IL RUMORE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEGLI AMBIENTI CIRCOSTANTI
Il rumore è un fattore di rischio professionale in gra-
EFFETTI SULLA SALUTE do di provocare, nei soggetti esposti, effetti
DELL’ESPOSIZIONE A sull’apparato uditivo e su altri apparati, che incidono sul
RUMORE piano sociale sia per la compromissione dello stato di
che per l’elevato numero di lavoratori interessati.
salute
In contesti extraprofessionali si distinguono esposi-
zioni volontarie e involontarie a rumore. Un’esposizione
volontaria può realizzarsi in ciascuna delle svariate ma-
nifestazioni della vita caratterizzate dalla presenza di
rumore quali, a titolo esemplificativo, la frequentazione
di auto/motodromi, di poligoni di tiro e la caccia. Da non
trascurare costumi sociali che interessano larghe fasce
dell’utilizzo
di popolazione, come la moda intensivo de-
– –
Giulio Arcangeli, Nicola Mucci gli iPod non di rado ad alto volume e ambienti quali
le discoteche dove è ampiamente superata la soglia dei
Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di 90 dBA [1, 2]. Per esposizioni non volontarie si pensi al
Sanità Pubblica, Sezione di Medicina del Lavoro rumore del traffico, di cantieri, di attività industriali e di
lavorazioni artigianali. sull’apparato uditivo
Gli effetti patologici del rumore
sono ben studiati e conosciuti; gli effetti sugli altri appa-
– –
Il rumore, ai giorni nostri, è uno degli inquinanti più rati definiti extrauditivi costituiscono, viceversa, un
diffusi e ubiquitari, sia negli ambienti di vita che di lavo- campo aperto di ricerca.
ro. Gli effetti sull’apparato uditivo – ben studiati e cono- EFFETTI SULL’APPARATO UDITIVO
2.
– oltre all’ipoacusia da rumore,
sciuti comprendono, lo
spostamento temporaneo della soglia uditiva e
l’ipoacusia da trauma acustico acuto. L’ipoacusia da Gli effetti che il rumore può provocare sull’apparato
rumore, un tempo la patologia professionale più fre- uditivo sono proporzionali alla quantità di energia sono-
dell’organo
quentemente indennizzata, ha mostrato un trend decre- ra che raggiunge le cellule ciliate di Corti. La
dagli anni ’90
scente ad oggi, grazie ai programmi di teoria della uguale quantità di energia afferma che il
prevenzione attuati nei luoghi di lavoro in conformità al- danno rimane invariato se ad ogni raddoppio
dell’energia (aumento logaritmico di 3 dBA), segue un
le disposizioni legislative che si sono succedute nel cor-
so degli anni. dimezzamento del tempo di esposizione giornaliera.
I cosiddetti effetti extrauditivi del rumore costituisco- Questa teoria è valida qualora il rumore lavorativo sia di
no un campo aperto di ricerca e sono caratterizzati da tipo continuo, mentre tende a sottovalutare il rischio
–
reazioni nella maggior parte dei casi a carattere neu- quando sono presenti dei rumori impulsivi e a sopravva-
–
rovegetativo che interessano diversi organi e apparati. lutarlo in caso di rumore discontinuo [3].
I più rilevanti sono a carico dell’apparato cardiovascola- Il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i al Titolo VIII Capo II (Pro-
re (ipertensione arteriosa, patologia ischemica), del si- tezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al
stema endocrino e del sistema nervoso centrale e della rumore durante il lavoro) stabilisce che per valutare il ri-
psiche. Gli effetti extrauditivi possono manifestarsi an- schio uditivo in ambiente di lavoro, il rumore deve esse-
che in seguito ad esposizione a livelli sonori più bassi di re misurato, in ogni caso, in termini di livello equivalente
un’ipoacusia.
quelli in grado di provocare (dBA L ), riferito ad un turno di 8 ore (L ). Per quan-
eq EX,8h
to riguarda il rumore impulsivo, nel medesimo Capo,
sono riportati i valori che non devono essere superati,
Nell’art. 190
1. RUMORE E SALUTE: BACKGROUND espressi in Livello di picco (L ). del citato
peak
Decreto, al comma 1 (lettera a), viene inoltre esplicitato
Con il termine rumore si indica un suono fastidioso che nella valutazione del rischio il datore di lavoro deve
in considerazione “ogni esposizione
al punto da recare disturbo alla persona durante la pro- prendere a rumore
pria attività lavorativa o la propria vita. impulsivo”.
