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Riassunto esame Elementi di psicoterapia, Scritti di Winnicott, prof. La Torre

Riassunto sugli scritti più importanti di Winnicott, utile per la preparazione dell'esame di Elementi di psicoterapia della professoressa Diletta La Torre all'università degli studi di Messina, facoltà di Scienze della Formazione, corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche.

Esame di Elementi di psicoterapia dal corso del docente Prof. D. La Torre

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creativa primaria e la proiezione di ciò che è stato precedentemente introiettato. Il balbettare di un

bambino e il modo in cui il bambino più grande va ripetendo un repertorio di canzoncine o di

filastrocche mentre si prepara per andare a dormire , rientrano nell’aria intermedia come fenomeni

transizionali insieme con l’uso che il bambino fa di oggetti che non sono parte del suo corpo ma che

non sono pienamente riconosciuti come appartenenti alla realtà esterna. Vi è il bisogno di una

definizione tripla della natura umana, la terza parte della vita di un essere umano, una parte che noi

non possiamo ignorare, è un’area intermedia di esperienze a cui contribuiscono la realtà interna e la

vita esterna. Uno stato intermedio tra la incapacità e la crescente capacità del bambino di

riconoscere e di accettare la realtà. La sostanza della illusione, quella che viene concessa al

bambino e che, nella vita adulta, è parte intrinseca dell’arte e della religione, e che tuttavia diventa il

marchio della follia allorché un adulto pone un eccesso di richieste alla credulità degli altri

costringendoli a condividere un’illusione che non è quella loro. Prima o dopo nello sviluppo di un

bambino, compare la tendenza a fare entrare oggetti diversi-da-me nel modello personale. Nel caso

di alcuni bambini il pollice viene messo in bocca mentre le altre dita accarezzano la faccia, con

l’altra mano il bambino prende in bocca, insieme con le dita, un oggetto esterno, per esempio una

parte di lenzuolo o di coperta. Si potrebbe supporre che il pensare o il fantasticare siano connesse

con queste esperienze funzionali. Tutte queste cose io chiamo fenomeni transizionali, il cui uso

diventa di importanza vitale per il bambino al momento di andare a dormire, e che sono una difesa

contro l’angoscia. L’oggetto transizionale diventa sempre più importante. Il modello di fenomeno

transizionale incomincia a mostrarsi all’incirca tra i quattro, i sei, gli otto e i dodici mesi. In

condizioni di sanità vi è un graduale ampliamento del campo di interessi. È importante notare che

non c’è una gran differenza tra maschi e femmine nell’uso dei processi originali come non- me.

Non appena il bambino incomincia a usare suoni organizzati può comparire una parola per indicare

l’oggetto transizionale. Dovrei dire che qualche volta non vi è alcun oggetto transazionale, ad

eccezione della stessa madre. La sequenza può essere tuttavia mantenuta in maniera non manifesta.

Il bambino assume diritti sull’oggetto. L’oggetto è trattato con affetto, e al tempo stesso amato con

eccitamento e mutilato. Non deve mai cambiare ameno che non venga cambiato dal bambino. Deve

sopravvivere all’amore istintuale, ed anche all’odio, e se questo fosse una caratteristica, alla pura

aggressività. Al bambino deve sembrare tuttavia che l’oggetto dia calore, o che si muova, o che

abbia un suo tessuto, o che faccia qualcosa che provi l’esistenza di una sua propria vitalità o realtà.

Non viene dimenticato e non viene rimpianto. Perde valore e ciò è per via del fatto che i fenomeni

transazionali si sono diffusi. Il termine oggetto transizionale apre la via al processo di diventare

capace di accettare la differenza e la similarità. Vi sono certi commenti che si possono porre sulla

base della teoria psicoanalitica accettata:

1. L’oggetto transizionale sta per il seno, o per l’oggetto del primo rapporto.

2. L’oggetto transizionale procede lo stabilirsi la prova di realtà.

3. In rapporto all’oggetto transizionale il bambino passa dal controllo onnipotente al controllo

mediante la manipolazione.

