Elementi di conservazione e gestione dei beni culturali
Cosa è un museo?
La pinacoteca è una raccolta di quadri e si differenzia da un museo. Un museo ha delle opere esposte ed ha un pubblico, presenza di sedute e presenza di artisti e diverse classi sociali oltre che alla presenza di custodi. Elementi essenziali di un museo: personale, pubblico, opere ed ambiente.
Wunderkammer, epoca 500-600. Casa museo, di moda durante l’800. Museo: concetto di permanenza. Mostra: temporanea.
Museologia: pensiero e riflessione sul museo. Storia della collezione e scelte per la sua attuale presentazione. Questioni di ordinamento.
Museografia: Sistema di indicazioni di funzionamento. Aspetti tecnici. Questioni di allestimento.
Museologia e museografia
Museologia: aspetti logici, criteri di ordinamento.
Museografia: nuove tecnologie.
ICOM: International Council of Museum da UNESCO 1948.
“Un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo (arricchimento della società). È aperto al pubblico e compie ricerche sulle testimonianze materiali dell’uomo e del suo ambiente (luogo di ricerca sui propri materiali), le acquisisce, le conserva, le comunica e soprattutto le espone ai fini di studio, di educazione e di diletto.” Studio, educazione e divertimento sono gli elementi principali di un museo. Il museo si differenzia da una mostra temporanea per la sua permanenza, non dipende dagli oggetti ecc. Non ha scopo di lucro ma solo scopi sociali, culturali ecc.
Nel 2016 c’è stata una decisione di aggiornare la definizione di museo alla luce dei cambiamenti nei musei della società con 269 proposte e 5 definizioni riassuntive.
Nel 2019: 139esimo Meeting internazionale dell’OCM Executive Board dell’OCM ha dovuto selezionare la proposta migliore tra le due migliori concludendo senza alcun vincitore. Il comitato francese si è opposto alla definizione ideologica rimandando la votazione a data da destinarsi.
In Italia c’è l’atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e di sviluppo dei musei.
Ambiti per atto di indirizzo dei musei italiani
- Status giuridico: ogni museo deve essere dotato di uno statuto e\o di un regolamento
- Assetto finanziario: devono avere risorse adeguate
- Strutture: il museo deve garantire strutture adeguate e sicure
- Personale: ogni museo deve avere continuamente persone in quantità sufficiente e adeguata qualificazione
- Sicurezza: deve garantire una sicurezza delle strutture
- Gestione delle collezioni: le collezioni rappresentano l’elemento costitutivo e la ragion d’essere del museo. Il museo deve garantire la pubblica esposizione del proprio materiale.
- Rapporti del museo con il pubblico e relativi servizi: deve garantire adeguati livelli di servizi al pubblico: accesso agli spazi, consultazione della documentazione, fruizione delle attività, informazione (sito web)
- Rapporti con il territorio: ogni museo è tenuto a dichiarare le proprie funzioni e vocazioni in relazione al territorio di appartenenza e riferimento.
La wunderkammer e le sue caratteristiche
Le wunderkammer, o “collezioni di meraviglie”, si diffondono soprattutto tra il ‘500 ed il ‘600, tuttavia ne sono sopravvissute poche perché si trattava di un modo di collezionare oggetti che a un certo punto non funziona più, è grazie agli inventari che oggi sappiamo gli oggetti che vi venivano conservati; molte wunderkammern in realtà si sono poi trasformate in musei naturalistici.
Come gli studioli anche le wunderkammer rispondevano a caratteristiche definite:
- Sono costituite solitamente da un’unica stanza
- Sono caratterizzate da un effetto di riempimento delle parti, anche del soffitto e del pavimento
- La separazione tra naturalia e mirabilia non è nettissima
Il criterio di ordinamento delle wunderkammern è quello di mischiare tutte le meraviglie dell’uomo, le cosiddette artificialia (che comprendevano dipinti, sculture...), e della natura, le cosiddette naturalia, allo scopo di creare stupore all’osservante; spesso si tratta di oggetti che vengono da paesi lontani (siamo nel secolo delle scoperte geografiche). Si parla di collezioni dove la rarità dell’oggetto esposto è un criterio di pregio. Le arti applicate in questo periodo avevano una grandissima fortuna (anche i grandi artisti si dedicavano a questo) e sono molti gli oggetti di questo tipo che si trovavano nelle wunderkammern. Tra gli oggetti più frequenti vi erano coralli, lavorazioni in ebano, corni di animali, oggetti di argenteria e con pietre preziose… oggetti che “parlavano al pubblico”.
