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Educazione degli adulti – Multieda

Appunti di Educazione degli adultiMultieda. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Aureliana Alberici apre il dibattito ricostruendo l’evoluzione che ha subito nel nostro paese l’educazione degli adulti in questo ultimo decennio, indicando come tappe importanti alcuni provvedimenti legislativi, come il Patto... Vedi di più

Esame di Educazione degli adulti docente Prof. P. Orefice

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tutto il territorio italiano. I dati più rilevanti sono: gli atenei che hanno attivato il corso di laurea specialistica

in educazione degli adulti e formazione continua sono 8 concentrati quasi tutti nel centro-nord; i corsi si

specializzano essenzialmente in tre classi di profili professionali (manager di sistema e di servizi formativi,

formatore nell’educazione degli adulti e nella formazione continua, progettista) lasciando fuori altre figure

professionali; nei piani di studio adottati manca una differenziazione significativa in relazione si profili

professionali; diversità dei percorsi formativi sebbene tutti portino al conseguimento dello stesso titolo di

studio. Concludendo gli autori propongono che venga maggiormente definita a livello universitario la tipologia

dei profili professionali e che siano stabiliti gli standard minimi di competenze in uscita dai corsi di laurea

specialistica, uguali per tutte le università.

Franco Frabboni analizza con preoccupazione gli effetti della globalizzazione della cultura e della

comunicazione sulle nostre città contemporanee, notando come le storiche agenzie deputate alla formazione –

famiglia, scuole, chiesa – siano messe all’angolo da nuovi soggetti che offrono formazione, alcuni con scopi

educativi, come enti locali, associazioni e mondo del lavoro, altri con scopi diversi legati al consumismo.

L’autore non condanna la presenza di più agenzie formative, anzi trova auspicabile una molteplicità di diversi

luoghi della formazione e di diverse opportunità formative per poter rispondere in modo più adeguato ai

crescenti bisogni di crescita dei cittadini; tuttavia, ciò che lui intravede è lo stabilirsi di unosquilibrio tra i

soggetti formativi intenzionalmente educativi e quelli non intenzionalmente educativi, a favore di quest’ultimi.

Inoltre, nelle città-mercato, come le chiama Frabboni, i bambini sono privati dei loro diritti di socializzare, di

comunicare, di muoversi, di conoscere, di cooperare, di acquisire autonomia e di viaggiare con la fantasia. Nel

campo della formazione, la distorsione più grave rilevata dall’autore è il rapporto esistente tra i tre principali

soggetti della formazione : il sistema formale (la scuola), il sistema non-formale (famiglia, enti locali,

associazioni, chiese, mondo del lavoro), il sistema informale (mass media, mercato dei consumi culturali).

Paragonando i tre sistemi ai lati di un triangolo, Frabboni, evidenzia che questo triangolo è scaleno, poiché il

sistema informale tende ad essere maggiore rispetto agli altri e a prevalere sugli altri; è senza angoli, perché i

vari sistemi sono tra loro separati, ciò comporta incomunicabilità tra i vari sistemi; non essendoci

comunicazione tra i tre sistemi questi risultano autoreferenziali e ciò genera conflittualità e competitività. La

soluzione è quella dell’integrazione delle varie opportunità formative offerte dal territorio è a questo fine si

può giungere mettendo in atto, per esempio, nelle scuole il Regolamento in materia di autonomia scolastica

che fornisce le indicazioni per l’istituzione di un sistema formativo integrato a base territoriale, in cui le varie

agenzie educative, ognuna con la propria specificità, interagiscono, comunicano e collaborano con le altre, pur

situate in luoghi diversi.

Secondo l’autore ci sono delle condizioni da rispettare perché ciò possa avverarsi: per esempio, lo stabilirsi di

una forte alleanza pedagogica tra il sistema formale e quello non-formale, una relazione di scambio delle

reciproche risorse tra scuola e territorio, una comunicazione longitudinale tra i livelli del sistema scolastico,

una comunicazione trasversale tra scuola ed agenzie formative del territorio.

Paolo Orefice, nel suo intervento, dopo un breve excursus sui sistemi delle conoscenze, delle tecnologie, del

potere e della produzione nelle società preindustriali e industriali, delinea l’assetto attuale della società

globale, analizzandone i sistemi dei saperi. Secondo l’autore questa società utilizza la conoscenza in modo

completamente innovativo rispetto alle società che l’ha preceduta; grazie allo sviluppo tecnologico il sapere è

distribuito a tutta la popolazione determinando così il superamento dell’intellettuale “specialistico elitario” che

lascia il posto all’intellettuale “razionale diffuso”. La società globale dell’informazione e della conoscenza ha

sovvertito la logica e l’apparato della formazione poiché non sono più sufficienti né l’educazione informale né

quella formale e viene anche superato il modello che considerava la vita dell’uomo suddivisa in tre grandi

periodi, giovinezza (destinata alla formazione), adultità (destinata al lavoro), vecchiaia (destinata al

pensionamento). I cittadini della società globale hanno bisogno di espandere le proprie conoscenze e

competenze, quindi i sistemi formativi devono facilitare, sostenere e favorire l’accesso all’apprendimento

continuo. Come raccomandano i diversi documenti europei inerenti i Lifelong Learning , il soggetto deve

essere posto al centro di un processo formativo personalizzato che tenga in considerazione i suoi bisogni, le

sue aspirazioni, le sue difficoltà; in quest’ottica sono i sistemi formativi che devono modularsi alle esigenze e

caratteristiche dei discenti e non diversamente. Inoltre, secondo l’autore, per forgiare una cittadinanza

europea attiva e critica è necessario facilitare la comunicazione tra cittadini di luoghi diversi e l’integrazione

delle loro culture e saperi. In tale ottica è anche opportuno operare in accordo scelte normative, sul campo

dell’istruzione, formazione ed educazione, che vanno orientate al Lifelong Learning per consentirne lo sviluppo

in una visione d’insieme più generalizzata. Logicamente sono necessarie risorse adeguate per lo sviluppo di

forme di Lifelong Learning, ma i documenti europei vengono in aiuto proponendo diverse modalità

d’incentivazione praticabili.

Vincenzo Sarracino propone un’analisi teorico-epistemologica dell’ attuale assetto dell’educazione degli adulti

quale “ramo” delle scienze dell’educazione e del concetto di adultità.. La prima considerazione è che il nuovo

modello di adultità che si è andato affermando in questi ultimi decenni ha richiesto l’enunciazione di nuove

teorie dell’apprendimento, la messa a punto di nuovi metodi e strategie educativodidattici specifici per l’età

adulta. Inoltre l’educazione degli adulti si è man mano sempre più interessata ad un soggetto adulto nella sua


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Educazione degli adultiMultieda. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Aureliana Alberici apre il dibattito ricostruendo l’evoluzione che ha subito nel nostro paese l’educazione degli adulti in questo ultimo decennio, indicando come tappe importanti alcuni provvedimenti legislativi, come il Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione, del 12/98,che forniva indicazioni per la costituzione di un’offerta integrata di istruzione e formazione non solo professionale...


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Educazione degli adulti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Orefice Paolo.

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