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illusioni affettive

- -> conseguenti ad un particolare stato emotivo (es. riconoscere in

uno sconosciuto la persona attesa)

illusioni da disattenzione

- -> presenti in stati di affaticamento o sonnolenza

pareidolie

- -> attribuzione di una valenza percettiva a qualcosa che non ce l’ha (es.

vedere un cagnolino nelle nuvole.

3. ALLUCINAZIONI (percezioni senza oggetto)

Percezione con carattere di corporeità di un oggetto esterno che non è presente.

Il paziente si comporta come se vivesse veramente una percezione mentre i corrispondenti

comportamento allucinatorio

stimoli sensoriali sono assenti ( ).

allucinazioni negative

Esistono anche , ovvero quando il paziente non percepisce un oggetto

esistente (fino ad arrivare a non percepire o vedere una parte del proprio corpo).

a) Classificazione delle allucinazioni in base all’ambito sensoriale interessato

 Allucinazioni visive

 Allucinazioni uditive (sono le più comuni)

 Allucinazioni cinestetiche (tipiche della depressione)

 Allucinazioni tattili (le più comuni sono le allucinazioni sessuali)

 Allucinazioni olfattive (anosmia, ovvero assenza di percezione olfattiva)

 Allucinazioni gustative (sono gravi perché assieme a quelle olfattive possono essere

sintomo di un tumore cerebrale o grave intossicazione da sostanze con danno permanente)

b) Classificazione delle allucinazioni in base al tipo di percepito allucinatorio

 Allucinazioni elementari

Percezione di stimoli sensoriali inesistenti molto semplici (un rumore, un bagliore)

 Allucinazioni complesse

Percezione di stimoli sensoriali inesistenti molto più strutturati (colloqui a più voci, canti,

persone, scene più o meno complesse)

CONDIZIONI PATOLOGICHE CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI ALLUCINAZIONI

Schizofrenia (caratteristiche di questo disturbo sono le allucinazioni imperative, il commento

 sonoro degli atti, il colloquio di voci e l’eco del pensiero)

Psicosi

 Reazioni psicogene (l’adattamento dell’individuo ad una situazione nuova porta ad una

 sindrome di maladattamento)

Stati confusionali

 Attacchi psicotici acuti (bouffèes deliranti: situazioni di intossicazioni acute da sostanze o

 stress possono generare allucinazioni o deliri che però non durano più di una giornata, es.

intossicazione da fenciclidina)

ATTENZIONE!

L’uso di cannabinoidi o anfetamine può comportare una slatentizzazione di disturbi psichiatrici (es.

schizofrenia) – vedi studi di Kaspi – ma non è stato dimostrato che tali sostanze sono la causa di

tali disturbi anche se certamente favoriscono la comparsa di disturbi psichiatrici a cui si è

geneticamente predisposti.

ALLUCINAZIONI VISIVE

Possono essere elementari (bagliori, corpuscoli luminosi) oppure più strutturate e complesse

allucinazioni zooptiche

(figure, scene tridimensionali anche colorate). Tipici esempi sono le (il

percepito allucinatorio è costituito da insetti e animali molto piccoli o sul corpo o sulle pareti

allucinazioni dismegalopsiche

della stanza) e le (il percepito allucinatorio è costituito da figure

più grandi o più piccole dell’usale – allucinazioni lillipuziane in quest’ultimo caso.

ALLUCINAZIONI UDITIVE

Le allucinazioni uditive più semplici (rumori, frammenti di parole) sono di solito pertinenza di

quadri cerebrali organici, quelle più complesse e strutturate per lo più fanno parte di quadri

psicotici. Variabile è l’atteggiamento del paziente che talvolta parla con tranquillità dei suoi

disturbi allucinatori, mentre in altri casi è completamente assorto in essi (il paziente risulta isolato

dalla realtà, orientato al solo dialogo con gli interlocutori allucinatori, perplesso e incerto nel

dilemma se aderire o no agli eventuali comandi o avvertimenti).

I principali tipi di allucinazioni uditive sono:

 Allucinazioni imperative -> il percepito allucinatorio è costituito da voci che danno ordini,

divieti o impongono azioni (sintomi di primo ordine secondo Schneider nella schizofrenia)

 Colloquio di voci -> il percepito allucinatorio è costituito da più voci in un articolato

colloquio

 Commento sonoro degli atti -> il percepito allucinatorio è costituito da voci che criticano,

commentano, elogiano, approvano o no le azione, il comportamento e i pensieri del paziente

 Eco del pensiero -> il percepito allucinatorio è costituito da voci che ripetono i pensieri del

paziente

ALTRI TIPI DI ALLUCINAZIONI

 Allucinazioni olfattive e gustative (qualora presenti, generalmente sono indice di un danno a

livello cerebrale molto grave)

 Allucinazioni cinestetiche o pseudopercezioni somatiche (riguardano la propriocezione,

ovvero le informazioni della nostra posizione nello spazio) -> comportano percezione falsa di

movimento quando il corpo è immobile – si osservano in psicosi schizofreniche

 Allucinazioni sessuali (tipiche del disturbo bipolare in eccitamento maniacale)

 Allucinazioni extracampali -> percezioni allucinatorie al di fuori del campo sensoriale

interessato (es. vedere dietro le spalle, cioè fuori dal campo visivo)

 Allucinazioni negative -> mancata percezione di uno stimolo reale (es. non vedere un oggetto

che è nel proprio campo visivo, ovviamente con l’organo della vista integro) - tipiche della

Sindrome di Cotard

*)

 Allucinazioni psichiche o pseudo-allucinazioni

 Allucinosi -> percezione allucinatoria di cui il soggetto è in grado di riconoscere la natura

patologica, avendone cioè capacità di critica; tali percezioni di solito sono elementari o poco

strutturate (per lo più uditive o visive) e rimandano in genere a patologie organiche o

tossiche

*Sindrome di Cotard

Sindrome psichiatrica caratterizzata dalla convinzione illusoria di “essere morti”, di aver perso tutti gli

organi vitali e tutto il proprio sangue (delirio nichilistico, convinzione di non esserci)

ATTIVITA’ CEREBRALE E VOLUME CEREBRALE DURANTE LE ALLUCINAZIONI

I fenomeni allucinatori in caso di schizofrenia si

associano alla riduzione di alcuni volumi di aree

cerebrali (alterazioni morfo-strutturali) oppure può

essere riscontrato, tramite risonanza magnetica

funzionale, un apporto maggiore di ossigeno in

determinate aree cerebrali (alterazioni morfo-

funzionali).

ELEMEMTI DI PSICOPATOLOGIA E NEUROSCIENZE (by Fazio)

VALUTAZIONE DEL GIOVANE A RISCHIO O ALL’ESORDIO PSICOTICO

Nelle malattie psichiatriche non esiste un gene che definisce la malattia (come ad es. nella

Sindrome di Down), ma esistono geni che indicano il rischio a cui è esposto il soggetto a

sviluppare una psicopatologia.

