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Elementi di Economia (possibili domande d'esame e esercizi risolti) Appunti scolastici Premium

Prof. Comi Simona.
Appunti di elementi di economia sulle possibili domande d'esame basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Comi dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib, Facoltà di Sociologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Elementi di economia docente Prof. S. Comi

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ESTRATTO DOCUMENTO

7) Descrivi le caratteristiche della curva di domanda di mercato e della curva di offerta di mercato.

Incrociandosi, esse determinano un equilibrio: descrivine le caratteristiche.

La curva di domanda rappresenta la quantità di un bene che i compratori vogliono e possono acquistare ad un

determinato prezzo; essa ha pendenza negativa poiché, secondo la legge della domanda, a parità di altre

condizioni, se il prezzo del bene aumenta la quantità domandata diminuisce, viceversa se il prezzo del bene

diminuisce la quantità domandata aumenta.

La curva d’offerta rappresenta la quantità di un bene che i venditori vogliono e possono vendere ad un

determinato prezzo; essa ha pendenza positiva poiché, secondo la legge dell’offerta, a parità di altre condizioni,

se il prezzo del bene aumenta anche la quantità offerta aumenta, viceversa se il prezzo del bene diminuisce

anche la quantità offerta diminuisce.

Le due curve si incontrano nel punto d’equilibrio, che determina il prezzo in cui quantità domandata e quantità

offerta si eguagliano. L’interazione tra tutti i compratori e tutti i venditori spinge il mercato verso l’equilibrio.

8) Fornisci una spiegazione del motivo per cui la curva di domanda di mercato ha pendenza negativa.

La curva di domanda di mercato è la somma di tutte le curve di domanda individuali ed ha pendenza negativa

perché, secondo la legge della domanda, a parità di altre condizioni, se il prezzo di un bene aumenta la quantità

domandata diminuisce, viceversa se il prezzo del bene diminuisce la quantità domandata aumenta.

9) Fornisci una spiegazione del motivo per cui la curva di offerta di mercato ha pendenza positiva.

La curva d’offerta di mercato è la somma di tutte le curve d’offerta individuali ed ha pendenza positiva perché,

secondo la legge dell’offerta, a parità di altre condizioni, se il prezzo di un bene aumenta la quantità offerta

aumenta, viceversa se il prezzo di un bene diminuisce la quantità offerta diminuisce.

10) Descrivi come riesce un mercato a riassorbire un eccesso di offerta, aiutandoti se lo desideri con un

esempio.

Si ha eccedenza (o eccesso d’offerta) quando i venditori non riescono a vendere quanto vorrebbero ad un

determinato prezzo poiché la quantità offerta è maggiore della quantità domandata.

Quando vi è eccedenza si crea una spinta sul prezzo in direzione dell’equilibrio, derivante dal comportamento

degli individui, che porta a diminuirlo, ciò fa aumentare la domanda e diminuire l’offerta.

Un esempio può essere fatto con il mercato del gelato: il produttore produce più gelati di quanti domandati e

quindi si ritrova a fine giornata con merce invenduta che deve buttare, allora prova a vendere ad un prezzo

inferiore poiché ad un prezzo inferiore sono di più le persone disposte a comprare.

11) Descrivi come riesce un mercato a riassorbire un eccesso di domanda, aiutandoti se lo desideri con un

esempio.

Si ha penuria (o eccesso di domanda) quando i compratori non riescono a comprare quanto vorrebbero ad un

determinato prezzo poiché la quantità domandata è maggiore della quantità offerta.

Quando vi è penuria si crea una spinta sul prezzo in direzione dell’equilibrio, derivante dal comportamento degli

individui, che porta ad aumentarlo, ciò fa diminuire la domanda e aumentare l’offerta.

Un esempio può essere fatto con il mercato del gelato: il produttore produce meno gelati di quanti domandati

e quindi si ritrova a finire subito i gelati, allora può approfittare di tale situazione per vendere il gelato ad un

prezzo maggiore poiché ad un prezzo maggiore sono di meno le persone disposte a comprare.

