Citologia e Istologia
Parte di Embriologia
Argomenti trattati:
Ovogenesi
• Spermatogenesi e spermiogenesi
• Ciclo ovarico e luteinico
• Regolazione ormonale del ciclo ovarico e luteinico
• Eventi della fecondazione
• Sviluppo dell’embrione
• Derivati dell’ectoderma
• Derivati del mesoderma
• Derivati dell’endoderma
•
CdL in Scienze Biologiche Anno Accademico 2018-2019
Scienze Biologiche
Ovogenesi
In un embrione di sesso femminile le cellule germinali primordiali, una volta giunte nelle gonadi
• si differenziano in ovogoni
Queste cellule vanno incontro ad una serie di divisioni mitotiche e alla fine del terzo mese si
• trovano situate nell’area corticale dell’ovaio disposte all’interno di cordoni
La maggioranza degli ovogoni continua a dividersi mentre alcuni di essi si differenziano in
• ovociti primari
Dopo la loro formazione gli ovociti primari replicano il loro DNA ed entrano nella profase della
• prima divisone meiotica
I cordoni di ovogoni si frammentano in ammassi cellulari solidi, ovvero i follicoli oofori, ciascuno
• dei quali consiste di un ovocita circondato da uno strato di cellule epiteliali pavimentose
Tutti gli ovociti primari sopravvissuti alla degenerazione cellulare iniziano la loro prima divisione
• meiotica, senza che essa venga portata a termine
Un ovocita primario unito alle cellule epiteliali costituisce il follicolo primordiale
• Solo con l’inizio della pubertà un certo numero di follicoli primordiali inizia a maturare a ciascun
• ciclo ovarico
L’ovocito primario aumenta di volume e il follicolo diventa un follicolo primario
• Inizialmente le cellule follicolari sono in intimo contatto con l’ovocita, ma molto precocemente si
• deposita sulla superficie di quest’ultimo uno spesso strato di mucopolisaccaridi, il quale
aumenta gradualmente andando a formare la zona pellucida
Contemporaneamente le cellule follicolari proliferano formando uno spesso strato cellulare
• attorno all’ovocito andando a formare così il follicolo secondario
Successivamente, grazie all’influenza delle gonadotropine, tra le cellule follicolari compaiono
• spazi pieni di fluido e, per successiva coalescenza di questi, si forma l’antro follicolare
Le cellule follicolari che circondano l’ovocita sono indicate con il termine di cumulo ooforo
• Raggiunto tale stadio il follicolo è indicato come follicolo di Graaf (o vescicoloso) ed è
• circondato da due strati a struttura connettivale, la teca interna (ovvero lo strato interno ricco di
vasi) e la teca esterna (ovvero lo strato esterno fibroso)
Nonostante che ad ogni ciclo ovarico maturino vari follicoli solamente uno di questi raggiunge la
• maturità
Non appena il follicolo è maturo si completa la prima divisione meiotica ed il risultato è la
• formazione di due cellule figlie, di diseguale grandezza, ciascuna provvista di 23 cromosomi
La cellula che diventerà in seguito l’ovocita secondario riceve tutto il citoplasma mentre l’altra, il
• corpuscolo polare, rimane priva di citoplasma e si pone tra la zona pellucida e la membrana
plasmatica dell’ovocito secondario
La prima divisione meiotica avviene poco prima dell’ovulazione
• Non appena la prima divisione maturativa è compiuta la cellula inizia la seconda divisione non
• preceduta da replicazione del DNA
Quando l’ovocito secondario è in metafase si ha l’ovulazione e l’ovocito abbandona l’ovaia
• Durante il processo dell’ovulazione la parete del follicolo rivolta verso la superficie dell’ovaio si
• assottiglia formando una zona traslucida, denominata macula pellucida, che sporge sulla
superficie dell’ovaio
Quando il follicolo ovarico raggiunge le sue massime dimensioni provoca un rigonfiamento
• visibile sulla superficie dell’ovaia, denominato stigma
A questo punto il follicolo è separato dalla cavità peritoneale soltanto da uno strato di cellule
• molto sottile Pagina 1 di 2 Ovogenesi
Scienze Biologiche
La rottura del follicolo è provocata quindi dall’azione di enzimi litici
• Entro pochi minuti sia la parete del follicolo che quella dell’ovaio si rompono e l’uovo rivestito
• dal cumulo ooforo viene espulso dall’ovaio per penetrare nella tuba uterina
Il follicolo si trasforma quindi in una ghiandola endocrina che è il corpo luteo