Corso normale della psicosi

12 PRODROMO: episodi che predicono

la malattia vera e propria* 1. Sintomi positivi

10 2. Sintomi negativi

3. Deficit cognitivi

FUNZIONAMENTO 8 ESORDIO

6 PRIMA

PSICOTICO RICADUTA

4

2

0

-5 0 5 10 15 20 25 30 35 40

ETA'

* I prodromi possono dirottare l’individuo verso la malattia oppure ritornare alla normalità

** sono i migliori predittori della malattia perché si sviluppano prima della malattia stessa

Al fine di prevenire l’esordio psicotico, però, non possiamo inserire tutti i soggetti con prodromi in

stigma

un contesto clinico/psichiatrico perché lo (ovvero l’incidenza che il contesto ha sulla persona)

sarebbe troppo forte.

Il concetto di prodromo nella psicosi:

- ridotta concentrazione, attenzione e memoria (più comuni e predittivi)

- ridotta motivazione

- depressione

- disturbi del sonno

The MATRICS Consensus Cognitive Battery è una batteria di test che valuta i domini che sono

compromessi nella schizofrenia:

- working memory -> digit span (WAIS) e Test di Corsi

- condizione sociale

- attenzione/vigilanza

- apprendimento verbale -> test apprendimento di coppie di parole (WMS); test riproduzione di

figure (RAYS); test memoria di prosa (WMS)

L’aspetto genetico ha un estremo peso sul manifestarsi della schizofrenia, però non è l’unico aspetto.

In disturbi complessi come la schizofrenia diversi geni conferiscono il rischio di ammalarsi di

schizofrenia.

Ci sono geni legati alla malattia ma nessun gene spiega al 100% la malattia.

(PER APPROFONDIMENTI VEDI STUDI FISIOLOGICA SU SCHIZOFRENIA)

DISTURBI DEL PENSIERO (DISTURBI DI IDEAZIONE)

Il pensiero è quell’attività complessa che consente, con l’ausilio di processi mentali connessi ad altre

funzioni psichiche (memoria, intelligenza, attenzione, coscienza, affettività) la formazione di un

proprio concetto della realtà con possibilità, tramite il ragionamento, la critica, il giudizio di compiere

operazioni astratte corrette di sintesi, valutazione e previsione.

1) Disturbi della forma (disturbi formali del pensiero)

Sono rappresentati da modificazioni e alterazioni della produzione e del fluire delle idee, cioè

riguardano il modo in cui il pensiero s’instaura e si svolge nel tempo.

Accelerazione ideatoria (tachipsichismo)

 Inibizione e rallentamento ideatorio (bradipsichismo)

 Incoerenza o ideazione incoerente

 Pensiero concreto

 Perseverazione

 Particolarismo

2) Disturbi del contenuto

Pensieri intrusivi

 Ossessioni (evoluzione più grave del pensiero intrusivo in quanto non può essere gestito

 dalla persona)

Ideazione prevalente

 Delirio

1. DISTURBI DELLA FORMA E DEL FLUSSO DEL PENSIERO

Il rallentamento del pensiero (e del movimento) si osserva nel ritardo psicomotorio, che è

caratteristico di alcune condizioni fisiche, quali l’ipotiroidismo, e delle sindromi depressive.

Il flusso delle cose che il soggetto racconta è rallentato e può addirittura arrestarsi (blocco del

pensiero).

Il blocco del pensiero consiste nell’arresto improvviso del flusso del pensiero, come se l’ideazione in

corso venisse improvvisamente esclusa dalla coscienza. E’ un sintomo di frequente riscontro nei

pazienti affetti da schizofrenia. Nella schizofrenia catatonica vi è sia il blocco del pensiero, sia il blocco

del movimento come ad esempio accada con il “segno del guanciale” dove se togliamo il cuscino da

sotto la testa del paziente, la testa rimane sollevata.

L’accelerazione del pensiero viene in genere osservata in associazione con un aumento del flusso

del linguaggio. E’ un sintomo di frequente riscontro nei pazienti affetti da mania, ipomania, ma anche

nelle tireotossicosi ed in stati di intossicazione da anfetamine, caffeina o cocaina. Talora

l’accelerazione è tale che viene denominata “fuga delle idee” per indicare il susseguirsi con estrema

rapidità di idee tra loro poco collegate, talora incoerenti.

Circostanzialità: si riferisce ad un modo di parlare molto indiretto ed esitate, che non raggiunge mai

la sua idea finale. La persona che parla introduce nel discorso moltissimi dettagli inutili, la cui

esposizione può protrarsi anche per lungo tempo, impedendo di arrivare al punto di ciò che si sta

discutendo.

Tangenzialità: si riferisce al rispondere ad una domanda di traverso, ovvero in modo non pertinente

o anche con una risposta che abbia solo una vaga relazione con la domanda. Diversamente dal

deragliamento , si riferisce solo alle risposte ad una domanda e non ai passaggi all’interno di un

discorso.

Es. domanda: Qual è il suo titolo di studio?

Es. risposta: Oh, si certo la cultura è importante, adesso tutti vanno a scuola, la scuola è obbligatoria

fino a 16 anni…

Deragliamento: si riferisce ad un tipo di discorso spontaneo in cui spesso si passa da un argomento

all’altro, senza che vi siano dei chiari nessi associativi. Colui che parla sembra perdere continuamente

il filo del discorso che appare pertanto sconnesso.

Es. domanda: Qual è il suo titolo di studio?

Es. risposta: Oh, si certo la cultura è importante, adesso tutti vanno a scuola, la scuola è obbligatoria

fino a 16 anni. Mi piace il disegno, anzi ancora di più la musica, ho suonato molti strumenti nella mia

vita. C’era un grande giardino a casa mia…

Incoerenza: si riferisce ad un tipo di discorso spontaneo che spesso risulta del tutto incomprensibile.

Spesso si accompagna al deragliamento, ma si differenzia da questo perché si verifica all’interno della

stessa frase e non nel passaggio da un periodo all’altro del discorso. E’ un disturbo raro e quando si

manifesta è di solito grave (è manifesto nel disturbo schizofrenico, o nella fase maniacale del disturbo

bipolare).

Es. domanda: Cosa pensa di questa crisi energetica che si sta verificando nel mondo?

Es. risposta: Stanno distruggendo l’olio, ne fanno sapone, ci si può tuffare nell’acqua, la mia famiglia

vorrebbe che mi facessi bruciare, ma io penso che è meglio avere i capelli rossi e mettere sempre la

benzina dove capita…

Illogicità: si riferisce ad un tipo di discorso in cui vengono raggiunge delle conclusioni senza seguire

un percorso logico e quindi tale conclusione è sganciata dalle premesse. Se si manifesta come

conseguenza di premesse deliranti non viene considerato come fenomeno a sé stante. Altresì non

sono compresi in questa denominazione i pensieri illogici in relazione con il contesto culturale e/o

religioso della persona. E’ un disturbo meno grave dell’incoerenza.