12) Argomenta se in presenza di un eccesso di domanda o di un eccesso di offerta, nei mercati privati di

beni e servizi ci sia la tendenza a spostarsi automaticamente verso i livelli di equilibrio di prezzo e

quantità.

Si, nei mercati privati di beni e servizi, in seguito a casi di penuria o eccedenza, c’è una tendenza naturale a

ristabilire l’equilibrio di quantità e prezzo iniziale poiché, secondo la legge della domanda e dell’offerta,

l’interazione tra tutti i compratori e tutti i venditori spinge il mercato verso l’equilibrio. È la così detta “mano

invisibile” di Smith.

13) Considera il mercato delle mele di un piccolo paese e ipotizza che esso sia in equilibrio. A causa del

clima particolarmente rigido il raccolto di mele si riduce. Descrivi come si modifica l'equilibrio di

mercato e come si raggiunge il nuovo equilibrio. In generale, descrivi quali fattori possono causare

spostamenti della curva di offerta.

Se il raccolto di mele si riduce, ci sono meno mele da vendere, quindi l’offerta di mele diminuisce: la curva

d’offerta si sposta verso sinistra, definendo un nuovo punto d’equilibrio ad un prezzo più alto. Le persone che

vorranno acquistare mele dovranno quindi essere disposte a pagarle di più per ottenerle: diminuirà così la

quantità domandata. ①

14) Considera il mercato delle mele di un piccolo paese e ipotizza che esso sia in equilibrio. A causa del

clima particolarmente favorevole il raccolto di mele aumenta. Descrivi come si modifica l'equilibrio di

mercato e come si raggiunge il nuovo equilibrio. In generale, descrivi quali fattori possono causare

spostamenti della curva di offerta.

Se il raccolto di mele aumenta, ci sono più mele da vendere, quindi l’offerta di mele aumenta: la curva d’offerta

si sposta verso destra, definendo un nuovo punto d’equilibrio ad un prezzo più basso. Le persone che prima non

acquistavano mele inizieranno a comprarle, e quelle che già le consumavano ne acquisteranno in misura

maggiore dato il prezzo più basso: aumenterà così la quantità domandata. ①

① In generale i fattori che possono causare spostamenti della curva d’offerta sono: il prezzo dei fattori di input;

la tecnologia; le aspettative; e il numero di venditori, in quanto l’aumento dei venditori porta ad un aumento

dell’offerta e viceversa.

15) Considera il mercato delle zucchine di un piccolo paese e ipotizza che esso sia in equilibrio. Una intensa

campagna pubblicitaria invita la popolazione a consumare zucchine per prevenire l'influenza. Descrivi

come si modifica l'equilibrio di mercato e come si raggiunge il nuovo equilibrio. In generale, descrivi

quali fattori possono causare spostamenti della curva di domanda.

Se le persone iniziano a credere che le zucchine prevengono l’influenza inizieranno a consumarne in misura

maggiore, quindi la domanda di zucchine aumenta: la curva di domanda si sposta verso destra, definendo un

nuovo punto d’equilibrio ad un prezzo più alto. Dato il prezzo più alto i produttori inizieranno a offrire un

maggiore quantitativo di zucchine: aumenterà così la quantità offerta. ②

16) Considera il mercato delle zucchine di un piccolo paese e ipotizza che esso sia in equilibrio. Una intensa

campagna pubblicitaria invita la popolazione a non consumare zucchine perché contaminate dai pm10

eccessivi. Descrivi come si modifica l'equilibrio di mercato e come si raggiunge il nuovo equilibrio. In

generale, descrivi quali fattori possono causare spostamenti della curva di domanda.

Se una campagna pubblicitaria sconsiglia il consumo di zucchine perché contaminate le persone ne

consumeranno in misura minore, quindi la domanda di zucchine diminuisce: la curva di domanda si sposta verso

sinistra, definendo un nuovo punto d’equilibrio ad un prezzo più basso. Dato il prezzo più basso i produttori

inizieranno a offrire un minor quantitativo di zucchine: diminuirà così la quantità offerta. ②

17) Considera il mercato della birra di Laramie in Wyoming (circa 30000 abitanti, di cui 10000 sono studenti

alla università) e ipotizza che esso sia in equilibrio. Descrivi come si modifica l'equilibrio di mercato

quando a fine corsi gli studenti tornano a casa per le vacanze estive e spiega come si raggiunge il nuovo

equilibrio. In generale, descrivi quali fattori possono causare spostamenti della curva di domanda.

