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La geometria non è adatta al fanciullo perché viene insegnata male dal maestro: il precettore deve essere consapevole che il ra-

gazzino non è dotato dell’arte di ragionare (tipica dell’adulto), bensì di quella del vedere, ed è necessario che accetti il metodo di

quest’ultimo anziché imporre il proprio.

Il pedagogo deve cercare assieme al fanciullo le proprietà delle varie figure, ma lasciare che sia quest’ultimo a trovarle (se il primo

traccerà linee non ugualmente lunghe con una penna legata, tramite un filo, a un perno, Emilio arriverà a capire che queste non

possono essere di diversa lunghezza, e lo farà presente al maestro stesso). E’ più importante conoscere la precisione delle figure

che dimostrarla: ci si deve preoccupare di tracciare, ad esempio, linee eguali e, per verificare la precisione delle figure, ci si con-

centrerà sulle loro proprietà sensibili. In generale, l’esercizio aiuta a capire come servirsi delle proprie capacità e come adoperarle

meglio.

Per poter udire, è necessario che qualcosa si muova attorno a noi; all’udito corrisponde la voce, della quale l’uomo possiede tre

tipologie: parlante o articolata, cantante o melodica e patetica o accentuata. Anche il fanciullo ne è dotato, ma non è ancora ca-

pace di accostarle, così come non lo è nell’impiegare le esclamazioni in tutte le tipologie; egli di frequente grida, ma non è capace

di modulare il tono della voce. Bisogna quindi insegnargli a parlare in modo chiaro, a pronunciare correttamente le parole e nel

canto, a rendere la voce stessa intonata.

Non è necessario insegnare molto presto a leggere la scrittura, e la stessa cosa vale per la lettura della musica: meglio evitare alla

giovane mente forme di attenzioni troppo faticose. La musica stessa può essere ascoltata e viene imitata in maniera maggiormen-

te corretta che attraverso la lettura stessa; iniziando ad accostare Emilio alla musica, bisogna prima insegnargli la composizione di

frasi regolari, poi il collegamento con una semplice modulazione.

Sollecitare il gusto del fanciullo è uno dei modi più semplici per ottenerne l’attenzione; gli esercizi fisici possono essere accom-

pagnati da una ricompensa costituita da cibo. La golosità è tipica della fanciullezza e per facilitare la fame in Emilio, non è neces-

sario languire quest’ultimo, è sufficiente far leva sull’appetito naturale del giovane.

Il senso del gusto è quello che più di altri offre le sensazioni che ci colpiscono di più; la sua attività è puramente materiale e diffi-

cilmente è collegata all’elaborazione da parte dell’intelletto. Nella distinzione di quanto può essere assunto dal corpo e di ciò che

invece è dannoso, non ci è utile l’esperienza dei vari cibi ma il piacere, attraverso il quale, grazie anche al gusto, si capisce cosa

non è nocivo nell’alimentazione; quest’ultima è fondamentale per rinnovare continuamente l’organismo che consuma le proprie

energie per funzionare correttamente.

L’alimentazione stessa dipende dall’attività svolta dall’uomo e dal luogo in cui egli vive; quella conforme alla natura, basata

sull’appetito, è quella più sana, mentre quella che danneggia maggiormente la salute è quella che si basa sull’abitudine e sul vizio.

Qualsiasi tipo di regime alimentare sia stato adottato, bisogna lasciar libero il fanciullo di muoversi; solo così non mangerà trop-

po. Non bisogna far soffrire la fame a Emilio, poiché nel momento opportuno si rifarà mangiando sino a non star bene;

l’appetito diventa esagerato a causa dell’impiego di numerose regole contrarie alla natura.

Come il tatto accompagna la vista, così l’odorato affianca il gusto: lo prepara all’effetto che produrrà su quest’ultimo il sentire un

odore preciso; l’odore, in sé stesso, è debole, e attiva l’immaginazione non tanto per quello che è ma per ciò di cui dà indizio. I-

noltre, tale senso accresce la tensione nervosa e eccita il cervello; durante l’infanzia, questo senso non è ancora molto attivo, e

non lascia ancora segni sull’immaginazione, la quale è ancora non agisce perché non ancora attraversata dalle emozioni.

L’uomo risulta essere dotato anche di un sesto senso, definito “comune”perché è il frutto dell’uso equilibrato di tutti i sensi e dà

informazioni sulla natura delle cose elaborando le loro caratteristiche; esso non risiede in un organo preciso, risiede all’interno

del cervello e le sue sensazioni, essendo interne, sono dette “percezioni” o “idee”, e la capacità di metterle in relazione dà origine

alla ragione umana. Si possono allora distinguere la ragione sensitiva o puerile (consistente nel formare semplici idee partendo

dalle sensazioni) e quella “intellettuale o umana” (consistente nel formare idee complesse partendo da quelle più semplici.

Emilio nell'età da 10 a 12 anni: Con la tipologia di educazione appena descritta, si conduce Emilio ai confini dell’infanzia, dopo

la quale egli inizia lentamente a diventare uomo. La fascia di età dai 10 ai 12 anni rappresenta la maturità dell’infanzia stessa, e

ogni periodo di vita presenta un proprio agisce di sviluppo.

Osservando un fanciullo sano e ben formato, non si possono avere che buoni auspici circa il suo futuro.

Effetti dell’educazione di Rousseau su Emilio:

- L’aspetto e il contegno manifestano sicurezza e positività d’animo.

- Salute evidente.

- I movimenti impetuosi ma sicuri rivelano la sua vivacità tipica.

- E’ abituato alle varie forme di addestramento fisico.

- Carattere libero e aperto.

- Da lui ci si può aspettare solo verità.

- Parla con libertà, senza curarsi dell’effetto delle sue parole, adoperando un linguaggio puro. 10

- Le sue idee sono poche ma precise; non sa molto a memoria, ma ha imparato dall’esperienza; ha letto pochissimi libri comu-

ni, ma sa interpretare quello della natura.

- Non conosce il significato dell’abitudine.

- Agisce e parla nel modo più adatto a lui.

- Il comportamento nasce dalle sue inclinazioni e non è disposto alla menzogna.