Es. i genitori sono le persone che ti allevano. Qualunque cosa ti allevi è un genitore. Un genitore può

essere come una roccia e dunque anche una roccia può essere un genitore.

2. DISTURBI DEL CONTENUTO DEL PENSIERO

Esistono alterazioni del contenuto del pensiero con valenza psicopatologica, o alterazioni del tutto

normali, ovvero il pensiero può andare incontro a fluttuazioni del tutto fisiologiche che non hanno

valenza di disturbo. Il contenuto del pensiero viene detto egosintonico quando è coerente con il

senso di sé dell’individuo ed egodistonico quando è in contrasto con aspetti essenziali del suo

sistema di valori. In una persona che ha di sé un’immagine di persona mite e non aggressiva,

l’impulso di aggredire un altro può essere avvertito come egodistonico e immediatamente

neutralizzato dal pensiero egodistonico che si tratta di una fantasia, non certo di un’intenzione reale.

Fantasie: contenuti non aderenti alla realtà di cui l’individuo ne ha piena consapevolezza e quindi

non hanno valenza psicopatologica. Le fantasie rappresentano un’importante componente del

pensiero normale, più intensa e frequente nella fanciullezza e in individui creativi.

Pensieri intrusivi: sono sintomi egodistonici, ovvero pensieri o immagini che si intromettono nel

flusso ideativo normale assumendo una valenza disturbante rispetto a questo flusso spesso contrari

alla morale dell’individuo. Sono comuni (fantasie sul cibo, sul fumo o a contento sessuale) ma

diventano una condizione patologica quando interferiscono con la vita quotidiana dell’individuo.

Dalle immagini o dai pensieri che possono avere una valenza istantanea si passa ad un una intrusività

pervasiva fino al punto di limitare il funzionamento dell’individuo. Quindi quando la presenza di

pensieri con valenza egodistonica diventa disfunzionale per la vita del soggetto parliamo di

ossessioni .

Lo stile ossessivo del pensiero è caratterizzato dall’attenzione ai dettagli ed alle numerose

implicazioni di ogni singolo atto o pensiero. Può anche essere adattivo.

Ossessioni: sono idee, pensieri, impulsi o immagini che, almeno inizialmente, sono esperite come

egodistoniche, intrusive ed insensate (per esempio una persona molto religiosa che ha l’impulso di

dire o fare cose blasfeme nel corso di una cerimonia religiosa, un genitore che pensa di uccidere il

proprio bambino). Il soggetto riconosce le ossessioni come un prodotto della propria mente (non

imposte dall’esterno, come accade nel corso dell’esperienza psicotica dell’inserzione del pensiero);

tenta di ignorarle o sopprimerle, o anche neutralizzarle con altri pensieri o azioni.

Pensiero intrusivo e ossessione quindi sono alterazioni del contenuto ideativo in continuità tra di loro:

una ossessione spesso esordisce come pensiero intrusivo (il paziente non riusciva a non pensare a

certe cose che avevano una valenza disturbante per lui).

Tipologie di ossessioni

 ossessioni aggressività: paura di fare del male a se stessi o agli altri, di dire oscenità o insulti, di

rubare, di non controllare impulsi indesiderati, di essere responsabili di avvenimenti terribili,

immagini di terrore e violenza

 ossessioni di contaminazione: paura o disgusto nei confronti di rifiuti o secrezioni corporee,

preoccupazione per la sporcizia e le infezioni, per i contaminanti ambientali, quali le radiazioni,

per gli insetti

 ossessioni sessuali: pensieri, immagini o impulsi proibiti o perversi o violenti; assieme alle

ossessioni di aggressività sono le più comuni perché investono in maniera importante la morale

 ossessioni religiose: preoccupazioni di bestemmia, sacrilegio, eccessiva preoccupazione con

temi di moralità; presenti nella Sindrome di Tourett (disturbo pervasivo dell’infanzia che può

protrarsi fino all’età adulta con sintomi di tipo ossessivo compulsivo come le ossessioni di

bestemmia)

 ossessioni di ordine e simmetria: spesso accompagnate da pensiero magico, per esempio mio

fratello avrà un incidente se io non metto queste cose in questo modo. L’associazione di ordine

e simmetria a pensieri magici nasce dal bisogno dell’individuo di controllare quello che non può

controllare. Di solito si manifestano in persone estremamente scaramantiche

 ossessioni somatiche: preoccupazioni di malattia, eccessiva preoccupazione per parti del corpo

o del proprio aspetto

 ossessioni di raccolta e conservazione di oggetti (sillogomania o sindrome dell’accumulatorio

patologico): accumulo patologico di oggetti assolutamente inutili con lo scopo di garantirsi il

controllo di oggetti che altrimenti andrebbero persi; è presenti in soggetti affetti da sindrome

ossessivo compulsivo

Ovviamente è possibile che un paziente presenti contemporaneamente più ossessioni di diverso tipo.

Fobie: i pensieri fobici includono paure irrazionali. I pensieri fobici assumono le caratteristiche di

pensieri ossessivi, mentre altri emergono solo in presenza di specifici contesti. Le fobie quindi sono

paure apparentemente immotivate generate dall’entrata in contatto con oggetti o situazioni

particolari (oggetti o situazioni fobiche).

Distinguiamo due tipi di fobie:

1) fobie semplici: sono paure irrazionali e persistenti provocate da specifici stimoli, quali i serpenti, i

ragni, le altezze, lo sporco o gli escrementi; alcune di queste fobie possono rappresentare

amplificazioni di comportamenti che hanno, dal punto di vista evoluzionistico, alto valore adattivo

2) fobie complesse: sono più elaborate, come ad esempio l’agorafobia, ovvero la paura di trovarsi in

luoghi o situazioni da cui è difficile o imbarazzante allontanarsi o cui è difficile o imbarazzante

chiedere aiuto.

Idea prevalente: sono definite come idee accettabili, comprensibili, ma perseguite al di là di limiti

ragionevoli. L’idea prevalente non è né un’idea ossessiva, né un’idea delirante, ma è preoccupante per

il grado il cui domina la vita dell’individuo che la presenta. L’idea prevalente interferisce con il

normale funzionamento dell’individuo e provoca uno stato di sofferenza a lui o agli altri. Essa rende

secondarie tutte le altre idee, obiettivi, progetti ed emozioni del soggetto, la cui vita si svolge intorno

a quest’idea. La componente affettiva che sottende l’idea è di solito molto forte. L’idea prevalente può

anticipare il delirio e può essere presenti in disturbi paranoidei, ipocondriaci, dismorfici, del

comportamento o nel transessualismo.