Quando gli studenti finiscono i corsi e tornano a casa la domanda di birra diminuisce: la curva di domanda si

sposta verso sinistra, definendo un nuovo punto d’equilibrio ad un prezzo decisamente più basso. Dato il prezzo

più basso i produttori di birra inizieranno a offrirne un minor quantitativo: diminuirà così la quantità offerta. ②

② In generale i fattori che possono causare spostamenti della curva di domanda sono: il reddito in quanto

influenza la capacità di spesa degli individui, se esso aumenta la domanda di beni normali aumenta, mentre

quella di beni inferiori diminuisce; il prezzo dei beni correlati che se aumenta causa una diminuzione della

domanda del bene stesso, ma un aumento dei suoi beni sostituti; il numero di compratori, in quanto un

aumento del numero compratori porta all’aumento della domanda, e viceversa; e le aspettative e le preferenze.

18) Dopo avere definito il concetto di elasticità della domanda al prezzo, spiega perché l’elasticità assume

sempre un valore negativo e dì quando la domanda di un bene si dice elastica.

L’elasticità della domanda al prezzo misura la variazione della quantità domandata al variare del prezzo.

Essa è sempre negativa perché la variazione della quantità domandata e la variazione del prezzo hanno segni

opposti: se aumenta il prezzo la domanda diminuisce, viceversa se il prezzo diminuisce la domanda aumenta.

Maggiore è l’elasticità, maggiore è la reazione della domanda al prezzo.

La domanda è elastica quando la variazione percentuale della quantità domandata è più che proporzionale (>1)

alla variazione percentuale del prezzo.

19) Dopo avere definito il concetto di elasticità della offerta al prezzo, spiega perché l’elasticità assume

sempre un valore positivo e dì quando la l’offerta di un bene si dice elastica.

L’elasticità dell’offerta al prezzo misura la variazione della quantità offerta al variare del prezzo.

Essa è sempre positiva perché la variazione dell’offerta e la variazione del prezzo hanno lo stesso segno: se

aumenta il prezzo aumenta anche l’offerta, viceversa se il prezzo diminuisce anche l’offerta diminuisce.

Maggiore è l’elasticità, maggiore è la reazione dell’offerta al prezzo.

L’offerta è elastica quando la variazione percentuale della quantità offerta è più che proporzionale (>1) alla

variazione percentuale del prezzo.

20) Definisci l’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo. Elenca e descrivi le sue determinanti.

L’elasticità dell’offerta al prezzo misura la variazione della quantità offerta al variare del prezzo. essa dipende

dalla facilità con cui è possibile espandere o contrarre la produzione.

Determinanti dell’elasticità sono:

- l’orizzonte temporale, in quanto l’offerta è più elastica nel lungo periodo rispetto al breve periodo, per

esempio se per aumentare la produzione di un bene occorre ampliare la fabbrica è necessario tempo

per l’ampliamento;

- la facilità di espandere o contrarre la produzione, in quanto l’offerta è più elastica per i beni facilmente

riproducibili, per esempio libri o quaderni, per i quali è più facile modificare la quantità prodotta rispetto

a beni difficilmente riproducibili come per esempio i terreni fronte mare.

21) Definisci l'elasticità della domanda al prezzo ed elenca come possiamo classificare le curve di domanda

in base all’elasticità rispetto al prezzo.

L’elasticità della domanda al prezzo misura la variazione della quantità domandata al variare del prezzo.

