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Emopoiesi

Gli elementi figurati del sangue devono essere sempre mantenuti costanti in numero e ciò comporta un continuo rinnovamento. Il processo di formazione di tali prende il nome di emopoiesi: essa consiste nella produzione di elementi maturi presenti nel sangue a partire dalle cellule staminali emopoietiche. Si realizza con la comparsa dei progenitori e dei precursori.

Tipi di tessuto emopoietico

Si distinguono due tipi di tessuto emopoietico: il tessuto mieloide e quello linfoide. Un ruolo fondamentale durante la maturazione è svolto dal contesto ambientale.

Il sistema emopoietico

Il sistema emopoietico è il processo contraddistinto dalla comparsa di popolazioni cellulari man mano sempre più differenziate. Esistono inoltre cellule con diverse potenzialità di sviluppo: alcune sono capaci di originare tutti gli elementi del sangue, altre solo alcune linee differenziative. Abbiamo perciò le cellule del compartimento staminale, il compartimento dei progenitori e il compartimento dei precursori.

Le cellule staminali emopoietiche sono dotate di autorinnovamento, sono in genere quiescenti e multipotenti. La cellula staminale totipotente origina dal mesoderma del sacco vitellino. Alla quinta settimana, le cellule staminali colonizzano il fegato, e poi vanno nel midollo, al timo e alla milza. Dopo la nascita, il midollo osseo è il principale organo emopoietico.

Commitment e microambiente

Il commitment è il passaggio dal compartimento staminale a quello dei progenitori ad opera di fattori di crescita. I progenitori sono poi indirizzati verso linee differenziative specifiche con ridotto autorinnovamento, dipendenti dai fattori di crescita. I precursori, invece, costituiscono le tappe terminali per la formazione di elementi maturi, presentando attività mitotica. La tappa finale riguarda il controllo del rilascio degli elementi.

Il microambiente è costituito dalle cellule, dalla sostanza fondamentale e dalle sostanze diffusibili. È il componente essenziale per la regolazione e il controllo della maturazione poiché questo produce segnali locali. Esso fornisce alle cellule emopoietiche la struttura di supporto, influenza il commitment, consente l’interazione delle cellule mediante siti di legame.

Le cellule non emopoietiche presenti nel microambiente sono rappresentate da cellule stromali, fibroblasti, adipociti, cellule endoteliali. I componenti della matrice extracellulare sono collagene, laminina, fibronectina, trombospondina, GAG e proteoglicani e svolgono un ruolo di interazione adesiva.

I fattori di crescita hanno un ruolo fondamentale e svolgono un controllo numerico regolando la proliferazione dei progenitori. Sono indispensabili per la sopravvivenza e per il differenziamento.

Linee differenziative

Si riconoscono la linea eritropoietica, granulocitopoietica, linfocitopoietica, trombocitopoietica. Il ruolo regolativo del microambiente è comune; alcuni elementi sono in comune altri no. In primo luogo, la maturazione avviene con una sequenza ben precisa di precursori che si caratterizzano per la proliferazione e per il differenziamento. Infine, il ciclo cellulare si compie in sedi specifiche: organo emopoietico competente, circolo sanguigno, compartimento tissutale.

Eritropoiesi: BFUE e CFUE

Il compartimento degli elementi precursori della serie rossa prende il nome di eritropoiesi. Il processo dura circa 5 giorni.

  • Proeritroblasto: il primo identificabile, il più voluminoso con nucleo largo, ovale, citoplasma basofilo e va incontro a numerose divisioni mitotiche.
  • Eritroblasto basofilo: diametro di circa 15 µm. La cromatina è condensata. Il citoplasma è intensamente basofilo e presenta un elevato numero di poliribosomi liberi e scarsi elementi del reticolo endoplasmatico, un complesso del Golgi, molti mitocondri e granuli di ferritina.
  • Eritroblasto policromatofilo: caratterizzato dall’involuzione e dalla scomparsa del nucleolo e da una colorazione sovrapposta di eosinofilia e basofilia dipendente dall’accumulo di emoglobina che è acidofila. Scompare il complesso del Golgi, si riducono i mitocondri e il nucleo diventa più piccolo e più denso.
  • Eritroblasto ortocromatico: il nucleo è piccolo con cromatina molto addensata e il citoplasma è mosso.
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Scienze biologiche BIO/06 Anatomia comparata e citologia

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