Spesso in queste collezioni vi erano raccolte di epigrafi e oggetti con scritture inusuali come geroglifici o ideogrammi... Dal punto di vista dei criteri di allestimento, si denota che quello principale è la volontà di riempimento dello spazio → esposizione totale alla vista degli oggetti posseduti affinché fossero simultaneamente visibili.
È interessante notare che questo tipo di allestimenti sono stati probabilmente influenzati dalle cosiddette “mnemotecniche” → si pensava infatti che guardando simultaneamente una serie di contenuti, questi si sarebbero impressi nella testa dello studioso rimanendo nella sua memoria (siamo ben lontano dal sapere scientifico del ‘700). Si trattava infatti di una selezione accurata e molto discussa di oggetti, non un’accozzaglia!
La wunderkammern di Ulisse Aldrovandi a Bologna
Ulisse Aldrovandi (1522-1605) era uno studioso di botanica e animali, e mette in piedi una collezione soprattutto di stampo naturalistico. Essa comprendeva circa 8000 illustrazioni a tempera, 11000 tra animali, frutti esotici e minerali, 7000 piante pressate e seccate rilegate in volume… insieme a illustrazioni che li rappresentavano.
Assieme a questa collezione possedeva un’enorme biblioteca, caratteristica tipica dei collezionisti umanisti del ‘500 → sia negli studioli che nelle wunderkammern i libri costituivano parte della collezione, perché fino a prima della stampa ne circolavano pochi ed erano quindi molto preziosi.
Museo di Ferrante Imperato
Farmacista e naturalista napoletano, Ferrante Imperato aveva realizzato una delle wunderkammern più note della sua epoca. Tra gli oggetti collezionati vi erano conchiglie, cose che vengono dal mondo della natura, uccelli impagliati, un coccodrillo... tutto quello che poteva essere raro.
Museo di Manfredo Settala
Milanese, allestisce la sua collezione attorno al 1630. Si capisce come progressivamente questo tipo di collezioni vengano ordinate in modo sempre più vicino al modo scientifico → in questo caso gli oggetti vengono divisi in 6 settori: da una parte quadri, dall’altra libri, stampe e disegni.
Museo di Ferdinando Cospi
Nobile bolognese figlio di Costanza de’ Medici e Vincenzo Cospi, la sua collezione era costituita soprattutto da armi e strumenti scientifici che venivano da altri paesi. Essa inoltre comprendeva molte incisioni che venivano poste a frontespizio delle edizioni che descrivevano la collezione.
Wunderkammern del museo Kircheriano
Questa wunderkammern è legata al collegio romano dei Gesuiti, l’ordine religioso che più di tutti nel Seicento è andato a evangelizzare anche le zone più remote di quel tempo. La collezione è infatti molto legata a ciò → c’è un pigmeo impagliato, oggetti astronomici, obelischi…
Questo tipo di collezionismo influenza e si richiama molto a un certo tipo di decorazione molto di moda fra la seconda metà del ‘500 e la prima metà del ‘600, sia come oggetti che come elementi architettonici → esperimenti dove l’artista finge la natura (si realizzano grotte finte con l’acqua…).
Tribuna di Palazzo Grimani
Negli anni 80 del Cinquecento viene allestito uno spazio ad una selezione di opere particolari chiamata tribuna. Museo problematico e difficile da gestire perché è collocato in una zona non turistica.
La collezione di Domenico e Giovanni Grimani a Venezia
Luogo dove alla fine del Cinquecento fu luogo di un’importante collezione. Domenico Grimani fu nominato nel 1493 cardinale da papa Alessandro VI Borgia. Nel 1521 divenne doge di Venezia. Nel 1525 16 sculture furono regalate al palazzo ducale della Serenissima. Collezionava statue, dipinti, gemme antiche.
Giovanni Grimani, nipote del cardinal Domenico diventò vescovo di Ceneda e patriarca di Aquileia. Acquistò delle rare sculture greche (la collezione di oggi si distingue anche per queste statue).
