Cap. 11 - Le emozioni
Prof. Maria Rita Ciceri
Di cosa si occupa la psicologia generale?
Approfondisce del soggetto una serie di fenomeni e lo fa partendo da un punto di vista rigorosamente sperimentale. Indaga l'esperienza del soggetto a livello intersoggettivo. La mente è una componente del corpo e l'oggetto della psicologia è il soggetto mentre esperisce in interazione, dotato di un corpo. Sentire il corpo è essere consapevoli di un'immagine corporea. La psicologia generale molto spesso ha fatto esperimenti in laboratorio per concentrarsi sulle variabili dell'intersoggettivo.
Il corpo è quanto di più fisico che noi conosciamo; alla psicologia interessa come il soggetto sente il corpo. La psicologia, nella storia, è arrivata a dare i concetti di immagine corporea (come io mi vedo). Sono stati fatti esperimenti che chiedevano alle persone di entrare e uscire in mondi virtuali con porte di diverse dimensioni. Coloro che hanno un'immagine distorta della loro figura umana non si sentono adeguati per compiere la propria immagine. Il mio sentirmi inadeguata si trasforma in azione.
Studiare l'immagine corporea vuol dire spostarsi sul soggetto, ma farlo in maniera intersoggettiva, cioè cercare di trovare le caratteristiche della dinamica valida per tutti i soggetti. Lo schema corporeo è invece l'immagine fisica che uno ha del suo corpo, qualcosa di più concreto (il bambino non ha le mani e i piedi nei disegni). Lo schema corporeo matura e cambia nel tempo e con gli anni. Lo schema corporeo che cambia ci fa cambiare la nostra capacità di agire con il mondo che ci circonda.
Occuparsi del soggetto vuol dire avere bene in mente l'esperienza umana del soggetto, che è un soggetto a più dimensioni. Un aspetto ancora diverso è quello dei disturbi psicosomatici, che sono quei disturbi di coloro che hanno conservato uno schema corporeo diverso da quello che hanno (persone che hanno perso gli arti). L'uomo è anche comportamento, che è interazione di corpo e mente con l'ambiente. La psicologia esplora diversi oggetti, che sono in fondo gli oggetti percepiti, letti, utilizzati dal soggetto. Studio dei fenomeni (oggetti) mediati però dal punto di vista dei vari soggetti.
Le emozioni: tra appraisal e arousal
Cosa sono le emozioni? Sono reazioni neuro-fisiologiche a uno stimolo, non sono razionali, sono condizionate dalla cultura o dalla soggettività dell'individuo e, in alcune occasioni, non sono controllabili. Appraisal, valutazione delle cose che danno scattare le emozioni, può esserci sia in emozioni positive che in emozioni negative allo stesso modo. Arousal, attivazione fisiologica del corpo. Prima lavorano i visceri e poi lavora il cervello? James afferma questa teoria.
La cultura influisce moltissimo sulle emozioni (nelle culture orientali l'appartenenza è un'emozione, la cultura occidentale più individualista non è per nulla un'emozione). La cultura insegna a regolare la manifestazione dell'emozione o agisce in modo più profondo e fa diventare incapaci di provarla. La psicologia ha iniziato a definire le emozioni dicendo che non sono sentimenti; l'emozione è una risposta a uno stimolo, che è detto antecedente emotivo, che ha una breve durata nel tempo. L'esperienza emotiva ha una durata effimera, perché il mio corpo si attiva e risponde a ogni stimolo emotivo. L'uomo crea delle soglie attraverso le quali regolarsi.
Emozioni da controllare o per controllare?
Le emozioni sono sia fenomeni da regolare che per controllarci. L'emozione è un'esperienza finita e quindi ha caratteristiche e componenti che io posso descrivere. Le componenti di un processo cognitivo sono: Appraisal e Arousal.
Evento che fa nascere una valutazione cognitiva (appraisal). L'antecedente elicita un'emozione. Mentre l'evento accade, questo genera in me una risposta, perché interviene un sistema di valutazione cognitiva; le emozioni non sono logiche, ma sono razionali. La valutazione cognitiva, l'appraisal, avviene immediatamente prima che io ne sia cosciente. Partita la valutazione, immediatamente partono alcuni sistemi: il mio corpo si prepara ad agire, si avvicina o si allontana, avviene quindi un'attivazione fisiologica (arousal), esperienza soggettiva e un comportamento espressivo. Il comportamento espressivo non è l'attivazione fisiologica.