Possiamo classificare diverse curve di domanda in base all’elasticità:

- domanda perfettamente anelastica, a qualsiasi prezzo la quantità domandata è sempre la stessa (verticale);

- domanda anelastica, la variazione della quantità è proporzionalmente inferiore (<1) alla variazione del prezzo;

- domanda unitaria, la variazione della quantità è proporzionale (=1) alla variazione del prezzo;

- domanda elastica, la variazione della quantità è proporzionalmente superiore (>1) alla variazione del prezzo;

- domanda perfettamente elastica, ad un prezzo o meno di quel prezzo la quantità domandata è infinita (∞),

oltre a quel prezzo non vi è domanda.

22) Descrivi e definisci i benefici (surplus) che un mercato in concorrenza perfetta porta alle due controparti

dello scambio.

L’equilibrio di mercato è il massimo benessere per i consumatori e i produttori.

Il surplus del consumatore misura il benessere dal punto di vista di colui che acquista, esso è dato dalla

differenza tra la sua disponibilità a pagare ed il prezzo effettivamente pagato per l’acquisto di un bene o servizio:

più basso è il prezzo effettivamente pagato, maggiore è il surplus.

Il surplus del produttore misura il benessere dal punto di vista di colui che produce/vende, esso è dato dalla

differenza tra il prezzo che gli viene pagato per la vendita del bene o servizio e il costo sostenuto per produrlo:

più alto è il prezzo che gli viene pagato, maggiore è il surplus.

23) Descrivi gli effetti che un livello minimo di prezzo (superiore al prezzo di equilibrio) può avere sul

mercato. Illustra con un esempio.

Se lo Stato impone un livello minimo di prezzo al di sotto del quale non si può scendere, i venditori sono favoriti.

Fino a che il livello di prezzo minimo è inferiore al prezzo d’equilibrio non è vincolante; se invece il prezzo minimo

è superiore al prezzo d’equilibrio è vincolante e diventa il prezzo di mercato.

A questo prezzo la quantità offerta e quella domanda non sono più uguali, ma si crea eccedenza poiché la

quantità offerta è maggiore di quella domandata.

Per esempio l’introduzione di un salario minimo inferiore al prezzo d’equilibrio non è vincolante, ma se il salario

minimo supera il prezzo d’equilibrio diventa il nuovo prezzo di mercato al quale la quantità domandata e quella

offerta non coincidono più, ma si crea un eccesso di offerta di lavoro, vale a dire disoccupazione.

24) Descrivi gli effetti che un livello massimo di prezzo (inferiore al prezzo di equilibrio) può avere sul

mercato. Illustra con un esempio.

Se lo Stato impone un livello di prezzo massimo oltre al quale non si può salire, a beneficiarne sono i compratori.

Fino a che il livello di prezzo massimo è maggiore del prezzo d’equilibrio non è vincolante; ma se il prezzo

massimo è inferiore al prezzo d’equilibrio è vincolante e diventa esso stesso il prezzo di mercato.

A questo prezzo la quantità domandata e quella offerta non sono più uguali, ma si crea penuria poiché la

quantità domandata è maggiore della quantità offerta, occorre quindi razionare il bene scarso.

Un esempio può essere quello delle code ai distributori di benzina: fino a che il prezzo d’equilibrio della benzina

è inferiore al livello di prezzo massimo non ci sono problemi; ma quando l’offerta di benzina diminuisce, il prezzo

d’equilibrio aumenta e diventa maggiore del livello di prezzo massimo, quest’ultimo è vincolante e diventa il

nuovo prezzo di mercato. Tuttavia a questo nuovo prezzo la quantità domandata e quella offerta non coincidono

più, ma vi è un eccesso di domanda che provoca code ai distributori di benzina.

25) Confronta gli effetti di un'imposta sul consumo con quelli di un'imposta sulla produzione. Descrivi infine

come si modifica il mercato dopo l’introduzione di una imposta.

Le imposte sono utilizzate per finanziare la spesa pubblica.

Un’imposta sugli acquisti porta a una diminuzione della quantità domandata: la curva di domanda si sposta

verso sinistra definendo un nuovo punto d’equilibrio ad una quantità ed un prezzo inferiore.

Un’imposta sulle vendite porta a una diminuzione della quantità offerta: la curva d’offerta si sposta verso

sinistra definendo un nuovo punto d’equilibrio ad una quantità inferiore, ma un prezzo maggiore.

