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Introduzione all'economia pubblica

L'economia pubblica ha come oggetto il ruolo economico dello stato. Vi sono diverse concezioni del ruolo che lo stato dovrebbe avere in economia:

  • Mercantilista (Colbert, 1664): il governo deve promuovere il commercio anche con misure protezionistiche.
  • Smith (1776): propone un ruolo più limitato, i mercati non regolamentati realizzano meglio l'interesse collettivo.
  • Marx (1848): il governo deve detenere la proprietà di tutti i mezzi di produzione per evitare le crisi cicliche dei mercati e il collasso dei sistemi.
  • XX secolo: dopo la crisi del 1929 è definito un ruolo di stabilizzazione rispetto al ciclo economico: creazione di disavanzo pubblico nei periodi di contrazione, creazione di surplus in quelli di espansione.

Le funzioni attribuite allo stato (Musgrave, 1959)

  • Allocativa
    • Fornitura beni di interesse sociale;
    • Intervento diretto: spesa pubblica;
    • Intervento indiretto: tasse e sussidi.
  • Distributiva del reddito
    • Definizione dei diritti di proprietà;
    • Sistemi di imposte e trasferimenti;
    • Conflitto equità-efficienza.
  • Stabilizzazione macroeconomica
    • Interventi di politica monetaria e fiscale;
    • Obiettivi di occupazione, crescita e stabilità.

Due livelli di analisi

Si possono portare avanti due livelli di analisi:

  • Positiva, tipica dell'economia politica: descrive il funzionamento del sistema economico.
  • Normativa, tipica della politica economica: si basa sull'analisi positiva.

Le principali teorie economiche di giustizia sociale

  • Prospettiva libertaria: massimizzare la libertà individuale. L'intervento dello stato è moralmente sbagliato e riduce il benessere della società.
  • Prospettiva liberale (utilitarismo): la politica deve occuparsi di massimizzare il benessere totale dei membri della società.
  • Posizione collettivista: Stato marxista, socialismo democratico.

Le diverse concezioni dello stato

Si distinguono due principali concezioni dello stato:

  • Organicistica: la società è presentata come un organismo naturale, del quale gli individui sono le parti mentre lo stato è il cuore. L'individuo ha quindi valore solo come parte della collettività e il bene dell'individuo viene definito solo a partire dal bene della collettività.
  • Meccanicistica: lo stato è considerato come uno strumento creato dagli individui per perseguire fini particolari. L'attenzione si sposta quindi dalla collettività all'individuo. È inoltre importante differenziare anche fra stato minimale e stato non minimale. Il primo si deve occupare di garantire i titoli degli individui, fornire beni di interesse sociale e una minima redistribuzione. Lo stato non minimale, invece, interviene in modo più ampio concentrandosi su cosa, come e per chi produrre.

Analisi positiva e causalità

Affinché ci sia nesso di causalità è necessario che la causa preceda gli effetti e, in secondo luogo, occorre che causa ed effetto siano in correlazione. Devono poi essere scartate le altre spiegazioni per un'eventuale correlazione osservata. L'analisi empirica dovrebbe riuscire ad eliminare le distorsioni nella stima della relazione causale fra i due eventi.

Per poter eliminare gli altri fattori avremmo bisogno di conoscere lo scenario controfattuale, ossia ciò che sarebbe accaduto al gruppo se non avesse ricevuto il trattamento. Con l'assegnazione casuale, gli individui del gruppo di controllo non sono gli stessi del gruppo sperimentale, ma hanno in media le stesse caratteristiche. La randomizzazione non sempre si può applicare per ragioni etiche o di fattibilità oggettiva o politica, quindi la soluzione è di lavorare sui dati per trovare dei quasi esperimenti, con tecniche volte ad eliminare i fattori che potrebbero inquinare le deduzioni causali.

  • Differenze nelle differenze: analisi che confronta le variazioni nel corso del tempo del risultato del gruppo sperimentale con le variazioni nello stesso periodo del gruppo di controllo. Ad esempio, si possono prendere due stati vicini in uno dei quali è stata introdotta una politica (gruppo sperimentale), mentre nell'altro no (gruppo di controllo).
  • Regressioni con design di discontinuità: analisi che adotta uno specifico criterio che discrimina, rispetto alla fruizione dell'intervento oggetto di studio per approssimare un contesto sperimentale. Ad esempio, per dimostrare se iniziare le elementari a 5 o 6 anni ha effetto si usa la differenza fra i nati a dicembre e quelli a gennaio.

Economia del benessere

L'economia del benessere è la branca della teoria economica che tratta la desiderabilità sociale di allocazioni economiche alternative.

Teoremi dell'economia del benessere

I teorema dell'economia del benessere: Se falliscono i presupposti del teorema, vi è giustificazione dell'intervento dello stato per aumentare l'efficienza.

II teorema dell'economia del benessere: Se i risultati sono efficienti ma non desiderabili, vi è giustificazione dell'intervento pubblico per aumentare la giustizia distributiva.