In altre parole l’idea prevalente è un contenuto ideativo che per un certo periodo di tempo polarizza

in maniera importante tutta la nostra attenzione e le nostre energie psichiche prevalendo su tutti gli

altri pensieri. E’ un’esperienza comune nella quale ci fissiamo su qualcuno o qualcosa. Quindi la

“fissazione” è l’idea prevalente. Un’idea prevalente è quindi spesso reperibile nella storia di un

paziente che ha avuto un delirio. L’idea prevalente è prevalente perché quella persona o quell’oggetto

ha una valenza fondamentale al fine del mantenimento della stabilità emotiva. Ad esempio quando

per noi diventa fondamentale il pensiero di una persona tale da mantenere o mutare il nostro stato

d’animo a seconda di ciò che muta nella relazione con questa persone. Se quindi perdo il controllo di

questa persona, perdo la stabilità emotiva e ci sono una certa serie di predisposizioni genitiche-

biologiche, è possibile sviluppare attorno a questa persona un convincimento assolutamente

soggettivo non aderente alla realtà delle cose. Questa convinzione è chiamata delirio.

Delirio

Un’idea delirante è un’idea patologica che non corrisponde alla realtà, non è modificabile mediante

prove ed argomenti ed è ritenuta vera con straordinaria convinzione e certezza soggettiva.

Esistono due tipi di idee deliranti:

a) primaria -> non deducibile dagli altri contenuti ed elementi psichici della personalità; sono idee

deliranti del tutto indipendenti da altre esperienze psichiche

b) secondaria -> derivanti da particolari stati emozionali del paziente

Modalità formali di espressione

 Atmosfera o stato d’animo delirante: atmosfera e/o umore delirante costituisce il fondamento o

la premessa dell’idea delirante; fa riferimento al mondo esteriore e al mondo interiore.

L’umore delirante si manifesta come un sentimento complesso e vago di una tonalità del tutto

particolare e indescrivibile: è fatto di presentimenti strani, arcani, singolari. E’ uno stato di

smarrimento, d’incertezza, è un esperire come se il mondo stesse acquisendo un significato

nuovo, indefinibile, caotico, di disastro imminente, di minaccia incombente quasi talora di fine

del mondo.

Percezione delirante: il soggetto percepisce esattamente i dati della realtà, ma ad essi

attribuisce un significato abnorme, erroneo, che comunque tende a riferire a se stesso. Due

sono le caratteristiche della percezione delirante:

- lo stabilire una relazione senza motivo -> attribuzione ad una percezione di un significato

che non è quello ordinario assegnato dagli altri, ma è del tutto particolare ed arbitrario

- il riferire a sé, cioè il considerare come rivolto a sé tale significato e come se fosse imposto

da altri

Interpretazione delirante: percezione corretta cui viene ancora attribuito un significato erroneo,

in questo caso però incongruo o abnorme, ma comprensibile in rapporto a particolari stati

affettivi (es. un paziente con delirio persecutorio, osservando persone che chiacchierano fra

loro, può “comprensibilmente” pensare che stiano complottando contro di lui

Intuizione delirante: idea o gruppo di idee che, senza alcun rapporto con la realtà, sorgono

all’improvviso alla mente del soggetto e vengono accettate come verità incontestabile (es.

improvvisa intuizione-convinzione che il mondo stia per finire). E’ un’esperienza particolare del

soggetto che prova una sorta d’ispirazione subitanea, una specie di rivelazione (come per

esempio di essere chiamato ad un compito speciale, ad una missione religiosa o politica, o di

essere investito di doti o di qualità particolari magiche, o di essere perseguitato od amato). Si

distinguono in:

- idee deliranti vere o primitive -> non si possono derivare da altre esperienze né emozionali,

né relazionali

- idee deliranti secondari o deliroidi o pseudodeliranti o simildeliranti -> si giustificano o si

comprendono alla luce di un fatto vissuto o di uno stato d’animo preesistente

Classificazione

 I deliri e le idee deliranti si classificano in rapporto alla:

 forma struttura

o

- elementare -> costituito da una o più idee deliranti scarsamente elaborate e poco

strutturate in termini di costruzione di pensiero (spunti deliranti)

- sistemizzato -> complesso di idee deliranti ben strutturate e in articolazione coerente

fra loro e con il restante patrimonio psichico

 decorso -> episodiche, croniche, ricorrenti, residue

 contenuto

- deliri persecutori -> è tipica di questo delirio la ferma convinzione del soggetto di

essere oggetto di manovre persecutorie o comunque lesive da parte di persecutori. A

delirio di riferimento

seconda del tema persecutorio distinguiamo: (convinzione che

alcuni comportamenti od eventi siano connessi in termini negativi con la propria

delirio querulomane o di rivendicazione

persona); (convinzione di aver subito

un’ingiustizia e conseguente irriducibile ricerca di riparazione per vie legali o tramite

delirio di veneficio

comportamenti antisociali); (convinzione di essere avvelenati

delirio di influenzamento o di controllo

mediante sostanze tossiche); (ferma

convinzione che volontà, pensieri, sentimenti siano controllati e/o influenzati da forze

furto del pensiero

esterne); (convinzione che i pensieri personali vengano rimossi dalla

mente)

- deliri espansivi o di grandezza -> insieme di idee deliranti caratterizzate da

un’abnorme narcisistica amplificazione del sentimento del sé e delle sue proiezioni

all’esterno, con convinzione cioè di capacità, poteri, attributi speciali. Alcuni esempi

deliri genealogici deliri erotomanici

sono: (convinzione di essere nobili); (convinzione di

deliri di riforma e invenzione

essere amati da persone famose;

deliri di trasformazione corporea

- -> convincimento di trasformazione per lo più

peggiorativa degli organi del corpo (fegato di vetro, cervello putrefatto) o dell’intero

corpo

deliri palignostici

- -> convinzione di riconoscere in sconosciuti persone familiari

(sindrome di Fregoli) o al contrario che una persona cara sia stata sostituita da un

impostore (sindrome di Capgras)

deliri mistici

- -> convinzione di contatto e comunicazione con una divinità (es.

convincimento di essere il Messia)

- deliri depressivi -> contenuti improntati al più nero pessimismo e alla massima

deliri di rovina

colpevolizzazione personale. Ricordiamo i (convinzione di rovina,

deliri di colpa o autoaccusa

disastro economico); (convinzione di colpa per azioni,

deliri ipocondriaci; deliri di

omissioni riprovevoli e conseguente ricerca di punizione);

inguaribilità; deliri di negazione (il paziente nega l’esistenza della propria realtà

delirio nichilistico

corporea e di quella esterna – vedi sindrome di Cotard);

L’idea delirante è un’elaborazione psichica “abnorme” che “contamina” diverse funzioni psichiche,

perché turba l’ideazione, il giudizio, lo stato d’animo, forse (almeno in alcuni casi) la percezione,

quindi per la sua comprensione bisogna partire dalla totalità psichica dell’individuo. Le idee deliranti

sono precedute da uno stato d’animo delirante che quasi sembra costituire la matrice del delirio; in

questa esperienza particolare, che coinvolge il lato affettivo della personalità, vibrano sentimenti vari

e mal definibili, di apprensione, di diffidenza, di angoscia, di minaccia sinistra, di trasformazione del

mondo.