Da un punto di vista fisico, esso può essere rappre- Gli effetti uditivi del rumore sono diversi a seconda
– dell’intensità e delle modalità dell’esposizione profes-
sentato da toni puri o come avviene nella maggior
–
parte dei casi da numerose componenti spettrali, cia- sionale (Tab. 1)
scuna con differenti frequenza e fase. I parametri impor-
tanti per la valutazione dell’impatto del rumore –
Tabella 1 Effetti uditivi del rumore
sull’apparato uditivo sono la pressione sonora, che si - Spostamento temporaneo della soglia uditiva
misura in dBA (in base al circuito di pesatura che più si - Ipoacusia da trauma acustico cronico o da rumore
avvicina alle caratteristiche dell’orecchio umano), la fre- - Ipoacusia da trauma acustico acuto
quenza, che si esprime in Hz, e la durata di esposizio-
ne. 21
IL RUMORE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEGLI AMBIENTI CIRCOSTANTI L’attivazione del
zione protettiva del muscolo stapedio.
2.1 Spostamento temporaneo della soglia riflesso stapediale necessita, infatti, di un tempo di la-
uditiva (STS) tenza più lungo del tempo di salita del livello di picco del
rumore impulsivo [5]. È osservazione frequente, inoltre,
Un suono o un rumore particolarmente intenso (≥ che in un gruppo di lavoratori esposti alle stesse intensi-
80 dBA) è in grado di provocare un innalzamento della tà sonore per un periodo di tempo sovrapponibile, solo
– – un’ipoacusia.
soglia uditiva rispetto a quella di riposo. Tale innalza- alcuni sviluppano nel corso degli anni –
mento è seguito da un recupero della percezione uditi- Si ipotizza che ciò sia legato a caratteristiche congeni-
che inizia al cessare dell’esposizione e si completa –
va, te o acquisite della vascolarizzazione e del metaboli-
in circa 16 ore. Il fenomeno, osservato già nel XVII se- smo dell’apparato cocleare.
colo da Bacone, è stato definito spostamento tempora- Le prime alterazioni uditive permanenti sono evi-
denziabili solo con l’esame
neo di soglia (STS) o fatica uditiva. audiometrico tonale. I sog-
L’STS potrebbe essere espressione di un meccani- getti interessati si accorgono lentamente del progressi-
smo di difesa messo in atto dalle cellule acustiche in vo deficit e, dopo molti anni, di non riuscire più a com-
seguito a stimoli sonori intensi che, riducendo la rigidità prendere bene una conversazione, particolarmente in
l’inerzia, e quindi
delle ciglia, ne aumenterebbero ver- presenza di rumori di fondo.
rebbe modificata la soglia uditiva nel senso di un innal- Il danno uditivo da trauma acustico cronico interes-
zamento. Con la cessazione dello stimolo sonoro la cel- sa, nelle fasi iniziali, le cellule acustiche che ricevono la
lula riacquisterebbe la propria capacità funzionale e il li- frequenza di 4000 Hz, situate a 8-9 mm dalla finestra
vello di soglia uditiva di partenza [4, 5]. ovale. Tale area presenta caratteristiche di particolare
all’impulso
Se, tuttavia, lo stimolo è eccessivo e si ripete nel sensibilità sonoro, probabilmente in ragione
co-
tempo (come avviene negli ambienti di lavoro), la fatica della scarsa irrorazione ematica da parte dell’arteria
uditiva non viene più recuperata e si instaura uno spo- cleare [2, 5]. Con il perdurare nel tempo dello stimolo
stamento permanente della soglia (SPS), con un lento e lesivo la perdita uditiva si estende progressivamente.
progressivo calo dell’udito non più recuperabile [3]. Se il danno interessa anche le frequenze inferiori a
3000 Hz ed in particolare quelle comprese tra 500 e
2.2 Ipoacusia da trauma acustico cronico 2000 Hz, che sono le più importanti per la comprensio-
o ipoacusia da rumore ne della parola, compaiono difficoltà nella vita di rela-
zione (compromissione della comoda udibilità sociale).
L’ipoacusia da trauma acustico cronico è general- Il deficit uditivo cronico da rumore è percettivo, bila-
dall’esposizione prolungata a livelli so-
mente causata terale, simmetrico, irreversibile e non evolutivo una vol-
l’esposizione.
nori superiori agli 80-85 dBA per 8 ore al giorno e per 5 ta terminata Le caratteristiche di bilaterali-
giorni alla settimana [3, 5]. tà e di simmetria del deficit possono non essere presen-
L’ipoacusia da rumore è una malattia professionale ti nelle fasi iniziali.