In generale quindi l’introduzione di un’imposta modifica l’equilibrio di mercato: essa provoca una riduzione

dell’attività con una riduzione della quantità scambiata; i produttori si trovano a ricevere un prezzo più basso

dalle vendite e i compratori si trovano a pagare un prezzo più alto per l’acquisto di un bene o servizio.

26) Spiega cosa è e da cosa dipende la perdita secca di surplus generata da una imposta.

La perdita secca è la quantità di benessere (surplus) che i partecipanti al mercato perdono nel caso in cui venga

introdotta un'imposta. Con l'introduzione dell'imposta infatti il surplus del consumatore e quello del produttore

si riducono poiché aumenta il prezzo pagato dal compratore e diminuisce quelli ricevuto dalla vendita del

venditore, si ha una quindi diminuzione del surplus che comprende: l'entrata fiscale per lo Stato, il così detto

gettito il cui ammontare corrisponde a quello dell'imposta; ma anche la perdita secca dovuta alla riduzione della

quantità scambiata e alla conseguente riduzione del mercato che porta compratori e venditori marginali ad

uscire dal mercato perdendo così potenziali scambi vantaggiosi.

La dimensione della perdita secca dipende dall'elasticità al prezzo di domanda e offerta, più queste sono

elastiche, maggiore alla perdita secca: infatti se domanda e offerta sono elastiche la variazione della quantità è

più che proporzionale alla variazione del prezzo, quindi la quantità diminuisce di molto e conseguentemente si

ha una grossa perdita secca.

All'aumentare dell'imposta aumentano anche il gettito e la perdita fino a raggiungere un punto di massimo oltre

al quale la perdita secca supera il gettito fiscale in quanto elevata intensità dell'imposta avrà ridotto

enormemente la quantità scambiata.

27) Definisci il concetto di incidenza di una imposta e spiega che relazione può avere con l’elasticità di

domanda e offerta.

Compratori e venditori si dividono il peso dell’imposta: l'incidenza dell’imposta è la misura di chi sopporta

maggiormente il peso dell’imposta tra due partecipanti al mercato. L’imposta incide maggiormente sulla

componente meno elastica: incide maggiormente sui compratori quando la quantità offerta è più elastica della

quantità domandata; incide invece maggiormente sui venditori quanto la domanda è più elastica

dell’offerta.

28) Considerate un paese piccolo e la sua decisione di aprirsi agli

scambi con l’estero nel mercato dei tessuti. Una volta aperti

gli scambi l’equilibrio di partenza si modifica come riportato

in figura. Il paese aveva un vantaggio comparato? Perché?

A che prezzo vengono scambiati i tessuti nel paese?

Come si modifica in termini di surplus il benessere in

conseguenza all’apertura degli scambi di mercato?

Si, il paese aveva un vantaggio comparato in quanto il prezzo interno

era inferiore rispetto al prezzo mondiale.

Poiché nessun venditore venderebbe ad un prezzo inferiore, con

l’apertura del mercato il prezzo interno di adegua al prezzo mondiale aumentando.

A questo nuovo prezzo domanda e offerta interne non coincidono più, ma l’offerta risulta maggiore rispetto alla

domanda e quindi si ha un’eccedenza che corrisponde alle esportazioni.

Aprendo gli scambi internazionali il surplus totale aumenta da ABC ad ABCD, così come il surplus del produttore

che passa da C a BCD; mentre il surplus del compratore si riduce da AB ad A. Lo scambio è conveniente perché

aumenta il benessere collettivo in quanto la perdita di surplus del compratore (B) è inferiore all’aumento del

surplus del produttore (BD).

29) Considerate un paese piccolo e la sua decisione di aprirsi agli

scambi con l’estero nel mercato dei tessuti. Una volta aperti

gli scambi l’equilibrio di partenza si modifica come riportato

in figura. Il paese aveva un vantaggio comparato? Perché?

A che prezzo vengono scambiati i tessuti nel paese?

Come si modifica in termini di surplus il benessere in

conseguenza all’apertura degli scambi di mercato?