TRATTAMENTI FISICI E FARMACOLOGICI

La psicopatologia può essere generata da alterazione di tipo psicologico-psicogeno ma può essere

generata anche, ad esempio, dalla neurotrasmissione a livello di alcuni circuiti neurocerebrali.

Generalmente le due condizioni sono associate tra loro. A volte l'intervento di tipo biologico può

essere essenziale. Con intervento di tipo biologico si vuole indicare il trattamento di alcune

psicopatologie mediante l'uso di farmaci e/o trattamenti fisici veri e propri.

Un esempio di questi trattamenti è l'elettroshock o terapia elettroconvulsivante.

Il passaggio di corrente elettrica attraverso l'intero corpo non aveva alcuna selettività per il tessuto

nervoso centrale, quindi investiva sia l'encefalo sia ogni altro organo periferico. In particolare il

passaggio di corrente nelle placche neuromuscolari, responsabili della contrazione muscolare

determina la contrazione del muscolo. Questo vale anche per la muscolatura liscia, come ad esempio

la muscolatura cardiaca. Durante questa terapia i muscoli striati vanno incontro ad una contrazione

tetanica che può generare la frattura dei capi ossei delle maggiori articolazioni, ad esempio frattura

dell'articolazione temporo-mandibolari. Quindi uno degli effetti collaterali di questa terapia era la

frattura di questa articolazione con conseguente rottura delle arcate dentarie. Un altro danno era

apportato al tessuto contrattile cardiaco con conseguente arresto cardio-circolatoria che portava alla

morte del paziente.

Attualmente questa terapia è effettuata con il sostegno di farmaci miorilassanti e antiaritmici

attraverso cui è possibile monitorare lo stato di salute sia dell'apparato scheletrico che dell'apparato

cardio-circolatorio, per cui non vi sono più effetti collaterali importanti.

La percentuale di successo di questa pratica è altissima, ed è l'unica efficace nel trattamento di alcuni

disturbi come la depressione resistente o il disturbo ossessivo compulsivo resistente.

Un'altra terapia è l'elettrostimolazione transcranica (si fonda sugli stessi principi della terapia

elettroconvulsivante, ovvero di far attraversare il sistema nervoso da correnti elettriche che hanno la

funzione di modulare la polarità delle cellule nervose) che riguarda solo l'encefalo, a differenza

dell'elettroshock che riguarda l'intero corpo.

Una terapia fisica utilizzata solamente negli Stati Uniti prende il nome di cingolotomia anteriore

consiste nell'interruzione chirurgica del nucleo cingolato anteriore altamente coinvolto nella funzione

del controllo attentivo. Questo nucleo è altamente iperattivo nel disturbo ossessivo compulsivo, per

cui l'interruzione fisica di fasci di fibre che giungono a questo nucleo nella sua porzione anteriore

produce la regressione dei sintomi ossessivo compulsivi. E' definita psicochiurgia e comporta degli

effetti collaterali in quanto produce delle alterazioni comportamentali in questi individui in cui spesso

si genera una condizione di apatia (il livello di partecipazione emotiva si riduce in maniera

importante). DISTURBI DELL’AFFETTIVITA’

Affettività: capacità o disponibilità individuale di rispondere con modificazioni soggettive affettivo-

emotive a pensieri o eventi della realtà esterna o interna. In altre parole è tutta la vita psichica

dell’individuo, che altro non è che un flusso continuo di emozioni. E’ legata ad un alto livello

d’integrazione con le altre funzioni psichiche (es. memoria, attenzione, ecc…) e un determinato stato

affettivo può migliorare le performance di memoria a breve e lungo termine.

I termini umore, affetto e sentimento non sono usati in modo univoco. Possono essere descritti da

intensità stabilità reattività

una serie di importanti qualità: (da lieve a profondo), (da labile a rigido),

periodicità congruenza

(nessuna o marcata), (periodico o aperiodico), (congruo o incongruo).

a) Affetto (o emozione): questo termine è di solito usato per indicare modificazioni sentimentali

intense e complesse, che variano da momento a momento, così come può essere osservato anche

nel contesto del colloquio clinico, e a cui si associano modificazioni somatiche concomitanti e

consecutive. Le risposte a stimoli adeguati sono in grado di determinare uno stato emotivo

(ovvero le 7 emozioni discrete). Le emozioni sono stati affettivi intensi a brusca insorgenza e a

rapido declino reattivi ad eventi esterni o interni. A livello neurofisiologico ciascuna di queste

emozioni ha un correlato neurofisiologico preciso, attivano un determinato circuito.

b) Sentimento: è utilizzato di solito per indicare stati affettivi o dell’umore connessi a specifici

contenuti ideativi. E’ uno stato affettivo più stabile e duraturo rispetto all’emozione e consiste

nella tendenza di un individuo a provare un’emozione

c) Umore: stato affettivo di base, caratteristico e tipico di una persona nel corso del tempo; indica di

solito uno stato d’animo, una disposizione sentimentale piacevole o spiacevole, che persiste nel

tempo (da alcune ore ad anni) e che per il tempo che dura dà una particolare coloritura affettiva

tono dell’umore

all’intera vita psichica. Lo stato d’animo di un lungo periodo viene definito .

L’affettività è soggetta a mutazioni che però hanno una loro regolarità, non sono casuali. Per ciascuna

stabilità

di queste situazioni è possibile verificare se c’è una certa (che è posta in relazione alla

periodicità delle trasformazioni). Ogni cambiamento psicopatologico è sempre caratterizzato dalla

perdita di stabilità affettiva (ad es. come accadeva nel servizio di leva che turbava la stabilità

dell’individuo ed era correlata alla slatentizzazione dei geni della schizofrenia e quindi portava alla

comparsa del disturbo schizofrenico).

CURVA SIGMOIDE: decorso normale dell'affettività che EUTIMIA = umore normale

varia ma rimane regolare, armonioso (range in cui l’umore muta

mediamente per ognuno di noi)

1

AFFETTIVO 0,8 MEDIA

0,6

0,4

STATO 0,2

0 0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 4

TEMPO

TONO DELL’UMORE DEPRESSO O DEPLESSO: DEPRESSIONE (IPOTIMIA)

L’umore scende al di sotto del range determinato dall’eutimia.