- Chiede aiuto indifferentemente, poiché gli uomini per lui sono ancora tutti eguali; ha fiducia nei propri simili, è un essere li-

bero, sensibile e debole, che ha bisogno dell’aiuto di un individuo, libero anch’egli, ma forte e benevolo.

- Agisce nella misura delle proprie forze, in generale prevedendo sempre la situazione.

- Davanti ai pericoli e difficoltà, non è eccessivamente spaventato.

- Vede le cose come sono, poiché la sua immaginazione non produce ancora visioni distorte.

- Sopporta la necessità.

- In ogni cosa è interessato.

- Rispetto ai suo coetanei di città, è più forte di tutti, e a quelli di campagna, la forza è la medesima ma è più abile; possiede le

doti per governare entrambi.

- Ha appreso senza mostrarsi infelice.

LIBRO TERZO → periodo dai 10 anni in poi, età vicina all’adolescenza ma non è ancora la pubertà

Le forze e i bisogni: Prima dell’adolescenza, la vita è caratterizzata dalla debolezza, ma vi è un momento nel quale le forze oltre-

passano i bisogni: il giovane, pur rimanendo in una condizione debole, diventa forte. Le forze che egli possiede sono sufficienti a

soddisfare i bisogni, non ancora del tutto sviluppati. La debolezza ha origine dalla sproporzione tra forze e desideri; le passioni

causano debolezza perché necessitano, per essere soddisfatte, di più energia di quanta la natura abbia dotato l’uomo. La soluzio-

ne migliore è diminuire i desideri per risparmiare la forza.

A questa età, le forze di Emilio si sviluppano più alla svelta rispetto ai suoi bisogni; poco sensibile al freddo, lo sopporta senza

problemi e, non solo basta a sé stesso, ma possiede anche più forze di quante in realtà gli servano. Questa transizione temporale

risulta essere molto breve e perciò, è preziosa.

L’eccedenza di forze viene impiegata dal ragazzo in attività ed esperienze che gli potranno tornare utili in futuro: questo è il peri-

odo giusto per il lavoro, per lo studio, ed Emilio vi si può dedicare perché proprio la natura ve lo conduce.

Considerando che l’intelligenza umana non può conoscere tutto il sapere esistente al mondo, e solo una piccola parte di quanto

comunemente gli uomini sanno, la cerchia ristretta di nozioni per il fanciullo è ancora troppo estesa.

Accanto allo sviluppo del corpo, inizia ad emergere quello dello spirito: inizialmente Emilio è vivace solo dal punto di vista fisi-

co, in seguito diventa man mano curioso; bisogna distinguere, in virtù della curiosità, quali desideri di conoscenza derivino dalla

natura e quali invece dal mondo umano.

La volontà di conoscere proviene dalla curiosità naturale per tutto ciò che può avere un interesse immediato, così come il deside-

rio innato del benessere, il quale spinge l’uomo a ricercare sempre nuovi mezzi per soddisfarlo. Bisogna escludere dal sapere

quelle conoscenze che non provengono dal desiderio naturale, limitandosi invece a quelle che l’istinto spinge a ricercare.

Geografia e astronomia: Pochi anni prima il pedagogo si è limitato a insegnare al fanciullo solo ciò che lo riguardava immediata-

mente, mentre ora si spinge oltre; questo progresso deriva dallo sviluppo delle forze e della mente. Durante il periodo di debo-

lezza, la necessità della conservazione concentra l’interesse all’interno dell’individuo, mentre in quello di potenza, egli si spinge

oltre la realtà che lo circonda, rimanendo però il pensiero della mente ancora limitato allo spazio che si può vedere e misurare.

Nel passaggio dalle idee sensibili a quelle mentali, la mente, nelle sue operazioni, deve essere ancora guidata dai sensi: le uniche

fonti di conoscenza devono essere la natura e i fatti.

Emilio deve essere abituato ad osservare attentamente i fenomeni naturali, solo così diventerà curioso; per alimentare la curiosi-

tà, non bisogna affrettarsi a soddisfarla. Quando egli vede un nuovo oggetto, lo esamina a lungo riflettendo senza dir nulla e, so-

lo quando è assorto nello studio di quanto ha davanti, gli si può porre qualche breve domanda in modo da avviarlo alla soluzio-

ne.

Circa l’insegnamento della geografia, bisogna iniziare col mostrare direttamente la realtà. Il fanciullo si limita a scorgere gli ogget-

ti poiché non è ancora in grado di elaborare relazioni mentali di questi; egli non può ancora comprendere i discorsi complessi

della poesia e dell’eloquenza, perciò è necessario continuare ad essere chiari e semplici.

In modo da abituare il ragazzo ad essere attento, la ricerca della soluzione ai problemi deve continuare per un po’ di tempo, pri-

ma di scoprirla. Circa le scienze, si discute se utilizzare il metodo analitico o quello sintetico; Rousseau sostiene che non è sem-

pre necessario scegliere, perché alcune volte l’uso dell’uno e dell’altro sono la stessa cosa, mentre in altre occasioni uno può fun-

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gere da correttivo per l’altro. Non è importante insegnare le scienze al ragazzo, ma il gusto di apprenderle e i metodi giusti per

impararle.

Emilio costruirà la propria carta geografica da solo: prima segnando la città in cui abita e la casa di suo padre, poi i luoghi inter-

medi e gli elementi fisici che li circondano, sino ad arrivare ad altri man mano che conosce la distanza e la posizione (a ciò servi-

vano gli esercizi per rendere la vista precisa); in questa attività, egli deve essere seguito un poco dal maestro, ma se sbaglia, deve

essere libero di correggere i suoi errori, in modo da imparare. Non è importante conoscere esattamente la geografia di un paese,

ma sapere come apprenderla; il fanciullo deve continuare ad avere idee chiare e semplici.