No, il paese non aveva un vantaggio comparato in quanto il prezzo

interno era superiore rispetto al prezzo mondiale.

Poiché nessun compratore comprerebbe ad un prezzo maggiore, con

l’apertura del mercato il prezzo interno si adegua al prezzo di mercato diminuendo.

A questo prezzo domanda e offerta interne non coincidono più, ma la domanda risulta maggiore rispetto

all’offerta e quindi si crea penuria che corrisponde alle importazioni.

Aprendo gli scambi internazionali il surplus totale aumenta da ABC ad ABCD, così come il surplus del compratore

che passa da A ad ABD; mente il surplus del produttore passa da BC a C. Lo scambio è conveniente perché

aumenta il benessere collettivo in quanto la perdita di surplus del produttore (B) è inferiore all’aumento del

surplus del compratore (BD).

30) Considerate un paese importatore e spiegate come ambia in

termini di surplus il benessere prima e dopo l’introduzione di un

dazio, utilizzando la figura sotto.

Spesso alle importazioni vengono applicati dei dazi , imposte sui beni prodotti

che fanno aumentare il prezzo del bene importato.

all’estero ed importati,

Poiché nessun venditore venderebbe ad un prezzo inferiore a quello di

mercato, anche i produttori interni che non devono sostenere il dazio

adeguano il proprio prezzo (aumentandolo) a quello delle importazioni

comprensivo di dazio.

A questo prezzo la quantità domandata diminuisce e quella offerta

aumenta, ed esse si avvicinano all’equilibrio in assenza di scambi.

Il surplus totale diminuisce da ABCDEFG ad ABCG, così come il surplus del compratore che si riduce da ABCDEF

ad AB; aumenta invece il surplus del produttore interno da G a CG, le entrate fiscali sono pari ad E mentre la

perdita secca è pari a DF. L’imposizione di un dazio porta inevitabilmente a una diminuzione del benessere

collettivo in quanto l’aumento di surplus del produttore (C) è inferiore alla perdita di surplus del compratore

(CDEF).

31) Cosa sono le esternalità? Quali tipi di esternalità esistono? Che effetto hanno sul mercato? Come si

possono risolvere? Illustrate la risposta con un esempio relativo o alle esternalità di produzione negative

o alle esternalità di consumo positive.

Le esternalità sono gli effetti delle azioni di un individuo economico sul benessere di altri individui non

direttamente coinvolti nell’azione. Esse possono essere di consumo, quando riguardano la decisione di

consumare un bene, o di produzione, quando riguardano la decisone di produrre un bene.

Quando sono negative portano il mercato a produrre una quantità maggiore di bene rispetto a quella

socialmente ottima (o desiderabile); quando invece sono positive portano il mercato a produrre una quantità

inferiore rispetto a quella socialmente ottima (o desiderabile). Lo Stato può intervenire in diversi modi per

cercare di riavvicinare il mercato il più possibile all’ottimo sociale: attraverso la regolamentazione, vietando o

rendendo obbligatori dei comportamenti; oppure attraverso politiche economiche quali imposte o sussidi

pigouviani, che inducono i soggetti a tenere conto degli effetti esterni delle proprie azioni, e permessi di

emissione negoziabili.

Un esempio di esternalità di produzione negativa è l’inquinamento derivante dalla produzione di alluminio che

porta la quantità prodotta ad essere superiore di quella socialmente desiderabile. Lo Stato in questo caso può

intervenire attraverso la regolamentazione o con interventi di politica economica quali: imposte pigouviane che

vano a tassare l’esternalità negativa, ovvero l’inquinamento; permessi d’emissione negoziabili che definiscono

la quantità d’inquinamento massima e danno la possibilità a chi inquina di scambiare diritto di inquinare.

32) Cosa è il teorema di Coase? Che ipotesi è necessario imporre perché si verifichi quanto postulato dal

teorema? Sono ipotesi realistiche? Illustrate con un esempio.

Secondo il Teorema di Coase gli individui possono negoziare in modo autonomo soluzioni ad un problema di

esternalità a condizione che la negoziazione non implichi costi di transazione e che l’efficienza venga raggiunta

indipendentemente da come vengono distribuiti i diritti di proprietà.