La depressione consiste in una diminuzione del tono affettivo di base che può comportare una

possibile momentanea ipofunzione delle altre facoltà psichiche. E’ caratterizzata da tristezza,

pessimismo, riduzione dell’energia, sentimenti di indegnità e disperazione. Possono anche essere

presenti irritabilità e rabbia, ideazione suicidaria e ruminazioni. Gli aspetti somatici della depressione

includono disturbi dell’appetito e del sonno, riduzione o perdita della libido e stipsi.

depressione unipolare

Quando la depressione non cade in un disturbo bipolare viene definita . Il

episodio depressivo maggiore

singolo episodio viene definito ed il ripetersi di più episodi definisce il

disturbo di depressione maggiore.

TONO DELL’UMORE ESPANSO: IPERTIMIA (MANIA) O IPOMANIA

L’umore sale oltre il limite massimo determinato dal range dell’eutimia.

Stato affettivo caratterizzata da esaltazione del tono dell’umore, agitazione, iperattività, ipersessualità,

accelerazione ideica e del linguaggio (ideorrea con logorrea), spesso con temi di pensiero di impronta

megalomanica o di ipervalutazione personale.

a) MANIA O IPERTIMIA: è possibile che il tono dell’umore sia talmente espanso che possa portare il

paziente ad avere comportamenti maniacali come il denudarsi, dilapidare patrimoni, ecc.. Questi

comportamenti inficiano sulla situazione socio-lavorativa rendendosi necessaria l’ospedalizzazione

b) IPOMANIA O ECCITAMENTO MANIACALE: si ha quando invece l’espansione del tono dell’umore

è manifestata sottoforma di euforia senza compromettere la condizione socio-lavorativa,

condizione quindi meno grave della mania e quindi non è necessaria l’ospedalizzazione

Un esempio tipico è il disturbo bipolare nel quale periodi di depressione possono alternarsi a

periodi di eccitamento maniacale o ipomaniacale passando attraverso periodi di eutimia. I pazienti

affetti da questo disturbo possono esordire con sintomi caratteristici di una delle due fasi

(depressione o ipomania) e successivamente presentare un periodo di remissione a sua volta seguito

tono contropolare

da un rispetto a quello precedente (ad es. se l’esordio era depressivo, ora ci sarà un

tono dell’umore maniacale).

Per poter parlare di disturbo bipolare è necessario, quindi, che una fase di depressione bipolare sia

stata preceduta da un episodio di eccitamento maniacale. E’ un disturbo difficile da curare perché

switch maniacale

utilizzando farmaci antidepressivi può verificarsi uno , ovvero una controtendenza

nella quale il soggetto cade in una fase di eccitamento maniacale.

TRISTEZZA VITALE

Compromissione del vissuto somatico connesso alla sensazione interna di sentirsi vivo, vivace, fresco.

Comporta una sorta di “tristezza corporea” con impressione di malessere, sofferenza fisica e

oppressione somatica diffusa. E’ caratteristica dell’episodio depressivo maggiore.

ANSIA

Stato emotivo definibile come sentimento di aspettativa dolorosa di una condizione minacciosa o

pericolosa. L’ansia ha una natura nevrotica e genera un’emozione di paura.

L’ansia normale o fisiologica è la risposta adeguata di fronte a situazioni oggettivamente

 traumatizzanti; essa consente la realizzazione di comportamenti adattivi utili a superare e/o

controllare un pericolo in realtà esistente.

L’ansia patologica è tale per sproporzione tra stimolo ansiogeno (non esistente o minimale) ed

 affetto risultante. Nell’ansia patologica sono possibili, accanto ad elementi emotivi di attesa

penosa, disturbi somatici di vario genere (tachicardia, sudorazione, dispnea, tremori, diarrea).

ansia di stato ansia di

Distinguiamo due tipi di ansia: l’ legata ad uno stato specifico del momento e l’

tratto ansia libera)

(o che è una condizione persistente in cui a causa dello stato emotivo non è nota

all’individuo, nel quale una varietà di pensieri ed eventi inducono all’ansia. Quest’ultima, quindi, ha

valenza patologica.

Una persona può aver paura ma non provare ansia, ma una persona ansiosa ha necessariamente

paura. L’ansia quindi è un’anticipazione ad una certa situazione che determina paura; quando questa

panico

anticipazione (l’ansia) supera una determinata soglia crea (perdita di controllo del proprio

attacchi di panico

corpo) con conseguenti .

L’attacco di panico si configura come una situazione di grave angoscia con sensazione di pericolo

 e di morte imminente, con frequente ricorso da parte del paziente alle strutture di medicina

d’urgenza. L’attacco di panico è sinonimo definitorio del Disturbo da attacchi di panico (DAP).

Il DSM IV distingue i disturbi d’ansia in:

 disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia

 disturbo post traumatico da stress

 disturbo da stress

 fobie specifiche

 disturbo d’ansia generato da condizione medica generale

 disturbo ossessivo compulsivo

Nel DSM V non viene inserito nei disturbi d’ansia ma costituisce una categoria a sé stante in

disturbo ossessivo compulsivo

quanto nasce come un disturbo nevrotico ma può diventare un

con scarso insight nel quale l’individuo ha scarsa consapevolezza di quello che sperimenta.

Quando il disturbo è di tipo nevrotico possiamo utilizzare determinate farmaci o determinati

approcci terapeutici, mentre quando il disturbo è di tipo psicotico (DOC con scarso insight)

può essere necessario ricorrere alla cingolotomia anteriore, ultima spiaggia per un disturbo di

difficile trattamento.

APATIA

Mancanza di partecipazione emotiva. Apparente o reale diminuzione o scomparsa di sentimenti ed

emozioni con assenza o riduzione della reattività agli stimoli ambientali.

CENESTOPATIE

Sensazioni soggettive (senza causa organica) di sofferenza corporea spesso descritte con dovizia di

particolari. Il paziente presenta dolori alle articolazioni ed ai muscoli (e a tutto ciò che riguarda il

movimento volontario). Il dolore insorge alle articolazioni sia durante l’esercizio fisico sia in

condizione di immobilità (fibromialgia = dolore delle fibre e dei muscoli). Questi dolori, però, si

presentano in assenza di lesioni organiche, non vi è alcun danno biologico; il danno è di natura

emotiva. Si guarisce con la psicoterapia associandola o meno ad un trattamento farmacologico con

ansiolitici o antidepressivi.

DISFORIA

Aumentata tendenza al malumore, irritabilità e pessimismo. Si manifesta spesso all’esordio o nella

fase di remissione del disturbo bipolare ed è spesso legata all’insonnia. Inoltre, è spesso associata alla

sindrome premestruale.

LABILITA’ AFFETTIVA

L’affettività di base muta bruscamente anche con stimoli sottosoglia, di scarsa rilevanza (ad es. un

paziente piange e ride mentre parla, cambiando spesso umore). E’ quindi una estrema facilità alle

variazioni dell’umore di base per stimoli di scarsa intensità. E’ rilevata nella fase di astinenza degli

alcolisti cronici, i quali mutano con estrema facilità il loro umore.

