Neurofisiologia dei processi mentali 18/11/2015
Neuropsicologia
La neuropsicologia è nata con lo studio di pazienti. Essa si occupa di tutti quegli studi sull'uomo che tengono conto della correlazione tra processi cognitivi e substrato neurale. Svolge un'indagine parallela a quella fatta dalla neurofisiologia, la quale si basa sul confronto con il modello animale, attraverso il quale si traccia un continuum evolutivo. Tuttavia, il paziente neurologico puro è diverso dal paziente neuropsicologico; ad esempio, un danno che provoca deficit motori non viene affrontato dalla neuropsicologia.
La neuropsicologia si suddivide in varie branche. Una di esse è la neuropsicologia clinica, che, dopo aver individuato il sistema cerebrale danneggiato, affronta la cura dei malati neuropsicologici nell'ottica della riabilitazione.
Negli anni, in questa disciplina, si sono succeduti vari approcci. All'inizio si preferiva studiare casi singoli, perché erano soggettivi, e si potevano studiare approfonditamente le funzioni compromesse del singolo paziente. L'aspetto della soggettività fu visto come un problema, e dagli anni '60 si studiarono i gruppi. L'analisi di un campione di soggetti permette uno studio statistico facendo la media delle lesioni di ogni paziente per risalire al nocciolo vero della lesione per quella determinata funzione. Dopo aver studiato le sindromi fondamentali e aver stabilito quali erano i principali meccanismi sottostanti ad esse, lo studio del caso singolo è stato rivalutato. A questo punto, gli studiosi andavano a ricercare l'eccezione, ciò che va fuori dal modello, per raffinare i paradigmi sperimentali.
La lesione può essere di entità variabile, spesso è molto grande quindi va a colpire diverse funzioni cerebrali. Ciò complica la diagnosi del paziente. Di solito i casi sono misti, a causa dell'entità della lesione, di solito diffusa.
Principio di modularità
Marr (anni '80) = le funzioni cognitive e non sono un tutt'uno, ma si possono suddividere in moduli parzialmente indipendenti l'uno dall'altro, che quindi si possono indagare separatamente. Ad esempio, la funzione linguistica si divide in 3 moduli: semantico, sintattico e fonologico; una lesione può deficitare solo uno dei tre moduli.
Principio della doppia dissociazione
Teuber = una lesione A porta al deficit A, non al deficit B che ha prodotto dalla lesione B, nonostante facciano tutti parte della stessa rete neurale.
Test neuropsicologici
- Batterie generali, teste che ricadono in determinati domini funzionali, servono per restringere il campo di indagine al dominio compromesso.
- Batteria di test individualizzati, relativa a una funzione specifica (quella compromessa).
Queste batterie tengono anche in considerazione che il paziente potrebbe utilizzare strategie alternative per risolvere i compiti. Questo non vuol dire che il deficit non sia presente, ma probabilmente che ci sono circuiti che vicariano la funzione deficitaria.
Una delle batterie generali più utilizzata è la WAIS, che si suddivide in due sottotest: subtest verbali, valutano conoscenze generali, vocabolario, memoria di serie di cifre, ragionamento, comprensione e analogie; subtest di performance, valutano lavoro su figure (quindi composizione spaziale), associazione numeri-simboli, riordinamento/completamento di figure, disegno con i cubi. La WAIS valuta l'intelligenza, ma trascura gli elementi di natura sensorimotoria visuo-spaziale.
Prof. Fogassi
Neurofisiologia dei processi mentali 18/11/2015
Per quanto riguarda il linguaggio, è bene tenere presente che questa funzione possiede una specializzazione a livello emisferico, il sinistro ma non è sempre detto. Esistono test di specializzazione emisferica che evidenziano questa proprietà:
- Ascolto dicotico, il paziente riceve un input acustico diverso alle due orecchie, ci si chiede quale delle due riporta. Di solito un destrimane riporta l'input sentito a destra.
- Amytal sodico, è un test invasivo per il quale si inietta questa sostanza nelle carotidi, questo provoca una inattivazione di uno dei due emisferi, se l'emisfero inattivato è quello che contiene la funzione linguistica il paziente non riuscirà più a parlare per qualche minuto.
Le batterie individualizzate indagano la memoria e il linguaggio. Un test che indaga la memoria di lavoro è il repetition priming test (capacità di utilizzare informazioni da poco apprese per risolvere problemi e prendere decisioni in un breve periodo): si presentano al paziente pezzi di parole, poi parole intere, di cui alcune fanno riferimento alle precedenti; se la memoria di lavoro è intatta l'associazione più forte è con queste ultime.
Per pazienti con lesioni prefrontali si utilizza il Wisconsin card sorting test, che si compone di quattro mazzi di carte diverse per forma, colore e numero. Il paziente deve costituire delle associazioni tra le carte divise in 4 mazzi senza sapere la regola sottostante, fissata preventivamente dallo sperimentatore. Nella prima fase riescono tutti. A metà test la regola viene cambiata senza dirlo al paziente.
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