Questa parte di vita, successiva all’infanzia, è molto breve, e sembra che il tempo a disposizione non basti per fare quanto è ne-

cessario, poiché ben presto l’attenzione di Emilio sarà distolta dalle passioni nascenti. Bisogna abituarlo a porre attenzione a lun-

go su un oggetto: si può procedere in questa attività gradualmente e, se il fanciullo pone delle domande, bisogna prima analizzare

i motivi che lo portano a formularle, e poi rispondere solo per alimentare la sua curiosità; il metodo d’insegnamento corretto è

quello basato su un ordine di connessioni ove un elemento particolare richiama il suo precedente in modo da poter giungere al

successivo.

Cognizioni di fisica: Rousseau sostiene la necessità, da parte dell’uomo, di costruire da sé le macchine, e ciò deve avvenire dopo

l’esperienza; solo dopo aver vissuto casualmente l’esperienza conoscitiva, ci si può cimentare man mano nella realizzazione dello

strumento che deve verificarla. In questo modo, le conoscenze apprese autonomamente risultano più solide e non si abitua la

mente alla pigrizia, ma la si rende attiva nello scoprire rapporti e somiglianze.

Queste occupazioni permettono a Emilio di mantenersi in movimento anche se apprende lezioni teoriche, e di rendere abile la

manualità; gli strumenti creati per guidare l’uomo nell’esperienza, trascurano l’esercizio dei sensi.

Le conoscenze teoriche non giovano alla mente del giovane, anche se egli è adolescente; il maestro deve operare in modo che le

esperienze discendenti dalla teoria siano collegate, così da facilitare un’ordinata memorizzazione.

Quando il ragazzo arriva a conoscere in cosa consiste davvero il suo interesse e riesce a cogliere le relazioni tra pensieri circa co-

sa gli conviene o no, arriverà a capire la differenza tra lavoro e divertimento, e a capire che quest’ultimo è il riposo dal primo.

A che serve ciò?: L’uomo aspira alla felicità, ma per poter essere tale deve conoscerla: questa consiste nel non soffrire e le condi-

zioni che lo portano al benessere sono la libertà, salute e lo stretto necessario. Il fanciullo è interessato solo da oggetti fisici;

quando egli diventa abile nel prevedere il bisogno prima che questo appaia, inizia a conoscere il valore del tempo e il maestro

deve quindi guidarlo nell’impiego in qualcosa di utile per la sua giovane età.

Non bisogna forzare Emilio ad andare oltre a ciò che può comprendere: diventerà altrimenti dipendente da un’altra persona in

grado di guidarlo ovunque.

Una volta che il ragazzo avrà compreso il significato della parola “utile”, gli si potrà insegnare man mano l’utilità di ogni cosa,

tramite la domanda “a che serve ciò?”. Emilio imparerà velocemente a porre di frequente questa domanda di fronte a quanto il

precettore gli chiederà di fare, e se quest’ultimo avverte la difficoltà nel rispondere, capendo che egli vuole semplicemente trarlo

in inganno, non dovrà rispondergli.

Non è compito del maestro proporre al fanciullo quanto deve apprendere, ma deve essere quest’ultimo a desiderare cosa impara-

re; il primo dovrà collocarlo nelle condizioni adatte all’apprendimento. Inoltre, non è importante che Emilio impari una cosa

piuttosto che un’altra, ma deve capirla bene, così come la sua utilità. Anche se vicino all’adolescenza, non bisogna accompagnare

l’insegnamento con discorsi difficili perché, se il fanciullo non li comprenderà, distoglierà l’attenzione impiegandola su altro; bi-

sogna rendere una prova, adatta alle sue capacità.

Al precettore verrà naturale dire ad Emilio che i suoi insegnamenti gli saranno utili, ma non riuscirà nel proprio intento se non

sarà capace di convincerlo totalmente; egli deve mostrare al ragazzino solo ciò che può vedere, e non appena Emilio sarà capace

di ragionare, il pedagogo stesso non dovrà fare paragoni con altri ragazzini, ma confrontarne le capacità attuali con quelle del

passato, in modo da spronarlo a migliorarsi.

I libri: Robinson Crusoe: L’unico libro che Emilio leggerà in questa fase della sua vita è Robinson Crusoe, testo adatto alla sua

educazione; il precettore deve indurre il proprio allievo a confrontare la propria condizione con quella del protagonista, e giudi-

care come vivono gli altri uomini. Immaginando di essere al posto dell’uomo del romanzo, il ragazzo si dedicherà velocemente a

imparare tutto ciò che è necessario a migliorare la propria condizione, prima ancora che l’insegnante gli trasmetta anche solo

una minima parte delle tecniche di sopravvivenza. Così Emilio imparerà non dai libri, ma dalle cose e dall’esperienza.

Arti e mestieri: Le arti naturali si distinguono da quelle industriali perché possono essere praticate da un uomo solo che lavora

per avere il nutrimento in vista della propria sussistenza, mentre le seconde rendono necessaria l’esistenza della società e la pre-

senza di molti lavoratori che lavorino per la sopravvivenza di un intero paese. Il pedagogo deve mantenere il fanciullo lontano da

qualsiasi concezione dei rapporti sociali che non sia adatta alle sue facoltà; quando però egli deve introdurlo alla conoscenza di

questi, deve dirigere l’insegnamento verso l’ambito industriale e verso le macchine, che rendono gli uomini utili reciprocamente.

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Ogni attività lavorativa che Emilio osserva, deve poterla sperimentare e conoscerne l’utilità; inoltre, in base alla propria educa-

zione abbandonerà la concezione comune secondo la quale alcuni lavori sono maggiormente degni di considerazione altri no.

Prima di poter conoscere i sentimenti umani, il ragazzino deve essere capace di giudizio; deve prima fare esperienza della realtà

delle cose e poi di come questa viene raffigurata dagli adulti, in modo da distinguere la falsità dalla verità. Sino ad adesso Emilio

non conosce le relazioni umane perché non conosce a sufficienza sé stesso; è capace a riguardo, di formulare pochi giudizi, ma

questi sono precisi; valuta le cose e le opere umane basandosi sul rapporto immediato con il suo interesse.

