Lezione 7
L’altra volta avevamo parlato degli ormoni che inibiscono il rilascio del GH, ovvero la
somatostatina, oggi invece parliamo di un altro ormone, che si chiama ghrelin, che però ha
diverse forme che vedremo, e che invece stimola il rilascio del GH, quindi ha un effetto
opposto rispetto alla somatostatina. Vi ricordate l’asse GH-Igf-1, ossia a livello ipotalamico ci
sono degli ormoni che vendono rilasciati, ossia la somatostatina che inibisce il rilascio del GH
da parte dell’ipofisi, e invece il GHRH, sempre rilasciato dall’ipotalamo, che stimola il
rilascio del GH dall’ipofisi. Il GH che viene rilascio dall’ipofisi può avere degli effetti diretti
e indiretti: gli effetti diretti sono sul fegato, perché il GH legandosi ai R che si trovano a
livello del fegato promuove il rilascio di un altro ormone, ovvero l’Igf-1, che promuove la
crescita e la proliferazione cellulare, oppure può avere degli effetti indiretti sui tessuti
bersaglio, sono prevalentemente effetti metabolici, e sono effetti opposti rispetto all’Igf-1,
infatti il GH induce insulino-resistenza, fa aumentare l’adiposità, quindi ha degli effetti sul
metabolismo del glucosio che sono essenzialmente negativi. Igf-1 ha un effetto di inibizione
di feedback negativo sul rilascio di GH, quindi è un sistema di controllo, e oltre a questi
ormoni che avete visto adesso sono stati individuati negli anni 70 dei peptidi, che casualmente
erano stati individuati mentre si stavano studiando degli altri composti a scopo terapeutico, in
particolare dei peptidi che derivavano da sostanze oppioidi che avevano azione simile
oppioide, come per esempio la metionina encefalina. Sono tutti di derivazione sintetica,
quindi tutti prodotti chimicamente, che avevano la capacità di stimolare il rilascio del GH, e
non si sapeva per quale motivo, quindi erano state scoperte tutte queste sostanze che venivano
usate a scopo terapeutico, come per esempio in condizioni di deficit di GH o situazioni in cui
era necessario avere un aumento del rilascio di GH. Questi erano detti GH secretagoghi,
ovvero che avevano la capacità di stimolare il rilascio di GH, e i più conosciuti e studiati
erano il GHRP2 fra quelli peptidici, e fra quelli non peptidici c’era l’MK-0677, studiato a
lungo per queste funzioni.
GHS peptidici (GHRPs) GHS non peptidici
- (D-Trp2)-MetEnkephalin 1976
- GHRP-6 1984
- GHRP-1 1991
- Hexarelin 1992 - L-629,429
- GHRP-2 1993
1994 - L-692,885
1995 - MK-0677
- EP-51389 1996
- Ipamorelin 1998 Adapted from Kojima et al., Physiol Rev 2004
del recettore “GH secretagogue
Scoperta receptor (GHS-R)”
Però, nonostante ci fossero questi peptidi, non si sapeva ancora quale fosse il R riconosciuto
(Howard et al., Science 1996)
da queste sostanze. Soltanto successivamente, nel 1996, il gruppo di Howard ha scoperto il
cosiddetto R di GH secretagoghi, che è un R simile a quello del GHRH, quindi un R
accoppiato a proteine G, che una volta legato da questi peptidi GH secretagoghi era capace di
far aumentare i livelli del Ca2+ intracellulare a livello delle cellule dell’ipofisi somatotrope
(che rilasciano il GH), e in questo modo attraverso l’aumento del Ca2+ facevano aumentare i
livelli e la secrezione del GH. Però c’era un problema in più, nel senso che esisteva un R, ma
questo R non aveva un ligando perché questi peptidi che avete visto erano tutti sintetici,
quindi se esiste un R nel nostro organismo doveva esserci per forza un ligando naturale che
lega questo R. per questo motivo ci sono diverse strategie per identificare le molecole e
sostanze che possono legare i cosiddetti R orfani, ovvero che il quale non è stato identificato
un ligando. Per quanto riguardo i GPCR sono moltissimi ancora quelli orfani, ci sono tanti R
che non hanno al momento un ligando, ma in questo caso l’importante era identificare il
peptide che legasse questo R, e qual è la strategia per fare questo? Innanzitutto identificare il
R e quindi capire quali sono le cellule che esprimono questo R, ed era stato identificato dal
gruppo di Howard che ha clonato ed identificato questo GHS-R. Dopodiché bisogna creare
un modello che overesprima questo R, perché se noi facciamo overesprimere una cellula
questo R e poi trattiamo queste cellule con una serie di estratti di tessuti cellulari possiamo
vedere se c’è una risposta sul secondo messaggero per esempio (trattandosi di un R
accoppiato a proteine G), quindi noi facciamo overesprimere queste cellule con il R, le
trattiamo con degli estratti proteici o tissutali, qualcosa che noi supponiamo che contenga il
ligando naturale del R, e vediamo se c’è un aumento del Ca2+ indotto da questi estratti