L’andamento della curva è definito “a
indicata nella Tabella delle malattie professionali audiometrica
dell’industria e dell’agricoltura cucchiaio” a causa della deflessione
(n. 75) (n. 20), ai sensi sui 4000 Hz e della
del D.M. 9 aprile 2008 (Nuove tabelle delle malattie pro- risalita della curva sulle frequenze più alte. In base
all’entità della perdita uditiva è possibile distinguere
fessionali nell'industria e nell'agricoltura), emanato
dall’allora Ministero del Lavoro e della Previdenza So- quattro stadi di progressione del danno (Fig. 1):
ciale. È stata, per decenni, la patologia professionale Nel primo stadio, che colpisce alcuni soggetti
più indennizzata dall’INAIL, con un netto ridimensiona- dopo i primi 10-20 giorni di esposizione al ru-
dagli anni ’90
mento a partire [6]. more, il lavoratore riferisce una sintomatologia
–
Il Titolo VIII Capo II del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. po- caratterizzata da acufeni, sensazione di o-
–
ne come limite massimo di esposizione negli ambienti di recchio pieno, cefalea e stordimento più evi-
–
lavoro un valore di 87 dBA L , prevedendo al con- dente a fine turno e della durata massima di 2-
EX,8h
– 3 settimane. L’esame audiometrico presenta,
tempo una serie di obblighi per il datore di lavoro al
superamento dei valori inferiori di azione di 80 dBA peraltro non costantemente, un lieve innalza-
L e dei valori superiori di azione di 85 dBA L . mento di soglia uditiva sui 4000 Hz, reversibile
EX,8h EX,8h
un’ipoacusia con l’allontanamento dalla sorgente acustica.
La probabilità di sviluppare di natura
professionale è correlata alle caratteristiche fisiche del Nel secondo stadio la sintomatologia soggetti-
nell’ambiente di lavoro, alla
rumore presente tipologia di va è caratterizzata, al più, da sporadici acufeni.
rumore, alla durata di esposizione e ad eventuali condi- La durata di questa fase può variare da mesi
all’energia sonora assorbi-
zioni di ipersuscettibilità. Questi diversi fattori, che nor- ad anni in relazione
malmente agiscono in sinergia, sono importanti anche ta e alla sensibilità individuale al rumore.
nel determinare l’entità del danno. L’esame audiometrico mostra un deep zonale
A parità di tipo di rumore e di durata di esposizione di 30-40 dB sulla frequenza di 4000 Hz; può
– –
come già ricordato il rischio di danno uditivo è diret- coesistere un interessamento iniziale delle vi-
tamente proporzionale alla quantità di energia sonora cine frequenze di 3000 e 6000 Hz.
che raggiunge le cellule ciliate. Il rumore impulsivo è più Nel terzo stadio il lavoratore riferisce di aver
lesivo di quello continuo a causa della mancata contra- difficoltà a comprendere le parole e a sentire la
22 IL RUMORE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEGLI AMBIENTI CIRCOSTANTI
L’esposizione ad un rumore improvviso, di elevata
suoneria dei telefoni o di esser costretto ad al-
zare il volume della televisione. Il deficit au- intensità (superiore a 140 dBA), provoca dolore aurico-
lare immediato, quasi sempre monolaterale: l’orecchio
diometrico sui 4000 Hz supera i 50 dB. interessato è quello rivolto verso l’evento lesivo.
Il quarto stadio equivale alla sordità da rumore, L’energia
in cui il lavoratore manifesta oggettive difficoltà sonora deve, infatti, entrare direttamente nel
nel tenere una conversazione. Spesso può as- condotto uditivo per determinare effetti lesivi.
–
sociarsi una sintomatologia caratterizzata da Il soggetto avverte oltre al violento dolore
all’orecchio –
acufeni e fenomeni di distorsione dei suoni ipoacusia con acufeni e vertigini, per inte-
percepiti (recruitment), dovuti a sofferenza del- ressamento del labirinto. Nei casi più gravi possono ve-
le cellule ciliate. A causa del recruitment non vi rificarsi rottura della membrana del timpano, con otorra-
è più una corrispondenza diretta tra aumento gia, e lesione delle cellule ciliate. La membrana, in se-
dell’intensità dello stimolo ed incremento della guito, cicatrizza.
sensazione uditiva, per cui quest’ultima può L’ipoacusia da trauma acustico acuto è
all’improvviso anche per piccoli un’evenienza
accentuarsi ac- piuttosto rara negli ambienti di lavoro (in-
dell’intensità. L’esame
crescimenti audiometri- fortunio lavorativo da trauma acustico acuto); può esse-
co evidenzia un deep sulle frequenze compre- re provocata da rumori di tipo impulsivo quali lo scoppio
l’uso di armi da
se tra 2000 e 8000 Hz, con la caratteristica di una caldaia, la caduta di una lamiera,
“a cucchiaio”.
morfologia fuoco e la deflagrazione di una mina [5].
e
La diagnosi, basata sull’anamnesi sulla sintoma-
particolari difficoltà. All’esame au-
tologia, non presenta
diometrico si riscontra un deficit monolaterale, percetti-
-
Effetti anarmonici
-
Farmaci - effetti collaterali
-
Effetti AMP ciclico - adenosinmonofosfato
-
Sovrapposizione degli effetti