Fase costruttiva:
- 1537-40 Francesco Salviati e Giovanni da Udine
- 1558-68 Federico Zuccari (costruzione della Tribuna)
- 1586 Giovanni Grimani dona gran parte della collezione alla Repubblica di Venezia.
Tutte le stanze sono pensate con uno sfarzo di pietre e marmi colorati (pareti e pavimenti). Sono presenti delle decorazioni in stucco di Zuccari in cui ci dovevano esser collocate delle statue a mezzo busto o delle tele.
La tribuna: spazio particolare in cui le fonti ci dicono che qui venivano allestite le meglio collezioni. Cupola quadrangolare che richiama l’idea del Pantheon con il lacunare. Spazio sottostante pensato per accogliere il meglio delle sculture antiche composto da colonne, capitelli, archi. Le fonti raccontano di questa statua di Calimede che pende dalla cupola.
Nel 700-800 c’è stata una dispersione della collezione. Nel 1897 il palazzo è stato dato in vendita a Venice Art Company e nel 1981 acquistato dallo Stato italiano. Nel 1984 iniziano i lavori di restauro fino al 2001. Nel dicembre del 2001 viene istituito il Museo di Palazzo Grimani riscontrando dei problemi con delle statue conservate in altri musei/palazzi di Venezia motivo per cui le stanze sono/erano vuote (le statue sono in prestito fino al 2021).
Il palazzo del XVII secolo e la sua Galleria
Criteri di ordinamento e allestimento di una raccolta d’arte del Seicento. Le Gallerie indicano uno spazio privilegiato dedicato all’esposizione delle opere più importanti. I palazzi cominciarono ad avere una divisione tra spazi privati e spazi con funzione pubblica. Sequenza di sale accessibili solo dopo una selezione. Oltre a queste stanze venne costituito uno spazio rettangolare, in cui venne allestita una parte più importante → galleria. Le caratteristiche ricorrenti sono che lo spazio sia adatto per passeggiare, un’illuminazione solo su un lato, un impianto decorativo importante (soffitto e pareti decorate), compresenza di sculture e dipinti, selezione di opere con diverse tematiche sempre attinenti al tema.
Palazzo Spada
Statue incastonate anche nella facciata. Galleria della Meridiana: con degli importanti stucchi e decorazioni.
Palazzo Doria Pamphili
Collezione interessante perché l’allestimento è stato ripristinato su una base di un inventario del Settecento. Il palazzo ha una tipica sequenza di sale ma la galleria è fatta da 4 braccia che si articolano attorno ad un cortile aperto. È ancora di proprietà privata ed è anche abitazione privata. L’inventario su cui è stata ripristinata costituisce alla prima sequenza di sale un ordinamento dei principi dell’epoca. Idea di riempimento sistematico e simmetrico.
Le prime camere sono a valenza tematica mentre la galleria, avendo 4 braccia, ha un braccio dedicato interamente alla scultura mentre gli altri dedicati ai dipinti. Ciascun braccio ha da un lato finestre e da un lato un muro continuo. I grandi artisti sono esposti assieme ad altri artisti secondari. Disposizione dei dipinti su più registri con una certa logica compositiva.
Ultimamente si tende ad isolare i grandi artisti e nel palazzo Doria Pamphili sono stati spostati dei quadri di Caravaggio in una sala a parte.
Considerazioni sulla pittura, Giulio Mancini, 1621
Testo che racconta i criteri per disporre i dipinti in una casa nel Seicento. Mancini colloca un capitolo (X) che parla della valutazione del prezzo, della collocazione, della lavatura e verniciatura e possibilità di utilizzare cornici/tende. Tratta nel mondo di collocare e conservare i dipinti: dipinti di storia, soggetti religiosi, soggetti di vita quotidiana e nature morte.
Il criterio di ordinamento secondo Mancini:
- Classificazione gerarchica dei soggetti
- Modo di dipingere
- Parametro di creatività dell’artista
I musei nel Settecento
Dalle collezioni private ai musei pubblici. Nel Settecento c’è una progressiva ma definitiva trasformazione di collezioni private in musei pubblici. Durante questo secolo esiste un dibattito esplicito per aprire a tutti le collezioni di proprietà privata; ripensamento dei criteri di ordinamento e ripensamento della funzione della raccolta con trasformazione di funzione didattica.