Ipotesi implicite

  • La sovranità del consumatore: l'individuo è l'unico soggetto in grado di decidere cosa è bene per se stesso.
  • Welfarismo: l'utilità o le preferenze sono lo strumento per valutare l'ottimo e l'agente massimizza la propria utilità;
  • No paternalismo: non spetta allo stato decidere cos'è bene il bene dell'agente.

Efficienza nello scambio

Prendiamo in esame un sistema economico, in cui ci sono due persone che consumano due beni disponibili in quantità fisse. Lo strumento di analisi è la scatola di Edgeworth. Si dice allocazione pareto efficiente, un'allocazione di risorse tale per cui nessun individuo è in grado di migliorare la propria condizione senza peggiorare quella dell'altro. L'efficienza paretiana è il criterio più diffuso per valutare quanto sia desiderabile un'allocazione di risorse. Un concetto collegato è quello di miglioramento paretiano, che è una riallocazione delle risorse che migliora la condizione di un individuo senza peggiorare quella dell'altro. Il luogo in cui si situano tutti i punti pareto efficienti viene definito curva dei contratti. In termini matematici essi sono i punti di tangenza delle curve di indifferenza. In economia, il valore assoluto della pendenza della curva di indifferenza è il saggio marginale di sostituzione. Esso è il rapporto al quale l'individuo è disposto a scambiare un bene per una quantità aggiuntiva dell'altro, in modo tale da rimanere sulla stessa curva di indifferenza. L'equilibrio di ciascun consumatore richiede l'uguaglianza del rapporto tra i prezzi e del saggio marginale di sostituzione. Nei mercati competitivi tutti i consumatori fronteggiano gli stessi prezzi e, di conseguenza, in equilibrio il saggio marginale di sostituzione di ogni consumatore sarà lo stesso. Si ottiene così un'allocazione pareto efficiente nello scambio. Ad ogni punto sulla curva dei contratti corrisponde un'utilità. La frontiera delle utilità possibili è derivata dalla curva dei contratti e indica l'utilità massima di un individuo, dato il livello dell'utilità dell'altra persona. Tutti i punti sulla frontiera o al di sotto sono raggiungibili per la collettività, mentre quelli al di sopra non lo sono. I punti sulla frontiera sono pareto efficienti per definizione.

Efficienza nella produzione

Ipotizziamo che le quantità di beni disponibili non siano più fisse, ma variabili. La frontiera delle possibilità produttive è il luogo dei punti che indicano il massimo della quantità che si può produrre di un bene, data la quantità prodotta dell'altro bene e la disponibilità degli input. Il saggio marginale di trasformazione è il saggio al quale il sistema economico può trasformare un bene in un altro bene; è il costo-opportunità marginale di un bene in termini di un altro bene. Il costo marginale è il costo di produzione di un'unità aggiuntiva. Solo i punti sulla frontiera della produzione rispettano le condizioni di pareto efficienza, in quanto non è possibile produrre una quantità maggiore di un dato bene senza ridurre la produzione di altri beni. La scatola di Edgeworth ha un angolo in 0 e con quello opposto tocca la frontiera delle possibilità produttive.

Equilibrio con efficienza nello scambio e nella produzione

Quindi i mercati competitivi soddisfano le seguenti condizioni:

  • Efficienza nello scambio: i saggi marginali di sostituzione dei consumatori devono uguagliarsi.
  • Efficienza nella produzione: i saggi marginali di sostituzione tecnica dei fattori produttivi devono uguagliarsi.
  • Efficienza nella combinazione produttiva: il saggio marginale di trasformazione deve uguagliare il saggio marginale di sostituzione.

Primo teorema dell'economia del benessere

Se ipotizziamo che tutti i consumatori e produttori agiscano da concorrenti perfetti (non avendo quindi potere di mercato) e che esista un mercato per tutti i beni, allora il primo teorema dell'economia del benessere stabilisce che le risorse vengano allocate in maniera pareto efficiente. Non ci sarebbe quindi bisogno dell'intervento statale, salvo che per garantire il “rispetto delle regole”, in quanto i mercati concorrenziali possono portare a soluzioni efficienti. Un'allocazione di mercato in perfetta concorrenza è ottenuta tramite il processo di:

  • Massimizzazione delle utilità di consumatori price taker;
  • Massimizzazione dei profitti di imprese price taker nei mercati di input e output;
  • Assenza di barriere all'entrata e all'uscita.

In questi casi il prezzo rappresenta tutta l'informazione rilevante circa la scarsità relativa di beni e risorse, ma ciò non è vero nel caso in cui ci si trovi in presenza di esternalità, asimmetrie informative o beni pubblici. In questi casi vi potrebbero essere fallimenti di mercato e, di conseguenza, l'allocazione delle risorse non sarebbe efficiente.