L’ordine naturale può essere usato anche per classificare i vari mestieri: al primo posto si avranno quelli autonomi, agli ultimi

quelli che dipendono da altri; il pedagogo e il suo considerano come ordine, quello seguente: agricoltura, lavorazione del metallo,

lavorazione del legno e altri materiali. Emilio vorrà conoscere tutto quanto riguarda ogni cosa, così come la loro utilità. Non è

detto che lo stesso lavoro appassioni l’allievo quanto il maestro; quest’ultimo deve far sì che Emilio si dedichi al lavoro non solo

per capire la propria idoneità, ma anche compiacersene per poterne capire la vera utilità.

Industria, commercio, circolazione monetaria: Nella società vige lo scambio di prodotti industriali, cose e denaro; il fanciullo de-

ve apprendere il meccanismo degli scambi accompagnato, ad esempio, a conoscenze circa i prodotti naturali di ogni paese.

L’esistenza dello scambio è necessaria, poiché non può esistere la società e, nelle attività commerciali, una comune misura senza

l’eguaglianza, la quale è presente sia tra gli uomini (comparsa del diritto; il fanciullo deve conoscere il funzionamento elementare

del governo riguardo solo la proprietà) che tra le cose. La spiegazione deve limitarsi agli aspetti essenziali, senza addentrarsi nelle

conseguenze generate dal denaro, e non deve basarsi su conoscenze frammentarie, ma essere tale da portare alla comprensione

dei complessi rapporti della società stessa.

Mostrando tutto ciò che per Emilio è importante conoscere, gli si dà la possibilità di sviluppare il proprio gusto e di seguire la

sua indole. Il metodo di Rousseau risulta essere adeguato alle facoltà dell’uomo in ogni periodo della sua vita; bisogna scegliere

un’attività lavorativa adatta alle facoltà che caratterizzano il soggetto.

Vita di relazione: Dopo la necessità di allargare lo sguardo oltre la propria persona, ora Emilio sente la necessità di ritornare ver-

so sé stesso, continuando a trarre profitto dalla propria curiosità per la realtà che lo circonda. Egli ha costruito, nel tempo, molti

strumenti, dei quali magari non conosce di tutti i quanti l’utilità; li può ora scambiare con altri disposti a prestargli i propri in

cambio dei suoi, ma per questa occasione è necessario conoscere i bisogni di ciascuno, così come cosa hanno gli altri di utile da

prestare e cosa si può dare in cambio.

L’uomo che vive isolato, senza aver legami coi propri simili, è destinato a vivere infelice; a questo punto della vita, Emilio esce

man mano dallo stato di natura e, relazionandosi con gli altri, costringe anche questi alla stessa condizione. Uscire dalla natura

permette la realizzazione della propria conservazione, perché si possono utilizzare gli strumenti per sopravvivere dopo averli

cercati; iniziano così a formarsi le idee circa i rapporti sociali, prima che il giovane diventi membro attivo della società. Non ap-

pena Emilio conoscerà la vita, il pedagogo dovrà insegnargli come curarla, senza operare distinzioni di posizione sociale, di cen-

so ecc. tra gli uomini, in virtù del fatto che i bisogni naturali sono uguali dappertutto ed eguali devono essere gli strumenti per

farvi fronte. L’educazione deve essere a misura d’uomo.

L’uomo, di qualunque posizione sociale, offre come bene alla società, sé stesso, poiché i suoi beni appartengono già a questa; e-

gli, se non vuole vivere all’interno della comunità, vivere come vuole, ma in società, vive a spese di altri, e deve colmarle lavoran-

do. L’attività che può garantire la sopravvivenza alla persona, e contemporaneamente la avvicina sempre di più alla natura, è il

lavoro delle mani o artigianato, occupazione indipendente da altri mestieri; la migliore resta però l’agricoltura, che Emilio cono-

sce già perché vi si è dedicato fin da piccolo e non ha mai smesso di occuparsene.

Il mestiere di artigiano: Emilio non sarà costretto a lavorare per vivere o per necessità, ma per l’onore e, per sottoporre a sé stes-

so la fortuna e le cose, deve diventarne indipendente. Egli non deve esercitare un mestiere particolare, ma uno comune nel quale

le mani lavorano più della testa e che permette di fare a meno della ricchezza.

Se il fanciullo si dedicasse a un lavoro esercitato frequentemente dagli uomini di società, come ad esempio l’artista, si troverebbe

a dover soddisfare la volontà di numerosi ricchi in cambio di denaro, preoccupandosi così anche di ottenere ricchezza; operan-

do così, egli si troverebbe schiavo di questi uomini e soprattutto del denaro, e in breve si sentirebbe infelice; se invece si dediche-

rà a un’attività nella quale possa adoperare le proprie mani e le conoscenze possedute, eviterà questa spiacevole condizione e pa-

droneggerà un’arte utile nel momento del bisogno.

Le attività lavorative da evitare sono, ad esempi,attore di teatro, ricamatore, verniciatore; Emilio deve sentirsi libero nella scelta

di una professione tra quelle rimaste, tenendo conto della necessità, relativa ad essa, di non pretendere dal lavoratore qualità ne-

gative che arrivino ad abbruttire l’animo limpido e giovane.

Rousseau, nella scelta del mestiere per il suo allievo, segue il pensiero di un noto pensatore del suo tempo, sostenitore del fatto

che è dovere del cittadino darne altri allo Stato e tramite questo tributo così pagato, arricchire la società di artigiani; non appena i

suoi figli avranno raggiunto l’età adatta, sceglieranno da soli l’occupazione preferita, tralasciando quelle che conducono all’ozio.

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Questo esempio, accanto all’educazione ricevuta, porta Emilio a disprezzare quanto esiste di inutile e a dedicarsi invece a quanto,

secondo lui, vale la pena investire tempo e forze; il precettore, mostrando le opere della natura e dell’arte al ragazzo, ne alimenta

la curiosità e ha la possibilità di studiare i suoi gusti e seguirlo dove la curiosità stessa lo porta, senza però scambiare l’imitazione

per un’inclinazione propria del suo animo. E’ necessario quindi osservare attentamente le capacità del giovane per accettarle e

conoscere i suoi gusti.

