancare: proporzionalità, adeguatezza e imparzialità nell’azione amministrativa.
Enti pubblici
L’organizzazione amministrativa presenta un livello centrale occupato dai ministeri (al cui vertice c’è il ministro). In quanto articolazione organizzativa della pubblica amministrazione statale, il ministero è deputato alla gestione di quegli interessi dimensionalmente nazionali che appartengono allo stato. Teoricamente si potrebbe pensare a un’organizzazione dell’amministrazione incentrata soltanto sui ministeri? È possibile una struttura accentratrice monofunzionale, ossia che un ministero come il Welfare si...
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Diritto amministrativo - Enti pubblici