proteici. In seguito facciamo una purificazione se vediamo che c’è un aumento del secondo
messaggero, facciamo una purificazione e da questa, che può essere per cromatografia o
utilizzando tecniche più recenti, si può isolare e identificare fra le diverse sostanze quella che
lega questo R. Dopo che è stato isolato si studiano le funzioni del ligando, che cosa fa nelle
diverse cellule, l’espressione nei diversi tessuti, e in generale l’approccio quando si individua
un nuovo ormone è sempre quello di caratterizzarlo. Nel caso dei GH secretagoghi si pensava
inizialmente che questi estratti o sostanze, che potessero contenere il ligando naturale del
GHS-R, si trovassero nell’ipotalamo, perché essendo rilasciato a livello dell’ipotalamo
l’ormone e legandosi all’ipofisi per stimolare il GH si era partiti da un estratto ipotalamico. In
realtà facendo tantissimi estratti ipotalamici si era visto che non si otteneva niente, cioè non si
riusciva a trovare questo ipotetico ligando. Successivamente il gruppo giapponese di
Kangawa ha pensato poi che questo ipotetico ligando potesse derivare dallo stomaco, perché
il R aveva degli effetti simili al R GPR28, e quindi invece di cercare il ligando endogeno
nell’ipotalamo l’hanno cercato nello stomaco, ed effettivamente isolando estratti proteici di
stomaco e, incubando questi estratti nelle cellule che contenevano questo R, si sono accorti
che c’era effettivamente una risposta. Da qui hanno capito che stranamente questo ormone si
trovava nello stomaco, però mancava ancora un pezzo, infatti questo peptide, che loro
à à
avevano chiamato ghrelin (da grow crescere, e releasing rilascio), non funzionava sulla
stimolazione del GH così com’era, perché mancava ancora un ulteriore pezzo, che era
un’addizione del gruppo octanoico di acidi grassi sulla serina 3 di questo peptide. Questi
giapponesi sono invasatissimi, infatti non smettono mai di lavorare, e uno di questi che vedete
Ghrelin, ligando endogeno naturale del GHS-R
era il chimico, forse Kojima, che mentre era sul treno ha avuto un’illuminazione, dopo che ci
ha pensato non so quanto tempo, ed ha capito c’era questo gruppo octanoico, che ha buttato
giù su questo foglietto che vedete, riuscendo quindi ad identificare la forma finale del ligando.
La scoperta di ghrelin è un esempio di farmacologia inversa: identificato prima il
recettore (GHS-R), poi il suo ligando (ghrelin)
“ghre,” “grow,”
Ghrelin: da che significa crescere
gh (GH) + relin (releasing) = ghrelin
Good results in research depend partly on luck. Though, it
may be hackneyed to profess that good luck in research depends
on the researcher's passion, I believe it's true.
Kojima M. The discovery of ghrelin--a personal memory. Regul Pept. 2008 ;145:2-6.
Questo perché soltanto il gruppo octanoico fa in modo che questo peptide possa legarsi al R,
senza questo gruppo il peptide non si lega al R e di conseguenza non indice nemmeno la
stimolazione del GH. Quindi è un esempio di farmacologia inversa, perché anziché
identificare prima l’ormone e poi il R è stato identificato il R e poi il ligando. Hanno quindi
isolato questo ormone ghrelin, ed hanno iniziato a studiare che cosa facesse, e hanno visto che
fra le attività principali c’era appunto quella di stimolare la secrezione del GH delle cellule
ipofisarie, sia in vitro che in vivo in diversi modelli animali e anche nell’uomo, e si è vista la
capacità di grelina di stimolare proprio la sintesi e la secrezione del GH. Per quanto riguardo
l’ACTH e la prolattina, in studi successivi, è stato dimostrato che sono anch’essi stimolati
dalla grelina, anche se in quantità inferiori rispetto al GH. Non è poi finito qui, perché ci si è
chiesti successivamente in che modo questo peptide normale venisse attaccato un acido
grasso a livello di un aminoacido, e a lungo i chimici hanno studiato come mai c’era questa
acidazione. Hanno scoperto solo successivamente, due gruppi di due diverse industrie
farmaceutiche, un enzima, che hanno chiamato GOAT (ghrelin O-acyltranferase), che era
capace, grazie agli acidi grassi presenti nell’organismo, di promuovere l’acilazione di questo
peptide, catalizzando questa reazione per far sì che ci fosse l’acilazione sulla serina 3. Questa
Regolazione del metabolismo energetico
è stata una scoperta importante che poi ha portato a studi successivi per vedere cosa
succedeva se si inibiva l’acilazione della grelina, vedendo le conseguenze sulla mancata
acilazione. Adesso vi parlerò della regolazione della fame, perché? Perché la grelina, oltre a
stimolare la secrezione del GH, una
delle sue principali azioni è quella di
stimolare l’assunzione del cibo, cioè è
un peptide che induce il senso di fame.