Per Emilio, scegliere un lavoro manuale non è difficile perché sin da fanciullo ha acquisito le abilità che possono essere impiega-

te in qualsiasi occupazione; egli è pronto a tutto, deve solo affinare la prontezza e scioltezza nell’uso dei vari strumenti. Grazie

all’educazione che ha ricevuto, il ragazzino è in vantaggio rispetto agli altri: essendo agile e flessibile dal punto di vista fisico, è

capace di assumere qualsiasi posizione e di resistere alle fatiche di qualsiasi movimento, i suoi sensi sono precisi e ben esercitati.

Bisogna assegnare un mestiere adatto al sesso dell’uomo e, nel caso del fanciullo, adatto alla sua età; bisogna scartare i lavori mal-

sani, ma non quelli faticosi o che possono generare pericoli, poiché questi ultimi costituiscono un importante esercizio per rin-

forzare il coraggio e temprare l’animo. Il ragazzo deve svolgere la propria mansione con forza e decisione.

Il lavoro che Rousseau individua per Emilio come adatto a lui è quello del falegname (può essere svolto in casa, mantiene allena-

to il corpo, sveglie le mani, è utile ma rende possibile anche l’eleganza e il buon gusto), così come non è disdegnato il fatto di de-

dicarsi alle scienze speculative (il giovane potrà costruire strumenti di precisione come i telescopi). L’occupazione scelta verrà

imparata anche dal maestro, perché secondo Rousseau, Emilio imparerà bene solo quanto farà assieme al suo precettore. En-

trambi non possono dedicare tutto il loro tempo alla pratica del lavoro scelto: la soluzione migliore è dedicarvisi due volte alla

settimana, seguendo non solo le direttive di chi insegna loro, ma anche le sue abitudini (si sveglieranno entrambi alla sua stessa

ora, mangeranno con lui e a fine giornata, torneranno alla propria dimora in campagna). Ciò per avere la possibilità di dedicarsi

anche ad altre occupazioni vicino casa.

Attraverso l’esercizio fisico e il lavoro manuale, il giovane impara a riflettere e a meditare: mentre lavorerà, avrà anche la possibi-

lità di pensare, in modo che gli esercizi del corpo e della mente siano utili reciprocamente.

Emilio, lavorando, sperimenta ben preso le disuguaglianze sociali e, vedendo il precettore quale uomo ricco, gli farà osservare

che anche lui, come sé stesso, deve impegnarsi nella società; il maestro lascerà l’affermazione priva della propria risposta e lo in-

voglierà a continuare il lavoro, dicendogli che anch’egli si metterà a lavorare per essere utile.

Capacità di giudizio: sguardo retrospettivo: Emilio, dopo essersi esercitato a livello fisico e poi nella capacità di giudicare, nonché

nell’usare armoniosamente corpo e intelletto, è pronto per diventare un essere sensibile e capace di amore, ma prima di ciò deve

imparare a ragionare davvero in modo giusto, anche se in parte già lo sa fare (prima percepiva solo sensazioni, ora le giudica).

Il modo di formare idee conferisce un carattere allo spirito umano; chi forma idee in base a rapporti reali, possiede

un’intelligenza solida. L’intelligenza umana è dotata della maggiore o minore capacità di confrontare idee tra loro e stabilire tra

queste dei rapporti.

Circa le sensazioni, il giudizio è passivo, mentre non lo è riguardo le idee o percezioni poiché opera confronti e accostamenti; la

facoltà del giudizio, se si limita a quanto si vede e si sente, non causa inganno, mentre se si giudica un fenomeno fermandosi alla

sua apparenza, è facile sbagliarsi. La soluzione a questo problema è l’esperienza.

L’errore umano deriva solo dal giudizio: se l’uomo non avesse bisogna di giudicare, non imparerebbe come farlo correttamente,

e non si ingannerebbe (questa è una delle leggi della natura), costruendo rapporti solo riguardo alle cose che ci circondano, si è

indifferenti al resto; questa condizione era sufficiente al fanciullo nei primi anni di vita, ma ora non è più adatta, poiché egli si

trova a dipendere e la sua curiosità si amplifica assieme ai suoi bisogni; Emilio, vivendo ora in società e trovandosi tra nuovi rap-

porti dai quali dipende, avrà bisogno di giudicare e compito del precettore è insegnargli come farlo efficacemente.

Il metodo migliore di giudizio è quello che semplifica le esperienze e procede così:

1. Verifica i dati dei sensi

2. Confronta quelli di un senso con quelli degli altri

3. Verifica i dati di ciascun senso, senza ricorrere agli altri, in modo che ogni sensazione diventi un’idea conforme alla verità.

Questo metodo è visibile nel seguente esempio: se il ragazzo vede un bastone in acqua, e pensa che sia spezzato, solo dopo alcu-

ni ragionamenti concluderà che in realtà è intero ed è il fatto di essere conficcato nel letto del fiume, a farlo sembrare spezza-

to(anche perché si vede solo una parte del legno stesso). Emilio non ha fretta di trovare la soluzione, ma riflette circa quanto ve-

de e poi esamina le proprie deduzioni prima di rispondere; quando la mente diventa capace di giudicare, ogni sensazione viene

tradotta in un giudizio, e dal confronto di diverse sensazioni nasce un ragionamento. Egli, inoltre, imparando da solo, utilizza

solo la propria ragione, e l’attività di ragionare tiene allenata la sua mente; solo così egli fa proprie le conoscenze prima di memo-

rizzarle, senza impararle a memoria senza un senso.

Il ragazzino elabora pochi ragionamenti, ma questi sono il frutto solo dell’attività della sua mente, che è ormai pronta ad acquisi-

re sempre più conoscenze; per il momento, a Emilio è sufficiente capire qual è lo scopo di quanto fa e perché crede ciò che cre-

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de. Egli conosce i rapporti tra gli uomini e le cose, non ancora quelli morali tra i suoi simili, ed è poco incline ad astrarre, è labo-

rioso e paziente; considera sé stesso senza darsi pensiero degli altri, conta solo su sé stesso, ha vissuto sinora felice e libero, ma

sempre quanto la natura gli ha permesso. Gli manca solo di conoscere veramente le relazioni sociali.