4. L’oggetto transizionale può avvolte diventare un oggetto feticcio e come tale persistere

come una caratteristica della vita sessuale adulta.

5. L’oggetto transizonale può, per via dell’organizzazione anale dell’erotismo, rappresentare le

feci.

L’oggetto transizionale non è un oggetto interno. È un possesso. Ma non è (per il bambino)

nemmeno un oggetto esterno. L’oggetto transizionale non è mai sotto il controllo magico come

l’oggetto interno ne è al di fuori di ogni controllo come lo è la madre vera. Una madre

sufficientemente buona si adatta ai bisogni del bambino. Incomincia con un adattamento quasi

completo ai bisogni del suo bambino, e via via che il tempo procede vi si adatta gradualmente meno

e meno completamente, a seconda della capacità crescente che il bambino ha di far fronte al suo

venir meno. I mezzi che il bambino ha di questo venir meno della madre comprendono:

1. L’esperienza del bambino più volte ripetuta che la frustrazione e limitata nel tempo.

2. Il senso crescente di un processo.

3. Gli inizi dell’attività mentale.

4. L’impiego di soddisfazioni autoerotiche.

5. Il ricordare, il rivivere, il fantasticare, il sognare; l’integrare il passato, il presente, il futuro.

Se tutto va bene il bambino può in effetti ottenere un guadagno dall’esperienza di frustrazione,

poiché l’adattamento incompleto al bisogno rende gli oggetti reali, vale a dire odiati altrettanto

quanto amati. Gli oggetti transizionali e i fenomeni transizionali appartengono al regno

dell’illusione che è alla base dell’inizio dell’esperienza . questo primo stato dello sviluppo è reso

possibile dalla speciale capacità della madre di adattarsi ai bisogni del suo bambino, concedendogli

così l’illusione che ciò che egli crea esista realmente. Quest’aria intermedia di esperienza costituisce

la maggior parte dell’esperienza del bambino, e per tutta la vita viene mantenuta nella intensa

esperienza che appartiene alle arti, alla religione, al vivere immaginativo ed al lavoro creativo

scientifico.

UN’APPLICAZIONE DELLA TEORIA: non è l’oggetto, naturalmente, che è transizionale.

L’oggetto rappresenta la transizione di un bambino da uno stato di essere fuso con la madre ad uno

stato di essere in rapporto con la madre come qualcosa di esterno e separato. La separazione può

influenzare i fenomeni transazionali.

Il gioco. Formulazione teorica

La psicoterapia ha luogo la dove si sovrappongono due aree di gioco, quella del paziente e quella

del terapeuta. La psicoterapia ha a che fare con due persone che giocano insieme. Il controllario di

ciò è che quando il gioco non è possibile, allora il lavoro svolto dal terapeuta ha come fine di

portare il paziente da uno stadio da cui non è capace di giocare a uno stato in cui ne è capace.

GIOCO E MASTURBAZIONE: negli scritti e nelle discussioni psicoanalitici l’argomento del gioco

è stato troppo strettamente connesso con la masturbazione e le varie esperienze sensuali. Il gioco

richiede di essere studiato come argomento a sé, supplementare al concetto di sublimazione

dell’istinto. Quando un bambino gioca l’elemento masturbatorio è essenzialmente assente.

I FENOMENI TRANSIZIONALI: per me il significato del gioco ha acquistato una nuova

coloritura da quando ho finito il tema dei fenomeni transazionali, delineando tutte le sottigliezze del

loro sviluppo dal primo uso di uno oggetto o tecnica transazionale fino agli ultimi stadi della

capacità di esperienza culturale di un essere umano.

IL GIOCO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO: per dare al gioco un suo luogo, ho postulato uno

spazio potenziale tra il bambino e la madre. Questo spazio potenziale varia molto a seconda delle


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AUTORE

Mary1789

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mary1789 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di psicoterapia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof La Torre Diletta.

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