Fa questo sempre attraverso il R dei
GH secretagoghi e sempre grazie a
questa acilazione che ha sulla serina 3.
Esistono delle forme diverse che non
hanno l’acilazione, ma che fanno cose
diverse, quindi soltanto la grelina
acilata è in grado si stimolare la
produzione del GH e l’assunzione del
cibo. Qui vedete uno schema sulla
regolazione dell’assunzione del cibo:
ci sono innanzitutto diversi ormoni
rilasciati sia dal tratto
gastrointestinale, sia dagli adipociti
Ghrelin (come ad esempio la leptina rilasciata
dal grasso) o l’insulina rilasciata dal
pancreas, che inibiscono l’assunzione
(colecistochinina) del cibo, quindi la leptina per
(glucagon-like
peptide 1)
Morton CJ et al., Nat Rev Neurosc 2014 definizione è uno degli ormoni più
L’omeostasi energetica è un processo mediante il quale l’organismo mantiene le
importanti nella regolazione del cibo perché inibisce la fame. Tutti questi ormoni hanno delle
riserve di grasso regolando l’equilibrio tra l’assunzione ed il consumo dell’energia
funzioni importanti dipendentemente da quando voi mangiate, perché vengono rilasciate in
seguito all’assunzione del cibo, oppure nel caso di ghrelin vengono indotti dalla mancanza del
cibo e quindi stimolano la fame. Ovviamente l’assunzione del cibo induce un senso di sazietà
che va ad inibire l’ulteriore assunzione del cibo, e la sazietà andrà anche ad inibire il
cosiddetto reward, ossia il senso di appagamento che si ha dal cibo, e quindi vi mancherà la
voglia di mangiare ulteriormente se avete appena mangiato. Ci sono sei segnali a lungo e
breve termine che arrivano al SNC da parte del tratto gastrointestinale per dire mangia o non
mangiare, e questi sono, per quanto riguarda il segnale a lungo termine, quelli rilasciato dal
tessuto adiposo, quindi dalle riserve di grasso, come la leptina, mentre quelli a breve termine
possono essere la grelina o altri peptidi come GLP1, che è quell’ormone che a livello del
pancreas ha degli effetti positivi sulla secrezione insulinica e regola anche l’assunzione del
cibo in senso negativo, quindi la inibisce, e si comporta come la leptina sostanzialmente. I
peptidi gastrointestinali sono molto importanti per la regolazione dell’assunzione del cibo e
Peptidi gastrointestinali
per tutta l’omeostasi di tutto l’organismo, agiscono attraverso delle afferenze vagali che
arrivano al cervello e
trasmettono degli impulsi a
livello del cervello. Questi
sono i principali ormoni che
vedete nel tratto
gastrointestinali, come il GLP1
nel colon, la grelina nello
stomaco, il pancreas è uno dei
principali organi che produce
questi peptidi come l’insulina
e il glucagone, e poi il GLP1 è
prodotto da diverse
componenti del tratto
gastrointestinale. La cosa
GLP-1, glucagon-like peptide 1 interessante è che tutti i peptidi
CCK, colecistochininca
GRP, gastrin-releasing peptide hanno un effetto di inibizione
PP, polipeptide pancreatico
NMB, neuromedina B sull’assunzione del cibo e
Cummings DE & Overduin J, J Clin Invest 2007
grelina è l’unico che stimola l’assunzione del cibo, quindi è stata una scoperta importante
Meccanismi centrali di regolazione dell’appetito
perché nessuno si aspettava di individuare qualcosa che avesse questo ruolo, infatti sul
momento quando era stato scoperto questo ormone c’è stato un grandissimo interesse perché
poteva essere implicato nello studio dell’obesità e nello studio del comportamento alimentare.