La risposta è istintiva ma richiede l'intervento di componenti molto complessi. Il sistema di regolazione che è legato all'appraisal cerca di inibire o regolare le mie risposte. La regolazione è tale che se io mi preparo prima all'emozione, posso modificare la valutazione cognitiva su quell'evento. La regolazione da dire: non è pericoloso. Cambia quindi il modo con cui io valuto.
Appraisal: Teoria dell'appraisal di Arnold. Per appraisal si intende un atto diretto e immediato di conoscenza che integra la percezione e del quale si può diventare consapevoli soltanto a processo concluso. Arnold fu uno dei primi a parlare di appraisal nell'esperienza emotiva, ovvero da indagare. La coscienza per lui arriva dopo, perché la valutazione qualitativa è qualcosa di così immediato che la coscienza interviene in un secondo momento, non per questo non intervengono delle strutture cognitive.
Frijda aggiunge il concetto di struttura di significato. Lui dice che un evento in sé non ha nessun valore emotivo, è solo il significato che il soggetto gli dà a dargli valore emotivo. Questo significa che le emozioni non sono fisse e stabili. Il riflesso è la risposta fisiologica non mediata da un sistema di conoscenza, mentre le emozioni sono invece mediate. Frijda dice che l'uomo lega all'esperienza emotiva almeno due cose: una cognizione dell'evento, cioè una valutazione soggettiva consapevole e una motivazione ad agire, cioè l'azione di allontanamento e di avvicinamento. L'emozione acquista quindi una funzione motivazionale, nel senso che mi spinge a fare qualcosa o evitare qualcos'altro. Le emozioni sono un sistema velocissimo di risposta.
L'esperienza emotiva ha una base genetica importante, ci sono risposte che ci si tramanda di uomo in uomo (la paura del buio). Ci sono paure che ci appartengono in modo uniforme e omogeneo e paure che si modificano.
SEC: schema di valutazione delle circostanze attivanti di Scherer
Per spiegare l'appraisal, Scherer sostiene che è composto da fasi, perché progressivamente la natura ci ha dotato di un metodo per valutare in ordine le circostanze.
- Valutazione della novità: l'emozione irrompe nella mia vita per uno stimolo nuovo
- Piacevolezza/spiacevolezza
- Rilevanza dello stimolo per gli scopi e i bisogni del soggetto
- Capacità di far fronte (Coping), so fronteggiarlo
- Compatibilità con le norme sociali e l'immagine di sé
Questi passaggi sono tali da implicarsi l'uno con l'altro. Tutto ciò che entra di nuovo nella mia vita io faccio fatica ad accettarlo, le cose che non conosco non me le può insegnare nessuno. La novità è uno stimolo emotivo che ci richiede tanta energia. Bisogna però fare un passaggio ulteriore, capire quanto è nuovo. Bisogna domandarsi cosa lui considera novità.
Ho paura del dolore fisico e del giudizio degli altri, questo ha una valenza edonica, negativa (mi piace/non mi piace). Si possono provare esperienze spiacevoli che però vengono valutate come piacevoli. La piacevolezza non è così semplice e scontata. Bisogna chiedere all'altro, per lui qual è la valenza piacevole. Quando noi parliamo di valenza edonica, siamo fermi solo a un minimo dell'esperienza. La paura sociale è una paura diffusissima ed è connessa con la rilevanza per gli scopi del soggetto. Meglio il mio aspetto o una bella cucchiaiata di Nutella? Dipende dal soggetto. Esistono persone che hanno addirittura paura di trovare dei dolci nel loro armadietto, per paura di doverli affrontare, di potersi sentire inadatti. La gioia non coincide con la valenza edonica del piacere.
Paura di non essere all'altezza, di non piacere agli altri. Un'importanza a livello sociale, ma anche una paura di non sapere affrontare le cose da sola, quindi è fortemente legato alla fase di coping. Esistono due tipi di coping: chi è molto concentrato su se stesso e ha un buon livello di autostima, sopravvalutando le sue capacità e chi invece non crede in se stesso. Quando si lavora sul coping bisogna portare alla luce gli aspetti positivi, bisogna lavorare sulla capacità di aggredire le situazioni, anche solo per qualche istante. Durante le valutazioni di Scherer l'individuo analizzato in base alle scelte che fa cambia, e quindi cambiano le fasi successive. La compatibilità con le norme sociali è qualcosa di estremamente rilevante, perché, ad esempio, la vergogna e la colpa sono emozioni che esistono solo per le norme sociali. Se io faccio qualcosa di cui potermi vergognare da sola, non mi sento in colpa né mi vergogno, se invece c'è un occhio esterno che guarda, allora...