ANEDONIA

Perdita di interesse e di capacità di provare piacere per attività, eventi usualmente piacevoli o almeno

tali nell’accezione individuale.

IPOCONDRIA

Alterazione psicopatologica caratterizzata da timori esagerati e inadeguati circa una possibile malattia

ipocondria

fisica non esistente o minimale rispetto allo stato emotivo di accompagnamento. Nell’

maior esiste la convinzione irriducibile di essere affetti da malattia e malformazione organica più o

meno comune non diagnosticata (secondo il paziente), in assenza di reperti obiettivi corrispondenti.

ipocondria minor

Nell’ sono presenti idee prevalenti, sospetti, preoccupazioni concernenti comunque

lo stato di salute fisico e psichico.

AMBIVALENZA AFFETTIVA

Presenza o coesistenza di sentimenti e atteggiamenti di polarità opposta (odio-amore, paura-

desiderio) rivolti verso lo stesso oggetto. E’ un elemento cardine nel disturbo di personalità

borderline.

INADEGUATEZZA AFFETTIVA

Atteggiamento affettivo non corrispondente allo stimolo o situazione determinante. Disarmonia tra

tono emozionale e idee, pensieri e parole che lo accompagnano. Un esempio sono i pazienti affetti

dalla demenza di Alzheimer (causata dall’accumulo di una proteina, beta aminoide, del neuone) e

schizofrenici i quali ad esempio si rattristano con stimoli divertenti oppure ridono per stimoli tristi.

FOBIA

Persistente, eccessiva, immotivata paura per oggetti, situazioni, animali, persone, abnorme per

intensità, durata ed inadeguatezza assoluta allo stimolo. Si sperimenta quando un oggetto o una

situazione è in grado di scatenare reazioni automatiche senza che lo stesso oggetto o situazione

siano relativamente oggetto di pericolo. Fobie specifiche sono una classe del DSM che però vengono

trattate come i disturbi d’ansia. Alcuni esempi di fobie sono i seguenti:

 Agorafobia (paura degli spazi aperti)

 Claustrofobia (paura degli spazi chiusi)

 Fobia sociale (paura di esporsi in pubblico)

 Zoofobia (paura degli animali in generale)

 Aracnofobia (paura dei ragni)

 Idrofobia (paura dell’acqua) – nota anche come talassofobia (paura del mare)

 Sitofobia (paura dell’ingestione di cibo)

 Eritrofobia (paura di arrossire)

 Nosofobia (paura delle malattie che si possono contrarre in contesti sanitari)

 Rupofobia (paura dello sporco)

 Aviofobia (paura di volare oppure paura degli uccelli)

 Sifilofobia (paura di contrarre malattie sessualmente trasmesse)

PRINCIPALI MALATTIE VENEREE

HCV = Epatite C

 HIV = AIDS

 HPV = papilloma virus

 Mollusco infettivo = eruzioni cutanee nell’organo genitale

 Sifilide

 DISTURBI DELLA COSCIENZA

COSCIENZA: nell’ambito clinico semiotico la coscienza è stata tradizionalmente definita come

consapevolezza di sé, degli altri e dell’ambiente circostante. E’ in sintesi consapevolezza dell’esistere

in quel dato istante (hic et nunc), consapevolezza che ci fa riconoscere automaticamente, momento

per momento, il continuum della nostra vita mentale e della nostra globale realtà.

Molte diverse funzioni contribuiscono a tale consapevolezza: vigilanza, attenzione, orientamento e

coscienza di sé. Per ciascuna delle precedenti funzioni ci saranno dei disturbi associati a condizioni di

interesse neurologico. L’anatomia funzionale dell’encefalo è stata studiata con un approccio

lesionistico (venivano effettuate microlesioni in determinate aree del cervello). Questo ha permesso di

scoprire come tutte le funzioni emotive (rabbia, paura, ecc…) e le relative reazioni (stringere i denti,

ecc…) sono riflessi presenti in assenza di corteccia emozionale (area sottocorticale).

CAMPO DI COSCIENZA: insieme di tutte le informazioni che possono esser elaborate consciamente o

inconsciamente dal sistema nervoso in un dato momento.

1. FUNZIONI DELLA COSCIENZA

a) VIGILANZA

Viene oggi intesa come un continuum che va dal sonno allo stato di attivazione della veglia.

Vi è presenza della coscienza di sé: il grado minimo di vigilanza è il sonno; il massimo grado

di vigilanza è tenuto nella veglia, di conseguenza durante il coma non c’è vigilanza.

b) STATO DI COSCIENZA coscienza chiara o lucida:

Lo stato di coscienza normale viene chiamato l’analisi della

situazione è tale che l’individuo è in grado di includere tutti gli elementi di rilievo presenti

restringimento del campo di coscienza

nella situazione; quando questo non accade vi è un in

cui non si è in grado di cogliere tutti gli elementi significativi. E’ utilizzato spesso in ambito

forense come elemento attenuante per determinati crimini. In generale lo stato di coscienza

normale può fluttuare da una viva attenzione ad una generica inattenzione e sonnolenza.

c) ATTENZIONE

Funzione psichica capace di selezionare l’informazione da elaborare tra tanti elementi.

focus attentivo

L’elemento da selezionare è chiamato ed è spostabile, non è fisso. E’

considerata la condizione necessaria per la chiarezza dell’esperienza interiore.

d) ORIENTAMENTO

Si intende la capacità del soggetto di riconoscere le coordinate spaziali, avere consapevolezza

del tempo, della propria e altrui persona. Nelle demenze (ad es. nell’Alzheimer) è presente

disorientamento (non sanno dire dove si trovano o in che giorno siamo).

Elementi localizzati a livello sottocorticale: bulbo, ponte, e mesencefalo. Questi permettono il

passaggio di informazioni tra encefalo e midollo spinale. Le cellule del SNC sono raggruppate in due

gruppi: 1) corpi cellulari, sostanza grigia e dendriti; 2) neutriti e sostanza bianca.

I nuclei di sostanza grigia sono dispersi a livello del bulbo e del ponte formando una sostanza

reticolare che rappresenta un interruttore che accende e spegne l’attività corticale e interviene nella

regolazione dei livelli di vigilanza. I nuclei dispersi in quest’area proiettano le loro fibre nella corteccia

sistema reticolare ascendente articolatorio.

attivando il

Altre fibre che segnano lo stesso percorso, invece, hanno funzioni deattivanti: tale percorso contrario

sistema reticolare ascendente dearticolatorio.

al precedente viene definito

insonnia familiare maligna

Nel disturbo dell’ i soggetti non riposano mai effettivamente, fanno solo

pochi istanti di sonno ed è un disturbo che può perdurare anche per anni. Questo disturbo riguarda il

malfuzionamento dei sistemi reticolari ascendenti.