Tre sono le ipotesi che è necessario imporre: gli individui devono agire razionalmente; non devono esserci costi

di transazione; c’è un’assegnazione iniziale dei diritti di proprietà che però è irrilevante.

Un esempio può essere fatto con i posti a sedere sull’aereo: Anna è seduta davanti e vorrebbe abbassare il

sedile, ma ciò infastidirebbe Luca che è seduto dietro ad Anna poiché starebbe scomodo. Anna attribuisce al

benessere del sedile abbassato un valore di 20 euro, mentre Luca attribuisce al benessere di tenere il sedile

alzato 10 euro. Anna terrà il sedile alzato poiché il suo beneficio derivante dall’abbassare il sedile è maggiore

del costo dello stare scomodo di Luca.

33) Come si definiscono i beni pubblici? Che effetti hanno le loro caratteristiche sul mercato? Cosa si può

fare per risolvere il loro problema? Illustrate con un esempio.

I beni pubblici sono beni prodotti e distribuiti gratuitamente dallo Stato che rappresentano un caso estremo di

esternalità positiva. Essi sono non escludibili, in quanto non si può impedire a nessuno di utilizzarli; e non rivali

in quanto l’utilizzo da parte di un individuo non limita l’utilizzo degli altri individui.

Un problema che caratterizza questa tipologia di beni è quello dei free-rider, ovvero persone che godono del

bene pubblico senza pagarne il prezzo; dato che le persone sono incentivate ad avere un comportamento da

free-rider, non si riesce a raggiungere l’efficienza.

Per esempio per un privato sarebbe difficile organizzare uno spettacolo di fuochi pirotecnici in un paese poiché

pochi acquisterebbero il biglietto incentivati dalla possibilità di poter assistere allo spettacolo anche senza

pagare. Se invece lo spettacolo venisse realizzato dallo Stato (o gli enti pubblici) l’organizzazione sarebbe più

semplice in quanto esso potrebbe essere finanziato da un aumento delle tasse pagate dagli abitanti del paese.

Per decidere se fornire il bene pubblico o meno, lo Stato deve fare una analisi dei costi e dei benefici che però

sono molto difficili da quantificare poiché non c’è un prezzo dei beni pubblici.

34) Come si definiscono le risorse comuni? Che effetti hanno le loro caratteristiche sul mercato? Cosa si può

fare per risolvere il loro problema? Illustrate con un esempio.

Le risorse collettive sono beni non escludibili, in quanto non si può proibire a nessuno di utilizzarli; ma sono

rivali in quanto l’utilizzo da parte di un individuo limita la possibilità di utilizzo del bene da parte di un altro

individuo. Esse rappresentano una esternalità negativa in quanto il continuo utilizzo porta all’esaurimento della

risorsa, è la così detta “tragedia dei terreni comuni”: nessuna famiglia è proprietaria dei terreni sui quali tutti

fanno pascolare le proprie pecore; ma con l’aumento del numero delle pecore il terreno comincerà a faticare a

rigenerarsi e non sarà più in grado di soddisfare tutti. Una soluzione è quella di assegnare una parte di terreno

ad ogni famiglia in modo da contrastare il problema della rivalità trasformando una risorsa collettiva in un bene

privato.

35) Che cosa è il valore atteso? Illustrate con un esempio.

Il valore atteso è la media ponderata di tutti i possibili esiti di una situazione rischiosa e serve per quantificare

il rischio: è dato dalla somma dei valori dei possibili esiti moltiplicati ognuno per la probabilità che si realizzino.

Esso permette quindi di confrontare il valore di un evento certo con il valore di un evento aleatorio.

Un esempio più essere la scelta di un giovane di intraprendere un lavoro dipendente con un salario certo di

15.000 euro annui, oppure un lavoro in proprio che se va bene offre un salario di 20.000 euro e se va male (ma

accade solo una volta su quattro) offre un salario di 5.000 euro. Il valore atteso per il lavoro in proprio sarà

quindi 20.000 x ¾ + 5.000 x ¼ = 16.250 euro, esso è maggiore dello stipendio garantito dal lavoro dipendente di

15.000 euro quindi molto probabilmente lo studente opterà per intraprendere un lavoro in proprio.