LIBRO IV - ADOLESCENZA

Il capitolo inizia con una discussione sul tempo che passa velocemente sulla Terra. Rousseau dice che nasciamo due volte l'una

per vivere l'altra per esistere. Egli parla di come fino all'età nubile non c'è niente che distingue tra maschi e femmine, tutto è u-

guale: stessa voce, stesso colorito, stesso aspetto. L'uomo non è fatto per rimanere nell'infanzia, è destinato a crescere e il mo-

mento dell'adolescenza è un continuo fermento di emozioni. Un cambiamento dell'umore, una continua situazione di spirito

rendono il fanciullo quasi indisciplinabile. Oltre all'umore cambia anche l'aspetto, cambia la fisionomia: la peluria che cresce in

fondo alle guance, la voce muta (ne nel fanciullo ne nell'uomo riescono a individuarsi all'interno della figura dell'adolescente). I

vari cambiamenti che avvengono all'interno dell'adolescente:

- Il suo impeto diventa furore

- Se si irrita subito dopo si intenerisce

- Può versare lacrime senza motivo

- La mano di una donna possono farlo tremare.

Questo è secondo nascere di cui parla è un nell'epoca in cui finiscono le educazioni ordinarie e l'uomo nasce veramente alla vita.

Le passioni sono gli strumenti della conservazione ed è inutile distruggerle. Le passioni naturali sono quelle che rendono liberi e

invece quelle che soggiogano arrivano dall'esterno. L'amore di sé è vista come la sorgente di tutte le passioni perché nasce con

l'uomo e morirà con lui. L'uomo ama ciò che lo aiuta a conservarsi e respinge tutto quello che lo danneggerebbe, ecco spiegato

perché il bambino si lega alla nutrice. Il fanciullo è incline alla benevolenza, nel momento in cui estende le proprie relazione è qui

il momento in cui si sveglia e genera delle preferenze. Rischia di diventare arrogante e poco predisposto all'apprendimento se lo

vede come un'imposizione forzata. Per essere buono l'uomo non deve mettersi in paragone con gli altri e deve avere pochi biso-

gni al contrario diventerà cattivo. Il bambino conosce la sua parte fisica attraverso gli oggetti, quando comincia a svilupparsi la

morale deve studiare sé stesso tramite le relazioni con gli altri.

L'uomo ha bisogno di una compagna ed è la natura che attrae un sesso verso l'altro. Il vero amore viene onorato dagli uomini ed

è stato creato l'amore cieco perché riesce a vedere meglio anche i rapporti che non risultano di primo impatto. Per amare bisogna

rendersi amabili e preferibili rispetto agli altri. È perché esiste l'amore e l'amicizia che esistono al contempo anche l'odio e il di-

sappunto. Nel fanciullo si può instillare il seme dell'amore ma non nel ragazzo perché in questa fase nasce da solo. BISOGNA

CAMBIARE METODO.

Il passaggio dall'infanzia alla pubertà è basato sul temperamento per gli individui e dal clima per i popoli (ognuno di questi è ve-

de nell'altro il lato più ardente del carattere). La pubertà e il buon senso sono legati ai popoli civilizzati rispetto a popolazione

barbare. Occorre vivere tra la gente rozza per capire fino a che punto l'ignoranza dell'infanzia serve a prolungare l'innocenza dei

fanciulli. Quando la gioventù raggiunge l'età per sposarsi, l'uomo e la donna si donano l'un l'altro l'amore reciproco che darà ori-

gine a tanti bambini forti e robusti. Per Rousseau non bisogna lasciar vivere i bimbi nell'ignoranza (non conoscere le cose) ma

neanche insegnargli tutto. L'insegnamento deve essere voluto dalla curiosità del bambino, se non si vuole rispondere lo si può

zittire o se si vuole rispondere occorre essere il più diretti e semplici possibili. Se viene detta una bugia e l'allievo la scopre viene

meno il senso vero e proprio dell'educazione. Un argomento tabù come il sesso deve essere affrontato nella maniera più diretta

possibile per evitare domande assurde una volta giunta la maturità. Il pudore non esiste nei fanciulli. Quindi per evitare una peri-

colosa curiosità occorre parlare di tutto con il bambino.

DOMANDA COME SI FANNO I BAMBINI? Le mamme tendono a zittire i bambini. La risposta suggerita da Rousseau è

quello in cui viene fatto il paragone tra un calcolo che viene espulso e il dolore del parto che può anche portare alla morte.

Per dare ordine e regole alle passioni che stanno nascendo occorre espandere il proprio spazio d'azione, portando quindi la natu-

ra stessa ad accomodarle al suo lavoro. La sensibilità dirige le passione ed è l'immaginazione che porta a modificare le stesse pas-

sioni in vizi. Il sommario di tutta la saggezza umana nell'uso delle passioni:

- sentire i veri rapporti dell'uomo tanto nella specie che nell'individuo.

- ordinare le affezioni dell'anima secondo questi rapporti.

Finché la sensibilità è relegata all'individuo non tocca la moralità mentre appena si espande verso gli altri nascono i sentimenti e

di conseguenza il concetto di bene e male. Se un fanciullo è ben educato il primo sentimento con cui viene a contatto è l'amici-

zia. La buona educazione è alla base di un buon uomo che si commuove e che si pente per qualcosa di sbagliato che può aver

commesso. L’adolescenza è l’età della commiserazione e della generosità.

La felicità è sintomo di solitudine, ma l’essere imperfetto (uomo) per essere felice deve amare qualcosa. I bisogni comuni unisco-

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no per interesse mentre le miserie uniscono per affezione. L’animo umano è portato a farsi carico dei problemi dell’altro perché

la pietà un sentimento dolce. A 16 anni l’adolescente sa cosa vuol dire soffrire e sa appena che anche gli altri soffrono è come

quando il bambino piccolo conosce solo i suoi di dolori. L’Emilio del suo libro è un ragazzo che non sa cosa vuol dire la morte,

non mai mentito e non sa versare lacrime da coccodrillo. Lui essendo istruito il giusto saprà cosa sono queste cose solo più avan-

ti nell’arco della sua vita. Deve svilupparsi la pietà perché i fanciulli devono comprendere che ci sono persone che hanno passato

le stesse loro situazioni dolorose.