Problemi di efficienza

  • Il potere di mercato: Se alcuni consumatori e/o produttori non sono price taker, in generale l'allocazione delle risorse sarà inefficiente. Un'impresa che detiene un certo potere di mercato può essere in grado di far salire il prezzo al di sopra del costo marginale offrendo una quantità minore rispetto a quella che offrirebbe un produttore concorrenziale.
  • L'assenza di mercati: La dimostrazione dei teoremi fondamentali si basa sull'ipotesi che esista un mercato per ogni singolo bene. Il mercato non esiste perché c'è un problema di informazione asimmetrica, ovvero in caso in cui una delle parti coinvolte nella transazione dispone di informazioni che l'altra non possiede. L'altro tipo di inefficienza prende il nome di esternalità, situazione in cui il comportamento di un individuo influisce sul benessere di un altro in modi che non si riflettono sui prezzi dei mercati.

Secondo teorema dell'economia del benessere

Nell'analisi condotta abbiamo ipotizzato che l'efficienza sia l'unico criterio per stabilire la desiderabilità di un'allocazione, mentre non possiamo dare per scontato che l'efficienza paretiana sia di per sé socialmente desiderabile. Il criterio di efficienza paretiana in sé non è sufficiente a determinare un ordinamento di allocazioni alternative delle risorse. Sono richiesti espliciti giudizi di valore sull'equità della distribuzione delle utilità. Secondo il secondo teorema dell'economia del benessere si può raggiungere qualsiasi allocazione pareto efficiente tramite una redistribuzione con trasferimenti in somma fissa (lump sum) e lasciando gli agenti liberi di contrattare. Il mercato quindi ottiene efficienza (primo teorema), ma il criterio di efficienza paretiana non è in sé sufficiente a determinare un ordinamento di allocazioni alternative delle risorse. È comunque possibile riallocare le risorse iniziali per ottenerne una efficiente e desiderabile (secondo teorema). Ma cos'è desiderabile? Sono richiesti espliciti giudizi di valore sulla desiderabilità della distribuzione delle utilità. Adotteremo un modello formalmente analogo a quello delle scelte individuali:

  • Al vincolo di bilancio si sostituisce la frontiera delle utilità, che descrive le allocazioni pareto efficienti.
  • Alle curve di indifferenza individuali si sostituiscono le curve di indifferenza sociali, che descrivono le combinazioni di utilità tra individui di diverso tipo che sono considerate indifferenti dalla società.

Quale tra i punti della frontiera delle utilità possibili rappresenta l'allocazione migliore?

La funzione del benessere sociale

La funzione del benessere sociale è una rappresentazione delle preferenze della società sulla distribuzione delle utilità tra diversi individui. Essa può essere rappresentata attraverso delle curve di indifferenza sociale, che sono il luogo geometrico dei punti in cui la comunità è indifferente tra le diverse combinazioni di utilità degli individui. La forma delle curve di indifferenza sociali misura il grado di avversione alla disuguaglianza della società. La pendenza delle curve è misurata dal saggio marginale di sostituzione sociale, ovvero la relazione tra le utilità marginali degli individui di una società tali per cui la società mantiene lo stesso livello di benessere. L'idea centrale è che una società giusta deve perseguire il maggior benessere possibile per il maggior numero di persone e, il benessere sociale, è inteso come la somma del benessere dei suoi componenti.

Caratteristiche delle curve di indifferenza sociale

Le curve di indifferenza sociale hanno le seguenti caratteristiche:

  • Se l'utilità di qualcuno aumenta, allora aumenta anche il benessere;
  • Per rimanere sullo stesso livello di benessere, se aumenta l'utilità di qualcuno quella di qualcun altro diminuisce. Per questa ragione hanno pendenza negativa.

Tre funzioni di benessere sociale specifiche

  • Benthamiana (perfetta sostituibilità): in questo caso il benessere della società è dato dalla somma del benessere dei suoi elementi. La funzione tiene conto della somma, ma non della ripartizione delle utilità e, quindi, non è interessata alla giustizia distributiva. Tutte le possibilità sulla curva sono indifferenti e tali sono anche i casi più estremi. Il saggio marginale di sostituzione sociale è uguale a -1 e non dipende quindi da quanta utilità hanno le persone.
  • Rawlsiana (perfetta complementarità): secondo Rawls, in una società che si fonda sull'uguaglianza delle opportunità, le disuguaglianze di reddito sono giuste perché legate alla bravura di ogni singolo individuo. Il filosofo critica le disuguaglianze immeritate, come ad esempio il fatto di nascere ricco oppure povero. Una giustizia distributiva equa deve tenere conto delle disuguaglianze immeritate e creare quindi un sistema dove i meno avvantaggianti possano ottenere il massimo possibile. L'idea di Rawls si basa quindi sul criterio Max-min, ovvero migliorare i livelli minimi. Per queste curve di indifferenza sociale conta molto l'avversione alla disuguaglianza. L'aumento di utilità del più avvantaggiato è irrilevante, in quanto la misura del benessere sociale è quella del più svantaggiato. Basterebbe dare un po' di più a chi ha poco per spostarsi su una curva di indifferenza sociale più alta. Il saggio marginale di sostituzione è -infinito.
  • Bernoulli-Nash (sostituibilità imperfetta)
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alice.foschini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Dragone Davide.
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