• La seconda divisione meiotica si completa solamente se l’ovocita viene fecondato, altrimenti il
• gamete femminile degenera Completamento del
Tipo di cellula Corredo cromosomico Processo processo
Terzo trimestre
Oogonio Diplode (2n) Mitosi (Formazione degli oociti)
Profase I, fino alla
Oocita primario Diploide (2n) Prima divisione meiotica pubertà
Seconda divisione Ferma in metafase II fino
Oocita secondario Aploide (n) meiotica alla fecondazione
Il gamete si ha solo
Cella uovo Aploide (n) dopo la fecondazione
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Spermatogenesi e spermiogenesi
Spermatogenesi
La differenziazione delle cellule germinali primordiali nel maschio inizia con la pubertà
• Alla nascita le cellule germinali possono essere riconosciute a livello dei cordoni sessuali
• primitivi del testicolo
Poco prima della pubertà il cordone sessuale si canalizza e dà origine ai tubuli seminiferi
• Contemporaneamente le cellule germinali primordiali danno origine agli spermatogoni, i quali,
• dopo ripetute divisioni mitotiche, danno origine agli spermatociti primari
Gli spermatociti primari iniziano la profase della loro divisone meiotica
• Al completamento della profase la cellula termina rapidamente la divisione dando origine ai due
• spermatociti secondari
Spermiogenesi
Gli spermatidi che derivano dalla divisione degli spermatociti secondari subiscono un
• complesso processo di trasformazione in spermatozoi, definito spermiogenesi
Durante il processo si differenziano delle strutture specifiche comprendenti il flagello e
• l’acrosoma
La spermiogenesi può essere divisa in quattro fasi:
• Fase del Golgi
• Fase del cappuccio
• Fase acrosomale
• Fase di maturazione
•
Fase del Golgi
Durante la fase del Golgi in tale apparato compaiono piccoli granuli PAS positivi denominati
• granuli proacrosomici
In seguito tali granuli si fondono tra loro formando un singolo granulo acrosomico avvolto da
• una membrana appartenente al complesso del Golgi
Fase del cappuccio
Nella fase del cappuccio la vescicola acrosomica si ingrandisce formando il cappuccio
• acrosomico
Nel frattempo i due cetrioli migrano verso il polo del nucleo opposto al cappuccio acrosomico,
• uno dei due (quello distale) servirà come corpuscolo basale per il flagello
Fase acrosomale
La fase acrosomale è caratterizzata da profonde modificazioni dell’acrosoma, del nucleo e del
• flagello:
Il nucleo si sposta ala periferia della cellula
• L’apparato acrosomico copre larga parte della superficie nucleare
• Il citoplasma si allunga in corrispondenza del polo caudale e i mitocondri migrano verso il
• flagello
Durante la fase di maturazione lo spermatide completa la sua trasformazione in spermatozoo e il
• nucleo e l’acrosoma assumono la forma caratteristica della specie
Nelle fasi avanzate della spermiogenesi la cromatina si condensa ulteriormente diventando
• estremamente compatta Pagina 1 di 2 Spermatogenesi, spermiogenesi
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Fasi succesive
Quando gli spermatozoi sono completamente differenziati abbandonano l’epitelio seminifero
• dirigendosi verso il lume dei tubuli seminiferi
Vengono quindi spinti verso l’epididimo, dove raggiungono la completa motilità
•
Spermatozoo maturo
Lo spermatozoo maturo è costituito da una testa e da una coda, o flagello
•
Testa
La testa è composta di due parti, il nucleo e l’acrosoma:
• Il nucleo contiene il materiale genetico
• L’acrosoma contiene gli enzimi per la digestione degli involucri dell’uovo
•
La forma della testa varia da specie a specie
•
Flagello
Il flagello è distinto in più parti:
• Segmento intermedio
• Segmento principale
• Semento terminale
•
Il flagello presenta una struttura assonemica ed è circondato da grosse fibre longitudinali
• esterne
Nel segmento intermedio le fibre esterne sono a loro volta circondate dalla cosiddetta guaina
• mitocondriale, costituita da mitocondri di forma tubulare
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Scienze Biologiche
Ciclo ovarico e luteinico
Fase follicolare
L’ipofisi rilascia quantità modeste di FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone
• luteinizzante)
Le molecole di FSH inducono l’accrescimento dei follicoli ovarici (in numero variabile da cinque
• a sette) e le cellule di tale struttura producono estrogeni
Tali estrogeni prodotti formano un nuovo strato di endometrio nell’utero, lo strato proliferativo
•
Ovulazione
Il follicolo, una volta maturo, secerne estradiolo in modo da portare al rilascio di ormone
• luteinizzante
Il rilascio di LH fa maturare l’ovulo e indebolisce la parete del follicolo ovarico
• Tale processo porta all’ovulazione, ovvero al rilascio dell’ovulo maturo
•
Fase luteinica e mestruazione
Dopo l’ovulazione il follicolo residuo si trasforma nel corpo luteo, il quale produce estrogeni e
• progesterone
Il progesterone in questa fase converte l’endometrio proliferativo in un ambiente ospitale per un
• eventuale impianto
Il mantenimento della secrezione del progesterone da parte del corpo luteo (in caso
• dell’avvenuta fecondazione) è legato alla presenza e alla secrezione della gonadotropina
corionica (HCG)
Nel caso non si abbia fecondazione l’endometrio si sfalda e si ha la mestruazione
• Ciclo ovarico e luteinico
Scienze Biologiche
Regolazione ormonale del ciclo ovarico
Prima fase
L’ipotalamo produce l’ormone di rilascio delle gonadotropine che stimola l’ipofisi a produrre LH
• ed FSH, i quali stimolano le gonadi (in particolare il follicolo ooforo)
L’FSH stimola le cellule della granulosa a produrre aromatasi ed inibina
• L’LH stimola le cellule della teca interna a produrre androstenione, il quale passa alle cellule
• della granulosa che lo convertono in estradiolo (estrogeno)
L’estradiolo stimola le cellule della granulosa per lo sviluppo del follicolo ooforo e l’utero per la
• produzione di endometrio proliferativo
Seconda fase
L’inibina e l’estradiolo inibiscono l’ipotalamo e l’ipofisi
• L’estradiolo stimola quindi l’endometrio determinando la fase proliferativa
•
Terza fase
L’estradiolo stimola la produzione di recettori per l’LH nelle cellule della granulosa che iniziano a
• produrre idrossiprogesterone
L’estradiolo stimola poi l’ipofisi a produrre LH
• L’aumento di idrossiprogesterone e LH stimolano quindi la rottura del follicolo e l’ovulazione
•
Quarta fase
Dopo l’ovulazione l’LH stimola le cellule della granulosa residue a produrre progesterone (il
• quale stimola l’endometrio) e a formare il corpo luteo
L’LH blocca poi la produzione di gonadotropine e la maturazione di nuovi follicoli
• Regolazione ormonale del ciclo ovarico
Scienze Biologiche
Eventi della fecondazione
Si tratta di eventi successivi all’incontro dei gameti
•
Capacitazione dello spermatozoo
Spontanea, dopo alcune ore di permanenza nelle vie genitali femminili
• Dipende da vari fattori
• Spermatozoi decapacitati assumono motilità iperattiva
•
Penetrazione attraverso le cellule del cumulo ooforo
Gli spermatozoi devono farsi strada tra le cellule del cumulo ooforo
• Spermatozoi che hanno una reazione acrosomiale anticipata demoliscono le cellule del cumulo
• ooforo ma non riescono a penetrare nella zona pellucida
Legame dello spermatozoo alla zona pellucida
Gli spermatozoi incontrano la zona pellucida
• Il legame è mediato da proteine di adesione specie-specifico
•
Reazione acrosomiale
La proteina della zona pellucida stimola la reazione acrosomiale
• Conseguentemente si ha la fuoriuscita del contenuto dell’acrosoma (fuoriuscita di enzimi litici)
• Gli spermatozoi possono quindi farsi strada nella zona pellucida
• La reazione acrosomiale comporta una fusione tra la membrana plasmatica e la membrana
• acrosomiale nella regione anteriore (si osserva vescicolazione)
Con il progredire della reazione acrosomiale lo spermatozoo perde porzioni sempre maggiori di
• acrosoma e membrana plasmatica
Penetrazione nella zona pellucida
Lo spermatozoo per penetrare nella zona pellucida ricorre al corredo di enzimi litici e alla spinta
• del flagello
Legame alla membrana dell’ovocita
Attraverso la zona pellucida lo spermatozoo può legarsi alla membrana plasmatica dell’ovocita
• Il legame avviene nella regione postero-laterale della testa dello spermatozoo (dove non si ha
• acrosoma)
Attivazione dell’ovocita e reazione corticale