TRE MASSIME PER RIASSUMERE IL PENSIERO:

1. Non è del cuore umano il mettersi al posto della gente che non è più felice di noi, ma di quella che è più da compiangersi.

2. Non si compiangono negli altri che i mali di cui non ci si crede esenti noi stessi. (l’allievo deve comprendere che chi soffre

più di lui non è da guardare male in quanto anche lui potrebbe arrivare a quel livello).

3. La pietà che si sente per il male altrui non è misurata sulla quantità di questo male, ma sul sentimento attribuito a quelli che lo

soffrono. (ci si sente più vicini al dolore che è patito dagli animali che dagli uomini).

METODO: dare il tempo al tempo per far nascere e sviluppare le passioni. Non occorre portare esempi e questo è il periodo in

cui il maestro riesce a leggere negli occhi e nel cuore dell’allievo. Non occorre giudicare gli allievi se non sono abbastanza sensi-

bili alla morte e allo sofferenza altrui in quanto alcuni di questi sentimenti non sono mai stati provati da loro. Emilio ha avuto

buon senso e semplicità nell’infanzia sarà altrettanto compassionevole nella giovinezza. Al giovane deve essere concesso tutto e

deve essere sempre apprezzato. Deve avere molto spirito ed essere amabile cosi da essere ricercato dalle donne per amarlo. Il ra-

gazzo per non essere sopraffatto dalla vita vera deve sapere cosa avviene nel mondo e non vivere avvolto dalle cure della fami-

glia. Quando si arriva all’età critica bisogna mostrare al giovane degli spettacoli che lo aiutino a frenare le proprie passioni carnali,

deve dedicarsi alla vita campestre e allontanarsi quindi dalla città che è fonte di peccato. Occorre sempre seguire le inclinazioni

del giovane ma mettendo dei paletti per evitare l’avanzare della natura. È inutile che i maestri si lamentino dell’ardore che è pre-

sente nei giovani in quanto è proprio colpa dei maestri che a tempo debito non hanno portato abbastanza esempi e modi per ri-

durre le inclinazioni più animalesche. Rendere libero l’adolescente per fare in modo che cerchi il proprio maestro è il modo per

instillare in lui il senso di riconoscenza. Ci sono dei rischi nel metodo:

- Se viene allevato diventando troppo osservatore si compiacerà nel vedere i perversi che vivono nell’orrore senza provare

sdegno.

- Allevandolo seguendo i principi gli verranno mostrate delle lezioni che rimarranno ben impresse nella mente del giovane.

La felicità viene usata per non mostrare che si sta soffrendo in realtà. L’uomo del mondo è chiuso nella maschera che usa per

mostrarsi alla società e quindi è straniero a sé stesso. La fisionomia del volto per Rousseau è data dall’abituarsi a un certo tipo di

affezioni (nel fanciullo sono gioia o dolore) ecco perché dice che si può capire un carattere dalla fisionomia del volto. Il suo gio-

vane sarà magari meno amabile rispetto agli altri perché non è in grado di fingere dei sentimenti.

Emilio non ha mai avuto modo di essere in contatto con ragazzi della sua età quindi la prima cosa che fa è comparsi a loro. Da

qui l’amore per sé diventa amor proprio ed è in questa occasione che si andrà a formare il carattere di Emilio (se dolce o malefi-

co). Per studiare gli uomini occorre studiare la società in cui vivono. Nello stato di natura il rapporto tra gli uomini è tale da non

creare un rapporto di dipendenza l’uno dall’altro, mentre nello stato civile esiste sempre una persona forte che opprime il debole.

Serve vedere in azioni gli uomini per capire se quello le parole e i fatti vanno sulla stessa lunghezza d’onda.

DISCUSSIONE SULLA STORIA: gli storici raccontano alla lettera i fatti come sono avvenuti mentre esistono autori che intor-

no a fatti storici narrano e aggiungono elementi anche inventati per facilitare la lettura. Per il giovane lo storico peggiore è chi

giudica i fatti.

R. propone delle letture che raccontano le vite di alcuni personaggi storici e pone il caso di Emilio che ha seguito 18 anni di edu-

cazione per mantenere uno stato d’animo integro nel momento in cui lancia la prima occhiata sul mondo vede tutto quello che

avviene come se si trovasse dietro le quinte di un teatro. Egli rimarrà sconvolto da quello che gli si mostrerà alla lettura mentre i

ragazzi cresciuti in maniera diversa e avvezzi a leggere libri con queste storie particolari non verranno toccati da questa situazio-

ne; sarà in grado di bloccare tutte le passioni che potrebbero generarsi dentro di lui in quanto sa cosa è bene e cosa non lo è. I

filosofi non conoscono bene gli uomini in quanto li leggono solo attraverso i pregiudizi della loro materia. Un selvaggio è invece

capace di comprendere quello che avviene dentro l’uomo in quanto vede i difetti dell’uomo come suoi.

“Le passioni a cui prendiamo parte ci seducono; quelle che offendono i nostri interessi ci indispettiscono, e, per una conseguenza derivante da loro, bia-

simiamo negli altri ciò che vorremmo imitare. L'avversione e l’illusione sono inevitabili, quando si è costretti a soffrire per parte d'altri il male che si

farebbe se si fosse al loro posto.” R. si chiede cosa occorre fare per poter conoscere bene gli uomini? Occorre essere interessati, essere

imparziali e sensibili alle passioni altrui (proprio il momento in cui si trova Emilio). L’allievo di Rousseau non è un genio, è stato

preso tra i più rozzi per mostrare come l’educazione può fare molto. Viene esposto anche ad eventi che vanno a intaccare la “pu-

rezza” di Emilio (lo lascia andare a giocare d’azzardo, lo lascia adulare dai seduttori etc.). Il maestro e l’allievo devono essere sullo

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stesso livello così ci sarà fiducia reciproca, il linguaggio usato deve essere veritiero e semplice. Il vero talento dell'istruire è farsi si

che l'allievo sia compiaciuto dalla sua istruzione, il maestro deve farsi capire ma non deve dire tutto, qualcosa deve essere lasciato

sottointeso per essere immaginato dall'allievo. È fondamentale avere anche esperienza e non solo avere conoscenze apprese tra-

mite lo studio.