Museo degli Uffizi
Trasformazione degli Uffizi nel Settecento. Durante i secoli la collezione dei ‘de Medici si arricchì sempre di più da individuare delle figure di custodi per le loro collezioni (molte volte i custodi erano artisti). Alla morte di Gian Gastone ‘de Medici la dinastia si estingue. Sua sorella crea una convenzione (1737) per assicurare la collezione alla città di Firenze.
Pietro Leopoldo di Lorena si occupa di rinnovare la galleria e decide di aprire la collezione al pubblico. Viene emanato un regolamento da rispettare in cui viene scritto come devono presentarsi i vari funzionari (custodi) e ospiti. Sono state adottate delle regole di restrizione. Orari di apertura e chiusura. Nel regolamento ci sono anche delle regole di manutenzione (spolverare gli spazi).
1775: importante lavoro di riallestimento: Giuseppe Pelli Bencivenni (direttore della Galeria) e Luigi Lanzi (custode antiquario delle gemme e delle medaglie). Luigi Lanzi nel 1782 pubblica sul giornale un articolo che descrive il riallestimento della galleria. Secondo lui la galleria doveva essere ordinata secondo criteri scientifici.
Il pubblico degli Uffizi nel Settecento
Francesco Algarotti studia a Venezia, Bologna e scrive un libricino sul Newtonianismo. Conoscitore d’arte ed esperto della collezione. Si trasferisce a Dresda e diventa consigliere di Augusto II Principe di Sassonia e Re di Polonia. Classificazione per temi. Questo tipo di classificazione viene sostituito da un’idea dove la classificazione principale è data dalle scuole pittoriche (veneziana, fiorentina, olandese). I grandi artisti del passato servivano ad educare il gusto estetico dei contemporanei. Formazione degli artisti accademici passava attraverso la copiatura dei grandi artisti del passato.
Le case pubbliche diventano musei pubblici es. Schlon Berrath a Dusseldorf. Christian Von Mechel studiò a Parigi da un famoso stampatore, specializzandosi nelle stampe ed incisioni ed il riconoscimento di esse. Da stampatore diventò esperto di incisioni e venne chiamato a Dusseldorf per riordinare la Galleria. L’operazione si basò su un diverso criterio, più adatto alla cultura del momento dividendo le scuole pittoriche (es. quella italiana da quella tedesca). Il catalogo si chiama catalogo ragionato perché la ragione è il tema principale del riordinamento. Sceglie la disposizione dei dipinti, sopra il dipinto è posto un cartellino con il nome dell’artista, il nome del dipinto e un numero che indica la catalogazione. Seleziona anche delle sale monografiche con opere di un solo artista. Il catalogo non è più un semplice inventario bensì una descrizione scrupolosa di ogni singolo dipinto (artista, descrizione del soggetto, tecnica, strumenti usati).
Von Mechel, dopo l’esperienza a Dusseldorf, venne chiamato a Vienna da Maria Teresa d’Austria per sistemare la collezione spostandola al castello del Belvedere (Vienna) per aprirla ad un pubblico più vasto. Ordinamento che rappresenta tutte le scuole pittoriche, produce un catalogo con stampe dell’edificio a orientamento del visitatore. Sistemazione coerente per scuole pittoriche; ordinamento topografico, geografico. All’interno delle sale si punta ad un ordinamento cronologico delle opere. Von Mechel pubblica un registro spiegando il suo scopo; lo scopo era di utilizzare l’edificio con le sue numerose sale affinché l’esposizione nel suo insieme fosse istruttiva e costituisse una storia dell’arte visibile destinata ad educare. Obiettivo didattico molto evidente: il museo venne paragonato ad una biblioteca. L’inaugurazione ottiene grande successo ma ottiene anche delle critiche causate dalle nuove forme di ordinamento. Il palazzo era accessibile 3 giorni a settimana. L’accesso era consentito con le scarpe pulite e senza ombrelli.
Musei di antichità nel Settecento
Durante il secolo divengono disponibili sul mercato moltissime sculture antiche, essenzialmente opere romane. Ordinate secondo criteri tematici ed evolutivi.
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Elementi di gestione e conservazione dei beni culturali - modulo II
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