Dopo il legame alla membrana dell’ovocita quest’ultimo subisce due reazioni:
• Attivazione metabolica
• Completamento della seconda divisione meiotica con espulsione del secondo globulo
• polare
Reazione corticale 2+
(Ca )
Si ha l’influsso dello ione calcio
• Si determina depolarizzazione della membrana e una conseguente apertura dei canali del calcio
• Numerosi eventi portano quindi al rilascio del calcio dal reticolo endoplasmatico (RE)
• L’onda del calcio è transitoria
• Nell’ovocita si verificano varie reazioni innescate dal calcio
• Pagina 1 di 2 Eventi della fecondazione
Scienze Biologiche
Reazione della zona pellucida
Determina il blocco della polispermia tramite:
• Indurimento della zona pellucida (nessuno spermatozoo riesce più ad entrarvi)
• Distruzione dei recettori della zona pellucida
•
Eventi successivi alla fecondazione
In seguito al legame con la membrana plasmatica lo spermatozoo entra nell’ovocita
• La testa dello spermatozoo viene incorporata nel citoplasma
• La membrana nucleare si disperde e il nucleo comincia a scambiare protammine con gli istoni di
• origine materna decondensandosi
Un nuovo involucro nucleare circonda quindi il nucleo maschile
• Nella specie umana entra anche il flagello dello spermatozoo, il quale andrà a costituire il
• centrosoma dello zigote
I microtubuli dello spermatozoo si mescolano con quello dell’ovocita
• I mitocondri di norma vengono distrutti
• Nel frattempo il nucleo dell’ovocita ha completato la seconda divisione meiotica con
• l'espulsione del globulo polare
Anfimissi
I nuclei aploidi (indistinguibili) vanno quindi in fase S, attraversano la fase G2 ed entrano in
• mitosi partner
L’unione dei due patrimoni genetici ha luogo in metafase, dove i cromosomi dei si
• mescolano ricostituendo il patrimonio diploide
Lo zigote dividendosi va quindi a formare i vari blastomeri
• Pagina 2 di 2 Eventi della fecondazione
Scienze Biologiche
Sviluppo dell’embrione
Prima settimana Eventi della prima settimana
Dopo la fecondazione l’uovo inizia a segmentarsi Segmentazione
• La segmentazione è caratterizzata da una serie di divisioni
• Morula
mitotiche senza accrescimento cellulare
Il risultato della segmentazione è la morula
• Blastocisti
Nonostante l’aumento dei blastomeri l’uovo conserva un diametro
• Inizio dell’impianto
uguale a quello della cellula uovo originale
Durante la segmentazione infatti non si ha aumento della massa
• cellulare tra una cariocinesi e l’altra
La prima divisione di segmentazione termina con la formazione di due blastomeri
• La seconda divisione di segmentazione termina con la formazione di quattro blastomeri e così
• via, fino allo stadio di sedici blastomeri
La segmentazione dei blastomeri è di tipo
• Uguale, le cellule hanno dimensioni uguali fra loro
• Totale, il citoplasma si distribuisce uniformemente alle cellule figlie
• Radiale, come la simmetria del nuovo organismo
•
Le divisioni successive hanno luogo durante il percorso dell’uovo verso l’utero
• Con lo svilupparsi di adesioni intracellulari fra i blastomeri la superficie esterna delle cellule
• diventa convessa mentre quella interna diventa concava
Una tale riorganizzazione implica l’intervento degli elementi del citoscheletro dei blastomeri
• Le cellule si compattano senza lasciare spazi vuoti e le membrane cellulari formano un
• rivestimento continuo
Si ha quindi la segregazione delle cellule con lo spostamento di alcune al centro della morula ed
• altre alla periferia
I blastomeri che si dividono per primi vanno a localizzarsi al centro della morula prendendo il
• nome di massa cellulare interna
I blastomeri posti alla periferia formano lo strato cellulare esterno
• Oltre alle modifiche sul piano strutturale si ha un marcato aumento della sintesi di RNA e di
• proteine ed una diversa relazione di sintesi per quanto riguarda fosfolipidi e proteine (indice di
modificazioni nella composizione delle membrane)
Grazie ai movimenti peristaltici della muscolatura della tuba e al battito ciliare il nuovo
• organismo raggiunge la cavità uterina
Grazie a WNT, Attivina e Nodal i blastomeri assumono la forma poliedrica ed ad
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