RIASSUNTI PSICHIATRIA
LEGISLAZIONE PSICHIATRICA
Legge del 1904 in vigore fino al 1978:
Disponeva la necessità di proteggere la società. La legge prevedeva la custodia e la sorveglianza
delle persone disturbate. I ricoveri erano obbligatori, qualunque medico poteva decretare i
disturbi della persona, la quale veniva internata. Gli individui venivano internati nei manicomi
collocati separatamente dal resto della medicina (decreto dell’autorità giudiziaria o di pubblica
sicurezza).
Legge n.18/1968:
introduce il concetto di ricovero volontario, restituendo al malato mentale almeno una parte dei
suoi diritti di individuo malato e di cittadino.
REVISIONE DELLA LEGISLAZIONE A SEGUITO DI ESPERIENZE ANTIMANICOMIALI
Legge n.180/78 legge Basaglia:
•
Sorgono esigenze di protezione della persona incapace di badare a se stesso. Avviene
contestualmente la chiusura coatta dei manicomi, l’introduzione obbligatoria dei ricoveri volontari
e la diffusione della psichiatria anti-‐manicomiale. La legge Basaglia viene poi inserita nella legge
n.833/78 sull’assistenza sanitaria a tutti deve essere garantito il servizio di cura in modo
indifferenziato; il trattamento sanitario obbligatorio TSO viene introdotto anche per malattie non
psichiche (TSO disposto dall’autorità sanitaria nel rispetto della dignità della persona).
TSO il trattamento sanitario obbligatorio è l’atto sanitario che non trattiene la persona perché
da pubblico scandalo, ma perché sta male. Non vi è un problema di pericolosità sociale. I TSO sono
attuati dai presidi sanitari pubblici territoriali. Il sottoposto ha diritto di comunicare con chiunque
desideri. Il principio generale è che vi sia la presenza di consenso, partecipazione da parte di chi vi
è obbligato. Questi trattamenti sono disposti con provvedimento del sindaco (autorità sanitaria
locale) attraverso ordinanza.
ART. 34 Accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale: la proposta di
TSO può prevedere che le cure vengano prestate in condizioni di degenza ospedaliera solo se:
Esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici.
• Gli stessi non vengono accettati dall’infermo.
• Non vi siano le condizioni/circostanze che consentano di adottare tempestive e idonee
• misure sanitarie extra-‐ospedaliere.
TSO come estrema ratio!!!!!
Procedimento relativo agli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori:
1. Il medico inizia facendo una proposta motivata (nel corso dell’esercizio delle sue funzioni
rilevi in un paziente alterazioni psichiche tali da richiedere interventi urgenti) in cui
vengono riportati i disturbi riscontrati. La proposta deve essere convalidata da un medico
qualunque della struttura sanitaria pubblica (non solo psichiatri).
1
2. Una volta convalidata la proposta, il sindaco di residenza emette ordinanza di TSO
corredato alla proposta medica motivata e della convalida.
(ordinanza+proposta+convalida).
3. Tale ordinanza deve essere inoltre notificata entro 48 ore al giudice tutelare nella cui
circoscrizione rientra il comune. Nelle 48 ore infatti il giudice ha il tempo di: disporre
accertamenti eventuali, provvedere con decreto motivato a convalidare o no, e dare
comunicazione del provvedimento al sindaco. In caso di mancata convalida, il sindaco
dispone la cessazione del TSO in condizioni di degenza ospedaliera.
Casi particolari:
Sindaco di un comune diverso da quello di residenza dell’infermo, si comunica al sindaco
• del comune di residenza.
Provvedimento verso i cittadini stranieri o apolidi: si comunica al ministero dell’interno e al
• consolato competente tramite prefetto.
Il TSO una volta emanato, dura sette giorni, rinnovabile attraverso proposta di rinnovo del
responsabile del reparto psichiatrico (sindaco, giudice). Questo può però durare anche solo 3
giorni di cui gli altri 4 volontari. In caso di necessità durante il TSO il giudice tutelare adotta
provvedimenti urgenti per conservare, amministrare il patrimonio dell’infermo. Il ruolo del giudice
tutelare è tra i più importanti poiché serve per dare spazio alla tutela dei diritti del malato in stato
di temporanea menomazione.