Qua vedete diversi ormoni che
possono o stimolare o inibire
l’assunzione del cibo: per
esempio, la grelina che stimola
l’assunzione del cibo viene
prodotta dalla stomaco, arriva ai
nuclei arcuati dell’ipotalamo nel
SNC, agisce attraverso il proprio
R su questi neuroni che si
chiamano NPY e, stimolando
questi neuroni particolari,
stimola il rilascio di proteine che
agiscono nei nuclei arcuati
nell’ipotalamo su altri neuroni
per promuovere l’assunzione del
cibo, quindi per spostare il
bilancio sul food intake. Invece
altri ormoni come la leptina,
rilasciata dal tessuto adiposo, il GLP1 rilasciato dal tratto gastrointestinale, o altri come PYY
Schwartz MW & Morton GJ, Nature 2002
rilasciato dal colon, che agisce inibendo questi nuclei che stimolano la fame bloccando gli
effetti dei neuroni che stimolano la fame, e come l’insulina che agiscono stimolando invece
quei neuroni che bloccano la fame, quindi hanno un effetto opposto rispetto alla grelina.
Questi sono i cosiddetti neuroni propiomelanocortinici che fanno sì che vi sia il rilascio
dell’ormone melanocortina, che agisce sugli stessi neuroni su cui agiscono quelli stimolati
da grelina, inibendo la fame. Come spesso succede, i neuroni NPY possono a loro volta
inibire quelli che bloccano la fame, così come quelli che bloccano la fame possono invece
inibire quelli che stimolano la fame, quindi ci sono sempre dei meccanismi di regolazione
sullo stimolo della fame. Quindi, come vi ho detto prima, grelina è stata scoperta per il fatto
di avere questa capacità di stimolare l’appetito e l’assunzione del cibo, quindi ci sono diversi
peptidi, che sono la grelina rilasciata dalla stomaco, che stimola a livello ipotalamico
l’assunzione del cibo e altri come molti ormoni del tessuto adiposo, fra cui la leptina, che
invece hanno un effetto opposto. Fra questi c’è anche l’insulina, che è invece un ormone
pancreatico, che ha effetti anch’essa sulla inibizione dell’assunzione del cibo. Ricordiamo
anche l’azione incretinica del GLP1, che a livello pancreatico è capace anche, oltre ad avere
mi di ghrelin nella regolazione ipotalamica dell’appetito
effetti sulla fame, di promuovere il rilascio dell’insulina e promuovere la sopravvivenza della
beta cellula. Qui vedete le afferenze vagali, ossia la
grelina è in grado si stimolare a livello
centrale l’assunzione del cibo, quindi la
fame, grazie anche a queste che arrivano al
cervello, e quindi comunicano con il SNC
dal tratto gastrointestinale. Quest’ultimo è
α MSH una zona del nostro corpo
(melanocortina) interessantissima, perché a sua interno
vengono rilasciate tantissime sostanze ed è
molto innervata, tant’è che era stato
considerato come un secondo sistema
nervoso. Ovviamente non lo è perché ha
funzioni diverse, però avendo questa
innervazione così importante è considerato
Leptin una zona cruciale del nostro organismo. La
(adipocytes) grelina è rilasciata dallo stomaco,
attraversa la barriera ematoencefalica,
entra nell’ipotalamo e stimola i neuroni
NPY/AgRP attraverso il legame con il R
ein; ARC, arcuate nucleus of GHS. Questi neuroni stimolati, una volta
gamma-aminobutyric acid;
sferase; MC4R, melanocortin attivati, rilasciano questi peptidi che sono
melanocyte-stimulating le NPY/AgRP nei nuclei paraventricolari
ide Y; POMC, pro-
araventricular nucleus. dell’ipotalamo, quindi una zona diversa dell’ipotalamo. Qui di nuovo si legheranno ad un R
Briggs and Andrews, Neuroendocrinol 2011
specifico per promuovere il comportamento alimentare, quindi in questo caso l’assunzione del
cibo. Una cosa in più che hanno questi neuroni è la capacità di inibire quelli che invece
bloccano l’assunzione del cibo, che si chiamano POMC proopiomelanocortinici, quindi non
soltanto la grelina stimola l’assunzione del cibo, ma a bloccare anche l’effetto di altri ormoni
come la leptina che invece inibisce l’assunzione del cibo, e lo fa anche attraverso il rilascio
Ghrelin e obesità
del neurotrasmettitore GABA, che legandosi al R blocca l’effetto di questi altri ormoni e
quindi è inibito il rilascio della melanocortina e l’effetto sul blocco dell’assunzione del cibo,
quindi sul senso di sazietà. Oltre a questi effetti la grelina può anche direttamente arrivare ai
nuclei paraventricolari dell’ipotalamo per stimolare i neuroni, quindi può anche bypassare la
prima parte, ma questo ulteriore meccanismo in realtà non è stato ancora ben