Emilio sarà un uomo che compierà delle buone azioni, non farà niente di male e saprà come comportarsi in tutte le situazioni.

Egli sarà in grado di guadagnarsi il cibo in quanto ha molta esperienza di lavoro, cercherà di portare sempre la pace in una lite e

farà beneficenza ai poveri oltre che a preoccuparsi delle loro cure.

DISCUSSIONE FILOSOFICA DEL METODO PROPOSTO: occorre dare l'occasione all'allievo di pensare e non occorre

prendere allievi che siano dei geni, l'importante è la linea educativa che viene proposta e che deve essere seguita sin dalla tenera

infanzia. Locke dice che occorre partire prima dagli spiriti per poter comprendere il corpo. Questo va contro quello che viene

teorizzato dal naturalismo, serve il processo contrario per capire se effettivamente esiste o no il concetto di spirito. Non si parla

mai di religione e R. Ritiene che 18 anni sia ancora troppo presto per affrontare discorsi religiosi.

“Bisogna credere in Dio per essere salvati. Questo domma male inteso è il principio della sanguinaria intolleranza e la causa di tutte quelle vane istru-

zioni che recano il colpo mortale alla ragione umana, accostumandola ad appagarsi di parole.”. L'obbligo a credere indica anche la possibilità

che esista qualcosa di diverso da quello proposto dalla religione, in un bambino credere in Dio equivale a credere a qualsiasi cosa

a cui gli venga detto di credere. LIBRO V – ETA' ADULTA

Emilio è giunto all'età adulta e quindi è ora che trovi la propria compagna: Sofia. Inizia il libro con una descrizione di quello che

è la donna (organi, fisionomia, facoltà), le caratteristiche principali della donna sono le virtù e la bellezza che deve essere soggio-

gata al volere dell'uomo. La donna è fonte di eccitamento per l'uomo ma occorre sempre che la donna sia disponibile a soddisfa-

re questi bisogni. Le donne appaiono e sono deboli al fine di essere protette dagli uomini. Il “potere” è nelle mani delle donne

addirittura dalla Bibbia, in quanto è grazie a loro che gli uomini traggono forza e virtù. La donna è donna sempre in quanto è

l'anello principale della famiglia, in quanto mette al mondo e alleva i figli, li fa amare dal padre e ama il padre dei propri figli. La

fedeltà della donna nei confronti del marito deve essere riconosciuta da tutti in quanto se dovesse tradire il suo compagno ca-

drebbe con lei tutto quello che riguarda la famiglia. Il compito delle donne è quello di mettere al mondo figli per riempire le città

e le campagne. Platone, nella Repubblica, non sapeva cosa farsene delle donne quindi assegna loro gli stessi esercizi degli uomini

cosi da farle diventare “uomini”.

COME FORMARE LA DONNA NATURALE? Le donne non avendo collegi adibiti alla loro istruzione vengono allevate dalle

madri a loro piacere. Gli uomini sono attratti dalla loro bellezza ecco perché risulta importante che sappiano anche come ag-

ghindarsi per attirare gli sguardi. R. propone di allevarle come gli uomini.

“La donna e l'uomo sono fatti l'uno per l'altro, ma la lor mutua dipendenza non è eguale: gli uomini dipendono dalle donne in forza dei loro desideri;

le donne dipendono dagli uomini in forza dei loro desideri e dei loro bisogni; noi sussisteremmo piuttosto senz'esse ch'elle senza di noi.”. Tutto quello

che le donne fanno è per compiacere gli uomini. Le donne devono essere robuste per dare alla luce a loro volta degli uomini for-

ti. Secondo R. l'educazione femminile spartana è quasi esagerata sotto alcuni punti di vista anche se il principio base era proprio

quello. Devono risultare molto naturali per quanto riguarda l'aspetto fisico e non ingannare l'uomo con corpetti contenitivi per

nascondere dei difetti.

La bambina dedica tutto il suo tempo ad agghindare la sua bambola, cambiarle continuamente vestiti, dimenticandosi quasi di

mangiare. Dalla bambola passa poi al cucito e al ricamo. Più che imparare a leggere la bambina deve essere in grado di contare.

Le fanciulle non devono oziare ma devono essere sempre vigili e laboriose, il buon rapporto con chi le è accanto a lavorare le

farà passare più velocemente il tempo e sarà ripagata dal chiacchierare con le compagne di lavoro. Le donne devono essere sot-

tomesse ma non completamente soggiogate al loro ruolo così da aver la possibilità di continuare ad influenza il proprio marito. I

punti di forza della donna sono la bellezza o l'arte, non possono essere accresciuti entrambi in quanto la bellezza sfiorisce con il

passare degli anni o i vizi. Le fanciulle devono sentirsi belle soprattutto quando sono poco adornate in quanto solitamente un bel

vestito è usato per oscurare una donna brutta. Il cristianesimo ha fatto in modo che esagerando i doveri rispetto ai piaceri (canto,

ballo), il matrimonio è diventato un rapporto indifferente tra uomo e donna.

PER ISTRUIRE LE BAMBINE SERVONO MAESTRE O MAESTRI? Per R. non serve né uno né l’altro in quanto pensa che

siano in grado di imparare tutto naturalmente. Per quanto riguarda le arti chiunque può far da maestro alle fanciulle: madri, padri,

fratelli, sorelle. Devono essere le bambine stesse a chiedere di imparare non si deve imporre una lezione. Le fanciulle devono as-

solutamente apprendere ad avere una buona dialettica per poter mantenere una conversazione con chiunque così potrà sempre

farsi notare dagli altri. Non bisogna bloccare la chiacchiera delle bambine come si fa per i maschi, in quanto scatenerà l’effetto

contrario in quanto cercheranno ogni modo per scoprire cosa le si nasconde. La curiosità riguardo al sesso è da soddisfare il

prima possibile cosa da non fare con i ragazzi.

RELIGIONE: La religione deve essere la stessa della famiglia e R. non ritiene le donne in grado di essere giudici di loro stesse,

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessia.sella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Potestio Andrea.

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