ART.36 revoca e modifica del provvedimento di TSO: chiunque può rivolgere al sindaco, che
decide entro 10 giorni, richiesta di revoca o modifica del provvedimento con il quale è stato
disposto/prolungato il TSO.
ART.37 tutela giurisdizionale: chi è sottoposto a TSO e chiunque abbia interesse può proporre
al tribunale competente del territorio, ricorso contro il provvedimento convalidato dal giudice
tutelare.
Gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione relativi alle malattie mentali sono attivati di
norma dai servizi/presidi psichiatrici extra-‐ospedalieri in modo da:
Eliminare situazioni di accentramento dei ricoveranti per disturbi psichiatrici.
• Evitare situazioni che riproporrebbero di fatto nuclei simili ai manicomi.
• Sancire il collegamento anche fisico tra i servizi psichiatrici di degenza e le altre strutture
• sanitarie (continuità tra il momento ospedaliero dell’intervento e l’assistenza
ambulatoriale, domiciliare).
INTERDIZIONE E INABILITAZIONE
Quando una persona affetta da malattie psichiatriche dimostri evidente incapacità di
amministrare in maniera adeguata e responsabile i propri beni/redditi e/o di gestire la vita nella
routine quotidiana subentrano degli strumenti di tutela, quali il ricorso all’interdizione o
inabilitazione, solitamente proposti dai congiunti del malato (dal pm o altri enti pubblici).
Interdizione ART.414 C.c.
È l’abolizione della capacità civile. È una situazione giuridica permanente, possibile quando una
persona affetta da abituale infermità di mente viene dichiarata incapace di provvedere ai propri
interessi. L’interdetto non dispone, ne amministra le proprie cose, che sono invece curate da un
tutore, nominato se possibile dai congiunti o da un avvocato; non contrae matrimonio; non redige
testamento.
2
Inabilitazione ART.415 C.c
È una limitazione quantitativa della capacità civile. È la situazione giuridica permanente che può
venire richiesta in quattro casi:
1. Situazione abituale di malattia ma non così grave da richiedere l’interdizione.
2. Prove che dimostrino di non sapere amministrare il denaro.
3. Chi a causa di uso di bevande/stupefacenti esponga sé o la propria famiglia a gravi
pregiudizi economici.
4. Sordomuti o ciechi dalla nascita che non abbiano ricevuto educazione sufficiente.
L’inabile può amministrare senza assistenza, o disporre della proprietà solo con curatore; può
inoltre fare testamento.
Interdizione e inabilitazione sono entrambi strumenti che si occupano di individui con infermità di
mente con carattere di abitualità. Non vengono utilizzati quando la malattia psichica emerge solo
in episodi di squilibrio momentaneo. La scelta di uno e dell’altro strumento di tutela è basata su:
Diagnosi: conferma dell’esistenza della malattia.
• Prognosi: capacità eventuale di tutelare i propri interessi.
• Valutazione: socio-‐eco
• Grado di autonomia possibile.
•
Non è esclusa la possibilità di guarigione. Psichiatra, tutore o curatore possono proporre la revoca
o la sostituzione di uno con l’altro. ART.429 C.c. gli atti compiuti da un soggetto (anche non
interdetto) si provi essere stati per qualsiasi causa incapace di intendere e volere al momento in
cui sono stati compiuti gli atti possono essere annullati su istanza della stessa persona o dei suoi
eredi.
Amministratore di sostegno
ART.404 C.c assistenza amministratore di sostegno. È lo strumento moderno che interviene
quando la persona malata non sia più in grado di amministrare in maniera adeguata/responsabile
dei propri beni. L’amministrazione di sostegno può essere richiesta dai congiunti del malato, da
enti pubblici e istituti di ricovero per disabili e anziani. L’amministratore di sostegno è nominato
dal giudice tutelare. ART.428 (si può affiancare sia a una persona interdetta che inabilitata, o
anche a un minore emancipato).
Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno può compiere tutti gli atti necessari a soddisfare le
esigenze della propria vita quotidiana. L’amministrazione di sostegno può essere annullata
dall’amministratore stesso o dagli eredi.
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