36) Considerate un giovane neolaureato che deve scegliere tra un lavoro alle dipendenze che offre un

salario certo pari a 16.000 euro all’anno e un lavoro in proprio (come consulente) che in un caso su

quattro va male e offre un reddito pari a 4000 euro e in tre casi su quattro ha successo e offre un

reddito pari a 20000 euro. Spiegate come è possibile scegliere in presenza di rischio e calcolate il valore

atteso. Sulla base dell’esempio appena proposto, definite avversione, neutralità e propensione al

rischio. Come potreste convincere una persona avversa al rischio a scegliere la scelta rischiosa?

Illustrate con un esempio.

Per effettuare una scelta il giovane dovrà quantificare il rischio calcolando il valore atteso dato dalla somma dei

valori di tutti i possibili esiti moltiplicati per la probabilità che si realizzino; tale valore gli consentirà di

confrontare il valore di un evento certo con il valore di un evento aleatorio.

Se il lavoro dipendente offre un salario certo di 16.000 euro annui ed il lavoro in proprio di 20.000 se va bene

(3/4) o di 4.000 se va male (1/4), il valore atteso per il lavoro in proprio sarà ¾ * 20.000 + ¼ * 4.000 = 16.000,

quindi corrisponde al salario certo.

Se lo studente è una persona avversa al rischio preferirà un valore certo es quindi sceglierebbe il lavoro

dipendente, al contrario se è una persona propensa al rischio preferirà un valore aleatorio quindi sceglierebbe

il lavoro in proprio\\.

Per convincere una persona avversa al rischio a rischiare occorre compensarla nel disagio con un premio

sufficientemente alto: per esempio, nel caso dello studente, se il guadagno in caso di insuccesso fosse di 8000

il valore atteso aumenterebbe di 1.000 euro in quanto ¾ * 20.000 + ¼ * 8.000 = 15.000 + 2.000 = 17.000 e il

valore aleatorio 17.000 > 16.000 valore certo.

37) Definite l’avversione/neutralità/propensione al rischio.

Esistono tre tipologie di approcci al rischio:

- avversione al rischio: coloro che preferiscono sempre una somma certa a una somma aleatoria di pari valore

- neutralità al rischio: indifferenza tra preferire una somma certa o una somma aleatoria

- propensione al rischio: coloro che preferiscono sempre una somma aleatoria a una somma certa di pari valore

Per convincere una persona avversa al rischio a rischiare è necessario compensarla nel disagio con un premio

per il rischio sufficientemente alto, detto premio per il rischio che è dato dalla differenza tra il valore atteso e il

valore dell’esito certo.

38) Che cosa è l’asimmetria informativa? Quali sono i suoi effetti sul mercato? Date la definizione e

illustrate il problema con un esempio.

Si ha asimmetria informativa quando una delle parti ha informazioni aggiuntive, di cui l’altra non dispone.

Nel mercato delle assicurazioni, ad esempio, l’asimmetria informativa è un grosso problema poiché rende

difficile stabilire il giusto premio da pagare: se un individuo vuole assicurare la propria auto gli verranno poste

delle domande volte a definire il suo premio assicurativo, ma l’individuo è consapevole che assicurarsi è più

costoso per chi corre maggiori rischi, non si dichiarerà esposto ad alcun rischio. La compagnia assicurativa dovrà

quindi basarsi sulle caratteristiche osservabili (sesso, età, anni di patente…) per definire il premio assicurativo il

cui ammontare corrisponderà al valore del rischio medio della categoria a cui l’assicurato appartiene.

39) Che cosa è la selezione avversa? Quali possono essere i suoi effetti sul mercato? Date la definizione e

illustrate il problema con un esempio.

Si ha selezione avversa quando l’asimmetria informativa riguarda le caratteristiche di ciò che viene scambiato.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del turismo e comunità locale
SSD:
Docente: Comi Simona
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher KatiKey_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Comi Simona.

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Economia Aziendale
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