Funzioni emotive -> area sottocorticale

Funzioni coscienti -> area corticale

2. ALTERAZIONI QUANTITATIVE DELLO STATO DI COSCIENZA

OBNULIMENTO E TORPORE

Consiste nell’annuvolamento e quindi nel restringimento del campo di coscienza.

obnulimento del

E’ contraddistinto dalla lentezza e dalla difficoltà nel percepire domande (ad es.

sensore si ha generalmente in una persona trasportata al pronto soccorso la quale risponde

lentamente o in maniera incompleta alle domande poste).

Si manifesta un lieve disorientamento nei vari parametri; incompletezza ed errori nel riportare

notizie biografiche (anche importanti per la sua vita).

E’ possibile riscontrare obnulimento o torpore in intossicazione da sostanze (alcool, droga, farmaci)

oppure dopo un forte colpo di calore o un’insolazione comportando, a volte, gravi danni al sistema

di autoregolazione

STATO STUPOROSO

In questo caso il campo di coscienza è ancora più ristretto rispetto al torpore.

L’attività mentale e fisica sono ridotte al minimo ed è possibile risvegliare il soggetto in questo

stato solo con stimoli intensi. stupor: stupor depressivo

La depressione grave può accompagnarsi a (nello la persona può

stupor catatonico

guardarti ma non rispondere alle tue domande). Invece, lo è tipico di alcune

forme di schizofrenia (schizofrenia catatonica) nella quale è presente una scarsissima o assente

reattività agli stimoli, anche intensi, determinando una immobilità della persona stessa.

COMA

A differenza delle precedenti alterazioni, il coma è contraddistinto da un campo di coscienza

assente e dalla non risvegliabiltà del soggetto.

Sono assenti ogni tipo di risposta a comandi verbali e vi è impossibilità nel percepire e rispondere

stato vegetativo

a stimoli interni ed esterni. E’ spesso accompagnato dallo nel quale sono

mantenute attive solo le funzioni vitali (cardiocircolazione, termoregolazione).

IPERVIGILANZA

Consiste in un amento del campo di coscienza che può essere accompagnato da un aumento delle

(ipermnesia)

funzioni mnestiche, di memoria . E’ possibile riscontrare l’ipermnesia anche

dopamino mnestiche

nell’intossicazione da sostanze (es. anfetamine, cacaina) provocando, seppur

non necessariamente, danni permanenti. Altre sostanze come la caffeina, il guaranà e la

bromocriptina determinano un amento temporaneo della memoria. Non esistono comunque

sostanze che permettano un aumento delle capacità mnestiche senza che alterino la struttura

neuronale.

Un’altra situazione in cui vi è ipervigilanza è nella fase maniacale del disturbo bipolare, nella quale

il soggetto percepisce stimoli sottosoglia.

E’ tipica, inoltre, della DHD (deficit di attenzione di iperattività), un disturbo tipico dell’infanzia che

consiste nella difficoltà a mantenere l’attenzione verso un focus (disattenzione) e la posizione nello

spazio (iperattività).

3. ALTERAZIONI QUALITATIVE DELLO STATO DI COSCIENZA

STATO CREPUSCOLARE

E’ caratterizzato dal restringimento del campo di coscienza nel cui fuoco vengono conservati solo

alcuni eventi, idee, temi affettivi con o senza disorientamento temporo-spaziale (epilessie, psicosi,

isteria). Alterazioni organiche o alterazioni psicogene possono dare vita a stati crepuscolari (un

esempio neurologico è l’epilessia dove in una situazione di semicoscienza le informazioni vengono

raccolte in maniera confusa). Stati crepuscolari sono tipici di alcune forme di disturbi di

conversione (isteria) nei quali un sintomo somatico di solito a carico dell’apparato

muscolare/motorio (es. paralisi) è presente in assenza di cause organiche. Un esempio particolare è

costituito dal sonnambulismo dove vi è uno stato di coscienza fortemente ridotto, ma non sono

ridotti i movimenti volontari e le attività motorie mantengono le loro normali funzionalità.

DISTURBI DEL SONNO:

 Iposonnia -> può giungere fino all’insonnia (riduzione della quantità del sonno)

 Ipersonnia -> può giungere fino alla narcolessia (aumento della quantità del sonno)

STATO CREPUSCOLARE ONIRICO

L’attività motoria è spesso afinalistica con oscillazioni tra agitazione e stupore.

Sono presenti spunti deliranti sconnessi e disturbi psicosensoriali; le reazioni affettive sono

inadeguate o esagerate. I soggetti in questo stato si mostrano ansiosi e spaventati.

DELIRIUM O AMENZA

Alterazione grave sia di tipo quantitativo che di tipo qualitativo dello stato di coscienza.

Stato confusionale acuto, grave, con cospicui fenomeni vegetativi e globale compromissione delle

funzioni cognitive. I sintomi del delirium sono: 1) ridotta capacità di focalizzare, mantenere o

spostare l’attenzione; 2) il pensiero appare disorganizzato con difficoltà di espressione e

comprensione; 3) può esservi riduzione del livello di coscienza, disorientamento, deficit di

memoria, disturbi della percezione, alterazioni dell’attività psicomotoria e del ritmo sonno-veglia;

4) il disturbo evolve rapidamente con fluttuazioni cardiache; 5) è quasi sempre di origine organica.

ipertono vegetativo:

E’ accompagnato da tutte le funzioni autonome sono esaltate con

conseguente ipertermia (aumento della temperatura corporea), tachicardia e tremore diffuso (tutto

delirium tremens.

il corpo è soggetto a scosse fredde). Da qui il delirium prende il nome di

Il delirium è causato da cause organiche: 1) presenza di processi neurodegenerativi all’encefalo (es.

presenza di tumori al cervello); 2) presenza di alterazioni dismetaboliche al metabolismo di base

(es. sindrome da astinenza da alcolici).

Quando ci si trova di fronte ad un soggetto che presenta delirium tremens causato da astinenza da

alcolici è necessario sopperire a questa carenza di alcool facendo assumere al soggetto dell’alcool.

Si può avere delirium tremens anche per intossicazione da altre sostanze, ma sono casi più rari.

DEPERSONALIZZAZIONE E DEREALIZZAZIONE

Sensazione soggettiva di irrealtà, di estraneità.

 Sentirsi estranei da se stessi (non riconoscersi) -> depersonalizzazione psichica

 Sentirsi estranei dal proprio corpo -> depersonalizzazione fisica

 Sentirsi estranei alla realtà circostante -> derealizzazione

Sono sintomi tipici di diverse patologie psichiatriche (disturbi d’ansia, dell’umore, psicosi) ma viene

anche considerato un disturbo a sé stante nel DSM IV.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrew9313 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Rampino Andrea.

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